Il tumore al seno è il più diffuso tra le donne e rappresenta una delle principali cause di decesso. Tuttavia, grazie ai progressi nella diagnosi precoce e nel campo farmacologico, le possibilità di cura sono notevolmente aumentate. Una diagnosi precoce è sempre più frequente grazie ai programmi di screening che prevedono di sottoporre a mammografia le donne nelle fasce di età raccomandate.
Che cos'è la Mammografia
La mammografia è un esame radiografico che consente di visualizzare precocemente la presenza di noduli non ancora palpabili che possono essere dovuti alla presenza di un tumore. All'interno dei programmi di screening, si effettuano due proiezioni radiografiche, una dall'alto e l'altra lateralmente, e i risultati vengono valutati separatamente da due radiologi per garantire una maggiore affidabilità della diagnosi.
Mammografia in Tomosintesi
Dalla mammografia analogica, si è passati intorno al 2000 alla mammografia digitale per poi arrivare nel 2011 alla mammografia digitale in tomosintesi. Questo tipo di apparecchio, tecnologicamente più evoluto, permette di ottenere una ricostruzione di sezioni trasversali della mammella. In tal modo è possibile avere un’analisi più accurata anche di zone in cui, altrimenti, la sovrapposizione di tessuto potrebbe generare immagini non chiare.
Chi Deve Sottoporsi allo Screening e Quando
Lo screening per il cancro del seno, secondo le indicazioni del ministero della Salute italiano, si rivolge alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni e prevede l'esecuzione gratuita della mammografia ogni due anni. In questa fascia d'età si concentra infatti la maggior parte dei tumori del seno e, secondo gli esperti dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), la partecipazione allo screening, organizzato su invito attivo con queste modalità e frequenza, in questa fascia di età può ridurre del 40 per cento la mortalità per questa malattia.
In alcune Regioni italiane si sta sperimentando l’efficacia di programmi di screening che coinvolgano una fascia di età più ampia, in particolare le donne tra i 45 e i 49 anni, invitate a sottoporsi alla mammografia ogni anno, e quelle fino ai 74 anni con cadenza ogni due anni. Secondo gli esperti della IARC, l'estensione della mammografia alle quarantenni potrebbe garantire una ulteriore riduzione della mortalità per cancro al seno, sebbene inferiore a quella che si ottiene nella fascia 50-69 anni. Allo stesso tempo, l'allungamento della durata media della vita e il protrarsi di un buono stato di salute anche in età più avanzata hanno fatto ritenere che possa essere vantaggioso offrire lo screening alle donne fino ai 74 anni.
A tutte le donne è consigliato sottoporsi alla mammografia dall’età di 40 anni, a prescindere dalla presenza di sintomi o di familiarità. Le donne con un seno classificato a bassa densità e quelle che non hanno familiarità con il tumore, possono eseguire la mammografia con un intervallo più ampio ma mai superiore ai due anni.
Screening Oncogenetico per Forme Familiari di Carcinoma Mammario
Il 5-7 per cento dei tumori del seno è legato a fattori di rischio di tipo ereditario, tra cui anche la mutazione dei geni BRCA 1 o BRCA 2. Per le donne sane ma con un’importante storia familiare di carcinoma mammario o portatrici di una mutazione, che quindi hanno un rischio più alto di sviluppare un tumore del seno, è previsto un programma di sorveglianza clinico-strumentale personalizzato: dal 2012 diverse Regioni hanno attivato percorsi specifici che prevedono una risonanza magnetica (RM) con mezzo di contrasto a cadenza annuale, a seconda dei casi associata a mammografia e/o ecografia; questo screening per chi ha fattori di rischio ereditari viene effettuato a partire dai 25 anni oppure, verificato a quale età i vari membri della famiglia hanno sviluppato il tumore, 10 anni prima dell’età di insorgenza della malattia nel familiare più giovane.
Screening per Chi Ha Fatto Radioterapia al Torace Prima dei 30 Anni
Le donne che tra i 10 e i 30 anni sono state sottoposte a radioterapia al torace per curare un tumore hanno un rischio più alto di sviluppare un carcinoma della mammella proprio a causa dell’irradiazione. Per ridurre la mortalità per tumore mammario è fondamentale riuscire a individuare il tumore quando questo è ancora in fase iniziale (ovvero non si manifesta con dei sintomi), fase nella quale le possibilità di cura sono molto alte.
Cosa Succede se l’Esito dell'Esame è Positivo
In caso di esito positivo, la donna viene invitata a eseguire una seconda mammografia, un’ecografia e una visita clinica che confermino l'effettiva presenza di un tumore, prima di procedere al trattamento che prevede, nella quasi totalità dei casi, un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti malati.
Quali Sono i Limiti dello Screening
Lo screening del tumore della mammella è ormai un'attività consolidata che ha dato dimostrazione di efficacia nel ridurre la mortalità per questo tumore. Nonostante ciò, ancora oggi si dibatte sul rischio di sovra-diagnosi, ovvero l'identificazione di una lesione tumorale poco pericolosa che non sarebbe mai stata diagnosticata se la persona non avesse effettuato l'esame. Questo per due ragioni: perché il tumore è caratterizzato da una crescita molto lenta o perché nel frattempo la persona sarebbe morta per altre cause.
Dal momento che oggi non esistono strumenti che consentono di prevedere quale lesione diventerà un cancro invasivo e quale rimarrà silente per anni, per una donna che si sottopone allo screening esiste il rischio di ricevere la diagnosi (e poi gli approfondimenti diagnostici e il trattamento) per una lesione che probabilmente non si sarebbe mai trasformata in un tumore invasivo. Le ricerche condotte fino a oggi fanno però ritenere che questo rischio sia inferiore ai benefici che si ottengono eseguendo lo screening con la frequenza e nelle fasce di età raccomandate.
Perché il Mio Medico Mi Ha Dato una Diversa Indicazione?
A volte i medici possono suggerire controlli più frequenti o ravvicinati per la presenza di fattori di rischio, per esempio diversi altri casi di tumore al seno o all'ovaio in famiglia, che aumentano la probabilità che un tumore al seno si sviluppi anche in giovane età. Altri esperti considerano che un maggior numero di controlli potrebbe permettere di trovare un maggior numero di noduli: è importante ricordare tuttavia che la diagnosi e la terapia precoce sono preziose solo se riescono a ridurre la mortalità per la malattia, altrimenti la donna avrà subito gli effetti collaterali delle cure senza trarne effettivo vantaggio. Allo stato attuale delle conoscenze, le prove scientifiche garantiscono questo rapporto favorevole tra rischi e benefici solo con le modalità e la frequenza indicate nel paragrafo “Chi la deve fare e quando”.
Mammografia: un Esame Rapido e Non Invasivo
Per eseguire la mammografia non bisogna sottoporsi ad alcuna preparazione. L’esame dura al massimo 10 minuti, non c’è bisogno di assistenza e subito dopo si è liberi di tornare alle proprie normali attività. Secondo alcuni studi, l’indagine è più efficace se eseguita nella prima fase del ciclo mestruale (orientativamente nei primi 10 giorni). Uno dei consigli è di conservare e portare con sé i referti delle precedenti mammografie, permettendo al medico di studiare l’evoluzione di eventuali lesioni per determinarne con maggiore precisione la natura.
Gli Ostacoli ad una Corretta Diagnosi
La mammografia può presentare dei limiti, risultando meno efficace nel permettere una diagnosi, in alcune condizioni. Tra queste:
- La presenza di protesi mammarie;
- L’età inferiore ai 50 anni;
- Il non aver mai allattato;
- La presenza di tessuto ghiandolare molto denso.
In questi casi è meglio affidarsi ad un apparecchio che permetta la tomosintesi. Il medico poi potrà valutare l’opportunità di abbinare l’ecografia, che è considerata un esame complementare alla mammografia.
Esami Complementari alla Mammografia
Alla mammografia possono essere abbinati altri esami, che permettono di approfondire o rendere più precise le indicazioni della mammografia. Uno di questi è la già citata ecografica, che può essere eseguita anche da sola soprattutto nelle donne al di sotto dei 40 anni. Quando abbinato alla mammografia, questo esame permette di visualizzare formazioni diverse da quelle visibili nella mammografia e restituisce un quadro diagnostico più completo. Un altro esame complementare alla mammografia, è la biopsia. Essa consiste nel prelievo di piccole porzioni di tessuto per poter studiare la natura di eventuali lesioni individuate mediante la mammografia. È sempre il medico a decidere se procedere con questo tipo di esame, sicuramente più invasivo rispetto alla mammografia.
L’Importanza della Prevenzione
Come già detto in apertura, la diagnosi precoce costituisce l’arma più importante che abbiamo a disposizione per contrastare il tumore al seno. Per farlo al meglio, partecipa allo screening nazionale che ti offre gratuitamente questo esame se hai un’età compresa tra i 50 e i 69 anni. Per fare prevenzione non aspettare però questa età e, già dai 20 anni, esegui l’autopalpazione ogni mese dopo le mestruazioni. Inoltre, come raccomanda l’AIRC, effettua periodicamente una visita senologica.
Con Quale Frequenza le Donne Dovrebbero Partecipare a un Programma di Screening Mammografico Organizzato?
In tutte le fasce di età l’intervallo annuale non è mai raccomandato. Per la fascia centrale, 50 -69 anni, l’indicazione degli esperti conferma l’intervallo di due anni fra una mammografia di screening e la successiva. Rispetto all’adesione delle donne nelle fasce più giovani e più anziane (45-49 e 70-74), tale bilanciamento è risultato meno marcatamente a favore della mammografia di screening. Allo stesso modo, nella scelta dell’intervallo migliore fra una mammografia e l’altra si è seguita la logica del bilanciamento fra effetti desiderati e indesiderati, alla luce delle scarse e contraddittorie evidenze disponibili.
Programma di Screening del Tumore della Mammella
Le donne dai 50 ai 74 anni, ogni due anni, vengono invitate con una lettera personalizzata a un appuntamento prefissato per effettuare il test di screening. Il test di screening è la mammografia, una radiografia delle mammelle, l’esame più specifico, sensibile ed efficace per la diagnosi precoce del tumore al seno. Se l'esito del test risulta normale il centro di screening invia una lettera a casa con il risultato e dopo due anni invia una nuova lettera con l'invito a ripetere l'esame. Se invece l'esito del test è dubbio e necessita di un approfondimento, la donna viene contattata telefonicamente e invitata presso le sedi di II livello per effettuare esami di approfondimento diagnostico ed eventualmente i trattamenti previsti. Le donne tra i 45 e i 49 anni non sono escluse dalla prevenzione, possono fare una mammografia gratuita ogni due anni: non ricevono una lettera di invito ma possono chiedere al loro medico curante una specifica impegnativa con esenzione.
Il programma di screening è offerto gratuitamente, tutte le prestazioni previste di diagnosi, terapia ed eventuale ricostruzione della mammella sono a carico del SSN, non richiedono il pagamento di alcun ticket e non è necessaria l’impegnativa del medico curante.
Conclusioni
La mammografia rappresenta la migliore arma nella prevenzione e diagnosi precoce del tumore al seno. È bene ripetere la mammografia con regolarità biennale a partire dai 50 anni. Nel frattempo è sempre opportuno controllare periodicamente il proprio seno attraverso l'autopalpazione e rivolgersi, in caso di dubbio, al proprio medico curante oppure contattare il numero verde del programma di screening.
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