Per ridurre la mortalità per tumore mammario è fondamentale riuscire a individuare il tumore quando questo è ancora in fase iniziale, fase nella quale le possibilità di cura sono molto alte. La mammografia è la principale metodica di diagnostica precoce del tumore al seno. Per le sue elevate capacità diagnostiche, la mammografia rappresenta a tutt’oggi il test diagnostico di primo livello nello screening mammografico. Rientrando nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) l’esame mammografico è garantito a tutte le donne di età compresa tra i 50 e i 59 anni che sono invitate, ogni due anni, a effettuare gratuitamente una mammografia.
Evoluzione Tecnologica della Mammografia
Come molti esami diagnostici, anche la mammografia ha visto importanti evoluzioni grazie alle nuove tecnologie. All’inizio degli anni 2000 vi è stato l’introduzione dei mammografi digitali che ha comportato una prima rivoluzione nella diagnosi. Rispetto alla tecnica tradizionale che acquisisce un’unica immagine della mammella compressa, la Tomosintesi scompone, grazie a un’innovazione tecnologica, lo spessore della mammella in multipli strati millimetrici evidenziando, per ogni singolo strato le eventuali lesioni presenti.
Importanza della Mammografia nelle Diverse Fasce d'Età
A tutte le donne è consigliato sottoporsi alla mammografia dall’età di 40 anni, a prescindere dalla presenza di sintomi o di familiarità. Le donne con un seno classificato a bassa densità e quelle che non hanno familiarità con il tumore, possono eseguire la mammografia con un intervallo più ampio ma mai superiore ai due anni. La principale arma a disposizione degli specialisti per combattere i tumori sono gli esami di screening e il tumore della mammella non fa eccezione.
Impatto della Pandemia sugli Esami di Screening
La pandemia COVID-19, ha portato a un calo significativo degli esami di screening: secondo dati dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS), che ha confrontato gli esami effettuati nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 30 settembre del 2020 con i corrispettivi del 2019, in seguito alla pandemia COVID nei soli primi nove mesi del 2020 sono stati effettuati oltre 2.000.000 di esami di screening in meno, 600.000 dei quali mammografici. Nonostante il tentativo di recuperare il ritardo accumulato garantendo nel contempo l’esecuzione dell’esame in piena sicurezza, il protrarsi della pandemia non ha consentito il totale recupero degli esami persi. I dati dell’ultima analisi effettuata da ONS riportano infatti un calo del 43.5% dei test effettuati con una stima dei tumori non diagnosticati che si assesta a 2.793.
È necessario ricordare che il tumore della mammella non si ferma e va diagnosticato ancor prima che esso diventi clinicamente evidente. La mammografia è un esame fondamentale per la diagnosi precoce del tumore della mammella perché permette di identificare lesioni in stadi iniziali ed è un quindi un’arma importante per intervenire nella diagnosi della malattia. L’esame, che utilizza raggi X a bassa dose, prevede la compressione del seno tra due piastre. La compressione dura pochi secondi e viene effettuata in due o più proiezioni per lato. Le immagini vengono poi analizzate da un medico radiologo che valuta la presenza di opacità nodulari, microcalcificazioni e altri segni sospetti.
Cos'è la Mammografia?
In tema di prevenzione senologica, uno dei test più conosciuti è la mammografia. Si tratta di un esame radiografico non invasivo del seno che permette di esaminare il tessuto mammario al suo interno. La mammografia è un esame radiografico e ne esistono 2 tipi: quella di screening e quella diagnostica. Lʼesame dura pochi minuti, non richiede somministrazione di farmaci o mezzi di contrasto e non richiede particolari preparazioni.
Per eseguire lʼesame la mammella viene compressa tra due piastre: questa compressione può risultare dolorosa per le donne non ancora entrate in menopausa a causa dellʼovulazione. La mammografia è lʼesame fondamentale per la diagnosi precoce del tumore al seno: si tratta di una radiografia che utilizza basse dosi di raggi X e viene eseguita dal tecnico sanitario di radiologia medica, sotto la responsabilità del medico radiologo.
Screening Mammografico: Età e Frequenza
La mammografia di screening viene eseguita su tutte le donne asintomatiche in determinate fasce di età. Nel caso dell’Emilia-Romagna dai 45 anni ai 50 la mammografia di screening è prescritta annualmente, mentre dai 50 ai 75 ogni due anni. La mammografia viene generalmente prescritta dopo i 40 anni, infatti prima di quell’età lʼesame generalmente non è indicato, salvo casi particolari. Il motivo principale è perché, proprio per la giovane età, c’è un maggiore rischio di danno da radiazioni.
Ecografia Mammaria: Un Esame Complementare
L'ecografia mammaria è un esame non invasivo del seno, molto semplice e sicuro. Rientra tra gli esami di diagnostica per immagini: utilizza gli ultrasuoni a bassa frequenza per lo studio del tessuto ghiandolare mammario. Le onde sonore emesse sulla zona da controllare rimbalzano sui tessuti o sugli organi interni producendo diversi tipi di eco che formano un'immagine della mammella sullo schermo di un computer. L’ecografia mammaria consente di individuare eventuali formazioni all'interno del seno e distinguere tra quelle a contenuto liquido e quelle a contenuto solido. È un esame preventivo in grado di escludere o segnalare la presenza di eventuali tumori. Non è un'alternativa alla mammografia, i due esami sono pertanto complementari. Nelle donne più giovani, in cui il tessuto ghiandolare è più denso, i risultati dell’ecografia offrono maggiori informazioni rispetto a quelli della mammografia.
Periodo Migliore per Eseguire la Mammografia
Molte donne si chiedono quando fare la mammografia: è preferibile sottoporsi a mammografia entro i primi 7/10 giorni del ciclo. Da evitare invece in fase premestruale in ragione della maggior tensione mammaria che può rendere il test fastidioso. Se la mammografia viene effettuata in tali condizioni, in pratica, la donna avvertirà meno fastidi o disagi. Per lo stesso motivo, sarebbe preferibile non eseguire questo tipo di accertamento quando si ha il dubbio di poter essere incinte.
Non è necessario seguire prescrizioni di questo tipo, invece, per le ecografie, la cui esecuzione non presuppone accortezze specifiche. Esso si svolge in modo molto semplice, con lo specialista che passa una sonda sulle mammelle. Il periodo migliore per fare un'ecografia mammaria rispetto al ciclo è nella fase post mestruale e prima dell'ovulazione, dunque tra il 5° e il 12° giorno del ciclo. Gli ultrasuoni alla base dell’ecografia mammaria non provocano danni all'organismo, nemmeno nei soggetti particolarmente sensibili come le donne in gravidanza.
Preparazione all'Esame Mammografico
Per l’igiene personale è sconsigliato l’utilizzo, il giorno della mammografia bilaterale, di deodoranti, creme, profumi o polvere di talco. L’abbigliamento suggerito è quello di maggior comodità anche ai fini dell’esecuzione dell’esame: preferibili camicie e pantaloni/gonne piuttosto che vestiti a pezzo unico. Non trascurare nessun aspetto e nessuna notizia su precedenti di tumore in famiglia, terapie in atto, interventi chirurgici del passato.
Diversi Tipi di Mammografia
Quanti tipi di mammografia esistono? La più comune “arma” di difesa nella prevenzione del tumore al seno è quella analogica: l’immagine della ghiandola mammaria viene impressa su lastre come nelle normali radiografie scheletriche. Con la mammografia digitale, la prevenzione del carcinoma mammario sfrutta i dettagli della mam-mella evidenziati attraverso un sistema che li visualizza direttamente al computer. L’ulteriore avanguardia in campo diagnostico nella prevenzione del cancro al seno è rappresentata ora dalla tomosintesi: la differenza sta nella tridimensionalità e nella più alta definizione. La mammella viene infatti scomposta in tanti strati che poi, sovrapposti, ne ricostruiscono la figura nella sua interezza: un indubbio vantaggio per i seni difficili da leggere - i seni densi - analizzati più nello specifico svelando così tumori altrimenti mascherati.
Approfondimenti Diagnostici
Mammografia di approfondimento allo scopo di acquisire ulteriori immagini del seno, in proiezioni differenti e con ingrandimenti dell’area sospetta. L’Agoaspirato consiste nel prelevare campioni di cellule per l’analisi citologica: si esegue in ambulatorio. Un risultato negativo riduce il ricorso alla successiva biopsia mammaria. Prevede più modalità d’effettuazione in base al tipo di lesione. In caso di lesioni non palpabili è richiesta la guida ecografica o radiologica. In condizioni di lesioni palpabili l’agoaspirato può essere completato a mano libera. INADEGUATO, il campione ottenuto non permette la diagnosi per lo scarso numero di cellule contenute.
Per le lesioni piccole - difficilmente palpabili - si possono adottare strumentazioni di avanzato livello tecnologico che sotto guida radiografica-ecografica, consentono di “asportare” minuscole porzioni tissutali utili all’analisi istologica. Il dotto galattoforo corrisponde ad un piccolo canale escretore entro il quale scorre il latte materno nel periodo dell’alimentazione al seno del neonato. Questo test radiologico permette di visualizzare il lume dei dotti dell’intera ghiandola mammaria. L’indagine è rivolta a ricercare alcune anomalie quali conseguenze di tumori, solitamente a decorso benigno, chiamati papillomi. L’esame si effettua iniettando, tramite aghi cavi, un mezzo di contrasto radiopaco nel poro colpito da sanguinamento per poi ottenere una serie di radiografie. Nella pressoché totale maggioranza dei casi, l’iter di approfondimento della diagnosi termina con un risultato rassicurante per le donne.
Mammografia o Ecografia Mammaria?
Meglio la mammografia o l’ecografia? Il primo esame è ritenuto più efficace nell’individuazione di lesioni tumorali anche millimetriche e che l’ecografia spesso non riesce a “mettere a fuoco”. Inoltre, se la mammografia trova indicazione prevalente nelle donne di mezza età che presentano seni con percentuali maggiori di tessuto adiposo (grasso), di contro l’Ecografia è più utilizzata nei soggetti femminili giovani la cui densità ghiandolare delle mammelle è preponderante.
Programmi di Screening Mammografico Organizzato
L'Osservatorio Nazionale Screening (ONS) è un'autorevole organizzazione italiana che si occupa di monitorare e migliorare l'efficacia e la qualità dei programmi di screening oncologico in tutto il Paese. Sin dalla sua fondazione, l'ONS lavora incessantemente per aumentare l'importanza dello screening oncologico come elemento fondamentale della prevenzione sanitaria.
È stata pubblicata sul sito dell’Iniziativa della Commissione europea sul cancro al seno (ECIBC) la nuova raccomandazione sull’intervallo di screening per le donne nelle fasce d’età 45 - 49 anni, 50 - 69 e 70 - 74. In tutte le fasce di età l’intervallo annuale non è mai raccomandato. Per la fascia centrale, 50 -69 anni, l’indicazione degli esperti conferma l’intervallo di due anni fra una mammografia di screening e la successiva.
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