Risonanza Magnetica del Ginocchio: Interpretazione e Significato

Quante volte ci troviamo di fronte a referti medici pieni di termini incomprensibili? Questo articolo si propone di fare chiarezza su una frase molto frequente nei risultati di una risonanza magnetica (RM) del ginocchio: "alterato segnale del corno posteriore del menisco mediale".

Cosa Significa "Alterato Segnale del Corno Posteriore del Menisco Mediale"?

Il tema di questo approfondimento è proprio questa frase, che può generare dubbi e preoccupazioni in chi legge. Proviamo a scomporla per comprenderne meglio il significato.

Cosa significa "alterato segnale" in risonanza?

La risonanza magnetica utilizza un forte campo magnetico per studiare i tessuti del corpo umano, alterandone lo stato e valutandone la composizione. Il "segnale" è ciò che viene interpretato dalla risonanza magnetica. Un segnale alterato indica una condizione non normale, suggerendo che la composizione del tessuto meniscale non risponde come dovrebbe al campo magnetico.

Cosa è il menisco?

Il menisco è una struttura fibrocartilaginea che funge da ammortizzatore all'interno del ginocchio. La sua consistenza è simile a quella del padiglione auricolare. La forma del menisco ricorda una ciambella aperta a sezione triangolare, ed è proprio così che appare nelle immagini della risonanza magnetica.

Cosa è il corno posteriore?

Una ciambella aperta ha due estremità, chiamate "corni". Il menisco ha un corno anteriore, meno soggetto a usura, e un corno posteriore, che è molto più sollecitato. I due corni sono collegati da una porzione intermedia chiamata corpo del menisco.

Interpretazione del Referto di Risonanza Magnetica

Se nel referto leggiamo "alterato segnale del corno posteriore del menisco mediale", significa che c'è una degenerazione del tessuto meniscale. Generalmente, questa alterazione del segnale non indica una rottura vera e propria. Spesso è una manifestazione legata all'invecchiamento del tessuto, e potrebbe non essere la causa principale del dolore al ginocchio.

Alterato Segnale del Corno Posteriore del Menisco Mediale: Cosa Fare in Pratica?

In genere, quando un referto riporta "alterato segnale", "degenerazione" o "non sicuri segni di rottura del menisco", la chirurgia non è indicata, poiché si tratta di un naturale invecchiamento del tessuto e non di una rottura netta. Il trattamento è spesso conservativo, senza intervento chirurgico, e può includere una combinazione di rinforzo muscolare, terapia infiltrativa e condroprotettori.

Per approfondire l'aspetto delle immagini di risonanza, si può consultare il sito Imaios.com, che aiuta a comprendere meglio come appare l'immagine in risonanza.

L'artroscopia per le lesioni meniscali dovrebbe essere riservata solo ai casi di lesioni traumatiche meccanicamente rilevanti.

Quando Fare la Risonanza Magnetica al Ginocchio?

Il ginocchio è un'articolazione complessa, spesso soggetta a stress meccanici, soprattutto in sport con movimenti di rotazione e cambi di direzione. È importante consultare uno specialista e sottoporsi a una risonanza magnetica se, in seguito a distorsioni o contusioni, si presentano i seguenti sintomi:

  • Incapacità di sopportare il carico sul ginocchio
  • Rigonfiamento edematoso importante
  • Sensazione di instabilità del ginocchio

Lesioni Meniscali

Il menisco è fondamentale per ammortizzare e proteggere l'articolazione del ginocchio. I sintomi di una lesione meniscale includono dolore e limitazione funzionale, soprattutto durante la deambulazione e nei movimenti di iperestensione o iperflessione. Dopo i test clinici, si ricorre alla risonanza magnetica per confermare la diagnosi.

Risonanza magnetica per la lesione del menisco

Nella risonanza, i menischi appaiono con un aspetto triangolare aperto verso il centro del ginocchio. A livello diagnostico si possono evidenziare 6 tipi di lesioni meniscali principali:

  • orizzontale
  • radiale
  • longitudinale
  • tipo flap
  • a becco di pappagallo
  • a manico di secchio

In seguito alla decisione dello specialista, il soggetto, soprattutto se sportivo, è sottoposto a intervento chirurgico poiché il menisco, essendo scarsamente vascolarizzato, non è in grado di cicatrizzare la lesione.

Tra i tipi di intervento abbiamo:

  • La meniscectomia selettiva, con l’asportazione in artroscopia solo della porzione di menisco lesionata.
  • La sutura meniscale, per esempio nelle lesioni longitudinali che presentano nella zona più vicino alla capsula, che vede il riavvicinamento dei i due lembi.

Diversi aspetti influiscono sul percorso riabilitativo:

  • l’età del soggetto
  • la richiesta funzionale del paziente
  • il tipo di intervento chirurgico

Per quanto riguarda la meniscectomia selettiva il trattamento riabilitativo si aggira intorno al mese di recupero per tornare a effettuare le attività funzionali di vita quotidiana, mentre per la sutura meniscale i tempi di recupero si stimano intorno a 3-4 mesi .

Lesioni Legamento Crociato Anteriore, Posteriore, Collaterale Mediale e Laterale

I legamenti del ginocchio sono strutture di tessuto fibroso che hanno il compito di stabilizzare il ginocchio andando a unire l’estremità distale del femore con l’estremità prossimale della tibia. Le lesioni del legamento crociato anteriore rappresentano la maggior parte delle lesioni legamentose dell’articolazione del ginocchio, a volte associate a lesioni meniscali o del legamento collaterale mediale.

Risonanza magnetica per la lesione del legamento crociato

In caso di interessamento distrattivo del legamento crociato anteriore, una delle indagini diagnostiche è proprio la RMN. Per quantificare il danno, e avere maggior informazioni, si deve attendere qualche giorno dal trauma per discriminare la quota effettiva di legamento lesionato, in fase acuta è difficile distinguere il numero di fibre lesionate da quelle rimaste integre. I tempi di recupero variano in base alla scelta di sottoporsi a un intervento chirurgico o meno.

Qualora si intervenga chirurgicamente, il recupero si stima intorno ai 3 mesi per tornare a effettuare attività di vita quotidiane, per il ritorno allo sport intorno ai 7-8 mesi. L’opzione conservativa prevede un percorso riabilitavo più breve, però, con prestazione atletiche più limitate poiché la stabilità sarà data del tutto dal sistema muscolare in assenza della struttura legamentosa (soprattutto negli sport di contatto o sport dove i cambi di direzione sono frequenti).

Tendinopatia

La tendinopatia è un’infiammazione del tendine, struttura fibrosa presente in tutte le articolazioni del nostro corpo che unisce i muscoli alle strutture articolari attraverso un tendine d’origine e uno d’inserzione. Nel ginocchio il tendine più colpito da patologia infiammatoria è il tendine rotuleo.

Funzioni del Menisco

I menischi sono due strutture di fibrocartilagine a forma di mezzaluna situati sull’aspetto mediale e sull’aspetto laterale del ginocchio. I menischi sono indispensabili per il normale funzionamento del ginocchio e per il mantenimento di un buono stato di salute dell'articolazione. Infatti, la loro funzione primaria è quella di trasmettere il carico attraverso l'articolazione tibiofemorale, diminuendo lo stress sulla cartilagine articolare e prevenendo l’artrosi del ginocchio. I menischi svolgono anche un ruolo secondario nell'assorbimento degli urti, nella stabilità, nella lubrificazione, nella nutrizione e nella propriocezione dell'articolazione del ginocchio.

Diagnosi di Lesione del Menisco

La diagnosi di lesione del menisco non è sempre di semplice interpretazione. Sicuramente un’attenta valutazione della storia e dei sintomi del paziente, in associazione ad un accurato esame fisico e all’utilizzo di esami strumentali, permette di ottenere un quadro chiaro della condizione.

Test clinici per la diagnosi di lesioni meniscali

Nel contesto dell’esame clinico svolto da un professionista in sede di prima visita, risulta indispensabile l’utilizzo dei diversi test clinici a disposizione, per ottenere maggiori informazioni circa lo stato del menisco e confermare o escludere un coinvolgimento di tale struttura anatomica nella sintomatologia riferita.

Alcuni esempi di test clinici includono:

  • Test di McMurray: In questo test il paziente è supino sul lettino con il ginocchio interessato flesso a 90° mentre il professionista si pone lateralmente all’arto da valutare. Con il pollice viene palpata la rima articolare dell'articolazione del ginocchio. Il test è positivo se viene riprodotto il dolore.
  • Test di Apley: Il paziente è prono sul lettino con il ginocchio flesso a 90°. Il professionista si posiziona lateralmente al lato da esaminare, con una mano fissa la coscia mentre con l’altra afferra la caviglia ed esegue una trazione. Se il paziente avverte dolore il test viene interrotto. Al contrario, se la manovra non riproduce la sintomatologia, viene aggiunta la compressione del piede contemporaneamente alla rotazione interna ed esterna. Il test è positivo se viene riprodotto il dolore sull’interlinea articolare (menisco mediale -> rotazione esterna, menisco laterale -> rotazione interna).
  • Test di Thessaly: Il test viene eseguito con il paziente in posizione eretta con i piedi distanziati di circa 30-40cm mentre il professionista è di fronte a lui. Per rilevare una lesione al menisco mediale, il paziente porta in massima extra rotazione entrambi i piedi ed esegue uno squat. Per il menisco laterale, invece, entrambi gli arti inferiori vengono mantenuti in intra rotazione e viene chiesto al paziente di eseguire uno squat che in questo caso risulta limitato fisiologicamente. Il test è positivo quando il paziente avverte dolore e/o un click al livello della linea articolare, momento in cui lo squat viene interrotto.

La Risonanza Magnetica Nucleare (RMN)

La RMN è un esame diagnostico che utilizza campi magnetici e onde radio per creare immagini dettagliate delle strutture interne del corpo, in particolare dei tessuti molli come menischi, legamenti e cartilagine. A differenza della radiografia, la RMN non utilizza radiazioni ionizzanti, rendendola un'opzione più sicura.

Quando la RMN non è fattibile

La Risonanza Magnetica non è fattibile in alcuni casi, come:

  • presenza di pacemaker
  • protesi con metalli non compatibili con la risonanza magnetica
  • donne in gravidanza nei primi due mesi
  • soggetti con eccessivo rigonfiamento edematoso, poiché potrebbe alterare l’attendibilità dell’immagine ottenuta

Distorsione al Ginocchio: Cosa Fare?

La distorsione di ginocchio è un comune trauma sportivo ed è tra le lesioni più comuni e più dolorose che si possano sperimentare. Si tratta di una torsione non normale del ginocchio. Il piede resta solitamente fermo sul terreno, mentre il resto dell’arto inferiore gira. Questo movimento anomalo che fa perdere parzialmente i giusti rapporti tra le articolazioni può essere benigno o causare danni.

Cosa fare subito dopo una distorsione al ginocchio

Vediamo cosa fare subito dopo una storta al ginocchio e come capire se abbiamo causato qualche danno all’articolazione.

  1. Spegnere l’infiammazione acuta:
    • Riposo: Permettete alla vostra articolazione di riposare.
    • Ghiaccio: Il ghiaccio è un buon sistema per ridurre l’infiammazione.
    • Compressione: Molti pazienti sentono un beneficio a bendare il ginocchio.
    • Elevazione: Mantenere il ginocchio sollevato aiuta a non farlo gonfiare.
  2. Applicare principi di trattamento avanzato:
    • Uso del caldo: Se gonfiore e infiammazione dei primi giorni dopo l’episodio di distorsione del ginocchio sono risolti, il dolore potrebbe derivare ora da una rigidità o contratture muscolari.
    • Uso di antinfiammatori topici: crema antinfiammatoria localmente alcuni prodotti possono dare una mano.
    • Uso di antinfiammatori orali: Possono essere utilizzati sotto indicazione medica. Evitate trattamenti prolungati con questi farmaci che possono essere molto dannosi specialmente per lo stomaco.
  3. Capire se il ginocchio è rotto: I criteri generali per capire se una distorsione ginocchio abbia causato o meno dei danni all’articolazione sono: la sensazione di strappo/rottura durante la distorsione, il gonfiore immediato, la presenza di blocchi dell’articolazione, la presenza di cedimenti continui.

Radiografia vs Risonanza Magnetica

Solitamente quando si ha un dolore al ginocchio ci si reca da uno specialista per saperne di più e risolvere il problema. In questi casi, due sono gli esami tipici: la radiografia e la risonanza magnetica nucleare (RMN). La radiografia dà una immagine più immediata e globale, ma solo del comparto osseo, mentre la RMN è utile per vedere il ginocchio nella sua completezza, soprattutto se si sospettano lesioni meniscali e/o cartilaginee.

Vantaggi della radiografia

la radiografia del ginocchio, a differenza della RMN, ha dalla sua parte invece il vantaggio di essere effettuata sotto carico, cioè con il peso del corpo, mostrando quindi l’appoggio reciproco dei capi articolari in presenza della forza di gravità.

Questo articolo fornisce informazioni generali sull'interpretazione della risonanza magnetica del ginocchio. È fondamentale consultare un medico specialista per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato.

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