I neutrofili sono i globuli bianchi più abbondanti nel sangue e rappresentano una componente essenziale del sistema immunitario innato, costituendo la prima linea di difesa dell'organismo contro le infezioni, specialmente quelle causate dai batteri e dai funghi. I neutrofili svolgono un ruolo essenziale nelle difese immunitarie perché ingeriscono, uccidono e digeriscono i microrganismi invasori, inclusi funghi e batteri. Le armi usate dai neutrofili includono sostanze antimicrobiche e proteasi (enzimi) che aiutano a degradare e uccidere i microbi. Oltre a partecipare in prima persona alla risposta immunitaria, i neutrofili aiutano a coordinare l’azione di altri attori del sistema immunitario.
Come altre cellule del sangue, i neutrofili vengono prodotti nel midollo osseo. Dopo essere stati sintetizzati, sopravvivono per meno di 24 ore e subiscono automaticamente l’autofagia. I neutrofili rilasciano anche peptidi antimicrobici e citochine, mediante le quali coordinano l’attività del sistema immunitario. I neutrofili svolgono un ruolo nella difesa immunitaria contro i batteri extracellulari, inclusi stafilococchi, streptococchi ed Escherichia coli. Proteggono anche dalle infezioni fungine, comprese quelle prodotte da Candida albicans.
Cosa è la Neutropenia?
Per neutropenia si intende la diminuzione dei neutrofili circolanti nel sangue. Si parla di neutropenia nel caso in cui il valore assoluto dei neutrofili scende al di sotto di 1500 per microlitro di sangue. I polimorfonucleati neutrofili, anche denominati granulociti, rappresentano quasi la metà (40-70%) dei globuli bianchi, o leucociti. Clinicamente, la neutropenia si può manifestare con i segni di infezioni, molto frequenti quando i neutrofili scendono al di sotto del valore di 500/microlitro di sangue.
I neutrofili bassi sono un reperto indicativo di una riduzione del loro numero nel sangue periferico. Questa condizione, definita nel linguaggio medico con il termine neutropenia, può dipendere da numerose cause, come, ad esempio, ematopatie, carenze vitaminiche, esposizione ad agenti tossici, uso di alcuni farmaci e reazioni immunitarie. Esistono anche forme a carattere familiare (associate ad alterazioni genetiche) ed idiopatiche (di cui non si conosce la causa).
In condizioni normali, i neutrofili costituiscono il 40-75% delle cellule nucleate del sangue periferico. Nel caso di una conta al di sotto di questo intervallo si parla di NEUTROPENIA, mentre nel caso di valori superiori, si ha una NEUTROFILIA. Queste condizioni possono essere un segnale importante dell'alterazione dello stato di salute del paziente.
Valori di riferimento
NOTA BENE: i valori di riferimento relativi ai neutrofili possono cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto.
Cause della Neutropenia
Le cause sono molteplici.
- Difetto di produzione dei granulociti neutrofili: può essere l'espressione di una carenza nutrizionale (es. vitamina B12) o di un orientamento in senso neoplastico della cellula staminale emopoietica (es. mielodisplasie e leucemie acute).
- Infezioni: le infezioni che causano una riduzione dei neutrofili sono più frequentemente quelle virali (varicella, rosolia, morbillo, mononucleosi, influenza, citomegalovirus, malattia di Kawasaki ed epatite A, B e C).
- Uso di farmaci: è una delle più frequenti cause di neutropenia. Tra i farmaci che possono provocare una riduzione dei neutrofili rientrano antiblastici (antracicline, ciclofosfamide e metotrexato etoposide), antibiotici (penicillamine, cafalosporine e cloramfenicolo) antiaritmici (amiodarone, procainamide e tocainide), antiepilettici (carbamazepina e fenilidantoina), fenotiazine (clorpromazina e promazina) ed ACE-inibitori (captopril ed enalapril).
- Autoimmune: le neutropenie autoimmuni possono essere acute, croniche o episodiche.
- Altre cause acquisite: i neutrofili bassi da inefficace produzione da parte del midollo osseo può manifestarsi in corso di anemie causate da deficit di vitamina B12 o di folati. L'alcol può contribuire alla neutropenia inibendo la risposta in senso neutrofilo da parte del midollo durante alcune infezioni. La neutropenia si può osservare in associazione con chetoacidosi in soggetti con iperglicemia.
Inoltre, la mancata o ridotta produzione di neutrofili può essere l'effetto di alterazioni genetiche (come accade nell'ambito di differenti sindromi congenite), danni a carico della cellula staminale (aplasia midollare) o sostituzione del tessuto emopoietico da parte di cellule neoplastiche (es. 3) Ridotta sopravvivenza per aumentata distruzione o maggiore utilizzazione: la marginazione nei tessuti ed il sequestro dei neutrofili riconosce una genesi di varia natura (es.
I meccanismi possono compromettere la produzione, la distribuzione o la sopravvivenza (inducendo una distruzione immuno-mediata o un rapido utilizzo) dei neutrofili. Inoltre, i virus possono indurre una formazione di anticorpi e causare una neutropenia immune cronica. Questi possono diminuire la produzione o aumentare la distruzione di neutrofili attraverso un'inibizione diretta e/o anticorpo mediata a livello dei precursori midollari o dei granulociti periferici. Certi farmaci possono produrre, inoltre, reazioni di ipersensibilità. In alcuni casi, la neutropenia può essere dose-dipendente, soprattutto quando si instaurano protocolli terapeutici che sopprimono l'attività del midollo osseo.
Queste possono dipendere dalla produzione di anticorpi diretti contro i neutrofili circolanti o i loro precursori. La maggior parte dei pazienti affetti da questa forma di neutropenia presentano una sottostante malattia autoimmune o linfoproliferativa (es.
Sintomi della Neutropenia
La neutropenia di per sé non provoca alcun sintomo, ma aumenta il rischio e la gravità di contrarre infezioni, soprattutto batteriche e fungine; questa predisposizione è strettamente correlata alle cause, al grado ed alla durata della condizione. Il paziente con neutropenia può soffrire di otite media, tonsillite, faringite, stomatite, gengivite, infiammazione perianale, colite, sinusite, paronichia e rash cutanei. Anche l'integrità di cute e mucose, la vascolarizzazione dei tessuti e lo stato nutrizionale del paziente influenzano il rischio di infezioni; i più comuni batteri coinvolti sono gli stafilococchi coagulasi-negativi e lo Staphylococcus aureus.
La diminuzione dei granulociti neutrofili nel sangue, o neutropenia, può manifestarsi con una varietà di sintomi, la cui gravità è spesso proporzionale al grado di riduzione di queste cellule immunitarie. Poiché i neutrofili giocano un ruolo cruciale nella difesa contro le infezioni, la loro carenza rende l'organismo più vulnerabile a patogeni che normalmente verrebbero contrastati efficacemente. È importante notare che i sintomi possono non essere immediatamente evidenti, soprattutto nelle forme lievi di neutropenia.
La neutropenia può influenzare significativamente la qualità della vita del paziente, aumentando non solo il rischio di infezioni ma anche la loro gravità. In situazioni di neutropenia severa, anche microrganismi normalmente innocui possono diventare pericolosi opportunisti. È fondamentale sottolineare che l'assenza di sintomi evidenti non esclude la presenza di neutropenia, soprattutto nelle forme lievi o moderate.
- Febbre
- Infezioni frequenti o anomale
- Tonsillite
- Sinusite
- Ascessi cutanei
- Tosse
Diagnosi di Neutropenia
Ai fini diagnostici viene richiesto al paziente un campione di sangue per svolgere un emocromo con formula leucocitaria, che è alla base della diagnosi. Per stabilire il valore dei neutrofili, è sufficiente sottoporsi ad un esame emocromocitometrico (emocromo), completo di formula leucocitaria. Per sottoposi al prelievo di sangue utile per la valutazione dei neutrofili, è necessario astenersi da cibi e bevande per almeno 8-10 ore.
Comunemente, la diagnosi di neutropenia si pone quando il numero assoluto dei granulociti neutrofili è inferiore a 1.500 per microlitro di sangue. Per verificare se è presente un'infezione, le indagini di laboratorio devono essere eseguite rapidamente. Successivamente, vanno determinati il meccanismo e la causa dei neutrofili bassi, per instaurare il trattamento più adeguato.
L'anamnesi ha lo scopo di accertare l'assunzione di farmaci e la possibile esposizione a tossine. L'esame obiettivo deve valutare, invece, la presenza di splenomegalia e segni di altri disturbi occulti (es. Lo studio del campione di aspirato midollare o di biopsia osteomidollare consente di stabilire se la neutropenia è dovuta ad una ridotta produzione oppure è secondaria ad un'incrementata distruzione o utilizzo dei granulociti. L'analisi citogenetica e gli studi immunofenotipici sul midollo emopoietico possono contribuire anche ad identificare la causa specifica dei neutrofili bassi (es.
Sempre l’ematologo indicherà quali altri esami necessari, i tempi e le modalità dei controlli finalizzati a individuare la patogenesi della neutropenia. Quindi il paziente che nota un asterisco sul valore assoluto dei neutrofili non deve necessariamente allarmarsi, ma nemmeno cancellare il problema.
Trattamenti per la Neutropenia
La maggior parte dei casi di neutropenia può essere trattata con il fattore stimolante le colonie di granulociti (G-CSF). Si tratta di una copia sintetica dell’ormone che stimola la crescita dei neutrofili nel midollo osseo. Il trattamento di alcune forme di neutropenia richiede il trapianto di midollo osseo.
In presenza di una grave riduzione dei neutrofili, è necessaria la tempestiva somministrazione di un'antibiotico-terapia empirica ad ampio spettro. La terapia antifungina (es. azoli, echinocandine o polieni) va aggiunta se la febbre persiste dopo 4 giorni dall'applicazione del regime antibiotico.
Il ripristino dei livelli normali di granulociti neutrofili richiede un approccio personalizzato basato sulla causa sottostante della neutropenia. In molti casi, il trattamento della condizione primaria può portare a una normalizzazione spontanea dei valori. Per esempio, se la neutropenia è causata da carenze nutrizionali, l'integrazione di vitamina B12 o acido folico può essere risolutiva. Nei casi di neutropenia indotta da farmaci, la sospensione o la modifica del trattamento può essere sufficiente.
Neutropenia autoimmune infantile (AIN)
La neutropenia è definita come una riduzione dei valori di neutrofili nell’emocromo rispetto ai valori di riferimento specifici per età ed etnia del bambino.L’AIN è generalmente una condizione benigna e autolimitante. Tuttavia, alcuni pazienti possono manifestare lievi infezioni ricorrenti, principalmente a carico delle vie respiratorie o, più raramente, lesioni mucosali come afte del cavo orale.
La diagnosi di AIN si basa sull’anamnesi clinica, l’esclusione di altre cause di neutropenia e la ricerca di autoanticorpi diretti contro i neutrofili. Per aumentare la probabilità di rilevamento, si consiglia di ripetere il test fino a 4 volte nel primo anno dal riscontro della neutropenia. L’aspirato midollare è raramente necessario, a meno che non siano presenti anemia, piastrinopenia o una storia di infezioni gravi.
In assenza di infezioni gravi, non è necessario alcun trattamento specifico. In caso di febbre, si raccomanda una tempestiva valutazione pediatrica per stabilire la necessità di una terapia antibiotica appropriata. Le vaccinazioni con vaccini inattivati sono sicure e ben tollerate nei bambini con AIN. Per i vaccini contenenti virus vivi attenuati (es.
Per quanto riguarda la frequenza dell’asilo nido o il contatto con altre persone, in assenza di infezioni gravi e sotto monitoraggio clinico, i bambini con AIN possono partecipare a queste attività. La prognosi è generalmente favorevole. È importante monitorare regolarmente i pazienti fino alla risoluzione completa della neutropenia.
Consigli
Una dieta equilibrata è fondamentale per mantenere un sistema immunitario forte. Mangiare cibi ricchi di vitamina B12, acido folico e ferro può aiutare a mantenere sani i livelli di globuli bianchi e neutrofili.
In caso di neutrofili bassi può capitare che il medico ci consigli l’utilizzo di antibiotici, di vitamine o la somministrazione di farmaci specifici a seconda della malattia che ha causato l’abbassamento del numero dei neutrofili. In casi estremi, se si soffre di neutrofili bassi, può essere necessario un trapianto di midollo osseo.
Partiamo con il dire che una giusta attività fisica abbinata ad uno stile di vita nel quale si evitano alcool e fumo sono sicuramente indicati per mantenere dei valori adeguati dei neutrofili.
Neutrofili e Stile di Vita
Alcuni individui in buona salute possono avere valori di neutrofili inferiori alla soglia di normalità. Il sonno è importante per il buon funzionamento del sistema immunitario. In un piccolo studio pilota di otto persone, dormire solo quattro ore a notte per tre notti ha aumentato i livelli di neutrofili del 34%. Secondo gli studi, la dieta vegana a basso contenuto calorico riduce i livelli di neutrofili ed eosinofili. In genere, quindi, la restrizione calorica sembra ridurre i livelli di neutrofili nel sangue. Mangiare poco aiuta anche a mantenere un peso corporeo sano.
Bere troppi caffè, invece, potrebbe aumentare i livelli di neutrofili del 9% e fino al 58% se la caffeina si associa ad attività fisica. Al pari di altri fattori stressogeni, anche l’attività fisica intensa può aumentare i livelli di neutrofili.
Stress acuto (es. Assunzione di alcuni farmaci (es.
Lo stress cronico può influire negativamente sul sistema immunitario, e in alcuni casi potrebbe contribuire a una lieve riduzione dei neutrofili.
È normale avere neutrofili bassi dopo un'infezione?Sì, dopo alcune infezioni virali come l'influenza o la mononucleosi, è possibile che i livelli di neutrofili siano temporaneamente ridotti.
Monitorare i livelli di neutrofili è fondamentale per valutare lostato di salute del sistema immunitario. Se i tuoi esami del sangue mostrano valori bassi, è importante comprenderne le cause e agire tempestivamente per prevenire complicazioni.
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