Radiografia dell'Osso Ioide: Indicazioni, Anatomia e Trattamenti

L'osso ioide è un osso molto particolare, situato sulla radice della lingua, all’altezza della quarta vertebra cervicale. È un osso impari e mediano, posizionato nella regione anteriore del collo.

Un’antica ma chiara immagine dell’osso ioide e delle due paia di corna: le piccole corna (“Lesser cornu”) e le grandi corna (“Greater cornu”). Sia i muscoli sottioidei che quelli sopraioidei hanno dei compiti importanti: i primi sono preposti all’abbassamento dell’osso ioide in una posizione inferiore rispetto a quella di riposo. Invece i muscoli sopraioidei causano l’abbassamento della mandibola o l’innalzamento dell’osso ioide, che provoca anche quello della faringe.

Frattura dell'Osso Ioide

Particolare un po’ “truce”, la frattura dell’osso ioide si riscontra spesso nel caso di morte per soffocamento, ad esempio per un’impiccagione o per uno strangolamento manuale. Fino ai 30 anni di età la frattura di questo particolare osso è più difficile in quanto esso è per metà formato da cartilagine. Al di là dei traumi violenti da tentativo di soffocamento, la frattura dello ioide può comparire in seguito ad un incidente stradale o ad una caduta rovinosa (ad esempio dalle scale).

Coloro che praticano la boxe dovranno prestare particolare attenzione a questo tipo di lesione: anche se le regole del pugilato impediscono di sferrare colpi al collo, un pugno portato alla testa può essere schivato in modo errato da colui che lo riceve, che spostandosi di lato od all’indietro potrebbe ricevere un colpo intenso al collo con relativa frattura. Ma ancora più attenti dovranno essere i praticanti di Brasilian Ju Jitsu, un’arte marziale nata in Giappone ma poi modificata dai maestri brasiliani. Tale pratica si basa anche su efficacissimi strangolamenti che, se portati in modo troppo intenso durante l’allenamento, potrebbero in alcuni casi provocare la frattura dell’osso ioide.

Il trattamento dell’osso ioide fratturato si basa innanzitutto sul riposo vocale: non si dovrà quindi parlare per non sollecitare troppo l’osso durante la guarigione. Si consiglia ovviamente una dieta liquida ed un trattamento anti infettivo.

Sindrome di Eagle

Spesso i pazienti affetti dalla sindrome di Eagle raccontano che per anni hanno convissuto con i sintomi che ne discendono, non trovando risposte, nonostante si siano sottoposti ad indagini diagnostiche e visite specialistiche. Fino a trovare casualmente un approccio efficace, ovvero quello chirurgico che nella quasi totalità dei casi porta a completa guarigione con la scomparsa della sintomatologia invalidante con un ritorno ad una eccellente qualità di vita. Tipica di questa sintomatologia è l’estrema aspecificità dei sintomi.

Il dolore è causato da un osso, più lungo della norma, che da sotto l’orecchio va verso il collo e dalla calcificazione di un legamento che da tale osso va verso la parte anteriore del collo. La circostanza si presenta tipicamente dopo una lesione o un trauma al collo o alla faringe o dopo un’operazione che interessa il settore del collo, quale la tonsillectomia. I pazienti affetti dalla sindrome di Eagle presentano un insieme di sensazioni dolorose alla gola, descritte come frequenti e intense punture localizzate.

Vista l’aspecificità dei sintomi è sempre opportuno sospettare una sindrome di Eagle ogni qualvolta si osservano pazienti con questi quadri e, possibilmente, escluderla con un esame di primo livello quale la radiografia ortopanoramica che, tuttavia, fornisce indicazioni solo sulla lunghezza dello stiloide, ma non sull’orientamento.

Linfonodi del Collo

Per una corretta valutazione radiografica e clinica, è utile conoscere la suddivisione dei linfonodi del collo:

  • I - Linfonodi sottomentonieri e sottomandibolari
    • Superiormente: muscolo miloioideo e mandibola
    • Inferiormente: margine inferiore dell'osso ioide
    • Anteriormente: muscolo platisma
    • Posteriormente: margine posteriore della ghiandola sottomandibolare
    • Ia (linfonodi sottomentonieri): antero-mediale tra i ventri anteriori di entrambi i muscoli digastrici
    • Ib (lifonodi sottomandibolari): postero-laterale al ventre anteriore dei muscoli digastrici
  • II - Linfonodi della catena giugulare interna superiore (cervicale profonda)
    • Superiormente: base del cranio alla fossa giugulare
    • Inferiormente: margine inferiore dell'osso ioide
    • Anteriormente: margine posteriore della ghiandola sottomandibolare
    • Postero-lateralmente: margine posteriore del muscolo sternocleidomastoideo
    • Medialmente: margine mediale dell'arteria carotide interna
    • IIa: anteriormente e inseparabile dal margine posteriore della vena giugulare interna; include il gruppo linfonodale giugulo-digastrico
    • IIb: posteriore e separato da un piano di tessuto adiposo dalla vena giugulare interna
  • III - Linfonodi della catena giugulare interna media (cervicale profonda)
    • Superiormente: margine inferiore dell'osso ioide
    • Inferiormente: margine inferiore della cartilagine cricoidea
    • Anteriormente: margine anteriore del muscolo sternocleidomastoideo
    • Postero-lateralmente: margine posteriore del muscolo sternocleidomastoideo
    • Medialmente: margine mediale dell'arteria carotide comune
  • IV - Linfonodi della catena giugulare interna inferiore (cervicale profonda)
    • Superiormente: margine inferiore della cartilagine cricoidea
    • Inferiormente: livello della clavicola
    • Anteriormente: margine anteriore del muscolo sternocleidomastoideo
    • Postero-lateralmente: linea obliqua tracciata attraverso il bordo posterolaterale del muscolo sternocleidomastoideo e il bordo laterale del muscolo scaleno anteriore
    • Medialmente: margine mediale dell'arteria carotide comune

    Include i linfonodi sopraclavicolari mediali incluso il Linfodo di Virchow

  • V - Linfonodi del triangolo posteriore
    • Superiormente: base cranica all'apice della convergenza dei muscoli sternocleidomastoideo e trapezio
    • Inferiormente: livello della clavicola
    • Anteromedialmente: margine posteriore del muscolo sternocleidomastoideo
    • Posterolateralmente: margine anteriore del muscolo trapezio
    • Va: metà superiore, superiore al margine inferiore della cartilagine cricoidea (posteriore ai livelli II e III); include i linfonodi accessori spinali
    • Vb: metà inferiore, inferiore al margine inferiore della cartilagine cricoidea (posteriore al livello IV); comprende i linfonodi sopraclavicolari laterali
  • VI - Linfonodi tiroidei
    • Superiormente: margine inferiore dell'osso ioide
    • Inferiormente: margine superiore del manubrio (tacca soprasternale)
    • Anteriormente: muscolo platisma
    • Posteriormente: trachea (medialmente) e spazio prevertebrale (lateralmente)
    • Lateralmente: bordi mediali di entrambe le arterie carotidi comuni (mediale ai livelli III e IV)

    Comprende i linfonodi giugulari anteriori, pretracheali, paratracheali, prelaringei/precricoidi (delfici) e peritiroidei

  • VII - Linfonodi della doccia tracheo-esofagea e del mediastino superiore

Terapia dell’OSAS e Sospensione Ioidea

La sospensione ioidea antero-inferiore è la più comune procedura chirurgica sull’osso ioide che viene utilizzata in combinazione con altre procedure roncochirurgiche quando vi sia un collasso endoscopico principalmente trasversale con restringimento inferiore sopraepiglottico.

L’idea di riconfigurare lo spazio retrolinguale agendo sull’osso ioide è stata codificata da Riley e coll. nel 1986, dopo vari studi sperimentali su modelli animali che hanno dimostrato che la chirurgia dell’osso ioide cui si attaccano tutti i muscoli linguali può stabilizzare l’ipofaringe e la base lingua, riducendo la tendenza al collasso dei muscoli costrittori medi del faringe durante la pressione endoluminale negativa che si verifica nel sonno profondo.

L’ancoraggio dell’osso ioide in basso ed in avanti alla cartilagine tiroidea amplia lo spazio ipofaringeo posteriore riducendo il collasso trasversale. Per confermare l’indicazione corretta all’intervento sono necessari uno studio radiologico (TC o RM) che evidenzi un pattern di restrizione inferiore con stretta relazione fra base della lingua ed epiglottide ed una sleep endoscopy (DISE) che mostri nella fase di apnea indotta farmacologicamente una restrizione della PAS (base lingua-parete faringea posteriore) in sede retrolinguale-ipofaringea con pattern di collasso prevalentemente trasverso.

L’intervento viene eseguito in anestesia generale con il paziente in posizione supina ed il collo iperesteso per il pilet sottoscapolare. Si esegue generalmente una incisione orizzontale di ca. 4 cm in corrispondenza dell’osso ioide. Sezionate con bisturi elettrico a punta sottile le fasce del collo, si espone tutta l’area preioidea. Vengono poi disinseriti i muscoli sovraioidei stando aderenti al periostio, partendo dal basso in posizione mediana e progredendo indietro ed in alto. Lateralmente si arriva fino al piccolo corno dello ioide.

Liberato l’osso ioide, si procede alla preparazione della cartilagine tiroidea che si ottiene sezionando la linea alba fino a ca 1 cm al di sotto dell’incisura del notch tiroideo, scollando poi i due lembi sul piano del pericondrio ad esporre bilateralmente lo scudo tiroideo.

A questo punto, testata la mobilizzazione in basso ed in avanti dell’osso ioide, utilizzando punti riassorbibili robusti (Polysorb 1) con ago conico curvatura ½ si passano 4 punti simmetrici, due per lato attraverso l’ala tiroidea dall’esterno all’interno e poi dal basso in alto all’intorno dell’esterno dell’osso ioideo. Si parte coi 2 punti anteriori per poi mettere quelli più laterali, subito a lato della linea mediana. Secondo il suggerimento di Vicini e coll., può essere passato un terzo punto posteriore tra la cartilagine tiroidea ed il grande corno dell’osso ioide, allo scopo di incrementare la tensione delle pareti laterali.

L’intervento termina con l’emostasi e la ricostruzione per piani. E’ consigliabile lasciare un piccolo drenaggio a caduta che attraversa la ferita da mantenere per le prime 24 ore. La compliance soggettiva del paziente per disfagia e dolore dopo questo intervento è ottima e l’impatto estetico è minimo. Abbiamo avuto come complicanza minore qualche caso di ematoma del collo.

I risultati sono difficili da giudicare per la difformità delle casistiche riguardo alla complessità dei pazienti trattati, le indicazioni, ma soprattutto perché l’intervento è parte di un complesso di trattamenti attuati nella stessa seduta operatoria.

Un lavoro su 140 pazienti trattati a Pavia e Forlì dal 1998 al 2011 ha evidenziato un successo nel 67% dei pazienti responders con una diminuzione degli indici di Apnea (AHI mediano da 31 eventi/ora pre trattamento a 12 eventi /ora); un miglioramento obiettivo della stadiazione NOH nel 95% dei casi.

Un altro lavoro di metanalisi pubblicato nel 2015 su Laryngoscope ha esaminato solo casi pubblicati (101 casi) in cui il trattamento era esclusivo riscontrando un range molto ampio di miglioramento: dal 22% al 77% a seconda dei vari studi.

Personalmente attuo questa tecnica in casi selezionati, sempre dopo la sleep endoscopy che evidenzi un collasso ipofarineo inferiore marcato e sempre in trattamento combinato. Non ho mai riscontrato complicanze serie, buona compliance e miglioramento soggettivo delle apnee e degli indici di apnea in tutti i casi, mantenuti anche a distanza.

Riferimenti Bibliografici

  1. C.Vicini Chirurgia della Roncopatia, Eureka ed.
  2. P.Canzi, A.Berardi, C.Tinelli, F.Montevecchi, F.Pagella Thirteen years of Hyoid suspension experience in multilevel OSAHS Surgery: the short-term results of a bicentric study, Int. J. Otolaryngol. The Laryngoscope , 2015

Risultati del trattamento OSAS con sospensione ioidea (studio su 140 pazienti)

Parametro Pre-trattamento Post-trattamento Successo
AHI mediano (eventi/ora) 31 12 67% pazienti responders
Miglioramento stadiazione NOH - - 95% dei casi

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