Nuovo Primario Ematologia Pescara: Un Segno di Speranza per la Sanità Abruzzese

A seguito di insistenti sollecitazioni, è stato nominato il primario del reparto di Ematologia dell’Ospedale di Pescara. Contestualmente, sono in via di definizione anche le nomine per i reparti di Geriatria e Pediatria, colmando lacune inaccettabili all’interno dell’organigramma dell’Ospedale di Pescara.

La UOC di Ematologia Clinica rappresenta per l’intero territorio regionale un fiore all’occhiello della sanità abruzzese, ed è inaccettabile che sia sprovvista di un’organizzazione impeccabile volta a servire il miglior servizio possibile.

Mauro Di Ianni: Il Nuovo Direttore e la Riorganizzazione del Reparto

Non appena assunto il nuovo incarico di direttore, Di Ianni ha dato avvio a un'intensa opera di riorganizzazione dell’unità operativa da lui diretta, rivolta:

  • all’attività ambulatoriale per meglio gestire le liste di attesa;
  • all’attivazione del servizio di prelievi per il controllo periodico dei pazienti ematologici, con esenzione 048, nel laboratorio analisi del distretto sanitario di Pescara Nord a partire dal primo ottobre.

I pazienti potranno recarvisi, senza prenotazione, con l'impegnativa rilasciata dallo specialista ematologo nei giorni: lunedì, martedì e venerdì dalle ore 7.30 alle ore 9.30. Ciò consentirà di migliorare la qualità del servizio e di ridurre l'assembramento nei locali del day hospital di Ematologia.

«La peculiare formazione del nuovo direttore, infine, consentirà il raggiungimento di ulteriori nuovi obiettivi all’Ematologia, da sempre eccellenza nella sanità pescarese e regionale abruzzese», si legge in una nota diramata dalla Asl.

I suoi studi sono incentrati sulla patogenesi dei disordini linfoproliferativi cronici, i modelli sperimentali di trapianto di midollo e le terapie cellulari.

Il Contesto Storico dell'Ematologia a Pescara

Il 12 dicembre 1976 a Pescara fu eseguito il primo trapianto di midollo osseo in un paziente leucemico in Italia: a quell’epoca pochissimi centri in Europa facevano trapianti di midollo osseo.

Fino alla fine degli anni Settanta, infatti, i trapianti di midollo osseo erano costellati da molti più insuccessi che successi, soprattutto perché venivano trapiantati pazienti in fase avanzata di malattia. Uno dei cambiamenti radicali è stato l’utilizzo di un nuovo farmaco, la ciclosporina.

Le innovazioni negli anni successivi hanno poi prodotto un radicale cambio di prospettiva: se prima, a seguito di un trapianto, sopravviveva solo il 10-20% dei pazienti, in seguito i numeri si sono invertiti, al punto che oggi oltre il 70-80% dei pazienti sopravvive al trapianto e molti di essi guariscono.

L'Evoluzione dei Trapianti di Midollo Osseo

Un altro cambiamento è stato l’impiego dei donatori di midollo: all’inizio si trapiantavano solo i pazienti che avevano fratelli compatibili e questo succedeva in circa il 30% dei casi. Negli anni Ottanta si cominciò a indagare la possibilità dei donatori non consanguinei e cominciarono a sorgere le banche di donatori volontari di midollo osseo.

Il nostro centro eseguì il primo trapianto di questo tipo nel 1989, un bambino di sei anni trapiantato con il midollo di un donatore inglese. Contestualmente iniziarono a sorgere le prime banche di unità di cordone ombelicale e infine iniziò l’era dei trapianti eseguiti da donatori familiari parzialmente compatibili. Grazie a tutti questi sforzi oggi possiamo dire che almeno il 95% dei pazienti che ha necessità può arrivare a un trapianto.

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