Una importante novità nel campo della lotta al dolore arriva da un ospedale italiano. Per la prima volta in Italia è stato impiantato un sistema di neurostimolazione per la terapia del dolore compatibile con la risonanza magnetica integrale.
L’intervento, eseguito all’ospedale Molinette di Torino, abbatte alcuni limiti importanti all’uso dei neurostimolatori, sempre più usati contro varie forme di dolore. È avvenuto nei giorni scorsi, presso l’ospedale Molinette dell'Azienda Città della Salute e della Scienza di Torino, il primo impianto in Italia di un dispositivo di neurostimolazione midollare indicato per il trattamento del dolore cronico, compatibile con la Risonanza Magnetica Integrale (Mri).
Sempre a Torino, Anna De Luca, direttore del Centro di Terapia del Dolore della Città della Salute e della Scienza, ha affermato che la risonanza magnetica era preclusa ai portatori di neurostimolatori e per effettuarla occorreva prima disimpiantare chirurgicamente il dispositivo.
IEO fra i primi ospedali ad offrire il "pace-maker contro il dolore"
L’ Istituto Europeo di Oncologia è fra i primi ospedali in Italia ad offrire ai pazienti con dolore cronico un “pace-maker contro il dolore” di ultima generazione, con tecnologia “Close loop”. Il team di Vittorio Guardamagna, Direttore Cure Palliative e Terapia del Dolore IEO, ha infatti di recente eseguito uno dei primi impianti in Italia del nuovo stimolatore del midollo spinale Inceptiv che rileva i segnali lungo il midollo spinale e regola la stimolazione degli impulsi nervosi attimo dopo attimo, proprio come fa il pace-maker con gli impulsi elettrici che regolano il ritmo del cuore.
Inceptiv è un pace-maker miniaturizzato, di soli 6 mm di spessore - è il dispositivo di stimolazione del midollo spinale più sottile al mondo - che viene impiantato sotto la cute.
Caratteristiche e vantaggi del nuovo neurostimolatore
Quello utilizzato a Torino è il primo sistema impiantabile ad aver ricevuto il marchio di Conformità Europea (CE) di compatibilità con la Risonanza Magnetica (MRI) integrale. Una delle tante caratteristiche che rendono speciale questo “neurotrasmettitore intelligente” è la sua capacità a "circuito chiuso", che rileva come il corpo risponde alla stimolazione elettrica misurando l'attivazione dei neuroni all'interno del midollo spinale, 50 volte al secondo, ogni secondo di ogni giorno. La novità della tecnologiaè l’algoritmo a “circuito chiuso” che rileva, 50 volte al secondo, come il corpo risponde alla stimolazione elettrica misurando l’attivazione dei neuroni all’interno del midollo spinale.
“La personalizzazione è il punto forte di Inceptiv perché non c’è nulla di più soggettivo del dolore - dichiara Vittorio Guardamagna - I neurostimolatori attualmente in uso sono statici, cioè emettono impulsi a intervalli regolari, indipendentemente dallo scambio di segnali elettrici e biochimici fra il midollo spinale e il cervello, che ci fanno percepire il dolore. Inceptiv è l'unico sistema di stimolazione del midollo spinale che offre compatibilità con la Risonanza Magnetica total body a fino a 3 Tesla.
Questo neurostimolatore fa parte del primo sistema di neurostimolazione del dolore che consente ai pazienti di accedere in modo sicuro* agli esami RM in qualsiasi punto del corpo. SureScan di Medtronic non deve dunque essere disimpiantato prima di sottoporre il paziente a Mri, come invece accade con i tradizionali neurostimolatori.
Compatibilità con la Risonanza Magnetica: Un Importante Passo Avanti
Fino ad oggi i pazienti portatori di neurostimolatore midollare non hanno potuto sottoporsi alla Risonanza Magnetica perché, durante l’esecuzione dell’esame, la sicurezza del paziente e la funzionalità del neurostimolatore potevano essere compromesse per effetto delle onde elettromagnetiche coinvolte. La Risonanza Magnetica è diventata uno standard per la diagnosi e per il controllo nel tempo dell'evolvere di patologie pregresse.
Sino a ieri era preclusa ai portatori di neurostimolatori e per effettuarla occorreva prima disimpiantare chirurgicamente il dispositivo. Per contro, in questi anni, numerosi pazienti che avrebbero potuto alleviare il loro dolore cronico con la neurostimolazione non hanno potuto essere sottoposti all'impianto, se consapevoli di dover effettuare risonanze magnetiche.
“La disponibilità di questo nuovo dispositivo ci dà un grosso vantaggio nel trattamento di alcune tipologie di pazienti con dolore cronico che ora potranno accedere a tutti i vantaggi della Tecnica di Risonanza Magnetica - ha affermato Anna De Luca, direttore del Centro di Terapia del Dolore della Città della Salute e della Scienza di Torino -. Si tratta del primo sistema impiantabile ad aver ricevuto il marchio di Conformità Europea di compatibilità con la Mri, in specifiche condizioni d’uso.
Indicazioni e Applicazioni
I neurostimolatori che agiscono nell’area del midollo spinale sono collocati solitamente sotto la cute dell’addome e sono utilizzati nei casi di dolore cronico neuropatico di vario tipo, derivante da lesioni, diabete, herpes, angina pectoris, ischemie degli arti e sindromi di diversa natura. Oggi la neurostimolazione midollare viene raccomandata nei pazienti con dolore cronico neuropatico da danno dei nervi periferici, da neuropatia diabetica, da insuccesso della chirurgia vertebrale, da nevralgia posterpetica, da lesioni parziali del midollo spinale, da sindrome dolorosa dell'arto fantasma, da lesioni del plesso brachiale, da dolore ischemico degli arti e da angina pectoris grave e da dolore delle sindromi regionali complesse.
La neurostimolazione rappresenta un pilastro nella gestione del dolore cronico di natura neuropatica, e non solo, di origine vertebrale.
L'Importanza della Neurostimolazione nel Contesto della Chirurgia Vertebrale
“La neuromodulazione midollare è un’arma efficace a disposizione del Neurochirurgo che si occupa di patologia degenerativa della colonna vertebrale - sottolinea il dott. Nicola Montano, Responsabile UOS Neurochirurgia funzionale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma -. Nella mia pratica chirurgica utilizzo costantemente approcci e tecniche mini-invasive di decompressione e stabilizzazione della colonna vertebrale. La neuromodulazione midollare è una tecnica mini-invasiva che permette di trattare il dolore cronico associato a tali patologie anche in casi molto complessi.
Il Dolore Cronico in Italia
Il dolore cronico rappresenta una vera e propria patologia quando ha una durata di oltre i 3/6 mesi. In Italia, soffre 1 persona su 4 e il nostro Paese si colloca al terzo posto in Europa, preceduto solo da Norvegia e Polonia. Per la maggior parte si tratta di donne, con un’età non superiore ai 50 anni. In Italia oltre la metà dei pazienti accede alle strutture specialistiche in modo casuale dopo molti anni di sofferenze ed esasperazione, causando un enorme costo socioeconomico pari al 2,3% del PIL, soprattutto se si considerano le sue pesanti ripercussioni sulla qualità della vita del paziente, come grave disabilità, limitazione delle capacità funzionali, lavorative e delle attività sociali.
Medtronic e l'Innovazione nella Neurostimolazione
“Medtronic ha aperto la strada alla stimolazione del midollo spinale per la gestione del dolore più di 50 anni fa - afferma Domenico De Paolis, Vice President International Neuromodulation di Medtronic, in occasione della presentazione della tecnologia ad oltre 60 medici italiani - e, da allora, abbiamo continuato a fornire innovazioni che aumentano le opzioni per i medici e personalizzano la cura per i pazienti, migliorando il sollievo dal dolore.
La storia di un paziente
Ha 39 anni ed è affetto da sclerodermia l’uomo cui è stato impiantato il neurostimolatore. La sua è una malattia autoimmune e invalidante, che con il tempo può portare a dolori intensi agli arti. Lui, come molti altri pazienti, finora si è trovato di fronte all’impossibilità di fruire di due risorse che la medicina poteva offrire: la risonanza magnetica per seguire l’evolvere della malattia e la neurostimolazione per alleviare la sofferenza. O l’una o l’altra, dato che i campi elettromagnetici della risonanza possono danneggiare il dispositivo midollare.
Considerazioni Finali
“La strada che ci ha portato ad essere fra i primi in Italia ad impiantare quest’ottima tecnologia ha origine dalla cultura antidolore che coltiviamo in IEO sin dai primi anni di attività. Siamo il primo ospedale senza dolore in Italia: da noi il dolore non è mai considerato un effetto collaterale trascurabile o inevitabile delle cure o delle malattie, ma un sintomo da misurare e contrastare con tutti i mezzi che la ricerca scientifica e tecnologica ci mette a disposizione.
“La disponibilità di questo nuovo dispositivo offre un grosso vantaggio nel trattamento di alcune tipologie di pazienti con dolore cronico che ora potranno accedere senza alcun problema a tutti i vantaggi della Risonanza Magnetica - afferma Pasquale De Negri direttore dell'Unità Operativa di Terapia del Dolore Irccs Crob che prosegue - Sino a ieri, la Risonanza Magnetica, che, come tutti sanno, è diventata un esame standard sia per la diagnosi di numerose patologie che per il controllo nel tempo dell'evoluzione di patologie pregresse, era preclusa ai pazienti con neurostimolatori midollari e per effettuarla occorreva prima rimuovere chirurgicamente il dispositivo.
Soddisfazione è stata espressa dal direttore generale Irccs Crob dr. Pasquale Francesco Amendola per questo intervento che afferma l'importanza della “Rete regionale della terapia del dolore”, volontà della regione Basilicata per tutelare il diritto del cittadino ad accedere alla terapia e alla reale presa in carico. Il nostro impegno verso il miglioramento delle terapie nella gestione del dolore è guidato dalla collaborazione con i pazienti e dalla profonda comprensione delle loro esigenze.
Possibilità di aggiornamento tecnologico significa che non è necessario ricorrere a interventi chirurgici per trarre vantaggio dai successivi sviluppi della terapia per il dolore cronico.
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