La mammografia è un esame fondamentale per la diagnosi precoce del tumore della mammella, poiché permette di identificare lesioni in stadi iniziali. È quindi un'arma importante per intervenire nella diagnosi della malattia.
Come si esegue una mammografia?
Durante l’esame, la donna viene invitata a stare in piedi davanti alla macchina che esegue la scansione. Uno dei seni viene appoggiato su un piatto di plastica trasparente e viene premuto con decisione, ma senza far male, da un altro piatto che scende dall’alto. Le due superfici di plastica servono per appiattire il seno e tenerlo fermo, per poter produrre una miglior immagine mammografica. La pressione dura per pochi secondi.
I piatti della macchina, infine, vengono ruotati di novanta gradi, per poter analizzare il seno anche da una prospettiva laterale.
Mammografia: è dolorosa?
La mammografia normalmente non è un esame doloroso; alcune donne trovano fastidiosa la compressione delle mammelle tra le due piastre dell’apparecchiatura per la mammografia, ma il disagio dura solo il breve tempo necessario per l'esame.
Mammografia di screening e diagnostica
Le mammografie di screening vengono usate per controllare le donne che non presentano né segni né sintomi di tumore al seno. Di solito vengono effettuate due radiografie per ciascun seno (mammografia bilaterale). Lo scopo dello screening mammografico è quello di diagnosticare precocemente il tumore, quando ancora è troppo piccolo per essere notato o percepito dalla donna o dal medico.
La mammografia diagnostica viene usata quando si hanno dei sintomi a carico del seno, oppure quando nella mammografia precedente sono state riscontrate anomalie. Durante una mammografia diagnostica vengono riprese diverse immagini, per studiare il seno in modo più approfondito. Nella maggior parte dei casi speciali procedure radiografiche ingrandiscono una piccola zona del seno, rendendo più facile la lettura. A volte, subito dopo la mammografia di screening, sarà necessaria una mammografia diagnostica.
Ogni quanto tempo fare la mammografia?
Le mammografie eseguite a cadenza regolare sono lo strumento migliore che i medici hanno a disposizione per la diagnosi precoce del cancro al seno. La maggior parte degli esperti è concorde nell’affermare che le donne che non hanno avuto precedenti sintomi o problemi al seno dovrebbero iniziare a fare la mammografia a quarant’anni (una volta si consigliava di fare una mammografia di base già a 35 anni). L’esame mammografico è raccomandato annualmente tra i 50 e i 70 anni e a intervalli non superiori a due anni tra i 40 e i 49.
Lo screening mammografico organizzato dalla Centrale Unica Screening viene effettuato in strutture ospedaliere ed extra ospedaliere, è rivolto alle donne di età compresa tra i 45 e i 74 anni, che tramite lettera (cartacea e su Fascicolo Sanitario Elettronico) vengono invitate a sottoporsi alla mammografia ogni due anni. L’esame è gratuito e non è richiesta impegnativa.
Cosa fare prima dell'esame?
Prima dell’esame non occorre alcuna preparazione particolare. Alcuni studi suggeriscono che l’indagine potrebbe essere più tollerata se effettuata nella prima fase del ciclo mestruale, quando la mammella è meno tesa e dolente.
Si consiglia di evitare l’uso di deodoranti, lozioni, creme o talco prima dell’esame, perché potrebbero interferire con la qualità delle immagini.
Nel giorno dell’esame non usate deodoranti, profumi o polvere di talco. Starete più comode se indosserete un top con gonna o pantaloni, anziché un vestito intero.
Risultati e Affidabilità della Mammografia
Le mammografie di screening possono dare dei risultati falsi positivi, ossia una mammografia refertata come dubbia o meritevole di ulteriori accertamenti, alla conclusione degli esami può risultare assolutamente negativa. La mammografia eseguita a cadenza regolare è il modo più efficace per scoprire cambiamenti nel seno, tuttavia non è un esame perfetto.
Non tutti i tumori sono evidenti nella mammografia, a volte possono essere difficili da individuare. Prima della menopausa, il tessuto che costituisce il seno è denso e quindi più difficile da leggere con la mammografia.
Tempi per conoscere i risultati
Per conoscere i risultati della mammografia le tempistiche sono variabili: da alcune ore fino a qualche settimana. Molto dipende dalla valutazione del medico radiologo. A seconda della struttura in cui vi recate i tempi per ottenere l’esito della mammografia possono variare.
In molte strutture il radiologo impiega da alcuni giorni ad alcune settimane per leggere la mammografia, poi manda gli esiti a voi e al vostro medico. Quasi tutte le strutture vi chiederanno di aspettare finché la pellicola radiografica non sarà sviluppata e ricontrollata: in questo modo sarete certe che l’esame si sia svolto correttamente e che non sarà necessario ripeterlo.
Se la mammografia è normale chiedete al medico quando dovrete sottoporvi alla mammografia successiva e continuate a sottoporvi all’esame seguendo il calendario prefissato.
Cosa fare in caso di anomalie?
Se la mammografia segnala delle anomalie non allarmatevi. La mammografia è in grado di evidenziare molte patologie che non hanno nulla a che vedere con il cancro. La maggior parte delle donne segnalate per esami o controlli di approfondimento non ha nessun tumore.
- Mammografia diagnostica di approfondimento: il medico potrebbe evidenziare la necessità di una mammografia diagnostica di approfondimento, per ottenere immagini diverse o ingrandite di una determinata zona del seno.
- Ecografia: l’ecografia è un esame complementare alla mammografia (e non sostitutivo). In quest’esame, si usano le onde sonore per elaborare delle immagini del seno, questo esame viene usato più di frequente per le donne più giovani o per quelle in cui il tessuto del seno è più denso.
- Esami specialistici: il medico può indirizzarvi verso uno specialista, ad esempio un senologo o un chirurgo, per un esame fisico o per altri controlli. Questo non significa necessariamente che abbiate un tumore o dobbiate sottoporvi ad un intervento chirurgico.
- Biopsia: nella biopsia viene asportato un piccolo campione di tessuto del seno, la biopsia può essere eseguita con un ago (si parla allora di ago aspirato) o chirurgicamente. L’ago aspirato di solito viene eseguito in ambulatorio. Il seno viene anestetizzato, poi il medico inserisce un ago che asporta, tramite iniezione, un piccolo campione di tessuto. La biopsia chirurgica di solito viene eseguita in clinica o in ospedale. Normalmente, la paziente viene sedata (cioè le viene somministrato un farmaco che la fa rilassare e assopire), poi il medico pratica una piccola incisione sulla pelle del seno, in seguito rimuove un piccolo campione di tessuto dall’area sospetta e lo manda in laboratorio.
Altre domande frequenti
- Una donna con un seno fibrocistico può effettuare una mammografia? Sì, non vi sono controindicazioni.
- Si può effettuare una mammografia durante le mestruazioni? Sì, non vi sono controindicazioni durante le mestruazioni. È comunque consigliato evitare il periodo pre-mestruale perché si verifica uno stato di maggiore tensione mammaria, e quindi l’esame potrebbe risultare doloroso.
- La mammografia in gravidanza è raccomandata? No, soprattutto durante il primo trimestre. Si tratta tuttavia di una misura precauzionale e non di un divieto assoluto: nel caso in cui la mammografia sia necessaria, la gravidanza non costituisce un ostacolo e verranno adottate misure adeguate per ridurre al minimo l’esposizione del feto alle radiazioni.
- Posso fare la mammografia se ho una protesi al seno? Sì, non ci sono controindicazioni. Informa il tecnico di radiologia che lo segnalerà ai radiologi. Se necessario, sarai ricontattata per completare lo screening con altri esami.
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