I neutrofili sono i globuli bianchi più abbondanti nel sangue. Rappresentano la prima linea di difesa del sistema immunitario umano.
Come parte dei globuli bianchi, questi granulociti hanno la responsabilità principale di combattere le infezioni, specialmente quelle causate da batteri e funghi. Il compito primario di questi globuli bianchi è difendere l’organismo dalle infezioni, soprattutto di natura batterica.
Attraverso il processo di fagocitosi, i neutrofili assorbono e distruggono i microbi invasori, giocando un ruolo cruciale nella protezione del corpo. Inoltre, il loro ruolo è quello di “neutralizzare” i batteri e altri corpi estranei, evitandone la diffusione nell’organismo.
Vengono chiamati neutrofili in quanto non hanno nessuna tipologia di colorante e per questo vengono definiti neutri. Sono noti anche come granulociti neutrofili, perché al loro interno contengono dei granuli, visibili al microscopio ottico, che contengono proprio gli enzimi caratteristici.
Per comprendere cosa sono i neutrofili, è essenziale considerare la loro funzione di regolatori e difensori nel flusso sanguigno. Oltre alla loro attività antibatterica, i neutrofili aiutano a modulare l'ampiezza delle risposte immunitarie.
I neutrofili sono i più numerosi globuli bianchi riscontrabili nel sangue circolante, in quanto costituiscono il 40-75% dei leucociti. In condizioni di normalità, i neutrofili costituiscono il 40-75% delle cellule nucleate del sangue periferico.
Queste attività sono possibili ai neutrofili grazie agli enzimi contenuti nei loro granuli primari e secondari, alla particolare struttura della membrana citoplasmatica ed alla presenza di recettori per le immunoglobuline G (IgG) e per le proteine del complemento.
L'organo deputato alla loro produzione è il midollo osseo, dove le cellule staminali proliferano e differenziano ad elementi riconoscibili morfologicamente come mieloblasti. Ogni giorno il midollo osseo ne produce circa 100 miliardi, perché i neutrofili hanno una vita limitata a circa 7-10 ore nel sangue e di pochi giorni nei tessuti.
In condizioni normali, i neutrofili maturi migrano nel flusso ematico, dove rimangono per un tempo piuttosto breve (6-12 ore), in rapporto a varie esigenze dell'organismo (febbre, stress, infezioni ecc.). Trascorso tale periodo, questi globuli bianchi vanno a confinarsi nei tessuti, dove permangono per qualche giorno, prima di morire.
Neutropenia: Cosa Significa Avere i Neutrofili Bassi?
Nel caso di una conta al di sotto di questo intervallo si parla di NEUTROPENIA. In presenza di un ridotto numero di neutrofili nel sangue si parla di NEUTROPENIA. Quando si parla di neutrofili bassi, ci si riferisce a una condizione chiamata neutropenia. Questa condizione indica che il numero di neutrofili presenti nel sangue è inferiore ai valori normali.
Comunemente, la diagnosi di neutropenia si pone quando il numero assoluto dei granulociti neutrofili è inferiore a 1.500 per microlitro di sangue. I valori normali dei neutrofili sono generalmente compresi tra 1.500 e 8.000 cellule per microlitro di sangue. Quando il numero di neutrofili scende sotto le 1.500 cellule per microlitro, si parla di neutropenia.
I neutrofili bassi sono un reperto indicativo di una riduzione del loro numero nel sangue periferico. Questa condizione, definita nel linguaggio medico con il termine neutropenia, può dipendere da numerose cause, come, ad esempio, ematopatie, carenze vitaminiche, esposizione ad agenti tossici, uso di alcuni farmaci e reazioni immunitarie. Esistono anche forme a carattere familiare (associate ad alterazioni genetiche) ed idiopatiche (di cui non si conosce la causa).
La neutropenia può dipendere da molteplici cause, quali, ad esempio, malattie del sangue, carenze vitaminiche, esposizione ad agenti tossici, uso di alcuni farmaci e reazioni immunitarie. Esistono anche forme a carattere familiare (associate ad alterazioni genetiche) ed idiopatiche (di cui non si conosce la causa).
La causa dei neutrofili bassi può essere una malattia genetica o acquisita, come l'anemia aplastica o alcune infezioni (tifo, paratifo e brucellosi), o l'effetto collaterale di alcuni farmaci (es. chemioterapici antitumorali).
Cause di Neutropenia
Le cause dei neutrofili bassi possono essere molteplici e vanno dalle infezioni virali alle condizioni genetiche.
- Difetto di produzione dei granulociti neutrofili: può essere l'espressione di una carenza nutrizionale (es. vitamina B12) o di un orientamento in senso neoplastico della cellula staminale emopoietica (es. mielodisplasie e leucemie acute). Inoltre, la mancata o ridotta produzione di neutrofili può essere l'effetto di alterazioni genetiche (come accade nell'ambito di differenti sindromi congenite), danni a carico della cellula staminale (aplasia midollare) o sostituzione del tessuto emopoietico da parte di cellule neoplastiche (es.
- Ridotta sopravvivenza per aumentata distruzione o maggiore utilizzazione: la marginazione nei tessuti ed il sequestro dei neutrofili riconosce una genesi di varia natura (es.
Infezioni: le infezioni che causano una riduzione dei neutrofili sono più frequentemente quelle virali (varicella, rosolia, morbillo, mononucleosi, influenza, citomegalovirus, malattia di Kawasaki ed epatite A, B e C). I meccanismi possono compromettere la produzione, la distribuzione o la sopravvivenza (inducendo una distruzione immuno-mediata o un rapido utilizzo) dei neutrofili. Inoltre, i virus possono indurre una formazione di anticorpi e causare una neutropenia immune cronica.
Uso di farmaci: è una delle più frequenti cause di neutropenia. Questi possono diminuire la produzione o aumentare la distruzione di neutrofili attraverso un'inibizione diretta e/o anticorpo mediata a livello dei precursori midollari o dei granulociti periferici. Certi farmaci possono produrre, inoltre, reazioni di ipersensibilità. In alcuni casi, la neutropenia può essere dose-dipendente, soprattutto quando si instaurano protocolli terapeutici che sopprimono l'attività del midollo osseo.
Tra i farmaci che possono provocare una riduzione dei neutrofili rientrano antiblastici (antracicline, ciclofosfamide e metotrexato etoposide), antibiotici (penicillamine, cafalosporine e cloramfenicolo) antiaritmici (amiodarone, procainamide e tocainide), antiepilettici (carbamazepina e fenilidantoina), fenotiazine (clorpromazina e promazina) ed ACE-inibitori (captopril ed enalapril).
Autoimmune: le neutropenie autoimmuni possono essere acute, croniche o episodiche. Queste possono dipendere dalla produzione di anticorpi diretti contro i neutrofili circolanti o i loro precursori. La maggior parte dei pazienti affetti da questa forma di neutropenia presentano una sottostante malattia autoimmune o linfoproliferativa (es.
Altre cause acquisite: i neutrofili bassi da inefficace produzione da parte del midollo osseo può manifestarsi in corso di anemie causate da deficit di vitamina B12 o di folati. L'alcol può contribuire alla neutropenia inibendo la risposta in senso neutrofilo da parte del midollo durante alcune infezioni. La neutropenia si può osservare in associazione con chetoacidosi in soggetti con iperglicemia.
Le malattie autoimmuni possono causare una riduzione dei neutrofili. In queste condizioni, il corpo attacca erroneamente le proprie cellule, inclusi i neutrofili, riducendone il numero.
In alcune situazioni, il midollo osseo potrebbe non essere in grado di produrre abbastanza neutrofili.
Sintomi della Neutropenia
Spesso, avere neutrofili bassi non provoca sintomi evidenti fino a quando il sistema immunitario non è gravemente compromesso. Tuttavia, sintomi come frequenti infezioni, febbre, stanchezza e piaghe possono essere segni di una neutropenia significativa.
La neutropenia di per sé non provoca alcun sintomo, ma aumenta il rischio e la gravità di contrarre infezioni, soprattutto batteriche e fungine; questa predisposizione è strettamente correlata alle cause, al grado ed alla durata della condizione.
Il paziente con neutropenia può soffrire di otite media, tonsillite, faringite, stomatite, gengivite, infiammazione perianale, colite, sinusite, paronichia e rash cutanei. Anche l'integrità di cute e mucose, la vascolarizzazione dei tessuti e lo stato nutrizionale del paziente influenzano il rischio di infezioni; i più comuni batteri coinvolti sono gli stafilococchi coagulasi-negativi e lo Staphylococcus aureus.
Quando il paziente ha i neutrofili eccessivamente bassi può subire ed essere esposto a gravi infezioni batteriche o soffrire anche di infezioni ricorrenti ed essere dunque costretto a ricorrere ad uno abituale uso degli antibiotici.
Diagnosi di Neutropenia
Per stabilire il valore dei neutrofili, è sufficiente sottoporsi ad un esame emocromocitometrico (emocromo), completo di formula leucocitaria. L'analisi dei neutrofili è parte dell'emocromo con formula leucocitaria, eseguito nell'ambito degli esami di routine per valutare lo stato di salute del paziente.
Ai fini diagnostici viene richiesto al paziente un campione di sangue per svolgere un emocromo con formula leucocitaria, che è alla base della diagnosi. Sempre l’ematologo indicherà quali altri esami necessari, i tempi e le modalità dei controlli finalizzati a individuare la patogenesi della neutropenia.
La formula leucocitaria, cioè l’esame che consente di ottenere una conta differenziale dei globuli bianchi, è parte dell’esame emocromocitometrico, pertanto viene generalmente richiesta nell’ambito di un controllo clinico di base.
Per sottoposi al prelievo di sangue utile per la valutazione dei neutrofili, è necessario astenersi da cibi e bevande per almeno 8-10 ore.
Per verificare se hai i neutrofili bassi, l'esame di riferimento è l'emocromo completo. Questo test fornisce una panoramica dettagliata di tutti i principali componenti del sangue, tra cui i globuli bianchi (o leucociti), di cui i neutrofili rappresentano una parte fondamentale.
L'anamnesi ha lo scopo di accertare l'assunzione di farmaci e la possibile esposizione a tossine. L'esame obiettivo deve valutare, invece, la presenza di splenomegalia e segni di altri disturbi occulti (es. Lo studio del campione di aspirato midollare o di biopsia osteomidollare consente di stabilire se la neutropenia è dovuta ad una ridotta produzione oppure è secondaria ad un'incrementata distruzione o utilizzo dei granulociti. L'analisi citogenetica e gli studi immunofenotipici sul midollo emopoietico possono contribuire anche ad identificare la causa specifica dei neutrofili bassi (es.
Trattamento della Neutropenia
Il trattamento per i neutrofili bassi dipende dalla causa sottostante. Se la neutropenia è causata da un'infezione, questa dovrà essere trattata. Se invece è dovuta a carenze nutrizionali, come la mancanza di vitamina B12, l'integrazione può aiutare a riportare i livelli alla normalità.
In presenza di una grave riduzione dei neutrofili, è necessaria la tempestiva somministrazione di un'antibiotico-terapia empirica ad ampio spettro. La terapia antifungina (es. azoli, echinocandine o polieni) va aggiunta se la febbre persiste dopo 4 giorni dall'applicazione del regime antibiotico.
In presenza di una marcata riduzione dei neutrofili, è necessario iniziare immediatamente un'antibiotico-terapia empirica ad ampio spettro.
In casi estremi, se si soffre di neutrofili bassi, può essere necessario un trapianto di midollo osseo.
Una dieta equilibrata è fondamentale per mantenere un sistema immunitario forte. Mangiare cibi ricchi di vitamina B12, acido folico e ferro può aiutare a mantenere sani i livelli di globuli bianchi e neutrofili.
Neutrofili Alti: Neutrofilia
Valori che si dovessero trovare al di fuori del range - compreso tra 1.500 e 7.000 per millimetro cubo (mm3) - devono essere considerati anomali. Nel caso di valori superiori, si ha una NEUTROFILIA. Solitamente ciascuno di noi ha a disposizione tra i 1500 e i 7000 neutrofili per millimetro cubo di sangue: se i valori superano il valore massimo, considerato normale, si parla di neutrofilia.
La neutrofilia è la forma più frequente di leucocitosi. L'aumento del numero dei neutrofili circolanti può dipendere da alterazioni primitive (causate da mutazioni genetiche, come nel caso, ad esempio, delle patologie mieloproliferative) e secondarie.
Le principali cause acquisite di neutrofilia sono rappresentate dalle infezioni batteriche. Questi globuli bianchi sono fra i primi a rispondere in caso di infezioni batteriche, quindi le cause più comuni di un loro rialzo possono essere polmoniti, tonsilliti, ascessi o altre condizioni legate a un batterio.
Ma i neutrofili sono considerati anche un importante indice infiammatorio, perché possono aumentare rapidamente in caso di infiammazioni non di origine infettiva, come quelle dovute a ictus, disturbi alle coronarie, ustioni, appendicite acuta, tumori, artrite reumatoide o malattie infiammatorie croniche intestinali.
Secondo un medico e divulgatore scientifico americano, il dottor Michael Greger, un aumento dei neutrofili è riscontrabile anche nella popolazione sana a causa di un’infiammazione cronica di basso grado, un processo silente e asintomatico dovuto a cattivi stili di vita, caratterizzati da elevati livelli di stress psicofisico, sedentarietà e dieta sbilanciata.
Una neutrofilia moderata e temporanea si può riscontrare poi in alcune circostanze particolari, come durante la gravidanza o in seguito al parto, nel periodo mestruale oppure dopo uno sforzo muscolare intenso, un intervento chirurgico, un’intossicazione alimentare, l’esposizione a uno sbalzo termico o l’assunzione di alcuni farmaci.
Sintomi di Neutrofilia
L'aumento dei neutrofili nel sangue spesso si manifesta attraverso sintomi che sono principalmente legati alla causa sottostante che ha provocato la neutrofilia. Nella maggior parte dei casi, i sintomi riflettono la presenza di un'infezione o di un processo infiammatorio in corso. Non tutti i pazienti con neutrofili alti presentano gli stessi sintomi. Alcuni possono manifestare sintomi lievi, mentre altri potrebbero sviluppare manifestazioni più severe. In caso di infezioni gravi, potrebbero comparire segni di compromissione sistemica come pressione bassa, tachicardia o alterazione dello stato mentale.
Le infezioni causate da funghi o batteri che il nostro corpo per ostacolarle ed eliminarle produce un quantitativo maggiore di neutrofili.
Cosa Fare in Caso di Neutrofili Alti
Riscontrare un rialzo dei neutrofili nelle comuni analisi del sangue non ha alcun valore diagnostico, perché la neutrofilia va poi indagata sulla base dei sospetti clinici. Il medico deve riconoscere segni e sintomi nel paziente, che dipendono naturalmente dalla zona colpita da un’eventuale infezione o patologia.
Visto il loro legame con l’infiammazione sistemica, spesso i neutrofili vengono monitorati per valutare l’andamento di una malattia o la risposta a un preciso trattamento farmacologico: in particolare, si è dimostrato utile (anche in epoca di Covid-19) il rapporto neutrofili-linfociti (NLR), considerato un biomarcatore dell’infiammazione sistemica e un fattore prognostico per la sopravvivenza globale dei pazienti oncologici.
Il trattamento dei neutrofili alti si concentra principalmente sulla gestione della causa scatenante. Nel caso di infezioni batteriche, il medico prescriverà antibiotici specifici per il tipo di infezione presente. Per le condizioni infiammatorie, potrebbero essere necessari farmaci antinfiammatori o immunomodulatori.
Alcuni integratori naturali potrebbero supportare il sistema immunitario durante il processo di guarigione. La vitamina C e la vitamina D sono importanti per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Integratori a base di propoli o echinacea potrebbero aiutare a modulare la risposta immunitaria. La curcuma e gli omega-3 potrebbero contribuire a ridurre l'infiammazione.
La normalizzazione dei neutrofili richiede anche attenzione allo stile di vita.
Monitorare regolarmente i valori dei neutrofili è fondamentale per prevenire complicazioni.
Neutrofili e Linfociti: Cosa Significa Avere Neutrofili Bassi e Linfociti Alti?
Al pari dei neutrofili, i linfociti fanno parte dei globuli bianchi che vengo generati dal midollo osseo. Se in contemporanea si registrano linfociti alti e neutrofili bassi non è necessario preoccuparsi particolarmente, in quanto un eccesso di produzione dei linfociti può ricollegarsi ad una situazione nella quale il nostro organismo subisce un attacco magari da parte di un virus influenzale, ma anche può essere causato da un banale mal di gola e altre situazioni che provocano quindi una produzione maggiore dei linfociti.
La condizione in cui i neutrofili sono bassi e i linfociti sono alti può essere indicativa di diverse situazioni cliniche. Una causa comune di neutrofili bassi è una risposta immunitaria prolungata, dove il corpo consuma neutrofili più velocemente di quanto possa produrli, spesso a causa di infezioni virali croniche o gravi.
Un altro scenario comune è quello delle condizioni autoimmuni, dove il sistema immunitario attacca erroneamente e distrugge i neutrofili, provocando una loro riduzione. Allo stesso tempo, la risposta immunitaria adattativa potrebbe essere attivata, portando a un aumento dei linfociti.
Inoltre, alcune terapie, come la chemioterapia o la radioterapia, possono influenzare negativamente la produzione di neutrofili mentre i linfociti rimangono in numero relativamente normale o aumentato a causa di una stimolazione prolungata del sistema immunitario.
Domande Frequenti
- Come si diagnosticano i neutrofili bassi?
La neutropenia viene diagnosticata tramite un emocromo completo, un esame del sangue che misura i diversi tipi di cellule presenti nel sangue, tra cui i neutrofili.
- Cosa posso mangiare per aumentare i neutrofili?
Una dieta ricca di alimenti che contengono vitamina B12, acido folico e ferro può aiutare a sostenere la produzione di neutrofili.
- Posso fare qualcosa per prevenire i neutrofili bassi?
Evitare l'esposizione a infezioni, mantenere una dieta equilibrata e seguire le raccomandazioni del medico sono i migliori modi per prevenire una riduzione significativa dei neutrofili.
- Neutrofili bassi possono essere causati da stress?
Lo stress cronico può influire negativamente sul sistema immunitario, e in alcuni casi potrebbe contribuire a una lieve riduzione dei neutrofili.
- È normale avere neutrofili bassi dopo un'infezione?
Sì, dopo alcune infezioni virali come l'influenza o la mononucleosi, è possibile che i livelli di neutrofili siano temporaneamente ridotti.
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