La mammografia è un esame diagnostico che permette di rilevare la presenza di eventuali anomalie al seno, come noduli, cisti o calcificazioni. Si tratta di un esame radiologico tecnica che sfrutta i raggi X per ottenere immagini bidimensionali del tessuto mammario. Per ovviare a questi problemi, negli ultimi anni si è sviluppata una nuova tecnica chiamata mammografia con tomosintesi 3D.
Cos'è la Mammografia con Tomosintesi 3D?
La mammografia con tomosintesi 3D è una tecnica innovativa che consente di visualizzare il seno in tre dimensioni, anziché in due. Si tratta di una modalità avanzata di mammografia digitale che permette di ottenere immagini tridimensionali del seno, grazie a un movimento rotatorio del tubo radiogeno attorno al seno stesso. Durante l’esame, il tubo radiogeno si muove in un arco attorno al seno compresso tra due piastre, acquisendo diverse proiezioni angolari. Il principio è simile a quello della tomografia computerizzata (TC), ma con una dose di radiazioni inferiore.
Come si svolge l'esame?
La mammografia con tomosintesi 3D si svolge in modo simile alla mammografia tradizionale, ma con alcune differenze. La paziente appoggia il seno su una piastra trasparente, che viene poi abbassata da un’altra piastra per comprimere il seno. Il tecnico radiologo avvia l’acquisizione delle immagini, che dura circa 10 secondi per ogni proiezione. Durante questo tempo, il tubo radiogeno si muove in un arco attorno al seno, emettendo dei brevi impulsi di raggi X. Le immagini vengono inviate a un computer, dove vengono elaborate da un software che ricostruisce le immagini tridimensionali del seno.
Vantaggi della Mammografia con Tomosintesi 3D
La mammografia con tomosintesi 3D presenta diversi vantaggi rispetto alla mammografia convenzionale, sia dal punto di vista diagnostico che da quello terapeutico:
- Migliora la capacità di rilevare le lesioni mammarie, soprattutto in caso di seno denso o fibrocistico.
- Riduce il numero di falsi positivi e negativi, aumentando la specificità dell’esame e diminuendo la necessità di ulteriori indagini (come ecografie o biopsie).
- Maggiore accuratezza diagnostica: La tomosintesi 3D permette di acquisire immagini stratificate della mammella, simili a una TAC, evidenziando anche lesioni di piccole dimensioni che potrebbero sfuggire con la mammografia tradizionale 2D. Questo si traduce in una maggiore capacità di individuare i tumori in fase iniziale.
- Efficacia nei seni densi: La tomosintesi 3D è particolarmente efficace per le donne con tessuto mammario denso, dove la mammografia tradizionale può risultare meno chiara. Questo consente di rilevare anomalie anche in situazioni diagnostiche complesse.
- Maggiore accuratezza: L‘accuratezza diagnostica è maggiore soprattutto nelle pazienti giovani, perché la particolare densità “radiologica“ del loro seno può essere responsabile di mascheramento di lesioni per sovrapposizione dei vari tessuti e piani.
Con questa metodica la mammella viene suddivisa in strati o sezioni dello spessore di circa 1 mm. Ciò rende possibile esaminare il tessuto mammario uno strato alla volta, cosa che invece non è possibile con la mammografia 2D. È un po' come sfogliare le pagine di un libro, ogni pagina rappresenta uno strato di tessuto mammario. In questo modo si riducono i problemi causati dalla sovrapposizione dei tessuti ed aumenta sensibilmente l’accuratezza diagnostica.
Dati comparativi
I numeri parlano chiaro: la mammografia con tomosintesi è il gold standard
- +40% di tumori individuati in fase precoce rispetto alla mammografia 2D.
- Meno richiami e ansia inutile grazie alla riduzione dei falsi positivi.
- Diagnosi migliori per i seni densi, dove il rischio di una lettura imprecisa è maggiore.
Nel dettaglio: La tomosintesi 3D, rispetto alla mammografia tradizionale, consente di individuare il 41% in più di tumori al seno invasivi, riduce del 15% i richiami per accertamenti dovuti a falsi negativi e permette di diagnosticare il 29% in più di carcinomi mammari reali.
Svantaggi e Rischi
La mammografia con tomosintesi 3D è una tecnica sicura e ben tollerata dalla maggior parte delle donne. Tuttavia, come ogni esame radiologico, comporta alcuni rischi e alcune controindicazioni.
- Esposizione ai raggi X: Il rischio principale è quello legato all’esposizione ai raggi X, che sono una forma di radiazione ionizzante potenzialmente in grado di danneggiare le cellule e il DNA. Tuttavia, la dose di radiazioni impiegata nella tomosintesi è inferiore rispetto a quella della mammografia digitale e paragonabile a quella della mammografia analogica. Inoltre, il beneficio di una diagnosi precoce del tumore al seno supera il rischio di una esposizione occasionale ai raggi X.
- Falsi positivi o negativi: Un altro rischio è quello di avere un falso positivo o un falso negativo, cioè una diagnosi errata che può portare a un’ansia ingiustificata o a un ritardo nel trattamento. Tuttavia, la tomosintesi riduce notevolmente questo rischio rispetto alla mammografia tradizionale, grazie alla maggiore qualità delle immagini e alla minore sovrapposizione dei tessuti.
- Disagio o dolore: Un altro rischio è quello di avere un disagio o un dolore durante l’esame, dovuto alla compressione del seno tra le due piastre. Tuttavia, questa manovra è necessaria per ottenere delle immagini nitide e per ridurre la dose di radiazioni. Inoltre, il dolore è solitamente lieve e transitorio e può essere alleviato con dei farmaci antinfiammatori o analgesici prima o dopo l’esame.
La Tomosintesi non è un esame doloroso e, rispetto ad una tradizionale mammografia, “schiaccia meno” il seno risultando cosi anche meno fastidiosa! Inoltre è più confortevole come esame, la tomosintesi 3D riduce il fastidio durante l’esame grazie a una compressione più delicata della mammella. Questa tecnologia non richiede i livelli elevati di compressione tipici della mammografia tradizionale, evitando artefatti da movimento. Inoltre, l’utilizzo di compressori ergonomici, che si adattano alla forma del seno, rende l’esperienza più confortevole e meno invasiva.
Quando è consigliata?
La mammografia con tomosintesi 3D è una tecnica sicura ed efficace, che può essere utilizzata da tutte le donne che devono sottoporsi a uno screening mammografico o a una diagnosi differenziale. Tuttavia, ci sono alcune categorie di donne che possono trarre maggior beneficio da questa tecnica, in quanto presentano un rischio più elevato di sviluppare un tumore al seno o di avere una mammografia tradizionale poco sensibile.
Si esegue dai 40 anni in poi soprattutto in presenza di fattori di rischio legati alla densità strutturale con famigliarità diretta per tumore mammario. La mammografia 3D è consigliata in particolare a tutte le pazienti con seno denso, molto ghiandolare. L’esame è inoltre inserito all’interno di un percorso completo ad alta tecnologia per la prevenzione del tumore al seno dedicato a tutte le donne sopra i 40 anni.
Tali indagini si applicano sia nel controllo della paziente asintomatica che nella verifica della paziente sintomatica. Nel primo caso, come prevenzione nella convinzione che la diagnostica precoce rappresenti la prima soluzione ai problemi senologici; nel secondo caso nella convinzione che la diagnosi e la stadiazione pre-operatoria rappresentino la prima soluzione al problema intercorso.
L’esame andrebbe ripetuto con cadenza annuale, completando l’indagine diagnostica con una ecografia bilaterale al seno. In caso di donne a rischio tumore per una ereditarietà genetica è indicato eseguire l’esame a partire dai 35 anni. L’esame è eseguibile anche da pazienti che abbiano protesi mammarie, a condizione che si avvisi in anticipo il personale sanitario.
Preparazione all'esame
Non è richiesta alcuna preparazione specifica per eseguire l’esame. È comunque consigliabile, come in mammografia tradizionale, evitare l’uso di talco, deodoranti talcati o creme sul cavo ascellare e sulla mammella prima dell’esecuzione dell’esame.
Controindicazioni
Non ci sono controindicazioni. L’esame radiologico, come ogni altra indagine radiologica, deve essere gestita dallo specialista in maniera da ottenere il massimo di informazioni in termini di accuratezza diagnostica. La presenza del medico radiologo specialista in senologia assicura la migliore utilizzazione, impiegando l’indagine nelle pazienti che sicuramente se ne avvantaggiano ed evitandone l’utilizzo in presenza di macrocalcificazioni, clip metalliche, corpi estranei presenti nei tessuti mammari che possono ostacolare o falsare l’informazione diagnostica. Analogamente l’utilizzo della metodica in pazienti con impianti può creare perdita di informazione. Quindi essenziale è la personalizzazione del percorso diagnostico dopo aver preso visione dell’anamnesi e dell’imaging precedente.
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