Morte dopo Colonscopia a Treviso: Indagini in Corso

La vicenda ha inizio la mattina del 7 febbraio scorso, quando Daniela Schiocchet, una pensionata coneglianese di 68 anni, viene ricoverata in day hospital all’ospedale di Conegliano per una colonscopia, programmata da tempo, dopo che era stata riscontrata un’anomalia in un esame di routine. Nel corso della colonscopia viene asportato un polipo. L’intervento sembra perfettamente riuscito e la donna viene riportata nel reparto in osservazione. Ad assisterla c’è il figlio Erich Asciutti. Ma al completo risveglio dalla sedazione la donna non sta bene e lamenta forti dolori al ventre e nausea.

Il Dramma Post-Operatorio

Nonostante il malessere non passi e i farmaci non contribuiscano ad alleviare i dolori, il personale medico decide di dimetterla consigliandole di prendere della tachipirina per alleviare il dolore. Un fatto “normale” per l’intervento subìto. Ma la tachipirina non serve a nulla. Dal momento che la donna stava perdendo lucidità e orientamento, all’indomani, alle 6 dell’8 febbraio, il figlio chiama il 118. La pensionata viene ricoverata in terapia intensiva.

L'Inchiesta e l'Autopsia

La Procura di Treviso, dopo l'esposto presentato dal figlio della vittima, ha aperto un'inchiesta per l'ipotesi di reato di omicidio colposo, iscrivendo nel registro degli indagati il medico che aveva effettuato l'operazione, una dottoressa di 38 anni. Un atto dovuto visto che il magistrato titolare delle indagini ha disposto l'autopsia sul corpo della signora, e l'iscrizione della dottoressa le permette di nominare un consulente di parte che assista il medico legale durante l'esame autoptico.

L’autopsia non scioglie i dubbi sulla causa della morte di Daniela Schiocchet, 68 anni, la pensionata coneglianese morta il 9 febbraio scorso, due giorni dopo essere stata sottoposta a una colonscopia all’ospedale di Conegliano. Al medico legale veneziano Antonello Cirnelli, incaricato dal pubblico ministero Anna Ortica di effettuare l’esame autoptico, sono servite tre ore per arrivare alla conclusione che la pensionata coneglianese è morta per shock settico. Ma cosa l’abbia causato non è stato ancora stabilito.

Sospetti e Ulteriori Esami

Stando a quanto appreso l’anziana, dopo il secondo ricovero, era stata sottoposta ad una Tac perché c’erano forti sospetti che la colonscopia avesse perforato l’intestino. Era stata poi sottoposta ad un intervento chirurgico nel corso del quale era stata tolta una parte dell’intestino per vedere se era stato perforato. Ora serviranno ulteriori esami di laboratorio, tra i quali quelli istologici, per avere un quadro più chiaro di quello che è successo. Non ha certo aiutato l’autopsia il sezionamento di alcuni frammenti dell’intestino fatti all’ospedale di Conegliano. Per questo motivo saranno inviati al medico legale Cirnelli.

Ad affiancare Cirnelli, venerdì c’era Saverio Donato Pianalto, specialista in chirurgia generale. Mentre per la famiglia di Daniela Schiocchet, assistita dall’avvocato Paolo Pastre, c’era il medico legale Nicola Maguolo. La Procura, come atto dovuto, ha iscritto nel registro degli indagati la dottoressa di 38 anni che ha effettuato la colonscopia. Una volta terminati gli esami di laboratorio, il dottor Cirnelli stenderà una relazione che poi invierà al pm Ortica. Solo allora il magistrato deciderà se procedere nei confronti del medico indagato o archiviare l’inchiesta.

Il Sospetto di Perforazione Intestinale

Il sospetto è che durante l'intervento ci sia stata la perforazione dell'intestino: l'autopsia dovrà stabilire, infatti, se sia stata quella la causa della morte. La vicenda risale al 7 febbraio scorso quando Daniela Schiocchet era stata ricoverata per una colonscopia finalizzata all'asportazione di un polipo. L’intervento sembrava essere perfettamente riuscito e la donna, assistita dal figlio, era stata riportata in reparto. Al suo risveglio dall'anestesia la donna aveva però detto di avere dei forti dolori al ventre e nausea.

Nelle ore successive il quadro clinico non migliora. Il giorno dopo il figlio chiama il 118 e chiede l’intervento di un medico che, una volta arrivato a casa della 68enne, avrebbe subito capito che la situazione richiedeva un ricovero d'urgenza in ospedale. Al nosocomio di Conegliano i sanitari sospettano subito la perforazione dell'intestino e la donna viene operata di urgenza. Durante l'intervento le viene asportato anche un pezzo di intestino che avrebbe dovuto essere oggetto di esami diagnostici.

A seguito dell'esposto presentato dai familiari della Schiocchet il pubblico ministero Anna Ortica aveva aperto un fascicolo in cui si ipotizza l'omicidio colposo per colpa medica. Sul registro degli indagati è stata iscritta il chirurgo che aveva condotto l'intervento, una dottoressa 38enne. E gli esami ospedalieri sui tessuti erano stati bloccati. Ora dovrà essere il medico legale ad effettuarli anche se la porzione di intestino che verrà presa in considerazione è chiaramente molto piccola.

Esami Istologici Decisivi

Saranno gli esami istologici su una porzione di intestino, asportato già all'ospedale di Conegliano, a dire se Daniela Schiocchet sia morta a causa della perforazione del basso tratto digerente durante una colonscopia. Il medico legale Antonello Cirnelli, incaricato dalla Procura di eseguire l’esame post mortem (affiancato da Saverio Donato Pianalto, specialista in chirurgia generale), dovrà insomma analizzare la parte di intestino sezionato dai medici dell’ospedale di Conegliano, durante l’intervento chirurgico a cui la donna era stata sottoposta, prima di avere il quadro completo della situazione. Operazione che richiederà qualche giorno prima che la relazione venga depositata sul tavolo del sostituto procuratore Anna Ortica, titolare del fascicolo aperto per l’ipotesi di reato di omicidio colposo e che vede indagata la dottoressa di 38anni che ha eseguito la coloscopia.

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