La mammografia è la principale metodica di diagnostica precoce del tumore al seno. Per le sue elevate capacità diagnostiche, la mammografia rappresenta a tutt’oggi il test diagnostico di primo livello nello screening mammografico. Per ridurre la mortalità per tumore mammario è fondamentale riuscire a individuare il tumore quando questo è ancora in fase iniziale (ovvero non si manifesta con dei sintomi), fase nella quale le possibilità di cura sono molto alte.
Screening Mammografico in Italia
Rientrando nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) l’esame mammografico è garantito a tutte le donne di età compresa tra i 50 e i 59 anni che sono invitate, ogni due anni, a effettuare gratuitamente una mammografia. So bene che il programma di screening mammografico prevede in Italia l’invito gratuito per le donne fra i e gli anni.
Quando Iniziare i Controlli?
A tutte le donne è consigliato sottoporsi alla mammografia dall’età di 40 anni, a prescindere dalla presenza di sintomi o di familiarità. Ma mi chiedo: sarebbe bene iniziare i controlli prima? E con che esame? O solo con una visita?
Completamente diversa è invece l’indicazione ai controlli periodici individuali, che devono iniziare già a 30-35 anni con un’ecografia mammaria annuale e dai 40 anni anche con una mammografia annuale, l’unico esame in grado di identificare ad esempio le micro-calcificazioni che sono spesso una spia di una iniziale lesione tumorale. E’ quindi opportuno abbinare la mammografia all’ecografia e possibilmente al controllo specialistico dal senologo che, in base ai vari fattori di rischio (come la familiarità) e agli esiti degli esami, può indirizzare la singola donna verso il corretto iter di prevenzione.
I Benefici della Mammografia Precoce: Uno Studio
La validità di queste indicazioni è stata nuovamente confermata, nei giorni scorsi, da uno studio pubblicato sulla rivista Radiology e condotto dai ricercatori americani del Swedish Cancer Institute di Seattle su oltre duemila pazienti con carcinoma mammario e un’età compresa fra i 40 e i 49 anni: nelle partecipanti che si erano sottoposte a mammografia (tramite la quale era stata scoperta la malattia) la prognosi si è rivelata migliore perché la neoplasia era in uno stadio iniziale, più facile da curare e dunque meno letale e con minori probabilità di ricaduta.
Perché Sottoporsi a Mammografia Prima dei 50 Anni?
So che gli studi «contro» si basano su tre pilastri: primo, nelle donne giovani il tessuto mammario è più sensibile ai raggi, che potrebbero far leggermente aumentare il rischio dell’insorgenza di un tumore al seno. Secondo, non esistono al momento prove che una mammografia regolare tra i 40 e i 49 anni riduca la mortalità. Terzo, sotto i 50 anni il tessuto della mammella è generalmente più denso e rende difficile identificare con la mammografia un eventuale tumore. Per questo motivo, da una parte, i tumori al seno possono sfuggire a questa indagine e, dall’altra, le donne vengono frequentemente sottoposte ad ulteriori accertamenti, che spesso si rivelano essere dei falsi allarmi.
Mammografia Digitale e Tomosintesi: Evoluzioni Tecnologiche
Come molti esami diagnostici, anche la mammografia ha visto importanti evoluzioni grazie alle nuove tecnologie. All’inizio degli anni 2000 vi è stato l’introduzione dei mammografi digitali che ha comportato una prima rivoluzione nella diagnosi. Rispetto alla tecnica tradizionale che acquisisce un’unica immagine della mammella compressa, la Tomosintesi scompone, grazie a un’innovazione tecnologica, lo spessore della mammella in multipli strati millimetrici evidenziando, per ogni singolo strato le eventuali lesioni presenti.
Il Ruolo dell'Ecografia
L’ecografia gioca un ruolo diverso nelle donne di età inferiore ai 40 anni che, in assenza di sintomi o di una forte familiarità, non hanno necessità di seguire un percorso di screening preventivo.
Densità Mammaria e Intervallo tra gli Esami
Le donne con un seno classificato a bassa densità e quelle che non hanno familiarità con il tumore, possono eseguire la mammografia con un intervallo più ampio ma mai superiore ai due anni.
L'Importanza dello Screening Durante e Dopo la Pandemia
La principale arma a disposizione degli specialisti per combattere i tumori sono gli esami di screening e il tumore della mammella non fa eccezione. La pandemia COVID-19, ha portato a un calo significativo degli esami di screening: secondo dati dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS), che ha confrontato gli esami effettuati nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 30 settembre del 2020 con i corrispettivi del 2019, in seguito alla pandemia COVID nei soli primi nove mesi del 2020 sono stati effettuati oltre 2.000.000 di esami di screening in meno, 600.000 dei quali mammografici. Nonostante il tentativo di recuperare il ritardo accumulato garantendo nel contempo l’esecuzione dell’esame in piena sicurezza, il protrarsi della pandemia non ha consentito il totale recupero degli esami persi. I dati dell’ultima analisi effettuata da ONS riportano infatti un calo del 43.5% dei test effettuati con una stima dei tumori non diagnosticati che si assesta a 2.793. In molte Regioni, tra cui la Lombardia, dal mese di giugno l’attività di screening mammografico è stata potenziata, aumentando le risorse e la disponibilità del numero di esami. È necessario ricordare che il tumore della mammella non si ferma e va diagnosticato ancor prima che esso diventi clinicamente evidente. In Humanitas ci si è attivati per offrire un potenziamento dell’attività di screening mammografico garantendo nel contempo l’erogazione dell’esame in piena sicurezza.
Conclusioni
L’età dai 30 ai 50 anni è in effetti la più delicata dal punto di vista diagnostico, poiché coesistono tutte le patologie, benigne (fibroadenomi, cisti, displasia) ma anche neoplastiche. Per quanto riguarda i possibili danni da radiazioni è doveroso ricordare che la moderna mammografia digitale utilizza dosidi radiazioni bassissime, assolutamente non pericolose.
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