Esame Audiometrico: Guida Completa all'Interpretazione e alle Tipologie

L'esame dell'udito, noto anche come audiogramma o esame audiometrico tonale, è uno strumento fondamentale per valutare la capacità uditiva di un individuo. Questo esame, frequentemente eseguito da un otorinolaringoiatra, si presenta come un grafico a due colori la cui interpretazione può risultare complessa. Lo scopo di questo articolo è fornire una guida dettagliata per comprendere l'esame audiometrico, le sue diverse tipologie e l'interpretazione dei risultati.

Struttura dell'Audiogramma

L'esame audiometrico si basa su un grafico in cui:

  • Asse delle ordinate (verticale): Rappresenta la perdita uditiva espressa in decibel (dB). La parte superiore indica la perfezione acustica (0 dB), mentre scendendo si indicano le varie perdite, fino a -120 dB.
  • Asse delle ascisse (orizzontale): Riporta le varie frequenze, espresse in Hertz (Hz). I suoni gravi (125-500 Hz) si trovano a sinistra, mentre gli acuti (3000-8000 Hz) sono a destra.

Nell'esame audiometrico, viene testata la capacità uditiva per le principali frequenze percepibili dall'orecchio umano. La capacità uditiva umana è variabile in rapporto all'età; nei giovani normoudenti si va da 16 Hz a 20.000 Hz.

Svolgimento dell'Esame Audiometrico Tonale

Prima di eseguire un esame, è necessaria l'otoscopia, cioè la visione delle membrane timpaniche. E' questa una fase preliminare indispensabile per una corretta esecuzione dell'esame. Se ci saranno tappi di cerume o altro l'orecchio dovrà essere pulito.

L’esame audiometrico tonale si svolge facendo sentire un suono per volta, in un singolo orecchio, ad una intensità adeguata alla persona. Ad esempio, per un giovane si presenta un suono a 1000 Hz a 40 dB e poi lo si riduce progressivamente fino a quando riferisce che lo sente. Si ripete l’operazione per ciascuna frequenza e per ogni orecchio.

Si chiede al paziente di collaborare alzando una mano o premendo un pulsante tutte le volte che percepirà un suono, anche di minima intensità. E' importante che il paziente si concentri bene e riconosca ogni piccolo suono. Nei soggetti anziani si parte da intensità più alte: esempio suono a 1000 Hz e intensità di 70 dB.

Le minime soglie di udibilità così riscontrate vengono indicate con simboli standardizzati e poi unite tra loro con una linea. Il risultato sono due linee, una rossa per l’orecchio destro ed una blu o nera per l’orecchio sinistro.

Interpretazione dei Tracciati Audiometrici Tonali

Con l’esame audiometrico tonale possiamo riconoscere se c’è una perdita uditiva e vedere il suo andamento. Dalla forma della curva e dal confronto tra via aerea e via ossea distinguiamo tre tipi fondamentali di ipoacusia.

Per via aerea (CA) s'intende il suono che arriva alle nostre orecchie attraverso l'aria. E' questa la vera soglia uditiva di un paziente.

I tre tipi fondamentali di ipoacusia sono:

  1. Ipoacusia di trasmissione: Via ossea normale (CO o VO) e Via aerea abbassata (CA o VA).
  2. Ipoacusia neurosensoriale o percettiva: Via ossea e Via aerea abbassate in egual misura.
  3. Ipoacusia mista: Una ipoacusia in parte trasmissiva ed in parte percettiva (solitamente è determinata da due cause).

L’esame audiometrico esprime la capacità uditiva del soggetto e non serve per fare diagnosi di una malattia. Permette di capire dove è localizzato il problema lamentato dal paziente. In primo luogo si capisce se si tratta di un disturbo dell’orecchio oppure se ha una sede diversa. In secondo luogo, quando c'è una malattia dell'orecchio, ci permette una precisa diagnosi di sede.

  • Se l’ipoacusia è di trasmissione la malattia sarà a carico di orecchio esterno e/o medio e/o della tuba di Eustachio.
  • Se l’ipoacusia è percettiva (o neurosensoriale) il danno sarà nella parte nervosa, cioè: coclea e/o nervo acustico.
  • Se tutto l'orecchio è danneggiato avremo il quadro audiologico dell'ipoacusia mista.

La normalità uditiva si ha fino ai 30 anni, dopo per effetto dell'età si tende a peggiorare progressivamente sulle frequenze acute. Il decadimento sensoriale lo si osserva in modo sensibile attorno ai 50 / 60 anni. Le femmine mostrano un inizio del decadimento sensoriale leggermente più tardivo rispetto ai maschi. Il problema del decadimento uditivo per effetto dell'età si chiama presbiacusia.

In audiologia si considera nei limiti di norma un tracciato che presenta perdite entro i 20 dB.

Altro aspetto importante è valutare i primi due terzi del tracciato, cioè da 125 Hz a 3000 Hz. Questo è il cosidetto udito sociale, cioè quello che serve per comprendere la voce di conversazione.

L'esame audiometrico è quindi importante perchè valuta tutte le frequenze udibili, comprese quelle poco utilizzate nelle abituali conversazioni e permette di riconoscere segni di sordità anche in coloro che pensano di udire bene. La prevenzione della sordità è un problema sociale spesso trascurato.

Un esame complementare che si associa quasi sempre all'audiometria è l'impedenzometria.

Audiometria Vocale

Dal momento che l’audiometria tonale misura la sensibilità del soggetto per toni puri (con la quale possiamo documentare il tipo e l’entità della perdita uditiva alle varie Frequenze),è evidente che offre una valutazione solo quantitativa della funzione uditiva, possiamo considerare l’audiometria vocale come una tecnica prevalentemente qualitativa atta a misurare la capacità del sistema uditivo ad interpretare la voce umana.

Lo stimolo può essere inviato per via aerea in campo libero o in cuffia e consiste in:

  • Logotomi (consonante-vocale-consonante-vocale) senza senso compiuto (preparate da Azzi per la lingua italiana1950)
  • Parole bisillabiche a senso compiuto (preparate da Bocca - Pellegrini per la lingua italiana1950)
  • Frasi normali a senso compiuto (preparate da Bocca per la lingua italiana1950),sostituite da Cutugno et Al nel 2000
  • Frasi sintetiche senza significato ma corrette sintatticamente proposte da Jerger (preparate da Antonelli - Barocci - Mantovani per la lingua italiana 1977)

Solitamente 10-20 per lista, che sono inviate al paziente ciascuna a una determinata intensità, in cuffia o in campo libero. Il paziente deve ripetere le parole o le frasi, mentre le risposte, giudicate dall’esaminatore, sono espresse in % di riposte corrette.

I dati permettono di definire una funzione d’intelligibilità (% delle risposte corrette sulle varie intensità cui viene inviata ogni lista). Come per ogni funzione psicometrica i punteggi variano da 0 a 100% con un tipico andamento sigmoidale.

Il paziente è seduto in mezzo ad una stanza di fronte a due altoparlanti posizionati ad un angolo di 45 gradi azimut per la riproduzione di condizioni di ascolto stereo fonico. Questa è la disposizione normale per le prove vocali anche se alcune procedure speciali (le prove con competizione, l’audiometria direzionale, le procedure per l’adattamento protesico, ecc.) potrebbero richiedere un diverso posizionamento e gli altoparlanti.

Spesso le prove vocali vengono eseguite a viva voce, ad esempio per la valutazione della competenza verbale nei bambini o della capacità di lettura labiale nei sordi gravi e profondi. Ciò comporta la trasmissione del messaggio verbale a voce sussurrata o di conversazione e non prevede l’uso di attrezzature particolari. Tuttavia, questa modalità di presentazione comporta anche degli svantaggi: l’accento o il dialetto degli interlocutori possono variare enormemente; inoltre, è difficile, nel parlare mantenere la voce ad un livello di volume costante.

Alternativamente, il messaggio verbale può essere trasmesso al paziente tramite cuffia. In teoria, l’esaminatore potrebbe anche presentare il materiale verbale usando direttamente il microfono in dotazione con l’audiometro ma anche in questo caso sorgono dei problemi di calibrazione e di monitoraggio della voce.

E evidente che la riproduzione registrata e standardizzata del messaggio, dove la voce in uscita è controllata e monitorizzata direttamente dal sistema di riproduzione, è un sistema molto più attendibile ed è da preferirsi per l’applicazione delle prove cliniche di routine.

Materiale Fonetico

Il materiale fonetico impiegabile nell’audiometria vocale corrente può essere rappresentato da:

  • Liste di parole monosillabiche a senso compiuto (ma la lingua italiana ne è povera)
  • Liste di parole bisillabiche a senso compiuto
  • Liste di frasi
  • Liste di unità verbali prive di significato (logotomi)

Si può senz’altro affermare che le liste di parole bisillabiche costituiscono il materiale verbale più frequentemente impiegato nelle prove verbali di routine. Ove i punti d), e), f), siano rispettati le liste di parole possono essere considerate foneticamente bilanciate.

Per eseguire l’audiometria vocale l’esaminatore opera all’esterno della cabina in ambiente silente (possibilmente in precabina) ove è situata anche l’apparecchiatura audiometrica. Il materiale verbale una volta veniva prodotto dalla viva voce dell’esaminatore, il quale leggeva le liste al microfono, oggi viene riprodotto da CD o è inserito direttamente nell’audiometro.

L’esaminando può ricevere tale materiale, così come nell’audiometria tonale, per via aerea (campo libero e cuffia) o per via ossea. In più si può studiare se il comportamento del soggetto si modifica, qualora venga associata la lettura labiale. L’esaminando potrà fornire le risposte ripetendo oralmente al microfono le parole che man mano gli vengono presentate, oppure scrivendole su apposite schede.

Venendo alla tecnica di esame il materiale vocale viene presentato, dopo essere stato dosato in intensità dall’attenuatore dell’audiometro (dB SPL), o mediante cuffia o in campo libero tramite due altoparlanti posti ad un angolo di 45° dall’asse occipito-nasale all’altezza delle orecchie ad una distanza di 1.20 m.

Soglie dell'Audiogramma Vocale

L’audiogramma vocale presenta 3 soglie:

  • La soglia di detezione corrisponde al valore di intensità sonora in cui il messaggio verbale risulta “appena percepibile”: la parola non viene percepita e compresa come tale, ma come suono generico, quindi la percentuale di intelligibilità è dello 0%.
  • La soglia di percezione ove il soggetto percepisce il significato corretto del 50% dei messaggi.
  • La soglia di intellezione ove il soggetto percepisce il significato corretto del 100% dei messaggi.

La linea che unisce le tre soglie è detta curva di articolazione, ha normalmente una forma a S italica ed è riportata sull’audiogramma nell’andamento per il vario materiale per il soggetto normale.

La valutazione delle risposte viene fatta quantitativamente calcolando di quanti dB la soglia di percezione si allontana dall’analoga soglia del normale e qualitativamente analizzando le caratteristiche morfologiche della curva di articolazione, potremo osservare in tal caso 6 tipologie di curve vocali patologiche, fermo restando che per tutte e 6 vi è una deriva verso destra.

Tipi di Curve Vocali Patologiche

  • Curva obliqua: Presenta una maggior pendenza verso destra specie nella parte alta, nel senso che raggiunge più lentamente, cioè con maggiori incrementi di intensità, il 100% di discriminazione.
  • Curva a plateau: È molto obliqua e non raggiunge la soglia di intellezione ma ad un certo livello di intensità diventa orizzontale, ad indicare fenomeni di distorsione per cui ulteriori aumenti di pressione sonora non migliorano la discriminazione. Si osserva nelle ipoacusie cocleari con marcato recruitment.
  • Curva a cupola: È simile alla precedente ma alle alte intensità ridiscende lievemente verso il basso.
  • Curva con roll-over: È caratterizzata da una notevole pendenza, da un breve plateau a livelli non superiori al 50-60% di identificazione e da una rapida caduta dopo il plateau che può riportarla al livello 0% tipica delle ipoacusie percettive retrococleari o cocleari assai gravi. Questo aspetto sta a significare che l’aumento dell’intensità sonora peggiora l’intellegibilità fino ad annullarla completamente ed è indice di elevatissimi fenomeni di distorsione del messaggio vocale quali si verificano nelle lesioni del nervo acustico.

Soglia di Ricezione del Linguaggio e Punteggio di Riconoscimento delle Parole

Le due misure standard di percezione del linguaggio sono la SOGLIA DÌ RICEZIONE DEL LINGUAGGIO e il PUNTEGGIO DÌ RICONOSCIMENTO DELLE PAROLE( soglia di percezione del linguaggio).

  • LA SOGLIA DÌ RICEZIONE DEL LINGUAGGIO è il livello più basso (in decibel) con cui il paziente può ripetere accuratamente il 50% di una serie di bisillabi, parole bilanciate (spondaiche, cioè di due sillabe lunghe). La soglia di ricezione del linguaggio, di solito, è entro i 5 dB del tono puro medio.
  • IL PUNTEGGIO DÌ RICONOSCIMENTO DELLE PAROLE rappresenta le capacità del paziente di comprendere al massimo (p. es., discriminare, udire chiaramente, riconoscere) i suoni vocali. Esso viene misurato presentando parole monosillabiche foneticamente bilanciate (solitamente, un elenco di 25) a un livello di volume confortevole per il paziente.

Audiometria Infantile

L’audiometria infantile comprende una serie di test che forniscono risultati con o senza la collaborazione del bambino.

Nei neonati, per esempio, viene effettuato durante il sonno uno screening uditivo mediante le otoemissioni acustiche, che prevedono l’invio di stimoli sonori all’orecchio e la registrazione “oggettiva” della risposta.

I bambini più grandi possono essere invece sottoposti a test di audiometria comportamentale, che verificano le reazioni (riflesse o volontarie) dopo l’ascolto di suoni.

Classificazione della Perdita Uditiva (Ipoacusia)

La perdita dell’udito, o ipoacusia, viene classificata in:

  • Lieve: Soglia uditiva compresa tra 20 e 40 dB.
  • Moderata: Soglia uditiva compresa tra 40 e 70 dB.
  • Severa: Soglia uditiva compresa tra 70 e 90 dB.
  • Profonda: Soglia uditiva superiore a 90 dB.

Tabella riassuntiva dei gradi di sordità

Grado di sordità Soglia uditiva (dB)
Lieve 20 - 40
Moderata 40 - 70
Severa 70 - 90
Profonda Superiore a 90

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