Mammografia senza Mezzo di Contrasto: Indicazioni e Alternative

Il cancro della mammella è il cancro più frequentemente diagnosticato nelle donne, in cui circa un tumore maligno ogni tre è di origine mammaria, e rappresenta la principale causa di morte tra le donne di tutto il mondo. Lo screening mammografico si è dimostrato efficace nel diagnosticare il cancro al seno in una fase precoce e nel ridurre la mortalità per tumore al seno di almeno il 20% (fino al 40% in alcuni contesti).

Limitazioni della Mammografia Tradizionale

Tuttavia, circa il 20% dei tumori mammari non viene diagnosticata alla mammografia e il 10% delle donne viene richiamato per esami aggiuntivi. Le due principali limitazioni della mammografia sono, infatti, la ridotta sensibilità nei seni densi, dove questa si riduce dal 70-75% al 30-48%, e la percentuale relativamente elevata di falsi positivi.

Introduzione alla Mammografia con Mezzo di Contrasto (CEM)

In questo contesto, l’introduzione della mammografia con mezzo di contrasto (generalmente indicata come CEM: Contrast-Enhanced Mammography) ha l’obiettivo di superare parte di questi limiti della mammografia standard. La CEM è una metodica che combina le informazioni morfologiche della mammografia digitale e informazioni funzionali grazie all’utilizzo del mezzo di contrasto iodato iniettato per via endovenosa, che consente la valutazione della neoangiogenesi tumorale analogamente a quanto avviene con la risonanza magnetica (RM) con mezzo di contrasto endovenoso.

Quello che si visualizza nella CEM è una mappa vascolare: il mezzo di contrasto iodato utilizzato per via endovenosa, somministrato prima di fare la mammografia, si concentra nei vasi della mammella, ma soprattutto nei vasi anomali dove c’è il cancro, rendendo meglio visibile la massa tumorale.

Risonanza Magnetica Mammaria (RMN)

Nell'ambito della diagnostica per immagini la Risonanza Magnetica Mammaria (RMN Mammaria) rappresenta una frontiera avanzata e altamente specializzata. Questo esame non fa parte dello screening di routine per il tumore al seno ma viene impiegato su indicazione specialistica per approfondire dubbi diagnostici sollevati dagli esami di primo livello come la mammografia in tomosintesi, l'ecografia mammaria e la visita senologica.

Cos'è la Risonanza Mammaria

La Risonanza Mammaria, spesso eseguita con mezzo di contrasto endovenoso (MDC), usa il campo magnetico per ottenere immagini dettagliate del tessuto mammario. L’uso del mezzo di contrasto, generalmente il gadolinio, lo classifica come esame invasivo. Eccezione a questa regola è la risonanza mammaria per le protesi, eseguita senza MDC.

Procedura della RMN Mammaria

È fondamentale che la RMN Mammaria venga eseguita su macchinari ad alto campo magnetico (1,5 o 3 tesla). Le risonanze a basso campo (0,5 tesla) o a medio campo aperte (1 tesla) sono indicate solo per lo studio delle protesi e per le pazienti che non possono eseguire la RMN ad alto campo (ad es. pazienti claustrofobiche). L’esame viene condotto da un tecnico di radiologia specializzato, sotto la supervisione di un medico radiologo-senologo e con la presenza di un anestesista per la gestione della somministrazione del MDC e il monitoraggio della paziente.

Preparazione e Controindicazioni alla RMN con MDC

Nel caso di esame effettuato con mezzo di contrasto (MDC) la preparazione prevede che la paziente sia a digiuno da almeno sei ore e fornisca un esame della creatinina per valutare la funzionalità renale. Questo permette ai medici di autorizzare in sicurezza l’uso del gadolinio. La RMN Mammaria non è adatta a pazienti con pacemaker cardiaci o impianti ferromagnetici negli espansori mammari, che potrebbero interferire con il campo magnetico. L’esame ha una durata di circa 30 minuti e la paziente deve rimanere sdraiata a pancia in giù, con il seno inserito in cavità apposite nella bobina di risonanza; un tecnico offre supporto tramite video e citofono per qualunque evenienza.

Quando Effettuare la Risonanza Mammaria con Mezzo di Contrasto (MDC)?

La RMN Mammaria può essere eseguita con o senza l'utilizzo di mezzo di contrasto a seconda delle esigenze diagnostiche.

RMN Mammaria con Mezzo di Contrasto

L'uso del Mezzo di Contrasto nella RMN Mammaria è consigliato in vari casi, tra cui:

  • Monitoraggio di pazienti ad alto rischio: per donne con un elevato rischio di sviluppare tumori al seno, specialmente se presentano mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2;
  • Indagini aggiuntive: per chiarire dubbi emersi da mammografie o ecografie;
  • Pianificazione chirurgica: prima di un intervento chirurgico, per definire l'estensione del tumore e identificare eventuali focolai non visibili con esami tradizionali;
  • Valutazione post-operatoria: nelle pazienti operate per carcinoma mammario, per distinguere tra recidiva del tumore e cicatrici chirurgiche.

RMN Mammaria senza Mezzo di Contrasto

La RMN Mammaria senza Contrasto è utilizzata principalmente per:

  • Studio delle protesi: per controllare l'integrità delle protesi mammarie, sia estetiche che ricostruttive;
  • Identificazione di complicanze relative all’intervento di protesi: per rilevare eventuali rotture intra-capsulari o extra-capsulari, silicomi e contratture protesiche.

In sintesi la scelta tra RMN con o senza Mezzo di Contrasto dipende dalle specifiche esigenze cliniche e diagnostiche di ciascun caso. Consultare un medico specialista è, quindi, fondamentale per determinare l’approccio più appropriato. Questo tipo di esame è cruciale per indagare sospetti tumori al seno emersi da esami di primo livello, per lo screening avanzato in pazienti con mutazioni genetiche BRCA 1/2 o per il follow-up di pazienti oncologiche già trattate chirurgicamente.

Mammografia con Mezzo di Contrasto: Procedura e Vantaggi

La mammografia con mezzo di contrasto è un avanzamento tecnologico della mammografia tradizionale: è un esame radiologico della mammella che associa informazioni morfologiche, come una mammografia standard, a quelle funzionali legate all’utilizzo del mezzo di contrasto. La CEM (Contrast Enhanced Mammography) permette quindi di avere un doppio imaging, morfologico e funzionale.

Guardando all’esecuzione dell’esame, innanzitutto viene somministrato il mdc iodato, con dose di circa 1,5ml/kg con iniettore automatico per assicurare un flusso costante di 2,5-3 ml/sec. Dopo 2 minuti dalla somministrazione di mdc si acquisiscono una serie di immagini a bassa ed alta energia in rapida successione mentre la mammella rimane compressa per i pochi secondi necessari per l’esecuzione dell’esame.

La mammografia con mezzo di contrasto fornisce informazioni simili alla risonanza magnetica della mammella, ma al contrario di questa, risulta un esame più rapido e meglio tollerato. Si tratta di una procedura semplice da eseguire: alla paziente viene iniettato un mezzo di contrasto per via endovenosa nel braccio e dopo alcuni minuti si esegue una normale mammografia. L’esame dura al massimo 7-8 minuti, dall’inizio dell’iniezione fino al rilevamento dell’ultima immagine radiologica. L’immagine radiologica che viene restituita consente al medico radiologo senologo di esprimersi in una diagnosi più sensibile e più specifica.

Indicazioni della Mammografia con Mezzo di Contrasto

Ad oggi la mammografia con mezzo di contrasto viene usata nella stadiazione locale del carcinoma mammario, cioè nella definizione dell’estensione e dello stato di avanzamento del tumore. Viene usata nelle pazienti che devono fare la chemioterapia, dove serve sia per la stadiazione sia per il monitoraggio della risposta alla cura.

La CEM viene utilizzata dove si sospetta una patologia tumorale ma la mammografia tradizionale non è sufficiente alla diagnosi e può essere usata di fatto in alternativa alla risonanza magnetica, in particolare nel caso di pazienti claustrofobici, obesi o anziani che non tollerano la macchina per la risonanza sia per la posizione da assumere sia per il tempo necessario alla durata dell’esame. In generale è una metodica sempre più diffusa che ha mostrato performance diagnostiche paragonabili alla risonanza magnetica, con costi economici inferiori e apprezzata dalle pazienti.

Al momento la CEM rimane un’indagine di III livello e l’indicazione all’esame viene sempre fornita dallo specialista senologo, ma si sta cominciando a valutare l’utilizzo della mammografia con mezzo di contrasto anche nei soggetti con aumentato rischio, nella valutazione dei percorsi di screening personalizzato.

Efficacia della Mammografia

In generale, la mammografia è lo strumento più efficace per diagnosticare precocemente un tumore al seno. Nel 2022 sono state oltre 26500 le donne tra i 50 e i 69 anni che hanno aderito al programma di screening organizzato, che ha permesso di intercettare 173 casi di tumore alla mammella (6,4 per 1000 donne). Nella fascia 70-74 anni sono stati invece 93 i casi di cancro individuati grazie a quasi 7500 mammografie (12,4 per 1000 donne).

Accuratezza Diagnostica della CEM

In caso di lesioni maligne, la CEM garantisce un’elevata accuratezza diagnostica, comparabile a quella della RM Mammaria e superiore alla mammografia convenzionale.

Angiogenesi Neoplastica

Per angiogenesi neoplastica si intende la costituzione di una nuova rete vascolare formata dal tumore stesso, che lo nutre e ne permette la proliferazione.

Informazioni Aggiuntive

I nostri Specialisti, diretti dalla Dottoressa Simonetta Rossi, eseguono la mammografia con mezzo di contrasto e tutti gli esami di controllo correlati alle patologie del seno.

AVVISO ALLE UTENTI

Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico. Ogni terapia è individuale e deve essere monitorata dal proprio specialista.

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