La mammografia è una radiografia del seno, un esame diagnostico non invasivo per lo studio della mammella, fondamentale per individuare patologie a carico della mammella.
A Cosa Serve la Mammografia?
La mammografia è l’indagine che meglio consente di riconoscere la presenza di un tumore al seno. In particolare, lo può evidenziare nella sua fase iniziale definita pre-clinica, ossia prima che esso diventi palpabile (diagnosi precoce). Questo esame di screening è l'unico efficace per la diagnosi precoce, contribuendo a ridurre la mortalità per tumore alla mammella del 40%.
Sulla mammografia il tumore si riconosce come opacità, come distorsione e per la presenza di microcalcificazioni di aspetto patologico. È importante effettuare il confronto con precedenti esami mammografici per poter riconoscere eventuali modificazioni avvenute nel tempo tra un controllo e il successivo.
Quando Sottoporsi alla Mammografia?
Se non ci sono rischi particolari, la mammografia è consigliata a tutte le donne dopo i 40 anni d’età. Può essere eseguita anche prima nel caso in cui ci sia un sospetto alla visita clinica o in caso di familiarità con determinate patologie.
La frequenza con cui sottoporsi a mammografia varia in base all'età e ai fattori di rischio individuali.
È possibile sottoporsi all'esame mammografico in qualsiasi momento. Tuttavia, se la paziente ha la possibilità di scegliere, è consigliabile effettuare l'esame durante la prima settimana del ciclo mestruale, o al massimo entro il 14° giorno del ciclo. La sensibilità del seno è infatti più alta in questo periodo grazie ai cambiamenti della struttura della mammella.
Si esegue la mammografia clinica ogni qualvolta, indipendentemente dall’età, si presentano anomalie della mammella, rilevate dal medico o dalla paziente stessa, allo scopo di valutarne la natura.
Si esegue la mammografia di screening, fondamentale per la diagnosi precoce perché può svelare alterazioni del tessuto mammario diversi anni prima della valutazione clinica, con cadenza biennale in donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni, secondo le indicazioni delle linee guida internazionali per la prevenzione del cancro al seno, riprese ed adottate dal Ministero della Salute Italiano.
Diverse istituzioni, soprattutto negli Stati Uniti, raccomandano l’inizio dello screening a partire dai 40 anni con cadenza annuale o biennale, ma non vi è accordo sull’utilità di questa procedura. Infatti, al di sotto dei 50 anni, la struttura della mammella è ancora molto densa, pertanto non facilmente penetrabile dai raggi X e con conseguente sensibile riduzione di capacità diagnostica dell’esame mammografico.
L’allungamento della vita e il protrarsi di un buono stato di salute, unitamente all’efficacia diagnostica, hanno indotto i ricercatori a ritenere vantaggiosa l’estensione dell’età di screening fino a 74 anni.
Aderire a uno screening è il primo passo e il più importante per una eventuale diagnosi precoce: fondamentale parlarne con il medico di famiglia o uno specialista e fare gli esami: superati i 40 anni è consigliabile un controllo senologico periodico, mentre dai 45-50 anni è importante aderire alla lettera di invito ai programmi organizzati di screening.
In Toscana i cittadini vengono invitati a svolgere gratuitamente gli screening per il tumore della mammella, per il tumore della cervice uterina e per il tumore del colon-retto.
Lo screening mammografico è rivolto alle donne di età 45 - 74 anni. Alle donne di età inferiore ai 50 anni verrà offerta la mammografia annuale, a quelle di età superiore il controllo sarà garantito ogni 2 anni.
A partire dai 40 anni di età fino a quando la donna gode di buona salute è consigliabile eseguire la mammografia con frequenza annuale su indicazione del radiologo.
Come Si Esegue la Mammografia?
La mammografia è un esame non invasivo che non richiede preparazioni particolari. La mammografia viene eseguita in regime ambulatoriale e non necessita di alcun tipo di preparazione.
Durante la procedura, il seno viene posizionato sulla base del mammografo e delicatamente compresso da un piatto in plexiglass. Nell’esame è previsto il posizionamento della mammella su un piano (detettore) e la compressione con una piastra (compressore) per garantire l’immobilità durante l’esame e avere immagini nitide e di qualità. La durata effettiva dell’esame al macchinario è di pochi secondi per proiezione.
Per effettuare la mammografia, la paziente si deve posizionare in piedi di fronte al mammografo dopo essersi tolta maglietta e reggiseno. Poi con l’aiuto del tecnico radiologo, che le fornisce le necessarie e opportune indicazioni, ciascuna mammella viene appoggiata su un apposito sostegno e compressa leggermente tra due piatti plastificati, allo scopo di comprimere e dissociare i tessuti adiposo e ghiandolare rendendo più facile il loro esame.
Normalmente vengono eseguite due proiezioni, una dall'alto e l'altra di lato per ogni mammella, per un totale di quattro radiografie. Il tempo di compressione e di acquisizione dell’immagine dura pochi secondi, pertanto l’esame generalmente non provoca fastidi o disagi particolari. Qualora la situazione lo renda necessario, potranno essere eseguite ulteriori proiezioni per individuare con maggiore certezza eventuali anomalie.
La mammografia è una procedura semplice e standardizzata che non richiede particolari precauzioni e non necessita di alcun tipo di preparazione; non vengono somministrati farmaci e non è richiesto il digiuno o l'osservanza di particolari regole dietetiche.
Con la moderna mammografia digitale, le cosiddette lastre - dove un tempo venivano impresse e poi stampate le immagini - sono sostituite da componenti elettronici che convertono i raggi X in immagini mammografiche trasmesse direttamente su computer per la lettura da parte del radiologo e per la conservazione a lungo termine.
Nella mammografia di screening vengono acquisite due inquadrature: una in direzione testa-piedi e una latero-laterale. La mammografia clinica, invece, può richiedere un numero maggiore di proiezioni, tra cui quelle ingrandite per lo studio e l’approfondimento di particolari.
Il Mammografo Digitale in uso in Humanitas Mater Domini consente la visualizzazione diretta dell’immagine mammografica su monitor dedicati, con possibilità di elaborare l’immagine. Un ulteriore miglioramento tecnologico si ha abbinando alla Mammografia la Tomosintesi Digitale (DBT): questa tecnica mammografica tridimensionale (3D) permette di ricostruire immagini volumetriche della mammella, partendo da un numero predefinito di immagini bidimensionali (2D). Questo si traduce in una migliore visualizzazione di quelle lesioni che nell’esame 2D risulterebbero non percepibili e in una migliore lettura dei seni “densi” tipici della donna giovane. Migliore valutazione, rispetto alla mammografia classica, anche del seno denso tipico della donna giovane.
Il tempo di esecuzione di una mammografia è di 5-10 minuti.
Cosa Aspettarsi Dopo l'Esame?
Alla fine devo restare in osservazione? Questo esame diagnostico ha subìto un’importante evoluzione nel corso degli ultimi vent’anni nel corso dei quali si è passati dalla mammografia analogica a quella digitale ed infine alla mammografia in Tomosintesi, quest’ultima sempre più diffusa e in grado di aumentare la capacità diagnostica rispetto alle metodiche precedenti.
Ricevere un esito positivo può generare ansia e preoccupazione, ma è importante comprendere che non significa necessariamente la presenza di un tumore, ma indica semplicemente la necessità di approfondire gli esami. Una positività alla mammografia non equivale a una diagnosi certa di tumore al seno. In caso di anomalie sospette, seguiranno ulteriori accertamenti per confermare o meno la diagnosi.
Una maggiore accuratezza nella diagnosi viene ottenuta dalla valutazione della mammografia effettuata separatamente da 2 medici radiologi.
Mammografia: è Dolorosa?
La mammografia non è dolorosa ma comporta una compressione importante, per questo alcune pazienti con elevata sensibilità al seno potrebbero trovarla fastidiosa. La mammografia non è di norma un esame doloroso e quindi si esegue senza ricovero, senza anestesia o sedazione della paziente.
Si dice spesso che “prevenire è meglio che curare” e leggendo questo post capiamo che è proprio così quando parliamo di tumori. In Italia i nuovi casi sono circa 1.030 al giorno (dati Aiom “I numeri del cancro in Italia 2020”), ma di questi circa il 40 per cento può essere prevenuto adottando uno stile di vita corretto ed essere diagnosticato in fase iniziale.
Rischi e Controindicazioni
La mammografia è un esame sicuro e nonostante venga utilizzata una piccola quantità di raggi X, non c'è motivo di preoccuparsi. Gli studi scientifici concordano: i benefici di una diagnosi precoce del tumore al seno superano di gran lunga i potenziali rischi legati all'esame. Non vi sono quindi effetti collaterali.
L’esposizione alle radiazioni mammografiche ionizzanti non è da considerarsi pericolosa.
Tuttavia, come tutti gli esami radiologici, la mammografia non può essere eseguita in caso di gravidanza certa o presunta. La mammografia in gravidanza non è raccomandata, soprattutto durante il primo trimestre, poiché le radiazioni, per quanto in dosaggio minimo, potrebbero nuocere al feto.
Come per ogni altra indagine radiografica, l’esame espone a una minima quantità di raggi X, giustificata dal beneficio ottenibile dall’esame stesso.
La paziente può accedere all'esame solo con la prescrizione medica.
Ecografia Mammaria e Mammografia: Quali Differenze?
L’ecografia mammaria e la mammografia sono due tipi di esami utilizzati per la diagnosi e la valutazione delle patologie mammarie, ma si differenziano per il metodo utilizzato per l’acquisizione delle immagini. La mammografia utilizza i raggi X per produrre immagini delle mammelle. Durante l’esame, il seno viene compresso tra due piastre per permettere una migliore visualizzazione delle strutture all’interno del tessuto mammario. Questo tipo di esame è particolarmente utile per individuare eventuali noduli o masse all’interno del seno.
L’ecografia mammaria utilizza, invece, gli ultrasuoni per produrre immagini delle mammelle. Durante l'esame viene applicato un gel sulla superficie del seno e viene utilizzato un apposito strumento, l'ecografo, per visualizzare le strutture interne della mammella. L’ecografo utilizza una sonda che emette ultrasuoni. I due sistemi sono pertanto complementari.
La mammografia è l’esame diagnostico migliore nella ricerca di anomalie al seno per individuare piccoli tumori clinicamente ancora silenti o per investigare un’anomalia del tessuto mammario come un nodulo. L’ecografia è invece consigliata alle donne in età inferiore ai 40 anni con un elevato rischio genetico per il carcinoma mammario come anche in presenza di sintomi (dolore) o reperti palpatori (noduli).
Nelle donne più giovani, in cui il tessuto ghiandolare è più denso, i risultati dell'ecografia offrono maggiori informazioni rispetto alla mammografia.
È utile soprattutto per completare la mammografia nelle donne che presentano un seno denso.
Nella donna giovane, di età inferiore ai 40 anni età, in cui non viene eseguita mammografia, l’ecografia viene eseguita come indagine di prima scelta, ed è particolarmente importante per la corretta diagnosi nelle donne con seno denso.
Come Prepararsi all'Esame
Non occorre alcun tipo di preparazione nelle ore o il giorno precedente all’esame, si può mangiare e bere. Il consiglio è di indossare abiti comodi e di non applicare sulla pelle nella zona interessata dall’esame creme o deodoranti perché potrebbero alterare l’immagine a disposizione del medico per l’esame.
Si consiglia di evitare l’uso di deodoranti, lozioni, creme o talco prima dell’esame, perché potrebbero interferire con la qualità delle immagini.
Leggi con attenzione e compila i moduli che trovi qui sotto prima di effettuare l'esame. Ti ricordiamo che per accedere all'esame è necessario portare la prescrizione medica con la diagnosi in formato cartaceo.
Mammografia e Protesi Mammarie
La dimensione del seno non è rilevante ai fini dell'esame, che può infatti essere eseguito anche su seni piccoli, mammelle maschili e seni con protesi. In presenza di protesi è però necessario informare il clinico che adatterà la compressione. La mammografia può e deve essere eseguita anche dalle donne con protesi mammarie, ma è opportuno avvisare il tecnico radiologo prima dell’esecuzione dell’esame.
Conclusioni
La mammografia è un esame fondamentale per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore al seno. Seguire le indicazioni del medico e sottoporsi regolarmente a questo esame può salvare la vita.
| Età | Frequenza |
|---|---|
| 45-50 anni | Annuale |
| 50-69 anni | Biennale |
| 70-74 anni | Biennale (estensione consigliata) |
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