Mammografia con Protesi Mammarie: Tecnica e Rischi

L’intervento di mastoplastica additiva è sempre più comune tra le donne che desiderano migliorare l’aspetto del proprio seno. Tuttavia, una delle domande più frequenti delle pazienti che si sottopongono a questo intervento riguarda la possibilità di effettuare controlli mammografici nel tempo. L’obiettivo di questo articolo è fornire una risposta chiara alla domanda “chi ha il seno rifatto può fare la mammografia?”, spiegando non solo se l’esame è possibile, ma anche quali accorgimenti vengono adottati in presenza di protesi per ottenere risultati accurati e sicuri.

Per chi ha protesi mammarie, la diagnosi precoce del tumore al seno rimane essenziale, e la mammografia è ancora uno degli strumenti di screening più affidabili. Ottobre è il mese rosa, un'occasione speciale per promuovere la prevenzione del tumore al seno, ma è fondamentale ricordare che la prevenzione deve essere una priorità per tutte le donne durante tutto l'anno. La mammografia, strumento chiave per la diagnosi precoce, è consigliata a tutte le donne, senza eccezioni.

Si può fare la mammografia con le protesi al seno?

Per rispondere alla domanda se è possibile fare la mammografia con protesi mammarie, è importante chiarire come si svolge questo esame. La mammografia è una radiografia che utilizza bassi dosaggi di raggi X per creare immagini dettagliate del seno, aiutando a identificare eventuali noduli o masse anomale. L’uso di questa tecnica permette di ottenere immagini precise del tessuto mammario, minimizzando al contempo il rischio di danni alle protesi.

Un’altra preoccupazione comune tra le pazienti è il rischio di rottura della protesi durante la mammografia. Questo timore, sebbene comprensibile, è stato mitigato dalle tecniche avanzate adottate dai radiologi. La compressione utilizzata nell’esame è sufficiente per ottenere immagini chiare, ma non così forte da compromettere l’integrità delle protesi moderne. Inoltre, le protesi mammarie moderne sono progettate per essere estremamente resistenti, e il rischio di rottura a seguito di una mammografia è considerato minimo.

Come viene eseguita la mammografia per le donne con le protesi?

La mammografia per le pazienti portatrici di protesi viene eseguita normalmente come tutte le mammografie, non è assolutamente più dolorosa ma soprattutto non crea problemi di rottura degli impianti protesici. Con la nuova tecnologia e con l'avvento del digitale, per eseguire un esame mammografico oggi nelle pazienti portatrici di protesi è possibile valutare contestualmente sia la parte di ghiandola che la protesi. Per quanto riguarda le patologie vengono individuate bene come nelle pazienti che non hanno impianti protesici.

La mammografia, in una donna con protesi al seno, deve essere eseguita con particolari accorgimenti e scegliendo la tecnologia più adeguata: le protesi più datate non sono radiotrasparenti e rispetto a quelle di ultima generazione potrebbero comprimere e nascondere il tessuto ghiandolare circostante, influenzando negativamente la capacità diagnostica dell’esame. In alcuni casi può essere indicato effettuare una Risonanza Magnetica della mammella, utile per dirimere dubbi diagnostici insorti con la Mammografia o con l’Ecografia Mammaria. Nelle portatrici di protesi, per svolgere la mammografia è indispensabile esercitare una compressione uniforme del seno della paziente.

Per svolgere la mammografia è indispensabile esercitare una compressione uniforme del seno della paziente. Tale manovra permette di visualizzare in modo ottimale il tessuto ghiandolare e di ottenere un’accuratezza diagnostica migliore. Per evitare che le manovre di compressione possano danneggiare le protesi è importante che la paziente informi l’operatore prima dello svolgimento dell’esame. In caso di protesi al seno è importante informare il team medico prima dell’esecuzione dei diversi esami diagnostici.

Tipi di Protesi e Mammografia

  • Protesi radiotrasparenti: questa tipologia di protesi si lascia attraversare liberamente dai raggi X senza oscurare il parenchima mammario. Le protesi più recenti, sono per esempio, radiotrasparenti e si lasciano attraversare liberamente dai raggi X senza oscurare il tessuto mammario sottostante.
  • Protesi sottomuscolari: sono inserite sotto il muscolo pettorale. In questo caso lo svolgimento della mammografia non è particolarmente influenzato dalla presenza della protesi.
  • Protesi sottoghiandolari: sono posizionate al di sopra del muscolo pettorale. In questo caso la mammografia deve essere eseguita con alcuni accorgimenti, come la manovra di Eklund per spostare la protesi e consentire una migliore visualizzazione del tessuto ghiandolare.

Altre tecniche diagnostiche

Oltre alla mammografia, esistono altre tecniche diagnostiche che possono essere utilizzate per monitorare la salute del seno nelle pazienti con protesi mammarie.

  • Ecografia Mammaria: Utilizza onde sonore per creare immagini del seno e può essere una valida alternativa o complemento alla mammografia. L’ecografia è un esame che non emette alcun tipo di radiazione ma sfrutta gli ultrasuoni attraverso una sonda/manipolo che si appoggia sulla cute delle mammelle e delle zone circostanti. E’ un esame totalmente innocuo però è ‘operatore dipendente’, il cui esito cambia a seconda di chi esegue l’indagine.
  • Risonanza Magnetica (MRI): La risonanza magnetica rappresenta un metodo estremamente accurato per l’analisi del seno, ed è particolarmente indicata per le pazienti con protesi che necessitano di un controllo approfondito. La risonanza magnetica, detta anche RM o Risonanza Magnetica Nucleare (RMN), è un esame diagnostico non invasivo che non emette radiazioni. E’ una indagine di secondo livello indicato nelle donne a rischio di tumore al seno o che lo hanno avuto e quando è necessario studiare meglio alcune lesioni diagnosticate attraverso lo screening.

Rischi e precauzioni

A seguito dell’intervento di mastoplastica additiva la struttura ghiandolare della mammella rimane integra e di conseguenza rimangono invariati i rischi ai quali la donna è esposta di sviluppare il cancro al seno. Anche in questo caso è quindi fondamentale eseguire la mammografia che rimane il più efficace strumento di diagnosi precoce del tumore della mammella, la neoplasia più frequente nella popolazione femminile italiana. Una mammografia di controllo ripetuta nel tempo consente di individuare tempestivamente l’insorgenza del cancro al seno, permettendo di migliorare la prognosi della paziente.

Le donne portatrici di protesi mammaria possono incontrare qualche difficoltà durante la mammografia. Bisogna inoltre considerare che un'eccessiva pressione esercitata sul seno durante l'esame potrebbe potenzialmente danneggiare le protesi. In ogni caso è necessario preventivamente informare il personale addetto prima dell'inizio delle procedure diagnostiche.

Esistono casomai dei rischi indiretti, legati agli inesorabili fenomeni di logoramento a cui le protesi vanno incontro con il passare del tempo. Alcuni autori ipotizzano addirittura una relazione indiretta tra la fuoriuscita dei polimeri protesici e lo sviluppo di tumori mammari. Si tratta comunque di ipotesi non supportate da dati certi e dipendenti dal tipo di materiale protesico utilizzato.

L'analisi dell'efficacia diagnostica di mammografia e autopalpazione in presenza di protesi mammarie, ci ha più volte portato a sottolineare l'importanza della scelta di centri specializzati e di personale qualificato. Occorre dunque porre la massima attenzione nella scelta delle strutture e dello staff addetto all'intervento.

Domande frequenti

5. La mammografia può danneggiare le protesi del seno?

Avere le protesi mammarie non impedisce la mammografia, esame primario di diagnosi precoce del tumore al seno. L’indagine emette raggi a basso dosaggio che non interferiscono con gli impianti mammari. In caso di intervento estetico, la mammografia va quindi regolarmente eseguita annualmente senza ritardare lo screening.

7. Le protesi mammarie diminuiscono la capacità di mammografia o ecografia di ‘vedere’ eventuali tumori/cisti/infiammazioni?

Le protesi non ostacolano le immagini radiologiche sia se poste dietro che davanti al muscolo pettorale.

10. Le protesi al seno aumentano il rischio di sviluppare il tumore?

Numerosi studi scientifici mondiali hanno dimostrato che le protesi mammarie non aumentano in alcun modo il rischio di sviluppare un tumore al seno.

11. Cosa succede quando una donna portatrice di protesi si ammala di tumore del seno?

Nelle Breast Unit, centri di cura specializzati per il tumore della mammella, è sempre presente un chirurgo plastico che potrà valutare approfonditamente ogni caso valutando la migliore tecnica ricostruttiva e l’opportunità o meno di rimuovere l’impianto.

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