Il tumore al testicolo è una neoplasia che, sebbene relativamente rara, rappresenta il tumore maligno più comune nei maschi tra i 15 e i 40 anni. I tumori del testicolo rappresentano circa l'1-1.5% di tutte le neoplasie del sesso maschile ed il 5% dei tumori urologici in generale.
Incidenza e Fattori di Rischio
Il picco di incidenza dei tumori testicolari si manifesta tra i 20 ed i 40 anni ed oltre i 60 anni. Il picco di incidenza si riscontra nella terza decade di vita per i tumori non seminomatosi, nella quarta decade di vita per i seminomi puri.
L'eziologia di questi tumori non è nota ma sono stati individuati alcuni fattori di rischio che possono influenzare l'insorgenza e la loro incidenza. L'età è certamente un fattore significativo: la massima incidenza dei tumori a cellule germinali si riscontra tra i 18 ed i 34 anni. Essi rappresentano in questo intervallo di età una delle più frequenti cause di morte per tumore nel sesso maschile, anche se negli ultimi decenni la loro prognosi è molto migliorata grazie alla diagnosi precoce ed alla possibilità di utilizzare chemioterapici efficaci.
È stata osservata un'incidenza di tumori testicolari relativamente più elevata tra gemelli, fratelli e membri di una stessa famiglia. In effetti alterazioni genetiche sono state descritte nei soggetti affetti da carcinoma testicolare. Una di esse è l'amplificazione dell'isocromosoma del braccio corto del cromosoma 12 (i12p) che sembra essere tra le più precoci alterazioni riscontrabili nelle neoplasie a cellule germinali intratubulari. Un'altra anomalia genetica, che può associarsi o presentarsi singolarmente, è rappresentata da un'amplificata espressione della p53.
Fattori di Rischio Principali
- Criptorchidismo: Il criptorchidismo è indubbiamente il fattore di rischio maggiore associato ai tumori a cellule germinali.
- Aver avuto un tumore testicolare da un lato aumenta la probabilità che il testicolo controlaterale possa essere sede di un secondo tumore.
Tipologie di Tumori Testicolari
I tumori del testicolo includono un'ampia varietà di tipi istologici. Circa il 95% di essi originano dall'epitelio germinativo presente all'interno dei tubuli seminiferi. Le rimanenti neoplasie (5%) che possono originare dal testicolo prendono il nome di tumori dello stroma o dei cordoni sessuali.
Essi possono prendere origine dalle cellule stromali specializzate dell'interstizio come le cellule del Leidyg o possono prendere origine dalle cellule dei cordoni sessuali quali le cellule del Sertoli. Fanno parte di questo gruppo di tumori anche quelle forme infrequenti che prendono origine dallo stroma connettivo vascolare quali gli angiomi, lipomi, leiomiomi, sarcomi.
Diagnosi
Generalmente un tumore testicolare si presenta come un nodulo o una tumefazione indolore della gonade. Questa alterazione testicolare potrebbe essere evidenziata casualmente dal paziente che riferisce la presenza di un testicolo aumentato di consistenza. Approssimativamente solo nel 20% dei casi il primo sintomo è caratterizzato da dolore scrotale. A volte in occasione di un trauma scrotale può essere rilevata incidentalmente una neoplasia testicolare.
La ginecomastia osservata nel 7% dei pazienti con tumori testicolari a cellule germinali, generalmente non seminomatosi, può essere ritenuta una manifestazione endocrina di questa neoplasia.
La valutazione clinica del testicolo viene eseguita mediante esame obiettivo consistente in una attenta palpazione del testicolo tra pollice e le prime due dita della mano. Qualsiasi area solida, di consistenza dura all'interno della tunica albuginea dovrebbe essere considerata sospetta fino a prova contraria. La presenza di idrocele potrebbe interferire con una adeguata palpazione del testicolo.
Esami Diagnostici
- Ecografia Scrotale: Spesso è la prima e a volte l'unica indagine diagnostica per immagini eseguita. L’ecografia scrotale risulta pertanto l’esame indispensabile per porre diagnosi di lesione testicolare e per consentire al tempo stesso una diagnosi differenziale con altre affezioni testicolari, quali orchi-epididimite, idrocele, torsione del funicolo spermatico. L’indagine ecografica presenta valori di sensibilità prossimi al 100%; inoltre il basso costo e la ripetibilità dell’esame rendono tale metodica estremamente diffusa. Tipicamente un tumore testicolare all’ecografia si presenterà nella maggior parte dei casi come una lesione nodulare singola o multipla, ipoecogena rispetto al parenchima sano e spesso a margini ben delimitati o debolmente sfumati.
- Marcatori Tumorali: I tumori possono rilasciare nel sangue quantità più elevate di alcune sostanze che prendono il nome di marcatori tumorali, i cui livelli si misurano con una semplice analisi del sangue. I marcatori tumorali si misurano prima e dopo l’intervento, in genere entro una settimana. I più importanti sono la ß-hCG, l’alfa-fetoproteina (α-FP) e l’LDH.
- Tomografia Computerizzata (TC): La TC del torace e dell’addome è fondamentale per rilevare anche eventuali masse tumorali (metastasi) ed evidenziarne dimensioni e posizione. Le metastasi sono localizzate con maggiore frequenza ai linfonodi profondi dell’addome (retroperitoneo), meno frequentemente al polmone, ai linfonodi del torace, al fegato e, in casi eccezionali, a ossa e cervello.
Un aspetto rilevante è rappresentato dal quadro ecografico di microlitiasi testicolare e dal suo significato, non ancora accertato, di lesione premaligna soprattuto nei casi di infertilità, atrofia e neoplasia del testicolo controlaterale.
Il fatto che i tumori a cellule germinali producano sostanze oncofetali come l'alfa fetoproteina e la beta HCG mostra che l'oncogenesi e l'ontogenesi sono particolarmente legate. L'AFP e la beta-HCG sono rispettivamente prodotte dall'embrione e dalla placenta.
Trattamento
Tutti i pazienti con tumefazione testicolare sospetta devono essere sottoposti ad intervento chirurgico di orchiectomia radicale, in casi estremamente selezionati è possibile e fattibile l’asportazione del solo nodulo tumorale. Una volta posto il sospetto ecografico oltre che clinico (esame obiettivo e markers tumorali) di neoformazione testicolare il paziente può essere avviato ad intervento chirurgico di orchiectomia.
Orchiectomia Radicale
L'orchiectomia radicale rappresenta solitamente il passo iniziale, in caso di sopetta neoplasia testicolare. Aspetto tecnico fondamentale al fine di eseguire un intervento oncologicamente corretto è l'accesso chirurgico inguinale, con clampaggio precauzionale del funicolo spermatico a livello dell'anello inguinale interno prima di effettuare l'esteriorizzazione del testicolo e dei suoi involucri dalla sacca scrotale.
Nel corso dell’intervento, il chirurgo può inserire nello scroto un testicolo artificiale (detto impianto o protesi). Se il paziente non è in grado di decidere se questa è la soluzione che preferisce, è possibile rimandare a un secondo momento questa parte dell’intervento.
Esame Istologico
L'esame istlogico deve definire l'istotipo. In caso di neopasia mista deve essere indicata la percentuale di tipi istologici che la compongono. Inoltre ci deve indicare se vi è invasione vascolare perilesionale, infiltrazione della rete testis, dell'albuginea o del funicolo spermatico.
È raccomandabile evitare la biopsia testicolare trans-scrotale poichè potrebbe essere causa di impianto scrotale di cellule neoplastiche.
Terapie Aggiuntive
Nei rarissimi casi in cui l’ecografia non fornisce informazioni sufficienti sulla natura di un nodulo si può ricorrere alla risonanza magnetica (RM), una tecnica radiologica che utilizza i campi magnetici e che può fornire un’immagine dettagliata della strutture interne di un organo.
- Chemioterapia: La chemioterapia consiste nell'assunzione di farmaci (che possono essere iniettati o presi per bocca) che eliminano le cellule tumorali.
- Radioterapia: Talvolta, per i seminomi in stadio I è opportuno completare la cura con una breve radioterapia, una procedura che usa fasci ad alta energia, quali raggi X e protoni, per eliminare le cellule tumorali.
- Linfoadenectomia Retroperitoneale (RPLND): In caso di diffusione del tumore ai linfonodi dell'addome (nei casi di non seminoma) è necessaria la loro eliminazione chirurgica (linfoadenectomia retroperitoneale, RPLND) eseguita in anestesia generale.
Tabella: Effetti Collaterali delle Terapie
| Terapia | Possibili Effetti Collaterali |
|---|---|
| Radioterapia | Arrossamento e dolore della pelle, nausea, diarrea, stanchezza |
| Chemioterapia | Vomito, nausea, perdita dei capelli, dolore e ferite alla bocca, perdita dell'appetito, fiato corto, affaticamento, problemi ai polmoni, ronzio alle orecchie, sanguinamento o lividi alla pelle, globuli bianchi bassi, diminuzione delle difese contro le infezioni, danno ai reni, intorpidimento e formicolio nelle mani e nei piedi, infertilità |
| Linfoadenectomia Retroperitoneale (RPLND) | Eiaculazione retrograda, infertilità |
Anche se il tumore è stato completamente curato, c'è il rischio di recidiva, ossia che il tumore ritorni ed è, quindi, necessario effettuare dei controlli periodici (visite, esami strumentali e dosaggio dei marcatori tumorali) perdiversi anni dopo il termine della terapia.
Il tumore al testicolo, nella maggior parte dei casi, è facilmente curabile anche se è in uno stadio avanzato, ossia se si è diffuso ad altri organi.
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