La risonanza magnetica (RM) è uno degli strumenti diagnostici più avanzati in medicina. La risonanza magnetica (RM) con contrasto è una tecnica di imaging medico ampiamente utilizzata per visualizzare in dettaglio gli organi interni, i tessuti molli e le strutture ossee.
Praticamente priva di effetti collaterali e con pochissime controindicazioni, la risonanza magnetica fornisce immagini tridimensionali chiare e dettagliate dei cosiddetti tessuti molli (nervi, muscoli, legamenti, adipe, vasi sanguigni ecc.) e dei cosiddetti tessuti duri (ossa e cartilagini).
Come Funziona la Risonanza Magnetica
La RM sfrutta il comportamento degli atomi di idrogeno presenti nell’acqua dei nostri tessuti, allineandoli con un campo magnetico. Impulsi di onde radio li “disturbano” e, quando tornano all’allineamento originale, emettono segnali convertiti in immagini.
La RM è una tecnica sicura, ma usa pur sempre un potente campo magnetico. Un po’ di fisica… nel suo percorso, il campo magnetico allinea gli atomi sensibili al suo effetto. Gli spostamenti indotti dal campo magnetico e dalle onde a radiofrequenza usati per eseguire l’esame fanno sì che gli atomi emettano deboli segnali di risonanza, che vengono captati, registrati e trasformati in segnale digitale.
A guidare e assistere il paziente durante l'accomodamento sul lettino, è un tecnico di radiologia, il quale, subito dopo, provvede anche a fornirgli tutte le possibili comodità (es: cuscini, coperte, tappi per le orecchie ecc.) e a dargli le ultime istruzioni fondamentali al corretto svolgimento dell'esame.
La presenza di un sistema di comunicazione garantisce un controllo completo della situazione e la possibilità, a chi si sta sottoponendo alla procedura, di riferire eventuali malesseri o problematiche.
Come una risonanza magnetica convenzionale, anche la risonanza magnetica con contrasto è rumorosa. Un problema potrebbe però essere rappresentato dal rumore prodotto dal macchinario durante l’esecuzione. In alcune strutture il personale fornisce al paziente dei tappi per le orecchie o delle cuffie attraverso cui ascoltare musica, che copre il suono dell’apparecchiatura.
In alcune strutture il personale fornisce al paziente dei tappi per le orecchie o delle cuffie attraverso cui ascoltare musica, che copre il suono dell’apparecchiatura. Non è, invece, consentito portare apparecchi propri.
La principale differenza risiede nell’uso delle radiazioni ionizzanti, assente nella RM. Vengono, inoltre, usate apparecchiature diverse (sempre aperte nella TC, aperte o chiuse nella RM). Le apparecchiature per risonanza aperte sui lati riducono il senso di claustrofobia e di ansia generato in alcune persone. Alcune strutture dispongono di apparecchiature per risonanza aperte sui lati. Questi dispositivi riducono il senso di claustrofobia e di ansia generato in alcune persone. Un’altra criticità è legata alla sensazione di claustrofobia scatenata dal fatto di dovere stare all’interno del dispositivo per un intervallo di tempo relativamente lungo, sebbene oggi lo spazio a disposizione sia maggiore rispetto a quello delle vecchie apparecchiature. In casi particolari, il medico propone una leggera sedazione.
Le immagini prodotte durante la scansione vengono valutate da un radiologo (un medico specializzato nell'interpretazione nella diagnostica per immagini) ed eventualmente discusse con altri specialisti che lo supportano nell’interpretazione delle immagini nel contesto del quadro clinico del paziente.
Quando è Necessario il Mezzo di Contrasto
Quando si tratta di dover eseguire una risonanza magnetica, è indispensabile precisare se la stessa deve essere eseguita con o senza mezzo di contrasto.
La risonanza magnetica senza contrasto è la modalità standard: le immagini riflettono le caratteristiche intrinseche dei tessuti e sono utili per visualizzare strutture anatomiche e identificare lesioni come ernie del disco o anomalie congenite. Tuttavia, le informazioni senza contrasto non sono sempre abbastanza specifiche per differenziare tessuti o caratterizzare lesioni; ed è qui che interviene il mezzo di contrasto, solitamente a base di gadolinio, che viene iniettato per via endovenosa per alterare temporaneamente il segnale magnetico in alcune aree, rendendo più visibili specifiche strutture, processi patologici o anomalie.
L’elemento fondamentale sul quale si basa il mezzo di contrasto usato nella risonanza magnetica è costituito dal Gadolinio.
La scelta del medico di prescrivere al paziente una risonanza magnetica con contrasto si basa su precise indicazioni cliniche.
- identificazione di processi infiammatori o infettivi: serve per evidenziare aree di attività infiammatoria o lesioni attive in infezioni (es. ascessi) o infiammazioni croniche (es.
- In fase di prenotazione, stabilito che l’esame deve essere eseguito con somministrazione di mezzo di contrasto, l’operatore richiederà al paziente il valore della creatininemia, che dovrà essere inferiore al valore di 1.2 per poter eseguire l’esame senza precauzioni particolari.
- In presenza di un valore superiore, l’operatore, su consiglio del Medico radiologo, farà presente al paziente la necessità di sottoporsi ad idratazione con infusione endovenosa di soluzione fisiologica, onde evitare effetti collaterali o reazioni avverse al mezzo di contrasto.
- La somministrazione del mezzo di contrasto è generalmente sicura; tuttavia possono verificarsi reazioni avverse, soprattutto a quelli iodati e a base di gadolinio, che variano da lievi a severe.
Tipi di Mezzi di Contrasto
Esistono diversi mezzi di contrasto, impiegabili in occasione di una risonanza magnetica con contrasto. I mezzi di contrasto più noti e utilizzati sono quelli a base di gadolinio, un metallo delle terre rare, disciolto in una soluzione acquosa. Tra i meno usati e conosciuti, si segnalano quelli a base di ossido di ferro e quelli a base di manganese.
Esistono diversi tipi di mezzo di contrasto, lineari o macrociclici, a seconda del complesso chelante. Tuttavia, l’Agenzia Europea dei Medicinali ha vietato l’uso di quelli lineari, in via precauzionale nonostante non vi siano stati segni clinici di tossicità ma solo problemi di stabilità.
La classificazione dei mezzi di contrasto si basa principalmente sulla loro composizione chimica, sul meccanismo di azione e sulla via di somministrazione.
Mezzi di contrasto iodati: sono tra i più usati, specialmente nelle radiografie e nelle TC. Contengono iodio, un elemento che blocca i raggi X, rendendo più visibili i tessuti che lo assorbono.
Mezzi di contrasto baritati: Questi mezzi contengono bario e sono principalmente utilizzati per esami del tratto gastrointestinale, come radiografie o TC dell'esofago, dello stomaco e dell'intestino. Vengono somministrati per via orale o rettale e opacizzano le pareti dell'apparato digerente, rendendole più visibili.
Preparazione all'Esame
La premessa fondamentale è che per poter sottoporsi a questa tipologia di esami è indispensabile essere in possesso di prescrizione medica, solitamente del medico di base, con indicazione chiara della tipologia di esame necessario, del distretto corporeo interessato e del quesito diagnostico, ovvero del motivo per cui viene richiesto l’esame stesso.
Per quanto riguarda l’abbigliamento, generalmente le persone che devono sottoporsi alla risonanza magnetica vengono invitate a spogliarsi per indossare un camice e dei calzari monouso forniti dalla struttura sanitaria.
Al contempo, è fondamentale segnalare al personale medico la presenza di qualsiasi dispositivo medico impiantato o corpo estraneo metallico, come pacemaker, neurostimolatori, clip chirurgiche, protesi metalliche (anche se compatibili), filtri vascolari o schegge (specialmente nell’occhio).
Sì, per somministrare il mezzo di contrasto occorre rispettare un digiuno di almeno 6 ore. Osservare un digiuno completo nelle ultime 6 ore che precedono l'esame. Non è indispensabile una preparazione specifica per l’esecuzione della risonanza con mezzo di contrasto.
Dopo essersi privato di qualsiasi oggetto e indumento con parti metalliche e aver risposto alle ultime domande pre-esame, il paziente deve stendersi, in posizione supina, su un apposito lettino scorrevole, che servirà a immetterlo all'interno dell'apparecchiatura diagnostica.
Tutti coloro che devono sottoporsi alla risonanza con mezzo di contrasto devono eseguire un dosaggio della creatinina nel sangue prima dell’esame. Questo parametro è un indicatore dell’efficienza della funzione renale. Il gadolinio può avere azione nefrotossica nei pazienti con insufficienza renale.
Indipendentemente dal contrasto, la risonanza magnetica richiede una preparazione specifica per garantire massima sicurezza e accuratezza.
Effetti Collaterali e Rischi
La risonanza magnetica con contrasto è una procedura diagnostica sicura per la maggior parte delle persone.
Di norma, l'iniezione del mezzo di contrasto avviene in una vena del braccio, mediante siringa, e ha una durata compresa tra i 10 e i 30 secondi. Per la maggior parte dei pazienti, l'iniezione del mezzo di contrasto è indolore e non provoca alcun tipo di malessere particolare; per una minoranza dei pazienti, invece, è associata a sensazioni/disturbi temporanei, come per esempio: brividi di freddo, nausea, mal di testa e/o vomito. A volte, qualche secondo dopo la somministrazione del mezzo di contrasto, si può avvertire una sensazione di calore che passa dal braccio, alla gola, alla testa, all’addome e alle gambe.
Gli effetti più consistenti del mezzo di contrasto sono in atto nelle prime ore che seguono l'iniezione; dopodiché si assiste a una loro graduale attenuazione.
L’allergia al mezzo di contrasto si manifesta generalmente in forma lieve (prurito e nausea).
Il rischio di reazione al gadolinio dipende da una predisposizione personale del soggetto.
Tra gli effetti avversi lievi - che sono, fortunatamente, i più comuni - si registrano principalmente: mal di testa, nausea e/o vertigini.
- Moderata reazione allergica al gadolinio.
- Severa reazione allergica al gadolinio.
- Fibrosi nefrogenica sistemica. È una rara condizione morbosa altamente debilitante, che risulta dalla formazione di tessuto cicatriziale sulla cute, sulle articolazioni, sugli occhi e sugli organi interni.
- Ritenzione di gadolinio nei tessuti. È un fenomeno che, secondo alcune ricerche, riguarderebbe un 1% della dose di gadolinio iniettata. Sempre in base alle medesime ricerche, i tessuti più colpiti sarebbero il tessuto osseo e il tessuto cerebrale.
- Lo stato di gravidanza. La gravidanza rappresenta una controindicazione relativa alla risonanza magnetica con contrasto. Sulla base di attendibili ricerche scientifiche, i medici affermano che l'allattamento al seno non rappresenta in alcun modo una controindicazione alla risonanza magnetica con mezzo di contrasto al gadolinio.
In passato sono state emesse rarissime segnalazioni di farmacovigilanza relativamente ad una malattia, la fibrosi nefrogenica sistemica, in persone con grave insufficienza renale in seguito all’uso di alcuni mezzi di contrasto con gadolinio.
È fondamentale informare il proprio medico radiologo se si hanno precedenti allergici noti a mezzi di contrasto o se si hanno reazioni avverse dopo l’esecuzione dell’esame.
Gli effetti più consistenti del mezzo di contrasto sono in atto nelle prime ore che seguono l'iniezione; dopodiché si assiste a una loro graduale attenuazione.
Reazioni Allergiche
Come con qualsiasi farmaco o sostanza estranea introdotta nel corpo, esiste un rischio di reazione allergica al mezzo di contrasto. Le reazioni allergiche possono variare da lievi a gravi.
- Reazioni lievi: possono includere prurito, orticaria, nausea, vomito o lieve eruzione cutanea. Queste reazioni di solito si risolvono spontaneamente o con l'aiuto di farmaci antistaminici.
- Reazioni moderate: possono includere difficoltà respiratorie, gonfiore del viso o della gola, vertigini o calo della pressione sanguigna. Queste reazioni richiedono un trattamento medico immediato.
- Reazioni gravi (anafilassi): sono rare ma potenzialmente letali. Possono includere grave difficoltà respiratoria, perdita di coscienza, arresto cardiaco o shock anafilattico. L'anafilassi richiede un trattamento di emergenza con epinefrina (adrenalina) e supporto vitale.
Fibrosi Sistemica Nefrogenica (FSN)
La fibrosi sistemica nefrogenica (FSN) è una condizione rara ma grave che è stata associata all'uso di mezzi di contrasto a base di gadolinio in pazienti con grave insufficienza renale. La FSN provoca un ispessimento e un indurimento della pelle, dei tessuti connettivi e degli organi interni. Può causare dolore, limitazione dei movimenti e, in rari casi, può essere fatale.
Per ridurre il rischio di FSN, è essenziale valutare la funzionalità renale di tutti i pazienti prima di somministrare un mezzo di contrasto a base di gadolinio. I pazienti con grave insufficienza renale dovrebbero evitare l'uso di questi mezzi di contrasto, a meno che non sia assolutamente necessario e non vi siano alternative diagnostiche disponibili. Se un mezzo di contrasto a base di gadolinio deve essere somministrato a un paziente con insufficienza renale, è importante utilizzare la dose più bassa possibile e scegliere un mezzo di contrasto con un profilo di sicurezza più favorevole.
Altri Effetti Collaterali
Oltre alle reazioni allergiche e alla FSN, altri effetti collaterali meno comuni associati all'uso di mezzi di contrasto a base di gadolinio possono includere:
- Mal di testa
- Nausea
- Vertigini
- Sensazione di freddo o calore
- Dolore o bruciore al sito di iniezione
Questi effetti collaterali sono di solito lievi e transitori e si risolvono spontaneamente senza bisogno di trattamento.
Smaltimento del Mezzo di Contrasto
Terminata la risonanza magnetica, il corpo del paziente elimina naturalmente il mezzo di contrasto attraverso i reni e l’apparato urinario. Nonostante il mezzo di contrasto venga smaltito naturalmente dall’organismo, è importante essere informati sulle buone pratiche da seguire dopo aver sottoposto a un esame con mezzo di contrasto. Per facilitare l’eliminazione del gadolinio, si consiglia ai pazienti di idratarsi adeguatamente bevendo molti liquidi nelle ore successive all’esame.
Vantaggi della Risonanza Magnetica con Contrasto
L’impiego del mezzo di contrasto offre un gran numero di vantaggi diagnostici; tuttavia, comporta anche alcune controindicazioni e, seppur raramente, potenziali rischi.
I vantaggi del mezzo di contrasto sono indubbi, ma spesso la risonanza magnetica senza contrasto è la scelta primaria e sufficiente o, addirittura, preferibile, per una diagnosi accurata. La RM senza contrasto, infatti, fornisce tutte le informazioni necessarie in diverse situazioni, sfruttando le naturali differenze di segnale tra i tessuti.
Nonostante i potenziali rischi, la RM con contrasto offre numerosi vantaggi diagnostici che la rendono una tecnica di imaging preziosa in molti contesti clinici.
- Migliore visualizzazione di tessuti e organi: Il mezzo di contrasto aumenta la chiarezza e il dettaglio delle immagini, permettendo di distinguere meglio tra tessuti normali e patologici.
- Diagnosi più accurata: La RM con contrasto può aiutare a identificare e caratterizzare una vasta gamma di condizioni mediche, tra cui tumori, infezioni, infiammazioni, malattie vascolari e lesioni traumatiche.
- Pianificazione del trattamento: Le immagini RM con contrasto possono fornire informazioni cruciali per la pianificazione di interventi chirurgici, radioterapia o altre terapie.
- Monitoraggio della risposta al trattamento: La RM con contrasto può essere utilizzata per valutare l'efficacia del trattamento e per monitorare la progressione o la regressione della malattia.
- Assenza di radiazioni ionizzanti: A differenza di radiografie e TC, la RM non espone il paziente a radiazioni, rendendola una tecnica più sicura per esami ripetuti, soprattutto nei bambini e nelle donne in gravidanza (anche se l'uso del contrasto in gravidanza va valutato attentamente).
Risonanza Magnetica e Gravidanza
Durante la gravidanza, ogni procedura medica che riguarda la futura mamma necessita di un’attenta valutazione dei possibili rischi e benefici. Questo è particolarmente vero quando si parla di diagnostiche per immagini che richiedono l’uso di mezzi di contrasto.
Per quanto riguarda i mezzi di contrasto iodati, studi hanno mostrato che possono attraversare la placenta e raggiungere il feto. Sebbene non ci siano evidenze conclusive che indichino effetti teratogeni diretti, l’esposizione al mezzo di contrasto iodato può interferire con la funzione tiroidea del nascituro.
I mezzi di contrasto a base di gadolinio, invece, hanno una minore capacità di attraversare la placenta. Tuttavia, alcune ricerche suggeriscono che possono essere associati ad un aumentato rischio di condizioni infiammatorie e allergiche nel neonato se somministrati durante il secondo e terzo trimestre.
Tipologie di Risonanza Magnetica
- Risonanza magnetica lombosacrale: cosa vede? La risonanza magnetica lombo-sacrale può essere utile per studiare i dischi intervertebrali, il midollo spinale e le vertebre del tratto lombare e di quello sacrale della colonna vertebrale. Viene generalmente prescritta a coloro nei quali si sospettano alterazioni dei dischi intervertebrali (protrusioni o ernie), del tessuto osseo e del midollo spinale.
- Risonanza magnetica o TC per la schiena? Molto approssimativamente, per lo studio dell’osso è meglio la TC, mentre per i tessuti molli la RM.
- Come leggere la risonanza magnetica al ginocchio? La RM al ginocchio viene impiegata con lo scopo di diagnosticare problemi quali distorsioni, fratture, distorsioni, alterazioni della cartilagine e dei menischi (anche di origine sportiva) o del midollo osseo (come l’osteomielite). Anche se accompagnata da un referto scritto, è bene non trarre conclusioni sui risultati autonomamente, ma rivolgersi tempestivamente al medico che l’ha prescritta per l’interpretazione delle immagini.
- Risonanza magnetica o ecografia per il ginocchio? L’ecografia può essere utile per studiare gli strappi muscolari, gli ematomi e le meniscopatie. Per le altre patologie viene generalmente prescritta la RM. Risonanza magnetica o TC per il ginocchio?
- Risonanza magnetica per endometriosi. Se il medico sospetta l’endometriosi generalmente richiede inizialmente una valutazione ginecologica con ecografia. In caso il risultato sia negativo ma i sintomi permangano può prescrivere una risonanza magnetica senza mezzo di contrasto, che rappresenta l’esame gold standard non invasivo per la diagnosi di endometriosi. L’esame eseguito con una tecnica particolare, adeguata alla visualizzazione delle localizzazioni della malattia, da un radiologo esperto nella diagnosi di endometriosi permette di rilevare anche le lesioni iniziali.
- Risonanza magnetica per sclerosi multipla. La RM permette al neurologo specializzato nella diagnosi e nel trattamento della sclerosi multipla di individuare la malattia anche al primo episodio sospetto.
- Risonanza magnetica per acufene. L’acufene viene studiato con la TC e con la RM, che permette di raccogliere informazioni sulle diverse strutture indagate (orecchio interno, strutture nervose retrococleari, nervo acustico), differenziando strutture liquide da strutture solide ed evidenziando la presenza di eventuali focolai infiammatori.
- Risonanza magnetica con contrasto all’addome. La RM all’addome viene utilizzata per studiare fegato, reni, pancreas, milza e vescica. Richiede spesso l’utilizzo del mezzo di contrasto.
- Risonanza magnetica con mezzo di contrasto al seno. La RM viene eseguita per studiare un gran numero di tessuti e patologie.
Dopo l'Esame
Una volta terminata la risonanza magnetica con contrasto, un incaricato del personale medico aiuta il paziente a scendere dal lettino e a rimettersi in piedi; dopodiché, lo invita a rivestirsi e a seguirlo in un'apposita sala d'attesa dell'ospedale (o della clinica), dotata di ogni comfort.
Alcune strutture consentono di scaricare il referto direttamente dal portale, quando disponibile.
L’esame dura dai 20 ai 60 minuti e durante la procedura è fondamentale rimanere immobili.
Centri Specializzati
Armonia di Mantova è un Centro Polispecialistico all’avanguardia, dotato di apparecchiature di ultima generazione per la risonanza magnetica nucleare (e non solo). Eseguiamo esami specialistici dettagliati in ambito addominale e muscolo-scheletrico, offrendo la RMN sia senza che con mezzo di contrasto, a seconda delle necessità cliniche e delle indicazioni del medico.
Questo testo è stato redatto dagli specialisti di Humanitas Mater Domini. Nessuna parte di esso può essere in alcun modo riprodotta per terze parti o da queste utilizzata.
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