La lesione di Morel-Lavallée è una condizione che si verifica a seguito di un trauma ai tessuti molli sopra una prominenza ossea. Il dott. Morel la descrisse originariamente a carico della regione dell’anca, osservando la formazione di un gonfiore a seguito di una caduta.
Eziologia e Meccanismo
La lesione specifica è causata da un urto che provoca una forza tangenziale che separa la cute, il sottocute e il grasso sottocutaneo dalla fascia muscolare sottostante. Tipicamente prodotta da quando un trauma provoca uno scivolamento reciproco tra cute, sottocute e grasso sottocutaneo e la fascia muscolare sottostante. Il trauma iniziale provoca una separazione tra la fascia ed i tessuti soprastanti determinando la formazione di uno spazio virtuale che verrà riempito da liquido sieroematico o francamente ematico. Questa separazione tangenziale di tessuti determina la formazione di uno spazio virtuale che può essere invaso e “rigonfiato” da sangue fuoriuscito dai vasi. Nelle ore o giorni seguenti al trauma questo spazio può essere ingrandito e riempito anche da siero, grasso colliquato per necrosi e coaguli di sangue.
Presentazione Clinica
La presentazione classica dal punto di vista clinico è la comparsa di una ecchimosi cutanea con cute marezzata con aspetto a volte definito a macchie di leopardo, con sottostante gonfiore della cute soprastante ad una prominenza ossea. Tipicamente e frequentemente si presenta nella regione anteriore del ginocchio in seguito ad una caduta o nella regione del fianco destro o sinistro per una caduta con urto sull’anca. Generalmente la lesione di Morel-Lavallee si associa ad una frattura ossea sottostante ma può anche essere presente in assenza di frattura. Raramente è bilaterale. I pazienti lamenteranno dolore, rigidità e gonfiore. L’esame clinico potrà essere dirimente.
Diagnosi
La Morel-Lavallee viene in genere identificata a poche ore dal trauma anche se in alcune occasioni può essere scoperta anche diversi anni dopo (determinando difficoltà di interpretazione e la necessità di una diagnostica differenziale). La diagnostica è quella di base per un trauma con la radiografia che permette di visualizzare la presenza o meno di frattura e l’ecografia che mostri la presenza di un versamento tra fascia e tessuti sovrastanti.
Classificazione RM
- Tipo I lesione laminare con versamento ipointenso in T1 ed iperintenso in T2.
- III forma ovalare con T1 intermedio e T2 eterogeneo come nei casi di ematoma cronico organizzato.
- IV lesione lineare ipointensa in T1 iperintensa in T2l.
Trattamento
Nei casi non recenti, andati incontro a cronicizzazione un trattamento conservativo ha scarse probabilità di successo. Il ruolo dell’interventistica nel management delle lesioni muscolari è attualmente controverso e spesso legato all’esperienza personale del medico più che a criteri standardizzati. Secondo alcuni Autori, in caso di ematomi voluminosi che comprimono le strutture adiacenti, in caso di ematomi cronicizzati potenzialmente a rischio di complicanze, o in caso di raccolte emolinfatiche tipo Morel-Lavallée (frequenti tra ciclisti, motociclisti e portieri), è possibile ipotizzare l’uso di una procedura mini-invasiva per velocizzare la guarigione. Il trattamento potrebbe consistere nell’aspirazione della raccolta ematica sotto guida ecografica, solitamente a distanza di almeno 1-2 settimane dall’infortunio.
Altri Autori hanno invece studiato e riportato risultati promettenti mediante l’utilizzo di infiltrazioni eco guidate di PRP. Si tratta di un concentrato di piastrine autologhe sospese in un volume di plasma che viene iniettato direttamente nel sito della lesione. L’attività del PRP comporterebbe un aumento dell’espressione di fattori di crescita (PDGF A/B, VEGF) con stimolo rigenerativo sui miociti e conseguente riduzione dei tempi di guarigione tissutale e delle complicanze (recidive e cicatrici ipertrofiche), contribuendo a ridurre i tempi del RTP dell’atleta [9, 10].
L’interventistica rappresenta un campo affascinante e in evoluzione del trattamento riabilitativo degli atleti. L’interesse per queste tecniche è in continuo aumento per la potenziale prospettiva di velocizzare e migliorare il RTP dopo l’infortunio. Essa va integrata conl’esercizio terapeutico e le altre tecniche riabilitative all’interno di un percorso di cura globale individualizzato di cui il Fisiatra è promotore e coordinatore.
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