La malattia di Lyme, anche nota come borreliosi di Lyme, è una zoonosi, ovvero una patologia trasmessa dagli animali all'uomo. Il vettore primario dell'infezione è una zecca infetta che trasmette l'infezione batterica all'uomo. Più precisamente, la Borrelia spp. penetra nella pelle attraverso il morso della zecca.
Dopo un periodo che può variare dai 3 ai 30 giorni, il batterio migra localmente nella cute, intorno alla zona della puntura. Da qui, si diffonde per via linfatica o ematica. La malattia di Lyme è, quindi, una sindrome multisistemica che può interessare diversi organi, come:
- Cute
- Sistema linfatico
- Sistema nervoso centrale e periferico
- Sistema cardiovascolare
- Articolazioni
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
I sintomi della malattia di Lyme si presentano con intensità e frequenza variabili in base alla stadiazione della patologia. Se non trattata, l'infezione progredisce attraverso più fasi, coinvolgendo distretti corporei differenti e dando esito a manifestazioni di grado ed entità diversi. In generale, la malattia di Lyme si manifesta più gravemente nei soggetti immunodepressi o affetti da altre patologie.
Tra i primi sintomi della borreliosi, solitamente insorge un eritema circolare cutaneo nel sito della puntura che può espandersi o migrare anche su altre parti del corpo: all'inizio è di piccole dimensioni e di colore rosso, ma può raggiungere dimensioni pari a 50 cm di diametro. Meno comuni sono invece l’ingrossamento dei linfonodi, mal di gola, nausea e vomito. Dopo qualche settimana più della metà dei pazienti può sviluppare artrite, così come alterazioni neurologiche o problemi cardiaci.
Fasi della Malattia di Lyme
Le manifestazioni cliniche della malattia di Lyme sono multiformi e possono simulare diverse affezioni cutanee e neurologiche.
- Fase precoce localizzata: La prima e più frequente manifestazione della Borreliosi è la lesione cutanea denominata eritema migrante (EM), che si osserva nel 70-80% dei casi e si manifesta entro pochi giorni (range 7-28) intorno al morso della zecca. La lesione inizia come una macchia con evidenti bordi rossastri privi di rilievo che si espande ad anello nel corso dei giorni successivi, con o senza schiarimento centrale, fino ad un diametro di almeno 5 centimetri. L'EM può essere accompagnato da astenia, febbre, linfadenopatia, mal di testa, rigidità nucale, dolori articolari e muscolari. La diagnosi di EM è basata sui sintomi clinici e il paziente deve essere immediatamente trattato, senza attendere i risultati dei test sierologici.
- Fase precoce disseminata: Dopo giorni-settimane dal morso della zecca, la Borrelia può diffondere a diversi organi attraverso il sistema linfatico o ematico. In particolare, nel 10-15% dei soggetti non trattati si possono osservare sintomi neurologici noti come Neuroborreliosi precoce: meningite linfocitaria, meningoradicolite, paralisi dei nervi cranici. Raramente, si osserva un eritema simile a quello della Rosolia (eritema roseolico). Altre rare complicanze possono essere rappresentate da interessamento cardiaco (cardite di Lyme).
- Acrodermatite cronica atrofica (ACA): Osservata in Europa, causata da Borrelia afzelii in soggetti di 50-60 anni.
Diagnosi della Malattia di Lyme
Oltre al quadro clinico della malattia basato sui sintomi, la diagnosi per la malattia di Lyme viene effettuata mediante un'analisi del sangue. La diagnosi di malattia di Lyme è difficile e dovrebbe basarsi principalmente sulle manifestazioni cliniche e sulla pregressa esposizione a zecche.
Esami del Sangue
L'esame per la malattia di Lyme ricerca gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta all'infezione del batterio Borrelia burgdorferi sensu lato. Si tratta di due tipi di immunoglobuline:
- Anticorpi IgM (immunoglobuline M): Solitamente rilevati nel sangue circa 1-2 settimane dall'infezione. I livelli di IgM raggiungono il massimo a 3-6 settimane, poi iniziano a diminuire.
- Anticorpi IgG (immunoglobuline G): Cominciano a comparire dopo 4-6 settimane dall'infezione e raggiungono il picco dopo circa 4-6 mesi, insieme alla sintomatologia della fase disseminata, e possono rimanere alti per anni.
La ricerca degli anticorpi anti-Borrelia Burgdoferi sensu lato IgM e/o IgG è un test di screening, di primo livello. Se il risultato è negativo non sono necessari ulteriori test; se il risultato è positivo o indeterminato (dubbio) si procede con il test di secondo livello (Western Blot). Il risultato finale viene considerato positivo solo se il primo e il secondo test sono entrambi positivi o uno dei due è indeterminato.
La sensibilità di questo algoritmo a due livelli è però bassa (30%-40%) durante la fase precoce di infezione, quando la risposta immunitaria si sta ancora formando (periodo finestra), mentre è alta nella fase disseminata della malattia (70%-100%).
Test di Laboratorio
- Test ELISA, Chemilluminescenza, Western blot: Sono le analisi usate per la conferma sierologica.
- PCR (polymerase chain reaction): Ricerca del materiale genetico del batterio con metodo PCR da vari campioni: (biopsie cutanee di lesioni sospette per eritema migrante o acrodermatite atrofica, liquido cerebrospinale in caso di sospetta neuroborreliosi, liquido sinoviale in pazienti con artrite).
Interpretazione dei Risultati
Gli esami sierologici possono essere ripetuti 3-6 settimane più tardi se il sospetto di ML rimane elevato, in quanto il test di primo livello può risultare negativo per la non ancora sopravvenuta siero-conversione; inoltre, una terapia antibiotica effettuata nella fase precoce può impedire completamente lo sviluppo della risposta anticorpale. Infatti, i pazienti con infezione in stadio avanzato sono raramente sieronegativi.
Tuttavia, il verificarsi di test falsi positivi in pazienti con altre infezioni o condizioni può portare a diagnosi errate e trattamento inappropriato.
Trattamento
Se la malattia di Lyme viene diagnosticata in tempo, si può ricorrere a una terapia antibiotica mirata (doxiciclina, amoxicillina) altrimenti, se l’infezione è più grave, si ricorre alla somministrazione endovenosa o intramuscolo di ceftriaxone, la cui durata è in funzione del tipo di ulteriori sintomi, come complicanze neurologiche, cardiache o artrite.
La somministrazione di antibiotici nella forma precoce di malattia di Lyme è la terapia più efficace (con doxiciclina, amoxicillina, cefuroxima ed eritromicina o simili). Il trattamento antibiotico di solito ha una durata che dura dalle 3-4 settimane. Nei casi più gravi, la terapia antibiotica può essere somministrata per via endovenosa. Nella maggior parte dei casi, si guarisce dalla malattia in modo rapido.
Prevenzione
Dopo aver frequentato un luogo dove potrebbero trovarsi le zecche è bene controllare attentamente l'intera superficie cutanea, l'abbigliamento ed eventuali animali domestici.
La prevenzione consiste in misure protettive contro i morsi delle zecche se si visitano zone ad alto rischio (boschi, prati con erba alta, eccetera).
Diffusione della Malattia
Per numero di casi, la malattia di Lyme è seconda solo alla malaria fra le patologie che richiedono un vettore artropode per la sua diffusione ed è la più comune malattia umana trasmessa da zecche negli Stati Uniti e in Europa.
In Italia, dal 1983, anno in cui è stato segnalato il primo caso a Genova, le Regioni maggiormente interessate sono quelle del Nord (Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige) mentre nelle Regioni centro-meridionali e nelle isole le segnalazioni sono sporadiche.
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