Mammografia: Cosa si Vede e Quando Farla

In tema di prevenzione senologica, uno dei test più conosciuti è la mammografia. Si tratta di un esame radiografico non invasivo del seno che permette di esaminare il tessuto mammario al suo interno.

Cos'è la Mammografia?

La mammografia è un esame radiografico e ne esistono 2 tipi: quella di screening e quella diagnostica. La mammografia è lʼesame fondamentale per la diagnosi precoce del tumore al seno: si tratta di una radiografia che utilizza basse dosi di raggi X e viene eseguita dal tecnico sanitario di radiologia medica, sotto la responsabilità del medico radiologo.

È utile soprattutto per completare la mammografia nelle donne che presentano un seno denso. Negli ultimi anni, tra i progressi della tecnica mammografica, è stata introdotta la tomosintesi, che prevede l’acquisizione di una serie di immagini del seno da diverse angolazioni, migliorando ulteriormente la precisione diagnostica.

Con la moderna mammografia digitale, le cosiddette lastre - dove un tempo venivano impresse e poi stampate le immagini - sono sostituite da componenti elettronici che convertono i raggi X in immagini mammografiche trasmesse direttamente su computer per la lettura da parte del radiologo e per la conservazione a lungo termine.

Mammografia di Screening e Diagnostica

La mammografia di screening viene eseguita su tutte le donne asintomatiche in determinate fasce di età. Nel caso dell’Emilia-Romagna dai 45 anni ai 50 la mammografia di screening è prescritta annualmente, mentre dai 50 ai 75 ogni due anni.

Si esegue la mammografia di screening, fondamentale per la diagnosi precoce perché può svelare alterazioni del tessuto mammario diversi anni prima della valutazione clinica, con cadenza biennale in donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni, secondo le indicazioni delle linee guida internazionali per la prevenzione del cancro al seno, riprese ed adottate dal Ministero della Salute Italiano.

Si esegue la mammografia clinica ogni qualvolta, indipendentemente dall’età, si presentano anomalie della mammella, rilevate dal medico o dalla paziente stessa, allo scopo di valutarne la natura.

Nella mammografia di screening vengono acquisite due inquadrature: una in direzione testa-piedi e una latero-laterale. La mammografia clinica, invece, può richiedere un numero maggiore di proiezioni, tra cui quelle ingrandite per lo studio e l’approfondimento di particolari.

Cosa si Vede Durante l'Esame?

La mammografia è un esame fondamentale per la diagnosi precoce del tumore della mammella perché permette di identificare lesioni in stadi iniziali ed è un quindi un’arma importante per intervenire nella diagnosi della malattia. Le immagini vengono poi analizzate da un medico radiologo che valuta la presenza di opacità nodulari, micro-calcificazioni oppure aree di distorsione strutturale.

La mammografia è l’esame diagnostico migliore nella ricerca di anomalie al seno per individuare piccoli tumori clinicamente ancora silenti o per investigare un’anomalia del tessuto mammario come un nodulo.

La mammografia può evidenziare lesioni sospette per tumore che non vengono confermate dagli esami di approfondimento successivi. La mammografia può evidenziare una lesione maligna ma non suscettibile di progressione: dunque, ininfluente per la qualità e l’aspettativa di vita della donna.

Quando è Indicata la Mammografia?

La mammografia viene generalmente prescritta dopo i 40 anni, infatti prima di quell’età lʼesame generalmente non è indicato, salvo casi particolari. Il motivo principale è perché, proprio per la giovane età, c’è un maggiore rischio di danno da radiazioni.

La mammografia può essere indicata in presenza di segni o sintomi, come noduli nelle mammelle, o come test di screening per la diagnosi precoce del tumore del seno in donne asintomatiche. L’esame viene prescritto alle donne sotto i 40 anni soltanto in pochi casi selezionati soprattutto per evitare di sottoporle ad un numero eccessivo di mammografie nel corso della vita.

Età e Frequenza

  • Dai 45 ai 50 anni (in Emilia-Romagna): mammografia di screening annualmente.
  • Dai 50 ai 75 anni (in Emilia-Romagna): mammografia di screening ogni due anni.

Diverse istituzioni, soprattutto negli Stati Uniti, raccomandano l’inizio dello screening a partire dai 40 anni con cadenza annuale o biennale, ma non vi è accordo sull’utilità di questa procedura. Infatti, al di sotto dei 50 anni, la struttura della mammella è ancora molto densa, pertanto non facilmente penetrabile dai raggi X e con conseguente sensibile riduzione di capacità diagnostica dell’esame mammografico.

L’allungamento della vita e il protrarsi di un buono stato di salute, unitamente all’efficacia diagnostica, hanno indotto i ricercatori a ritenere vantaggiosa l’estensione dell’età di screening fino a 74 anni.

Preparazione all'Esame

Prima dell’esame non occorre alcuna preparazione particolare. Non occorre alcun tipo di preparazione nelle ore o il giorno precedente all’esame, si può mangiare e bere. Il consiglio è di indossare abiti comodi e di non applicare sulla pelle nella zona interessata dall’esame creme o deodoranti perché potrebbero alterare l’immagine a disposizione del medico per l’esame.

Si consiglia di evitare l’uso di deodoranti, lozioni, creme o talco prima dell’esame, perché potrebbero interferire con la qualità delle immagini. L’esame andrebbe eseguito, preferibilmente, nella prima parte del ciclo mestruale quando minori sono l’addensamento e la tensione della ghiandola mammaria. Inoltre, in questa fase, c’è la certezza che la donna non sia incinta.

Come si Svolge l'Esame?

Per eseguire lʼesame la mammella viene compressa tra due piastre: questa compressione può risultare dolorosa per le donne non ancora entrate in menopausa a causa dellʼovulazione. L’esame, che utilizza raggi X a bassa dose, prevede la compressione del seno tra due piastre. La compressione dura pochi secondi e viene effettuata in due o più proiezioni per lato.

Nell’esame è previsto il posizionamento della mammella su un piano (detettore) e la compressione con una piastra (compressore) per garantire l’immobilità durante l’esame e avere immagini nitide e di qualità. La durata effettiva dell’esame al macchinario è di pochi secondi per proiezione.

La tecnica di esecuzione prevede il posizionamento della mammella su di un apposito piano (detettore) e la successiva compressione su di esso tramite una piastra di plastica (compressore): tale compressione, che dura pochi secondi, garantisce l’immobilità della mammella durante l’acquisizione radiografica, indispensabile per ottenere un’immagine di qualità. La compressione della mammella consente inoltre di utilizzare dosi di radiazione più basse in quanto, riducendo lo spessore della mammella, si riduce la dose da erogare.

Controindicazioni e Rischi

La mammografia è un esame che non ha particolari controindicazioni. La mammografia in gravidanza non è raccomandata, soprattutto durante il primo trimestre. Si tratta tuttavia di una misura precauzionale e non di un divieto assoluto: nel caso in cui la mammografia sia necessaria, la gravidanza non costituisce un ostacolo e verranno adottate misure adeguate per ridurre al minimo l’esposizione del feto alle radiazioni.

Come per ogni altra indagine radiografica, l’esame espone a una minima quantità di raggi X, giustificata dal beneficio ottenibile dall’esame stesso. Per questo motivo l’intervallo di età e la periodicità con cui viene effettuato lo screening mammografico in donne senza segni o sintomi sono stabiliti in modo che i benefici associati alla possibile diagnosi precoce a livello di popolazione siano superiori ai possibili rischi legati all’esposizione alle radiazioni.

Mammografia ed Ecografia: Quali Sono le Differenze?

L’ecografia è invece consigliata alle donne in età inferiore ai 40 anni con un elevato rischio genetico per il carcinoma mammario come anche in presenza di sintomi (dolore) o reperti palpatori (noduli). Nelle donne più giovani, a causa della densità della ghiandola mammaria, questa indagine può risultare poco leggibile; pertanto, nelle donne più giovani viene generalmente consigliata l’ecografia mammaria.

La principale differenza è che l’ecografia si esegue attraverso gli ultrasuoni, mentre la mammografia impiega l’uso di raggi X. Questa distinzione comporta delle implicazioni rilevanti:

  • Radiazioni: l’ecografia risulta sicura per donne in gravidanza o per controlli frequenti, la mammografia prevede invece l’esposizione a basse dosi di radiazioni;
  • Tipologia di analisi: l’ecografia è particolarmente efficace nell’esaminare seni densi, tipici delle donne giovani, la mammografia è in genere più adatta per seni con una maggiore componente adiposa, caratteristici delle donne in menopausa;
  • Capacità di rilevazione: la mammografia eccelle nell’individuare microcalcificazioni e alterazioni strutturali sottili, potenziali segni precoci di tumore, mentre l’ecografia è superiore nel distinguere le diverse masse e nell’esaminare anomalie palpabili;
  • Età consigliata: l’ecografia è raccomandata come esame primario per le donne sotto i 40 anni, mentre la mammografia è consigliata come screening dopo i 40 anni.

È bene sottolineare che ecografia e mammografia non sono esami alternativi, ma complementari: in vari casi vengono eseguiti assieme per ottenere un quadro diagnostico più completo e accurato. La decisione su quale esame effettuare e quando dovrebbe essere sempre presa in consultazione con il proprio medico curante.

Cosa Fare in Caso di Esito Dubbio?

Una positività alla mammografia non equivale a una diagnosi certa di tumore al seno. In caso di anomalie sospette, seguiranno ulteriori accertamenti per confermare o meno la diagnosi. La mammografia non sempre è sufficiente per una diagnosi definitiva dello stato di salute del seno: in alcuni casi, le caratteristiche del tessuto delle mammelle non consentono l’identificazione chiara di una lesione.

Quando l’esito è dubbio, la paziente viene richiamata per sottoporsi ad ulteriori indagini. Gli esami supplementari provocano generalmente ansia e timore nelle donne anche se, nella maggior parte dei casi, servono ad escludere ogni sospetto di cancro al seno. Oggi, grazie alla diagnosi precoce, solo al 15% delle pazienti richiamate viene diagnosticato un tumore che molto spesso è in una fase iniziale.

Quando l’esito della mammografia non è chiaro, il nostro radiologo valuta quali possono essere le indagini strumentali più appropriate in base alla condizione clinica della paziente. L’ecografia è il primo esame a cui si ricorre in caso di mammografia dubbia, perchè consente di ottenere informazioni sulle dimensioni e sui contorni delle neo-formazioni, e di distinguere se la massa ha un contenuto liquido, come le cisti, o solido, come un tumore.

Se il seno è molto denso o il risultato continua ad essere dubbio, i nostri specialisti potrebbero prescrivere anche la risonanza magnetica alla mammella. Grazie a questa indagine è possibile ottenere informazioni più specifiche sulla lesione e valutare la sua tendenza a trasformarsi in neoplasia maligna.

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