Ematologia all'Ospedale di Pavia: Un Centro di Eccellenza

L'Ematologia di Pavia rappresenta un punto di riferimento per la diagnosi e il trattamento delle malattie del sangue. La clinica, diretta dal Professor Luca Arcaini, si distingue per l'esperienza del suo team di specialisti e per l'impegno nella ricerca scientifica, con l'obiettivo di offrire terapie sempre più efficaci e innovative.

L'Équipe Medica

L'équipe medica dell'Ematologia di Pavia è composta da specialisti con competenze specifiche nei diversi settori dell'ematologia. Ecco gli specialisti che operano nei reparti e negli ambulatori:

  • Direttore: Prof. Luca Arcaini

Ambulatori

  • Dott. Cesare Astori (responsabile)
  • Dott. Chiara Elena
  • Dott. Chiara Cavalloni
  • Prof. Luca Malcovati
  • Dott. Elisa Rumi
  • Dott. Marzia Varettoni

Reparto

  • Dott. Carlo Castagnola (responsabile)
  • Dott. Ilaria Ambaglio
  • Prof. Luca Arcaini
  • Dott. Maurizio Bonfichi
  • Dott. Manuel Gotti
  • Dott. Elisa Roncoroni
  • Dott. Patrizia Zappasodi

MAC (Macroattività ambulatoriale ad alta complessità)/Day Hospital

  • Dott. Ester M. Orlandi (responsabile)
  • Dott. Federica Cocito
  • Dott. Alessandro Corso
  • Dott. Sara Rattotti

Centro Trapianti

  • Prof. Paolo Bernasconi (responsabile)
  • Dott. Daniela Caldera
  • Dott. Anna A. Colombo
  • Dott. Silvia Mangiacavalli
  • Dott. Laura Bettinzoli

Diagnosi Precoce e Cure Tempestive

Nella gestione delle patologie ematologiche, la rapidità della diagnosi e l'inizio tempestivo delle cure sono cruciali per il successo del trattamento. Essere seguiti fin dall'inizio presso un centro ematologico con servizi di chemioterapia intensiva e trapianto, e con un'équipe medica altamente specializzata, aumenta le possibilità di successo. Quando le terapie diventano molto specifiche, è fondamentale che il paziente sia trattato da specialisti con la maggiore esperienza possibile nel settore, in grado di garantire tutte le opzioni di cura disponibili.

Il successo delle cure dipende spesso da come viene impostata la terapia iniziale.

Immunoterapia e Anticorpi Monoclonali

Grazie alle tecniche dell'ingegneria genetica, è possibile produrre in laboratorio anticorpi diretti specificamente contro antigeni propri dei linfomi. Nel caso dei linfomi non-Hodgkin B, che rappresentano la maggioranza dei linfomi, è possibile utilizzare anticorpi anti-CD20, che attaccano e distruggono selettivamente le cellule che esprimono questo antigene.

Questi anticorpi monoclonali, altamente specifici, colpiscono solo il tumore, risparmiando le cellule sane. La possibilità di produrre e rendere disponibili per l'uso clinico grandi quantità di questi anticorpi ha permesso di passare da trattamenti strettamente chemioterapici all'immunoterapia dei linfomi e alla terapia combinata (immuno-chemioterapia). Questi anticorpi monoclonali non danneggiano le cellule staminali del midollo osseo, permettendo la loro raccolta e utilizzo per un eventuale autotrapianto.

Gli anticorpi monoclonali anti-CD20, come il Rituximab, sono molto efficaci contro i linfomi non-Hodgkin B e svolgono un ruolo insostituibile nel trattamento della malattia minima residua, eliminando le cellule residue dopo la chemioterapia e prevenendo le ricadute.

Radio-immunoconiugati

La ricerca sta utilizzando questi anticorpi monoclonali come vettori di sostanze nocive per il linfoma, ad esempio coniugandoli con un radioisotopo. Sono in sperimentazione anticorpi monoclonali coniugati con radioisotopi (radio-immunoconiugati) allo scopo di potenziare l’azione antitumorale dell’anticorpo. L’anticorpo non solo si lega all’antigene della cellula tumorale danneggiandola, ma al contempo la irradia distruggendo il tumore attraverso una azione combinata immunologica e radioterapica. Un ulteriore vantaggio dei radio-immunoconiugati risiede nel fatto che l’irradiazione raggiunge anche le cellule vicine (distruggendo in questo modo anche le cellule tumorali che non esprimono l’antigene perché troppo immature). Per i linfomi questa sarà probabilmente la terapia del futuro.

Le risposte alla radio-immunoterapia sono positive, poiché agisce anche quando l’anticorpo monoclonale non coniugato non è più efficace.

Mieloma Multiplo: Nuove Speranze con Farmaci Riscoperti

Il mieloma è un tumore del sangue che colpisce l'età adulta o anziana, caratterizzato dalla proliferazione tumorale di plasmacellule nel midollo osseo. Questo tumore può corrodere le ossa, causando gravi problemi come fratture e crolli vertebrali.

L’innovazione è la riscoperta di farmaci oramai dimenticati, come la Talidomide, che in passato veniva utilizzato come antiemetico dalle donne incinte e che, però, portava alla nascita di bambini con gravi disfunzioni fisiche. La Talidomide viene utilizzata per il trattamento di pazienti con mieloma refrattario, resistente o di ricaduta, e alcune volte con risposte sorprendenti, come la scomparsa completa della malattia.

Trapianto di Cellule Staminali

Le cellule staminali, progenitrici di tutte le cellule del sangue, possono essere utilizzate per ripopolare il midollo osseo dopo una chemioterapia intensiva. Oggi è possibile raccogliere un gran numero di cellule staminali dal sangue periferico del paziente, conservarle congelate e utilizzarle per l'autotrapianto.

Grazie ai fattori di crescita (G-CSF), è possibile disancorare le cellule staminali dal midollo e farle circolare nel sangue periferico, dove vengono raccolte tramite emaferesi e conservate congelate. Una volta scongelate e reinfuse nel paziente, le cellule staminali tornano al midollo osseo e ricostituiscono rapidamente le funzioni midollari depresse dalla chemioterapia intensiva.

Il trapianto allogenico, invece, consiste nel trapianto di cellule staminali provenienti da un donatore compatibile, familiare o non familiare. Questo tipo di trapianto può essere effettuato sia con il midollo osseo che con le cellule staminali prelevate dal sangue periferico del donatore. Inoltre, oggi è possibile eseguire un trapianto allogenico usando regimi di condizionamento a ridotta intensità (non mieloablativi), senza necessariamente distruggere il midollo del paziente con una chemio-radioterapia intensiva.

Terapie Innovative: Il Glivec

Il Glivec è un farmaco "intelligente" che blocca selettivamente la cellula tumorale, avendo come bersaglio l'alterazione molecolare alla base della malattia. È in grado di bloccare l'alterazione enzimatica responsabile della leucemia mieloide cronica senza danneggiare le cellule sane. Il controllo della malattia è agevole e la risposta si ottiene anche nei pazienti che non hanno risposto all'Interferone, il trattamento standard precedente.

Supporto e Solidarietà

L’Ematologia può contare sul supporto di diverse associazioni. Oltre all’organizzazione storica che è l’AIL, a Pavia esiste da un anno una nuova associazione, l’A.E.P., gli Amici dell’Ematologia di Pavia, che è nata dalla spontanea iniziativa di cittadini pavesi che hanno pensato di dare un contributo al Policlinico.

A.E.P. bonifico bancario a favore della Associazione A.E.P. c.c. conto corrente postale n. Le somme versate all’A.E.P. a titolo di donazione volontaria possono essere detratte ai fini fiscali nella misura del 19% dall’IRPEF per le persone fisiche, e fino al 2% dal reddito d’impresa (art. 65, comma 2, lett. c-sexies del DPR n.

Attività Clinica (2001) Numero
Ricoveri in reparto 1.422
Ricoveri in day-hospital 3.491
Trapianti di midollo effettuati 86

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