Il colore naturale della sclera, la parte dell’occhio che circonda l’iride, è il bianco. A volte, però, è possibile che si verifichi il fenomeno degli occhi gialli, in cui questa parte dell’occhio assume un colorito giallastro. Ma quali sono le cause degli occhi gialli e quali i rimedi? Vediamoli insieme.
Cause degli Occhi Gialli
Il fenomeno degli occhi gialli può essere dovuto a diverse cause. La prima fra tutte riguarda alcuni problemi del fegato. Quando questo organo non funziona a dovere, infatti, nel nostro organismo, si assiste a un accumulo di bilirubina.
Si tratta di una sostanza “di scarto” dell’emoglobina, che è prodotta quando i globuli rossi troppo “vecchi” sono eliminati. In condizioni normali, la bilirubina è assorbita dal fegato, che la elabora e la espelle tramite la bile. Dato che si tratta di una sostanza di colore giallo, il suo accumulo si manifesta con la comparsa di un colorito giallastro diffuso alla pelle e agli occhi.
Le patologie che possono portare a problemi epatici sono diverse, tra cui: insufficienza epatica, cirrosi o tumore. Fra queste, ritroviamo anche disordini ereditari come la sindrome di Gilbert, causata da mutazioni genetiche che provocano un alterato metabolismo della bilirubina.
A volte, la presenza degli occhi gialli è da ricercare in alcune medicine che possono arrivare ad infiammare il pancreas, interferendo nel corretto flusso della bile.
Esistono però particolari circostanze in cui il suo colore può variare. Quando la parte bianca degli occhi assume un colore diverso, per esempio arrossandosi, questo evento può essere accompagnato da prurito, irritazione o dolore. In questo caso, è molto probabile che i vostri occhi siano infiammati. Una buona soluzione per lenire il disturbo può essere quella di utilizzare colliri appositi.
Se gli occhi diventano gialli, la prima cosa da fare è rivolgersi al medico. È, infatti, necessario effettuare degli esami, primo fra tutti quello del sangue, per controllare il funzionamento del fegato. Se i nostri occhi diventano improvvisamente gialli è bene rivolgersi ad un medico il più presto possibile. Lo specialista può richiedere delle analisi del sangue e delle urine, esami sufficienti ad individuare i possibili sintomi degli occhi gialli, che mostrano lo stato del fegato del paziente e la presenza di eventuali valori anomali all’interno dell’organismo.
Molti neonati sani soffrono d’itterizia nella prima settimana di vita. In generale, questa scompare poi spontaneamente.
Xantelasma e Colesterolo
Lo xantelasma consiste nell’accumulo di grasso, principalmente colesterolo, sulle palpebre degli occhi. Particolarmente diffuso dopo i 40 anni, colpisce di frequente anche i giovani e si presenta come una placca molle e giallastra di forma e dimensione variabile che sporge sulla palpebra. Appare come una macchia di colore giallastro, dalla dimensione variabile ed in rilievo, è asintomatica e non costituisce un problema per la vista.
Il dibattito sul legame dello xantelasma con i livelli di colesterolo e di altri lipidi nel sangue è ancora aperto. Lo xantelasma si associa nel 50% dei casi a dislipidemie. È possibile che questo sia un sintomo di una condizione metabolica sottostante, come l’iperlipidemia familiare, caratterizzata da alti livelli di colesterolo LDL (spesso noto come “colesterolo cattivo”). In rare situazioni, questo può essere un’indicazione di un problema metabolico sottostante.
La presenza di depositi di grasso intorno agli occhi può anche essere un’indicazione di accumulo di lipidi in altre parti del corpo, come i tendini o i vasi sanguigni.
Sintomi dello Xantelasma
- Placche giallastre: Questi sono i segni più visibili del xantelasma.
- Posizione: Le placche si trovano principalmente sulle palpebre, vicino agli angoli interni degli occhi, sia sulla palpebra superiore che su quella inferiore.
- Simmetria: Spesso le placche sono simmetriche, apparendo in modo simile su entrambi gli occhi.
- Dimensione: La dimensione delle placche può variare notevolmente, da pochi millimetri a qualche centimetro.
- Indolore: Una caratteristica distintiva del xantelasma è che le placche sono indolori.
- Progressione lenta: Il xantelasma tende a svilupparsi lentamente nel tempo.
- Assenza di sintomi sistemici: A parte i cambiamenti estetici, lo xantelasma non è associato ad altri sintomi fisici.
- Potenziale segnale di iperlipidemia: Può essere un segnale di livelli elevati di lipidi nel sangue.
Cause dello Xantelasma
- Iperlipidemia: Una delle cause più comuni del xantelasma è l’iperlipidemia, una condizione in cui i livelli di grassi nel sangue, come colesterolo e trigliceridi, sono elevati.
- Colesterolo LDL alto: Livelli elevati di colesterolo LDL sono spesso associati al xantelasma.
- Colesterolo HDL basso: Bassi livelli di colesterolo HDL possono contribuire alla formazione del xantelasma.
- Trigliceridi alti: Alti livelli di trigliceridi nel sangue sono un altro fattore che può causare il xantelasma.
- Fattori genetici: La predisposizione genetica può giocare un ruolo significativo nello sviluppo del xantelasma.
- Diabete: Le persone con diabete possono avere un rischio maggiore di sviluppare il xantelasma a causa delle alterazioni nel metabolismo dei grassi.
- Ipotiroidismo: L’ipotiroidismo può causare un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, contribuendo alla formazione del xantelasma.
- Alcolismo: Il consumo eccessivo di alcol può influire sui livelli di lipidi nel sangue e sulla funzione epatica.
- Sindrome nefrosica: Questa condizione renale può causare un aumento dei livelli di lipidi nel sangue a causa della perdita di proteine nelle urine.
- Obesità: L’obesità è spesso associata a livelli elevati di lipidi nel sangue.
- Dieta ricca di grassi: Una dieta ad alto contenuto di grassi saturi e colesterolo può contribuire all’aumento dei livelli di lipidi nel sangue.
- Età: Il rischio di sviluppare xantelasma aumenta con l’età.
- Stile di vita sedentario: La mancanza di attività fisica può influire negativamente sui livelli di lipidi nel sangue.
Soggetti predisposti allo Xantelasma
Lo xantelasma è più diffuso in coloro che sono di mezza età o più anziani e colpisce le donne più spesso di quanto non faccia i maschi. In molti casi, la malattia non manifesta alcun segno o sintomo esteriore e non provoca alcun dolore. La vista di depositi di grasso intorno agli occhi, tuttavia, può far provare vergogna alle persone affette e far sì che trovino la condizione visivamente sgradevole.
Ecco chi è più a rischio:
- Persone con iperlipidemia
- Individui con storia familiare di xantelasma
- Soggetti con malattie metaboliche
- Pazienti con malattie epatiche
- Diabetici
- Soggetti con ipotiroidismo
- Pazienti con sindrome nefrosica
- Obesi
- Persone con dieta ricca di grassi
- Anziani
Altri nomi dello Xantelasma
- Xantoma palpebrale
- Xantelasma palpebrarum
- Xantoma tendineo
- Placca xantelasmatosa
- Chiazza di xantelasma
- Xantoma eruttivo
- Placca lipidica
- Lesione xantomatosa
- Deposito lipidico cutaneo
- Accumulo lipidico palpebrale
- Macchia di grasso palpebrale
Trattamento dello Xantelasma
Lo xantelasma può essere rimosso chirurgicamente. I bisturi non sono l’unica opzione, anzi, nel caso di xantelasmi molto grossi non sono sempre consigliabili. Lo xantelasma viene rimosso attraverso un piccolo intervento chirurgico ma, vi sono anche altri rimedi come il laser, l’essicazione elettrica, la crioterapia e la cauterizzazione chimica (tramite l’uso di acetici clorurati). Purtroppo talvolta lo xantelasma si riforma dopo la rimozione.
Se lo xantelasma è fonte di preoccupazione o disagio è bene rivolgersi al medico. E’ utile rivolgersi al proprio medico se lo xantelasma divenisse un problema di tipo estetico e procurasse fastidio al soggetto.
Data la delicatezza della zona trattata, se gli xantelasmi sono di grandi dimensioni, la tecnica chirurgica classica è solitamente evitata. La zona trattata necessita infatti di un certo periodo per cicatrizzare ed è quindi preferibile evitarla in questi casi.
Prevenzione dello Xantelasma
Data la derivazione non dimostrata da disturbi metabolici, l’unica prassi per questo tipo di condizione è quella di prevenire possibili patologie sottostanti. Un’alimentazione con un contributo di grassi bilanciato è senz’altro da preferire.
Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo sono presentate a solo scopo informativo e non intendono sostituire in alcun modo il parere del proprio medico curante o della visita specialistica. Consultare sempre un medico per una diagnosi e un trattamento appropriati.
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