Mammografia Gratuita: Quando e Quali Sono i Requisiti?

Prevenire è meglio che curare: lo si dice sempre quando si parla di cancro ed è una affermazione generalmente affidabile. Viene quindi spontaneo chiedersi: perché un esame che permette di diagnosticare in anticipo il cancro del seno non viene offerto gratuitamente a tutte le donne a tutte le età?

L'Importanza dello Screening Mammografico

Tra i requisiti principali di un programma di screening per la diagnosi precoce c’è la capacità di ridurre la mortalità, per la patologia per cui viene offerto a uno specifico gruppo di popolazione. Solo se tale requisito è soddisfatto, lo screening può essere proposto, attuato e sostenuto dal Sistema sanitario nazionale.

Lo screening mammografico per il tumore al seno ha dimostrato di ridurre la mortalità a livello di popolazione per le donne nella fascia di età i 50 e i 69 anni. Alcune Regioni stanno sperimentando l’efficacia dello screening in una fascia di età più ampia, compresa tra i 45 e i 74 anni.

Fasce d'Età e Screening

La ragione per cui lo screening è in genere limitato alla fascia di età che va dai 50 ai 69 anni è perché, in questo particolare periodo di vita della donna, studi precedenti hanno mostrato che lo svantaggio di una possibile sovra-diagnosi è accettabile e bilanciato dal vantaggio di una effettiva diminuzione della mortalità. Prima e dopo questa fascia d'età il bilancio dello screening è meno favorevole, o perché l’efficacia è minore o perché l’aspettativa di vita è più limitata.

Di nuovo si sta parlando di effetti dello screening, cioè di un test offerto a tutte le donne di una certa fascia di età: questo non significa che un medico possa prescrivere il test a una donna ben precisa, magari perché ha familiarità per i tumori al seno in famiglia o ha un seno con caratteristiche che predispongono al cancro (come per esempio un tessuto ghiandolare iperdenso).

Screening al di Fuori delle Fasce d'Età Standard

Un medico può comunque prescrivere il test a una donna anche al di fuori della fascia di età identificata per lo screening nazionale. In tal caso la scelta sarà motivata per esempio dalla presenza di tumori al seno nella storia famigliare o a un particolare aspetto del seno con caratteristiche che possono predisporre al cancro (come un tessuto ghiandolare iperdenso).

Nel loro caso non si parla però di screening, perché non rientrano nella categoria generale, ma di esami diagnostici prescritti sulla base di caratteristiche individuali.

Per le donne ad alto rischio di sviluppare un tumore del seno si utilizza anche la risonanza magnetica mammaria. Gli esperti del National Cancer Institute statunitense ricordano che, rispetto alla mammografia, la risonanza magnetica mammaria aumenta la probabilità di identificare masse che non sono però di tipo tumorale.

Diagnosi Precoce: Vantaggi e Svantaggi

Diagnosi precoce significa individuare prima una malattia Un esame come la mammografia non previene la malattia, cioè non protegge dal tumore, ma permette di diagnosticarlo in anticipo, nella convinzione che così facendo le cure siano meno invasive e la mortalità più bassa.

Non sempre la diagnosi precoce è un vantaggio. Nel caso del tumore al seno identificato tramite mammografia, alcuni studi segnalano il rischio di sovra-diagnosi, ovvero di individuare un alto numero formazioni che rimarrebbero indolenti anche senza essere trattate. Il problema è che a parità di diagnosi è molto difficile oggi sapere a priori quali tumori si comporteranno in modo più o meno aggressivo.

Il Punto Chiave: Riduzione della Mortalità

Qualsiasi screening per essere approvato deve dimostrare di ridurre la mortalità per la malattia e non solo di aumentare le diagnosi. Questo perché esistono forme tumorali a lentissima evoluzione (come alcuni carcinomi della prostata) e altre che addirittura possono non progredire (come la maggior parte dei carcinomi duttali in situ - DCIS - la forma più frequentemente diagnosticata dalla mammografia).

Ad esempio, a luglio 2015 sono stati pubblicati sulla rivista Jama Internal Medicine i risultati di uno studio che ha fatto molto discutere. Sono stati analizzati gli effetti dello screening mammografico attraverso i registri dei tumori di 547 regioni degli Stati Uniti. Gli autori, oncologi ed epidemiologi di Harvard e dell’Università di Dartmouth, in Massachusetts, hanno concluso che purtroppo l'effetto maggiormente visibile dello screening è la sovra-diagnosi, cioè l'identificazione di tumori che, anche se non scoperti, non avrebbero procurato guai.

Questi dati dicono che, tra i 16 milioni di donne che abitano le regioni esaminate, nel 2000 sono stati diagnosticati 53.207 casi di cancro al seno. Nell’ambito dello studio le pazienti sono state seguite per dieci anni dopo la diagnosi. Durante tale periodo, circa il 15 per cento delle pazienti è deceduto a causa del tumore e un altro 20 per cento per altre cause. L’adesione allo screening è variata, a seconda delle regioni, tra il 39 e il 78 per cento. Nonostante ciò gli autori scrivono di “non aver trovato alcuna correlazione tra la mortalità a dieci anni e l’adesione allo screening”.

In altre parole, dove una maggior quota di donne si è sottoposta regolarmente ai controlli, non si è ridotto il numero di quelle che sono morte a causa della malattia. Viceversa, per ogni aumento del 10 per cento nelle adesioni allo screening, l'incidenza (cioè il numero di casi diagnosticati) di tumore al seno è salita del 16 per cento. In numeri assoluti significa che la mammografia ha “scovato” tra 35 e 49 nuovi casi di cancro ogni 100.000 donne.

Effetti Collaterali e Considerazioni

Esiste però un altro elemento di cui le donne devono essere consapevoli. Anche se la dose di raggi somministrata con la mammografia è molto bassa, la Cochrane Collaboration, una rete di studiosi che si occupa di fare revisioni della letteratura scientifica, ha stimato che troppe mammografie possono costituire un fattore di rischio a causa della dose di raggi assorbita. Non sembra esserci invece pericolo con le indicazioni attuali (una mammografia ogni due anni tra i 50 e i 69 anni).

Linee Guida e Raccomandazioni

Al momento la maggior parte degli esperti sostiene che vi sono sufficienti prove di efficacia dello screening con cadenza biennale nella fascia di età che va dai 50 ai 69, e probabilmente ai 75 anni. Questa è anche la posizione della maggior parte delle istituzioni europee, anche se in alcune nazioni si sta pensando di rivedere il sistema di screening, possibilmente per passare a un sistema di diagnosi precoce su base individuale, dietro prescrizione del medico.

Gli studi sugli effetti negativi dell'irraggiamento da mammografia invitano anche a stare attenti a dove si fa l’esame: i centri specializzati, che utilizzano macchinari recenti con dosi di radiazioni più basse e che hanno medici in grado di leggere un gran numero di mammografie l’anno offrono le migliori garanzie di sicurezza e serietà. Si tratta di requisiti fondamentali per ridurre il numero di errori diagnostici, indipendentemente dall’inevitabile sovra-diagnosi.

Il consiglio è quindi di sottoporsi allo screening mammografico secondo le linee guida in vigore in Italia, scegliendo il centro diagnostico con maggiore esperienza e competenza.

Requisiti aggiuntivi per prenotare la visita

  • Avere un’età compresa tra i 35 ed i 49 anni al momento della prenotazione e della visita
  • Non aver effettuato mammografie negli ultimi 12 mesi
  • Non essere già inserita nei protocolli di screening del SSN (anche per familiarità) o presso altre strutture di prevenzione
  • Abitare nel comune in cui si terrà l’evento

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