Sicurezza e Frequenza di Risonanza Magnetica: Una Panoramica

La Risonanza Magnetica (RM) utilizza la risposta tissutale a vari stimoli elettromagnetici prodotti da un magnete esterno.

Molto spesso si tende a far confusione tra RM, TC e PET. La RM o Risonanza Magnetica, dal termine stesso utilizza la risposta tissutale a vari stimoli elettromagnetici prodotti da un magnete esterno. Al contrario di altre tecniche diagnostiche come la tomografia a raggi X - TC) o di medicina nucleare (es. PET).

In particolare, nella RM il sistema che eroga energia è rappresentato dalle onde elettromagnetiche a RF. La risposta ai vari stimoli è diversa per ogni tipo di composizione tissutale e permette quindi di fare una ricostruzione della morfologia ed in parte della funzione degli organi e tessuto corporei.

È possibile utilizzare dei mezzi di contrasto, che presenteranno conseguentemente caratteristiche “magnetiche” diverse, e che permetteranno di vedere aumentare l’accuratezza della RM nel differenziare i tessuti anche in parte dalla loro vascolarizzazione.

Esposizione ai Campi Magnetici e Radiofrequenza

Il personale sanitario che lavora in ambienti di RM è esposto, durante il tempo di permanenza nella sala magnete, al campo magnetico statico che è costantemente presente.

L’esposizione ai campi di gradiente ed alla RF, che sono presenti solo durante l’esecuzione dell’esame diagnostico, avviene solo in particolari situazioni che richiedono la presenza dell’operatore in sala durante l’esame. Nella maggior parte delle situazioni il personale sanitario è esposto solo al CMS e alle conseguenze dei movimenti in esso.

Il personale, infatti, lascia il locale che ospita il dispositivo durante l’esecuzione degli esami, quando vengono attivati il CMG e il CRF. Vi sono però alcune eccezioni, come la risonanza magnetica interventistica (ossia l’esecuzione di interventi chirurgici sotto continuo monitoraggio RM) oppure il caso di esami su soggetti sedati, per i quali può essere necessaria la presenza di un anestesista accanto al paziente.

Il campo elettromagnetico a radiofrequenza è comunque poco rilevante dal punto di vista protezionistico, perché i livelli di campo elettromagnetico a cui potrebbe essere eventualmente esposto il personale risulterebbero in ogni caso molto bassi, grazie alla conformazione delle bobine utilizzate per generarli, che tende a confinare la presenza del CRF nella sola regione occupata dal paziente.

Normative e Valori Limite di Esposizione

La Direttiva 2013/35, per quanto riguarda i valori limite, si rifà alle linee guida rilasciate da ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection) nel 1998 sui campi ad alta frequenza, nel 2009 sui campi statici e nel 2010 sui campi a bassa frequenza.

Il D.Lgs 81/08, così come modificato dal D.Lgs 159/16 (dispositivo di recepimento della direttiva 2013/35) individua un VLE relativo agli effetti sensoriali applicabile in condizioni di lavoro normali (all. XXXVI, parte II, tabella A1) correlato alla prevenzione di nausea e vertigini dovute a disturbi sull’organo dell’equilibrio, e di altri effetti fisiologici, conseguenti principalmente al movimento del soggetto esposto all’interno di un campo magnetico statico.

Radioprotezione: la sicurezza nella risonanza magnetica è il contenuto del decreto del ministero della Salute 14 gennaio 2021 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 marzo 2021, n.

Aree Critiche e Procedure di Sicurezza nel Sito RM

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È importante garantire la privacy del paziente e avere una visiva ridosso della SALA RM e dotata di visiva. In caso di intervento di emergenza, è fondamentale che medici operanti nel SITO RM siano preparati.

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