Mola Incompleta: Ecografia e Diagnosi

La mola vescicolare, nota anche come mola idatiforme, è una rara complicanza della gravidanza caratterizzata da un anomalo sviluppo dei trofoblasti, le cellule che costituiscono le pareti dell'uovo fecondato nelle prime fasi.

Il trofoblasto è una struttura cellulare presente sin dall'inizio dello sviluppo embrionale che circonda la blastocisti, ovvero il futuro embrione. In condizioni normali, questo tessuto permette l'annidamento dell'uovo fecondato nella mucosa dell'endometrio e svolge un ruolo nutritivo nei confronti dell'embrione, evolvendo poi nella placenta.

In caso di mola vescicolare, le cellule trofoblastiche si sviluppano in modo anomalo. I villi coriali, prolungamenti molto vascolarizzati che costituiscono la parte embrionale della placenta, degenerano in vescicole piene di liquido, impedendo il corretto scambio di risorse tra madre e figlio.

Questo processo avviene tendenzialmente intorno al secondo mese di gestazione e può riguardare la placenta nella sua interezza (mola vescicolare totale) o solo una sua porzione (mola vescicolare parziale). Nella stragrande maggioranza dei casi, il feto non sopravvive a un simile processo degenerativo. All’inizio una mola vescicolare non ha sintomi particolari, infatti la donna può avvertire i sintomi tipici di una gravidanza normale.

Tipi di Gravidanza Molare

Esistono diversi tipi di gravidanza molare: gravidanza molare completa o invasiva, e gravidanza molare parziale.

  • Gravidanza molare completa: è la più frequente. Si forma tessuto placentare alterato all’interno dell’utero, che si gonfia formando cisti piene di liquido, simili a vescicole sotto forma di uva. In questo tipo di gravidanza, il tessuto embrionale o fetale non è visibile. Ha origine in conseguenza della fecondazione di un uovo che non ha materiale genetico o è inattivo. Pertanto, il carico genetico è esclusivamente di origine paterna. Nelle gravidanze molari complete non si forma alcun embrione. Succede quando uno spermatozoo feconda un ovulo vuoto, e a causa di ciò l’embrione non può crescere. Il tessuto placentare cresce, ma è anomalo e contiene cisti (o tumori) piene di liquido. In una gravidanza molare completa, la crescita impedisce al feto di svilupparsi. Le mole vescicolari totali, invece, che rappresentano solo il 25%, presentano dei villi di dimensioni molto maggiori (>9 cm), non sono mai associate a presenza d’embrioni e presentano un cariotipo normale 46,XX.
  • Gravidanza molare parziale: il tessuto placentare anormale viene visualizzato insieme al tessuto embrionale. Succede quando un ovulo viene fecondato da due spermatozoi, il che fa sì che l’embrione abbia più cromosomi del solito. In una gravidanza molare parziale, la placenta potrebbe avere tessuto sia regolare sia irregolare. Potrebbe esserci un feto, ma il feto non può sopravvivere. In una gravidanza molare parziale, si sviluppa un feto ma sarà anormale e non potrà sopravvivere. Una gravidanza molare parziale si verifica quando una placenta anormale si forma insieme a un embrione. Un ovulo fecondato in modo atipico provoca una mola vescicolare. In una gravidanza molare parziale o incompleta, i cromosomi della madre sono presenti, ma il padre fornisce due serie di cromosomi. L'embrione ha quindi 69 cromosomi invece di 46.

Diagnosi

La diagnosi si basa sui sintomi del paziente, sull’esecuzione di un’ecografia e sulla determinazione di un ormone; ?HCG. Poiché c’è una crescita eccessiva del tessuto placentare, i livelli di questo ormone sono molto più alti rispetto a una gravidanza normale. In effetti, aiuta i medici a diagnosticare e seguire i loro pazienti. Il sanguinamento in genere porta all’esecuzione di un controllo ecografico. Se l’esame rivela anomalie, viene eseguita un’evacuazione uterina.

Nella fase iniziale la gravidanza può apparire del tutto normale, anche se molte gestanti lamentano sintomi specifici (nausea severa, perdite di sangue vaginali di colore rosso scuro e dolore pelvico). Spesso, la mola vescicolare viene diagnosticata poco dopo il concepimento: un utero di dimensioni più grandi del normale e la presenza di perdite ematiche dal caratteristico aspetto possono far sospettare la malattia e indurre il ginecologo ad approfondire il quadro clinico.

Vengono eseguiti esami del sangue per misurare i livelli di gonadotropina corionica (beta HCG): come già accennato, infatti, in presenza di una malattia trofoblastica gestazionale, i valori di questo ormone sono molto alti. Per accertare che si tratti di mola vescicale, il medico può effettuare un’ecografia addominale, pelvica e/o transvaginale. Grazie alla ricerca e ai trattamenti medici, oggi è possibile rilevare una gravidanza molare in modo precoce, la maggior parte si riscontra nel primo trimestre.

Un'ecografia dell'utero spesso mostra diverse sacche piene di liquido invece della placenta. Di solito non c'è embrione o feto. In caso di mola vescicolare, inoltre, l’HCG viene prodotto a livelli anormalmente elevati. La diagnosi ecografica differenziale tra queste due patologie, purtroppo, non è sempre possibile. Teoricamente nella mola embrionata il feto e la placenta normale dovrebbero essere riconosciuti distintamente dal tessuto molare, mentre nella mola parziale la placenta unica presenta in gran parte il tipico aspetto vescicolare.

Fattori di rischio

  • Età: le gravidanze molari complete sono più frequenti nelle donne prima dei 20 e dopo i 45 anni di età.
  • Gravidanza molare pregressa: dopo una gravidanza molare, il rischio di averne un’altra è 1-2 su 100 rispetto ad un rischio base di 1 su 600.
  • Etnia: le gravidanze molari sono più frequenti nei paesi asiatici (come Taiwan, Filippine e Giappone) e tra le native americane. Etnia asiatica: per ragioni non ancora chiarite, nei paesi asiatici l’incidenza della patologia è di un caso su 200 gravidanze.

Trattamento

La gravidanza molare in genere dev’essere rimossa chirurgicamente. L’intervento consiste in un’evacuazione per aspirazione, di pertinenza di un ginecologo, in anestesia spinale (solo raramente in anestesia generale). L’intervento implica l’apertura della cervice (il collo dell’utero) con un piccolo tubo, detto dilatatore, e la rimozione di qualunque residuo tessutale tramite un dispositivo aspirante. In alcuni casi, al posto dell'intervento chirurgico vengono utilizzati farmaci per aiutare l'utero a contrarsi ed espellere il contenuto dell'utero.

Il trattamento previsto in caso di gravidanza molare è l’asportazione completa della mola, nei tempi più brevi possibile per evitare eventuali complicazioni. Per evitare complicazioni, tale procedimento viene eseguito il prima possibile. Dopo l’intervento chirurgico le condizioni di salute della paziente vengono monitorate attraverso esami del sangue e controlli ecografici.

Dopo la rimozione chirurgica rimangono comunque alcune cellule nell’utero. Per sicurezza quasi tutte le donne che hanno avuto una gravidanza molare vengono sottoposte a monitoraggio dell’ormone HCG; l’HGC è prodotto da una placenta normale ma anche da cellule molari ed è l’ormone normalmente utilizzato per i test di gravidanza.

Questo permette di monitorare eventuali segni di malattia trofoblastica gestazionale persistente, possibile complicanza di una gravidanza molare; in questi casi, i livelli di HCG rimangono costanti o aumentano invece di diminuire. Se, al contrario, continua a risultare molto alto, viene interpretato come un segno della persistenza della malattia.

Dopo di che, occorre monitorare i livelli di HCG fino a quando non tornano alla normalità. Ciò garantisce che tutto il tessuto molare sia sparito.

Dopo una gravidanza molare, si raccomanda di evitare una nuova gravidanza fino al completamento del monitoraggio dell’ormone HCG. Alle donne che sono state affette da mola vescicolare viene consigliato di aspettare un periodo di sei mesi prima di cercare una nuova gravidanza.

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