L'elettrocardiogramma (ECG) è uno strumento fondamentale per la diagnosi di diverse patologie cardiache. Un'attenta lettura progressiva dei segni grafici dell’elettrocardiogramma, la comprensione basilare della loro natura ed un’esposizione metodologica delle aritmie dissertate ci renderà in grado di interpretare l’elettrocardiogramma e acquisire, con il tempo e lo studio, la capacità di riconoscere la maggior parte dei ritmi patologici.
L'Alfabeto del Ciclo Cardiaco
Così come per imparare a leggere, dobbiamo imparare le singole lettere dell’alfabeto, e riuscire a dare un senso alle parole e alle frasi, così per “leggere” l’elettrocardiogramma, e capire cosa vuole dirci il cuore del nostro paziente, è necessario dare un senso al singolo segno grafico che si presenta ai nostri occhi (sottoforma di onde e di tratti nel tracciato). Ogni evento elettrico che osserviamo nel tracciato corrisponde ad un evento meccanico del ciclo cardiaco.
Onde e Intervalli dell'ECG
L’Ecg è composto da onde ed intervalli. Sarà quindi fondamentale conoscere il significato di ogni singola onda o tratto. Come ogni suono corrisponde ad una lettera, così ogni segno elettrocardiografico corrisponde ad una fase del ciclo cardiaco.
- Onda P: Rappresenta la depolarizzazione atriale.
- Intervallo PR: Indica il tempo di conduzione dell'impulso dal nodo seno-atriale ai ventricoli.
- Complesso QRS: Corrisponde alla depolarizzazione ventricolare.
- Tratto ST: Rappresenta il periodo in cui le cellule ventricolari sono depolarizzate.
- Onda T: Indica la ripolarizzazione ventricolare.
- Intervallo QT: Rappresenta il tempo totale di depolarizzazione e ripolarizzazione ventricolare.
Approccio Sistematico all’Interpretazione dell’Elettrocardiogramma
L’approccio sistematico, può variare da operatore a operatore, ma la sequenza qui consigliata è essenzialmente il metodo più facile per prendere confidenza con l’interpretazione dell’esame elettrocardiografico. Ma cosa vuol dire leggere in maniera sequenziale il tracciato ecg? Vuol dire appurare ogni singolo tratto, onda elettrica o segno grafico. Uno alla volta. Inoltre, prima di approcciarsi al paziente è necessario aver già valutato i suoi precedenti tracciati elettrocardiografici.
Cosa valutare prima di leggere l’elettrocardiogramma:
- L’ultimo elettrocardiogramma utile, preferibilmente se presente diagnosi del cardiologo.
- L’anamnesi pregressa e remota del paziente (ad es. presenza di fibrillazioni atriali recidivanti?
Frequenza Cardiaca
Con frequenza cardiaca si intende il numero di battiti cardiaci al minuto (bpm). Può aumentare o diminuire in base alle richieste dell’organismo. La maggior parte delle persone che svolge un normale stile di vita presenta una frequenza cardiaca tra i 60 e gli 80 bpm. Possiamo definire questo range di valori come normofrequente o normocardico. In condizioni di riposo un ritmo inferiore a 50 bpm verrà chiamato bradicardia e un ritmo superiore a 100 bpm, tachicardia.
Metodi per leggere la frequenza nell’ecg:
- Contare il numero di cicli all’interno dello “slot”, porzione di spazio indicata nella carta millimetrata ecg, e che corrisponde a tre secondi di eventi nel tempo (o 15 quadrati): moltiplicare il numero dei battiti prima per 2 e poi per 10.
- Contare il numero di quadrati (5 mm cad.) presenti tra un’onda R e la successiva: dividere 300 per il numero trovato.
Ritmo Sinusale e Aritmie
Nel contesto dell’esame elettrocardiografico il ritmo può essere definito come la presenza o assenza di regolarità nell’equidistanza tra i vari elementi del tracciato (come gli intervalli R-R). Può essere regolare o irregolare. Un ritmo sinusale è un ritmo regolare che possiede una regolarità ritmica con variazioni inferiori al 10%, in cui sia presente l’onda P, seguita da un complesso QRS e in cui tutti gli intervalli concordano con i limiti di normalità che definiremo più avanti nell’articolo.
Ritmo irregolare?
Parleremo di ritmo irregolare quando le distanze negli intervalli R-R non sono equidistanti (considerata la tolleranza del 10% in un ritmo sinusale). Cambiamenti repentini di frequenza, battiti prematuri seguiti da pause compensatorie, extrasistole, possono interrompere questa regolarità e indurci a supporre che il ritmo sia disturbato nella sua regolarità. Molte aritmie cardiache disturbano questa regolarità: fibrillazione atriale, blocchi atrioventricolari, e altre ancora. In questi casi, se non è già nota la patologia, deve essere avvertito il cardiologo.
Caso Clinico: Onda Lambda e le Sue Implicazioni
Recentemente, Felici M, Ciabatti M, e Bolognese L. hanno discusso un caso clinico significativo riguardante l'onda lambda e la sua interpretazione in elettrocardiografia. In particolare, hanno sottolineato come la "larghezza d'onda" possa essere più rilevante del semplice sopraslivellamento del tratto ST.
Descrizione del Caso
Una donna di 87 anni, ipertesa e con sindrome depressiva, è stata ricoverata per stato soporoso. L'ECG ha rivelato un pattern ubiquitario di "onda lambda", alternanza della ripolarizzazione ventricolare e QTc allungato. Dopo aver escluso altre cause, si è concluso che l'ECG fosse correlabile all'effetto sinergico di disionie gravi e/o farmaci.
Onda Lambda: Possibili Cause
L’onda lambda è stata descritta in casi di infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST, con significato prognostico negativo, nella sindrome di Brugada e nelle emorragie endocraniche. Altre cause comprendono: angina vasospastica, cardiomiopatia Takotsubo, stati ipercalcemici, infusione continua di propofol, stato post-cardioversione elettrica, uso di cocaina, sovradosaggio di farmaci psicotropi e disionie gravi.
Interpretazione e Diagnosi Differenziale
In questo caso, l'overdose di farmaci psicotropi e le gravi alterazioni elettrolitiche possono spiegare sia le alterazioni morfologiche dell'ECG che l'allungamento del QTc. Il blocco dei canali del sodio e del calcio voltaggio-dipendenti e il blocco dei canali del potassio voltaggio-dipendenti incrementano i gradienti di voltaggio transmurale determinando l’insorgenza di onde lambda.
Onde e Intervalli Specifici
Onda P e Sistole Atriale
L’onda P è la prima delle onde analizzate quando ci si approccia alla lettura del tracciato. Rappresenta, elettricamente, i fenomeni meccanici che coinvolgono gli atri, a partire dall’attivazione del nodo senoatriale. L’onda P rappresenta quindi la depolarizzazione e la trasmissione dell’impulso dal nodo senoatriale, attraverso le vie internodali e il fascio di Bachman, per raggiungere tutto il miocardio atriale, precedendo, a questo punto, la contrazione sistolica di entrambi gli atri.
Intervallo PQ/PR
L’intervallo PQ o intervallo PR è quel segmento grafico-temporale nel tracciato che intercorre tra l’inizio dell’onda P e l’inizio del complesso QRS. Nel ritmo sinusale, rappresenta il tempo che l’impulso impiega a percorrere il sistema di conduzione: dal nodo senoatriale alla fine delle fibre del Purkinje. I valori normali di questo evento dovrebbero essere compresi tra i 3 e i 5 mm, ovvero tra 0,12s 0,2s.
Complesso QRS
Il complesso QRS è la rappresentazione elettrografica della depolarizzazione ventricolare e quindi della sua contrazione. Per il fatto che la massa del ventricolo destro è nettamente inferiore rispetto a quella del ventricolo sinistro, possiamo affermare che il complesso rappresenti sostanzialmente i vettori miocardici coinvolti nella depolarizzazione ventricolare sinistra. È formato da 3 onde consecutive (Q↓, R↑, S↓) che insieme rappresentano singolarmente i tre macrovettori ventricolari che si manifestano durante la sistole ventricolare.
Tratto ST
Con tratto ST si definisce quella porzione del segno elettrocardiografico che inizia quando finisce il complesso QRS e termina all’inizio dell’Onda T (l’ultima onda dopo il complesso QRS). Chiameremo punto J, la fine del complesso QRS e l’inizio del tratto ST.
Onda T
L’onda T è la piccola onda simmetrica appena dopo il complesso QRS. Rappresenta la ripolarizzazione ventricolare: il suo vettore è direzionato verso il basso e a sinistra, a volte di bassa intensità, potrebbe non essere visualizzabile e positiva in tutte le derivazioni.
Ruolo dell'Infermiere
L’infermiere o l'infermiere di cardiologia non sono tenuti a formulare una diagnosi elettrocardiografica ma, seguendo questo schema, troverà più semplice (e cerebralmente più stimolante) interpretare un tracciato effettuato sia di routine che in situazioni di urgenza/emergenza.
L’infermiere, oltre a garantire una buona qualità tecnica dell’elettrocardiogramma, deve saper distinguere un tracciato normale da uno potenzialmente patologico.
leggi anche:
- Onda di Osborne ECG: Cosa Significa e Quali Sono le Cause
- Onda Delta ECG: Cosa Significa e Quali Sono le Cause?
- Onda P nell'ECG: Cosa Indica e Come Interpretare i Risultati
- Onda T Piatta ECG: Cause, Significato e Cosa Fare
- Analisi del Sangue e Raffreddore: Si Possono Fare? Cosa Sapere
- Scopri Tutto sul Laboratorio Analisi in Via Imera, Agrigento: Orari, Prezzi e Servizi Imperdibili!
