La mammografia è uno strumento essenziale per la prevenzione del cancro. La Mammografia è un’indagine diagnostica del seno che viene effettuata per ricercare anomalie o investigare un sintomo clinico, come ad esempio un nodulo. La maggior parte degli esperti concorda nell’affermare che la mammografia, eseguita ad intervalli regolari, rappresenti lo strumento più idoneo per la diagnosi precoce di tumore al seno, in quanto è in grado di evidenziare i primi segnali dell’avvento patologico.
Cos'è la Mammografia con Tomosintesi?
La mammografia con tomosintesi è un esame diagnostico che unisce i principi della mammografia tradizionale e quelli della tomografia. In particolare, si utilizzano radiazioni ionizzanti (raggi X) e si adotta una particolare tecnica digitale che permette di acquisire immagini della mammella su più piani.
La mammografia con tomosintesi, una tecnologia di ultima generazione, permette un ulteriore studio stratigrafico della mammella: il risultato diagnostico è più completo e quindi efficace rispetto alla mammografia convenzionale in due dimensioni.
La mammografia con tomosintesi garantisce un’elevata accuratezza diagnostica perché permette di avere una ricostruzione stratificata della mammella. In questo modo, si riesce a definire meglio il nodulo e la sua sede, individuare eventuali distorsioni, riconoscere lesioni anche molto piccole e quindi difficilmente visualizzabili con la mammografia tradizionale.
Come Funziona la Tomosintesi?
La tomosintesi è un esame che consente di studiare la mammella in modo volumetrico riducendo i dubbi legati alla sovrapposizione di tessuto ghiandolare con una dose di radiazioni poco superiore alla mammografia tradizionale. Si tratta di una acquisizione di immagini della mammella in 3D possibile grazie all’oscillazione di un tubo radiogeno lungo un arco di 15 gradi di inclinazione. Le immagini acquisite vengono poi ricostruite dal processore di un computer e proposte al medico radiologo.
La mammella viene compressa per essere bloccata proprio come nella metodica convenzionale digitale 2D, mentre il tubo dei raggi X ruota all'interno di un campo angolare delimitato eseguendo una serie di esposizione a bassa dose, rapide, una per ogni grado, creando una serie di immagini digitali. L'angolo di rotazione ottiene cosi immagini di mammella corrispondenti ai vari angoli, con un tempo di esecuzione pari a circa 4 secondi.
Il vantaggio della tomosintesi è proprio questo: poter studiare i tessuti per strati singoli e quindi ridurre gli artefatti generati dalla sovrapposizione delle strutture della mammella che si riproducono nella mammografia tradizionale.
A Cosa Serve la Mammografia con Tomosintesi?
La mammografia è molto importante sia per la diagnosi che per la prevenzione del tumore al seno. Infatti, grazie a questo esame, si riesce a notare la presenza di noduli, microcalcificazioni, distorsioni strutturali e altre anomalie nella mammella. La mammografia permette di identificare microcalcificazioni, opacità, asimmetrie di densità e distorsioni architetturali.
L'obiettivo è l'individuazione visiva e tridimensionale delle lesioni nascoste nelle precedenti condizioni. Il miglioramento nella precisazione dei margini e della posizione delle lesioni in 3D, rispetto al 2D, riduce sia il numero di biopsie inutili sia quello di falsi positivi.
La diagnosi di carcinoma della mammella in fase precoce è lo scopo principale per cui può essere utilizzata la tomosintesi, che permette di avere a che fare sia con meno falsi positivi che con meno falsi negativi. In questo modo, i tumori mammari veri possono essere diagnosticati con una precisione più elevata e con maggiore accuratezza.
Ricorrendo alla tomosintesi si riducono i risultati falsamente positivi (fonte di preoccupazione) e, di conseguenza, si evitano falsi allarmi, con ricadute positive anche dal punto di vista economico. Non solo: la ricostruzione volumetrica permette di accantonare il mascheramento di lesioni, e cioè di microcalcificazioni e di noduli di dimensioni infra centimetriche, che rappresenta uno dei più importanti limiti dell'imaging a due dimensioni.
Quando Effettuare la Mammografia?
La mammografia è consigliata a tutte le donne dopo i 40 anni, anche se può essere anticipata ai 35 se in famiglia ci sono o ci sono stati casi di tumore al seno. Nell'ambito dello screening mammografico, la mammografia è raccomandata ogni anno a partire dai 40 anni. Al di sotto dei 35 anni, invece, lo strumento di diagnosi che si deve privilegiare è l'ecografia, a meno che non sia il medico radiologo stesso a raccomandare il ricorso alla tomosintesi.
Come disposto dalla legge italiana, la mammografia intesa come esame di prevenzione contro il cancro al seno, è prescritta, ogni due anni, in regime di esenzione per le donne di età compresa tra i 45 e i 69 anni di età. Dopo i 70 anni, invece, è opportuno effettuare i controlli con maggiore frequenza, almeno una volta ogni 12 mesi.
Si esegue dai 40 anni in poi soprattutto in presenza di fattori di rischio legati alla densità strutturale con famigliarità diretta per tumore mammario. Una paziente con un normale ciclo mestruale dovrà sottoporsi all'esame entro il quindicesimo giorno del ciclo per evitare di sottoporsi all'esame nel caso di eventuali gravidanze; la paziente in menopausa potrà eseguirlo in qualunque momento.
Come Viene Eseguita la Mammografia?
Alla paziente viene chiesto di rimanere in piedi, adagiando il seno su una lastra posizionata in base alla sua altezza, e di restare immobile qualche istante durante la compressione delle mammelle. La mammella viene posizionata su un “piatto” e viene leggermente compressa per ridurne lo spessore e quindi la quantità di radiazioni necessarie per ottenere le immagini. Successivamente, con uno strumento apposito, il mammografo, si proietta un fascio di radiazioni ionizzanti (raggi X) sulla mammella. Le immagini vengono acquisite in proiezione orizzontale (cranio caudale) e verticale (obliqua medio laterale).
L'esecuzione prevede di routine quattro esposizioni, cioè due per ciascun lato: il tubo radiogeno, nel corso dell'acquisizione, si muove in maniera da ottenere le immagini dalle varie angolature.
La tomosintesi deve essere refertata da un medico radiologo con esperienza pluriennale in materia.
La Mammografia con Tomosintesi è Dolorosa?
Uno dei dubbi più comuni tra le donne riguarda il possibile dolore durante la mammografia in tomosintesi. La mammografia è un esame non invasivo e di norma non doloroso, se non si considera la breve compressione necessaria della mammella che può risultare fastidiosa. La buona notizia è che l’esame è generalmente ben tollerato e provoca solo un lieve fastidio temporaneo, dovuto alla compressione del seno necessaria per ottenere immagini di alta qualità.
Durante l’esame, il seno viene posizionato su un supporto e compresso per alcuni secondi per ridurre il movimento e migliorare la nitidezza delle immagini. La sensazione varia da persona a persona: alcune donne avvertono solo un leggero fastidio, mentre altre, soprattutto se hanno un seno particolarmente sensibile o denso, possono percepire una pressione più intensa. Tuttavia, questa fase dura pochissimo, in genere 10-15 secondi per ogni proiezione, e l’intero esame si completa in meno di 10 minuti.
In base alle condizioni e alle caratteristiche fisiche, la compressione può provocare un leggero disagio da comunicare subito ai tecnici di laboratorio per calibrare al meglio la pressione. Infine, l’eventuale sensazione di disturbo non è necessariamente collegata alla presenza di patologie, per cui finché non arrivano i risultati è inutile allarmarsi.
Se durante il test avverti un disagio intenso o insopportabile, chiedi subito di bloccare l’esame. È importante, però, non rinunciare a questo fondamentale strumento di prevenzione per paura del dolore.
La Tomosintesi non è un esame doloroso e, rispetto ad una tradizionale mammografia, “schiaccia meno” il seno risultando cosi anche meno fastidiosa!
Consigli per Ridurre il Fastidio
- È importante capire quando fare la mammografia. La sensibilità del seno dipende anche dal ciclo mestruale, con i giorni subito precedenti all’inizio delle mestruazioni che risultano spesso molto fastidiosi.
- Affrontare la mammografia con serenità è possibile, sfatando falsi miti e adottando semplici strategie per ridurre il disturbo. Con la giusta preparazione e consapevolezza, l’esame risulterà semplice, rapido e meno stressante del previsto.
Preparazione all'Esame
Non è necessaria una particolare preparazione per la Mammografia 3D. È consigliato evitare di indossare deodoranti, talco o lozioni il giorno dell’esame. La paziente con regolare ciclo mestruale deve effettuare l’esame entro il 15° giorno del ciclo.
La preparazione alla mammografia non prevede particolari accorgimenti, nelle ore o il giorno precedente all’esame, da parte del paziente, in previsione dell’esame diagnostico. Si può mangiare e bere.
Non è richiesta alcuna preparazione ma si sconsiglia di effettuarlo poco prima o durante le mestruazioni, data la particolare tensione mammaria.
L’esame diagnostico con tomosintesi può essere eseguito anche in presenza di protesi mammarie: come per la mammografia classica è bene avvertire il personale medico come indica la dottoressa Abate: “Nel caso di protesi additive al seno, per una questione estetica, quindi non post-mastectomia, c’è la credenza popolare che non si possa fare la mammografia: assolutamente no, falso! Nei centri specializzati il personale è esperto e quindi permette di fare l’esame analizzando bene la ghiandola tenendo in considerazione le protesi.
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