Onfalite Post-Laparoscopia: Cause e Trattamento

L'ombelico è una cicatrice naturale situata al centro dell'addome, risultante dalla separazione del cordone ombelicale dopo la nascita. Durante la gestazione, il cordone ombelicale funge da lifeline tra la madre e il feto, permettendo il passaggio di nutrienti, ossigeno e sostanze vitali necessarie per lo sviluppo del bambino. Una volta tagliato dopo la nascita, il cordone lascia una cicatrice che diventa l'ombelico. Questo piccolo e spesso trascurato punto del corpo umano ha una storia unica e interessante.

Nonostante la sua importanza durante la vita fetale, l’ombelico tende a passare inosservato nelle nostre routine quotidiane di igiene e cura personale. Questa trascuratezza può manifestarsi con:

  • Scordarsi di Lavarlo
  • Non Asciugare Adeguatamente
  • Mancata Ispezione

Tuttavia, è essenziale comprendere l’importanza di mantenere pulita e sana questa zona, in quanto è soggetta a diverse problematiche dermatologiche se trascurata. L’ombelico, essendo una depressione naturale, può facilmente diventare un ricettacolo di sporco, sudore e batteri. Se non viene pulito e asciugato adeguatamente, può diventare un terreno fertile per infezioni e irritazioni.

Problematiche Dermatologiche Comuni dell’Ombelico

L’ombelico, pur essendo una parte del corpo spesso trascurata, può essere soggetto a diverse problematiche dermatologiche. Le condizioni e patologie dermatologiche specifiche che possono interessare questa zona sono:

  • Dermatite da Contatto: La dermatite da contatto è una reazione infiammatoria della pelle che si verifica quando l’ombelico entra in contatto con sostanze irritanti o allergeni. Questo può includere saponi, detergenti, profumi, o tessuti sintetici. I sintomi tipici includono rossore, prurito, gonfiore e desquamazione della pelle. Nei casi più gravi, possono formarsi vesciche e croste. La condizione può essere diagnosticata attraverso la valutazione clinica e, se necessario, test di patch per identificare l’allergene specifico.
  • Infezione Batterica (Piodermite): L’ombelico può essere un sito di infezione batterica, nota come piodermite, che può manifestarsi con sintomi di arrossamento, gonfiore, dolore e secrezione purulenta. I batteri più comuni che causano queste infezioni includono Staphylococcus aureus e Streptococcus. Queste infezioni possono essere superficiali o, in casi più gravi, profonde, richiedendo spesso un trattamento antibiotico. La piodermite può essere associata a condizioni di igiene scadente o a traumi locali.
  • Infezione Fungina (Candidosi): La candidosi, causata da funghi del genere Candida, può colpire l’ombelico, soprattutto se l’area è umida e non ben asciugata. I sintomi comprendono arrossamento, prurito, e un’eruzione cutanea caratterizzata da macchie rosse o rosa, talvolta accompagnate da una secrezione biancastra. La candidosi si manifesta più frequentemente in ambienti caldi e umidi, e può essere trattata con antifungini topici o orali, a seconda della gravità.
  • Dermatite Seborroica: La dermatite seborroica è una condizione cronica della pelle che colpisce aree ricche di ghiandole sebacee, come il cuoio capelluto e l’ombelico. Essa si presenta con arrossamento, desquamazione e formazioni di scaglie oleose o crostose. Questa condizione è spesso associata a uno squilibrio della produzione di sebo e può essere gestita con shampoo medicati e creme antifungine o corticosteroidi topici.
  • Infezione da Stafilococco: L’infezione da Staphylococcus può manifestarsi come follicolite o ascessi nell’ombelico. La follicolite è un’infezione dei follicoli piliferi, che si presenta con piccoli brufoli rossi o pustole, talvolta accompagnati da dolore e prurito. Gli ascessi stafilococcici sono raccolte di pus che possono causare gonfiore significativo e dolore. Entrambe le condizioni possono richiedere antibiotici e, in alcuni casi, drenaggio chirurgico.
  • Lichen Planus: Il lichen planus è una malattia infiammatoria della pelle che può colpire l’ombelico e altre aree. Questa condizione si manifesta con lesioni pruriginose di colore viola, piatte e poligonali, che possono causare desquamazione e irritazione. La causa esatta del lichen planus non è ben compresa, ma è spesso trattato con corticosteroidi topici e altre terapie immunomodulanti.
  • Eczema Nummulare: Questo tipo di eczema si presenta con lesioni di forma rotonda o ovale che possono colpire anche l’ombelico. Le macchie sono generalmente pruriginose e possono essere secche e squamose o umide e vescicolose. L’eziologia esatta non è chiara, ma la gestione include l’uso di emollienti e corticosteroidi topici per alleviare i sintomi e ridurre l’infiammazione.
  • Herpes Simplex: L’infezione da herpes simplex può colpire l’ombelico, causando una serie di piccole vescicole dolorose che evolvono in ulcere. I sintomi sono spesso preceduti da bruciore o prurito nella zona colpita. Il trattamento tipico per l’herpes simplex include antivirali orali e locali, che possono aiutare a ridurre la durata e la gravità dell’infezione.
  • Cisti Epidermiche: Le cisti epidermiche, o cisti sebacee, sono sacche piene di materiale cheratinico che possono formarsi nell’ombelico. Queste cisti sono generalmente benigne e si presentano come noduli morbidi sotto la pelle. Possono diventare infiammate e dolorose se infette. Il trattamento può includere l’aspirazione o l’asportazione chirurgica della cisti.
  • Cheloidi: I cheloidi sono cicatrici anomale che possono formarsi a seguito di traumi o interventi chirurgici, inclusi i piercing all’ombelico. Questi tessuti cicatriziali sono caratterizzati da una crescita eccessiva e sporgente rispetto alla pelle circostante, che può causare prurito e disagio. La gestione dei cheloidi può includere trattamenti topici, iniezioni di corticosteroidi e, in alcuni casi, la chirurgia.
  • Psoriasi: Anche se meno comune, la psoriasi può colpire l’ombelico, portando alla formazione di placche rosse e squamose. La psoriasi è una malattia autoimmune cronica e può essere accompagnata da prurito e desquamazione intensa. Il trattamento tipico include l’uso di corticosteroidi topici, terapie a base di catrame e, in casi gravi, farmaci sistemici.
  • Nevus o Nei: I nei, o nevi, possono apparire nell’ombelico e, sebbene siano generalmente benigni, è importante monitorarli per eventuali cambiamenti in termini di colore, dimensione o forma. Qualsiasi alterazione può essere un segnale di un problema più serio, come un melanoma, e richiede una valutazione dermatologica.

La cura adeguata dell’ombelico e la consapevolezza di queste potenziali problematiche dermatologiche sono essenziali per mantenere la salute della pelle e prevenire complicazioni. Se si notano segni di disagio, cambiamenti della pelle o sintomi persistenti, è fondamentale consultare un dermatologo per una diagnosi accurata e un trattamento adeguato.

Come Evitare la Trascuratezza dell’Ombelico

Un’adeguata attenzione e integrazione di pratiche di igiene specifiche nella routine quotidiana possono fare la differenza nel preservare la salute dell’ombelico.

Integrare l’Ombelico nella Routine di Pulizia

Per garantire una corretta igiene dell’ombelico, è cruciale includerlo sistematicamente nella propria routine di pulizia. Durante la doccia o il bagno, è fondamentale non limitarsi alla pulizia superficiale delle aree più visibili, ma dedicare del tempo specifico all’ombelico. Utilizzare un sapone delicato è essenziale per evitare irritazioni: optare per un prodotto non profumato e privo di coloranti, che minimizza il rischio di reazioni allergiche o dermatiti da contatto. Applicare il sapone direttamente con le mani pulite e massaggiare delicatamente la zona dell’ombelico con movimenti circolari, assicurandosi di penetrare nei solchi e nelle pieghe. Per un’igiene più approfondita, è utile utilizzare un batuffolo di cotone o un cotton fioc. Questi strumenti aiutano a rimuovere detriti e cellule morte che possono accumularsi nella parte più profonda dell’ombelico, un’area che potrebbe essere difficile da raggiungere solo con le dita. Dopo aver applicato il sapone e pulito l’area, è fondamentale risciacquare abbondantemente con acqua tiepida per eliminare ogni residuo di detergente. Questo processo aiuta a mantenere l’ombelico pulito e a prevenire l’accumulo di batteri, che potrebbe causare infezioni o irritazioni.

Asciugatura Completa

Dopo aver pulito l’ombelico, l’asciugatura completa è un passaggio cruciale per mantenere la pelle sana e prevenire problemi dermatologici. L’umidità residua può diventare un ambiente favorevole per la crescita di batteri e funghi, contribuendo a condizioni come candidosi o dermatiti. Utilizzare un asciugamano morbido e pulito per tamponare delicatamente l’area dell’ombelico, evitando sfregamenti che potrebbero irritare la pelle. È importante assicurarsi che l’ombelico sia completamente asciutto, soprattutto se l’area tende a trattenere l’umidità a causa della sua forma profonda o delle pieghe cutanee. In situazioni in cui si nota una persistente umidità, si può ricorrere a tamponare con un batuffolo di cotone asciutto per garantire che non rimangano tracce di umidità. La completa asciugatura riduce il rischio di irritazioni e infezioni, contribuendo al mantenimento della salute della pelle e prevenendo problemi come la formazione di infezioni fungine o batteriche.

Ispezionare Regolarmente

L’ispezione regolare dell’ombelico è un’importante pratica di prevenzione. Durante la routine di cura personale, dedicare qualche secondo per esaminare l’ombelico può aiutare a rilevare segni precoci di problemi dermatologici. Controllare attentamente per eventuali segni di irritazione come arrossamenti, gonfiori, o cambiamenti nella texture della pelle, che potrebbero indicare condizioni come dermatite da contatto o infezioni. È utile osservare anche la presenza di secrezioni anomale, che possono suggerire un’infezione o un accumulo di sporco. Se si nota un cambiamento significativo nel colore o nella forma dell’ombelico, come nel caso di nuovi nei o escrescenze, è consigliabile consultare un dermatologo. Monitorare la presenza di odori sgradevoli o sintomi di prurito può aiutare a identificare precocemente problematiche come infezioni fungine. Una ispezione regolare contribuisce a mantenere un controllo costante sulla salute della pelle dell’ombelico e consente un intervento tempestivo in caso di problemi.

Cura dei Piercing

Chi ha un piercing all’ombelico deve prestare particolare attenzione alla cura per prevenire complicazioni. Dopo aver effettuato un piercing, è essenziale seguire le indicazioni fornite dal professionista del piercing per la cura post-operatoria. Questo generalmente include la pulizia regolare dell’area con soluzioni saline o antisettiche, che aiutano a prevenire infezioni. Durante la cura, è importante evitare di toccare il piercing con mani non lavate e limitare il contatto con il gioiello. È anche cruciale evitare l’uso di prodotti irritanti come alcol o perossido di idrogeno, che possono seccare la pelle e rallentare il processo di guarigione. Monitorare il piercing per segni di infezione come rossore, gonfiore, dolore e secrezioni anomale è fondamentale. In caso di sintomi preoccupanti, è consigliabile consultare un dermatologo o un professionista del piercing per valutare la situazione e ricevere eventuali trattamenti appropriati. Mantenere l’area intorno al piercing pulita e asciutta è essenziale per prevenire problemi come infezioni o irritazioni che possono compromettere la guarigione e la salute della pelle.

Onfalite: Infiammazione dell'Ombelico

L'onfalite è un'infiammazione dell'ombelico che si manifesta con arrossamento, tumefazione, bruciore, dolorabilità alla pressione e dolore localizzato nella regione ombelicale. La causa dell'onfalite risiede in infezioni polimicrobiche. Negli adulti, l'onfalite può essere provocata, invece, dalla cattiva igiene o da una particolare conformazione anatomica dell'ombelico, che ne rende difficile la pulizia. Di conseguenza, se si trascura l'igiene, è possibile incorrere in un'onfalite.

Sintomi dell'Onfalite

I sintomi più comuni di onfalite sono: secrezione maleodorante di pus dall'ombelico, eritema, edema, dolorabilità alla pressione e dolore circoscritto. Questi sintomi sono spesso accompagnati da secrezioni maleodoranti, purulente e continue, che rendono l'ombelico sempre umido. Quando non adeguatamente curata, il quadro sintomatologico dell'onfalite può complicarsi: in tal caso, il paziente può osservare ecchimosi, petecchie, lesioni cutanee bollose ed aspetto a buccia d'arancia in prossimità dell'ombelico. In alcuni sporadici casi, il quadro clinico del paziente può precipitare: l'infezione ombelicale può diffondere fino a coinvolgere l'intera parete addominale.

Diagnosi e Trattamento

La diagnosi di onfalite è clinica e consiste nell'osservazione medica della parte interessata. Le penicilline si rivelano particolarmente indicate per il trattamento delle onfaliti lievi sostenute da Staphylococcus aureus, mentre gli aminoglicosidi costituiscono la terapia d'elezione per le infezioni da gram negativi. L'onfalite complicata da fascite necrotizzante richiede un approccio terapico più aggressivo. In caso di complicanze derivate dall'onfalite stessa (es. ascesso addominale), il medico indicherà la cura più appropriata.

Prevenzione dell'Onfalite

Per la prevenzione delle onfaliti nel neonato, si consiglia di applicare direttamente sul moncone ombelicale sostanze antisettiche-antibiotiche a base di bacitracina o sulfadiazina d'argento. Evitare di perforare l'ombelico. Se si fa un piercing, è molto importante mantenere la parte pulita, evitare di toccare il gioiello con le mani sporche o di strattonarlo.

Perché l'Ombelico Puzza?

L'ombelico può puzzare per diversi motivi. A causa della sua forma e delle minuscole pieghe della pelle, l'ombelico può raccogliere pelle morta, sporco, sudore, lanugine e germi. In effetti, l'ombelico contiene mediamente circa 67 tipi di batteri. Inoltre, i microrganismi nella regione dell'ombelico hanno a loro disposizione sebo, pelle morta, sudore e altri detriti quale fonte di nutrimento. L'ombelico rappresenta il luogo perfetto per la colonizzazione di batteri e funghi, a causa della sua particolare conformazione anatomica: dopo tutto, si tratta di un'ambiente buio, caldo e umido, in cui spesso la pelle poggia sulla pelle.

Anche se non è presente un'infezione batterica o una micosi, l'ombelico può puzzare per l'accumulo di sudore, sporco, cellule morte della pelle e lanugine. Le cause possono variare da un'igiene impropria ad un'infezione.

Come Pulire l'Ombelico

Oltre alla pulizia sotto la doccia, è possibile imbibire un batuffolo di cotone con acqua e sapone neutro oppure con dell'alcol denaturato e strofinare delicatamente le superfici all'interno dell'ombelico, in modo da entrare delicatamente nelle piccole pieghe. Se il batuffolo si sporca, gettarlo via e ricominciare da capo con uno nuovo.

Lavare l'ombelico con acqua e sapone delicato durante o subito dopo la doccia. Usare una salvietta o una spugna per entrare nell'ombelico e pulirlo all'interno; è possibile anche usare una soluzione di acqua salata per pulire l'ombelico: si prepara con 1/4 di cucchiaino di sale marino in 240 ml di acqua portata ad ebollizione.

Trattamento per l'Ombelico Puzzolente

Il trattamento dipenderà dalla causa dell'odore. Se l'ombelico puzza per motivi igienici è sufficiente detergerlo regolarmente. Le infezioni dell'ombelico possono essere trattate con creme antibiotiche/antimicotiche. Il medico può anche prescrivere antibiotici per via orale, qualora necessario. Le cisti dell'ombelico possono essere drenate o rimosse completamente.

Piercing all'Ombelico e Infezioni

Ogni volta che c'è una rottura o uno strappo nella pelle, c'è il rischio di infezione. Lo stesso vale quindi per i piercing all'ombelico che possono essere infettati da diversi tipi di batteri come Stafilococco o Streptococco. In linea generale, è molto importante mantenere la parte pulita, evitare di toccare il piercing con le mani sporche o di strattonarlo.

Ascesso Addominale

L'ascesso addominale è una raccolta localizzata di essudato purulento all'interno di un tessuto. L’ascesso addominale è causato solitamente da un'infezione da batteri aerobi Gram-negativi, frequentemente Escherichia coli e Klebsiella, ed anaerobi, soprattutto Bacteroides fragilis. Tale infezione può diffondersi per via ematica a organi e tessuti distanti, instaurando un quadro di sepsi che può essere fatale nel 10-40% dei casi. Un ascesso può essere complicazione di interventi chirurgici dell'apparato digerente o delle vie biliari durante i quali il peritoneo può venire contaminato. Fattore di rischio significativo sono i traumi addominali, soprattutto le ferite e gli ematomi del fegato, del pancreas, della milza e dell'intestino.

Sintomi dell'Ascesso Addominale

Le manifestazioni cliniche sono diverse e i primi sintomi sono generalmente aspecifici e lievi. La sintomatologia specifica dipende dalla localizzazione degli ascessi. Il sintomo comune è disagio addominale e dolore che si fa più acuto in prossimità dell'ascesso, con sensazione diffusa di malessere e, generalmente, febbre. Un ascesso nella regione media dell'addome è caratterizzato da una forte dolenzia nell'area dell'ascesso mentre un ascesso nell'addome inferiore può irradiarsi alla coscia e nella fossa perirettale ossia nell'area circostante il retto. Un ascesso pelvico o un ascesso del cavo di Douglas adiacente al colon si caratterizza per diarrea legata all'irritazione intestinale e bisogno urgente e frequente di urinare a causa dell'irritazione della vescica. Un ascesso retroperitoneale provoca dolore in sede lombare che peggiora con il movimento dell'articolazione dell'anca. Se l'ascesso si forma nel pancreas dopo un attacco di pancreatite acuta, sintomi come febbre, dolore, nausea e vomito compaiono dopo una settimana dalla guarigione.

Diagnosi e Trattamento dell'Ascesso Addominale

Si formula la diagnosi attraverso esami di diagnostica per immagini (TAC, RMN, ecografia, radiografia e scintigrafia), l'agoaspirato ed esami ematochimici. Gli esami strumentali sono utili per fare diagnosi differenziale e consentono di stabilire l'origine, rilevare le dimensioni e individuare la posizione di un ascesso. L'esame d'elezione è la TAC addominale. L'agoaspirato consente di prelevare un campione di materiale purulento e di esaminarlo in laboratorio per identificare l'agente infettivo così da scegliere l'antibiotico più efficace. L'emocromo con formula evidenzia leucocitosi e anemia.

Il trattamento consiste nel drenaggio del pus, per via percutanea o per via chirurgica, e nella terapia antibiotica di supporto per via endovenosa. Non è previsto il drenaggio di ascessi pericolici o periappendicolari con misure inferiori ai 2 cm. Talvolta piccoli ascessi si drenano spontaneamente a livello cutaneo o nell'intestino. Il drenaggio percutaneo viene posto sotto guida ecografica o guidato dalla tomografia computerizzata e, lasciato in sede, permette la fuoriuscita del materiale purulento entro qualche giorno o qualche settimana. Qualora la sede dell'ascesso non sia facilmente raggiungibile, si interviene a drenare l'ascesso chirurgicamente, rimuovendo in tal caso anche la parte anatomica interessata dall'ascesso, una volta eliminato il pus. L'antibioticoterapia associata previene la diffusione dell'infezione, limita la disseminazione ematogena e favorisce la completa guarigione. In pazienti a basso rischio l'antibiotico d'elezione è l'ertapenem in monoterapia oppure l'associazione di metronidazolo con cefotaxime o ceftriaxone.

Prevenzione dell'Ascesso Addominale

La profilassi è difficile per l'eziologia varia. Non esiste una prevenzione da metter in atto per evitare l'ascesso.

Ernia Ombelicale

L’ernia ombelicale è la fuoriuscita di una parte d’’intestino o dell’epiploon, dalla cavità addominale, attraverso un orifizio o una soluzione di continuo, presente nella regione ombelicale. L’ernia ombelicale è una patologia frequente, provocata da un difetto di chiusura della parete addominale (nei neonati) o da una debolezza della parete o da una lesione della regione ombelicale secondaria a uno sforzo intenso o un trauma. Può essere congenita o acquisita, nell’infanzia è congenita mentre nell’adulto è acquisita, esistono delle differenze tra le due affezioni, nell’adulto l’etiologia, la prognosi, le complicanze e la terapia sono diverse da quelle dei primi anni di vita.

Ernia Ombelicale nell'Adulto

L’ernia ombelicale nell’adulto: fa parte delle ernie della parete addominale, può interessare tutte le fasce di età, s’instaura per una debolezza o per una lesione muscolo-aponeurotica. La parete addominale anteriore è formata dai due muscoli retti, uno per lato, hanno un decorso discendente; questi ventri muscolari originano dalla quinta e settima cartilagine costale e terminano nel margine superiore del pube. Il retto presenta tre - quattro iscrizioni tendinee trasversali (ben visibili nei soggetti magri e muscolosi); è diviso da quello contro laterale, dalla linea alba. Nella parte centrale di questa linea si trova la cicatrice ombelicale.

L’ernia ombelicale dell’adulto non tende a guarire, ma si accresce progressivamente. Particolarmente comuni sono le complicazioni, lo strozzamento dell’ernia, o la formazione di aderenze che rendono non riducibile l’ernia. Una complicanza caratteristica è l’infezione del sacco erniario, favorita dalla particolare sottigliezza della cute che la ricopre. Una volta fatta la diagnosi è conveniente eseguire la terapia chirurgica, prima che possa accrescersi di volume determinando lesioni muscolari persistenti o aderenze tra il peritoneo e i visceri erniati o lo strozzamento erniario che richiede un intervento urgente. Infine non bisogna confondere l’ernia dal laparocele ombelicale che è una tumefazione che compare, dopo l’intervento chirurgico, in corrispondenza della cicatrice.

Trattamento Chirurgico

L’intervento chirurgico può essere eseguito in Day Surgery per le piccole-medie ernie, mentre quelle di maggiori dimensioni richiedono un ricovero ordinario. La tecnica tradizionale aperta è quella più frequentemente utilizzata, può essere eseguita in anestesia locale per le piccole ernie, mentre per quelle più voluminose è necessaria l’anestesia generale. Il trattamento laparoscopico trova indicazione in casi selezionati.

Ernia Ombelicale nel Neonato

Attraverso questo buco della parete per un aumento della pressione nell’addome (come nel pianto e nella defecazione etc.), s’insinua il peritoneo e una porzione dell’intestino o di epiploon e l’ernia si rende visibile all’esterno come un rigonfiamento ombelicale. Il gonfiore nell’ombelico, quindi, aumenta di volume quando il bambino piange, grida o è sotto sforzo e regredisce, a volte fino a scomparire, quando dorme o è supino. Non esiste un procedimento per prevenire il formarsi di un’ernia ombelicale. La presenza di un’ernia ombelicale è causa di ansia nei genitori che ritengono questa patologia pericolosa per la vita del bambino. La preoccupazione dei genitori, è comprensibile, ma non è fondata dal punto di vista clinico, infatti, è raro che questa malattia, in età pediatrica, dia delle complicanze ed è rarissimo che si possa strozzare. L’ernia ombelicale non si rompe; il pianto non è nocivo né la fa aumentare di dimensioni.

Il volume dell’ernia varia da 0,5 cm di diametro fino a 6 cm, ma, nelle maggior parte dei casi non supera i 2 cm; non da mai sintomatologia dolorosa se non interviene una complicanza. L’ernia congenita in una piccola percentuale di casi può aumentare di volune, mentre in una minoranza di casi può persistere oltre il terzo anno di età, in tali casi, l’unica terapia è l’intervento chirurgico. L’intervento è fatto in regime di Day Surgery e consiste, attraverso un piccolo taglio arcuato in prossimità della cicatrice ombelicale, nella riduzione dell’ernia e riparazione del difetto della parete con punti riassorbibili. L’alimentazione può essere ripresa subito dopo il risveglio dall’anestesia. La dimissione dal reparto avviene tra le sei e le otto ore dalla fine dell’intervento. E’ consigliato di evitare il bagno per i dodici - quattordici giorni successivi all’operazione.

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