Quando Fare TAC o Risonanza Magnetica per il Mal di Testa

Il mal di testa, o cefalea, è un disturbo doloroso molto comune. Cefalea è il termine comune che generalmente viene utilizzato per denominare in medicina il mal di testa. Si stima che circa il 50% della popolazione adulta mondiale presenti una cefalea almeno una volta nell'ultimo anno.

Tipologie di Cefalea

La diagnosi della cefalea è una delle più vaste in medicina con più di 200 tipi e cause differenti. Le cefalee si dividono in forme primarie, ossia quando sono loro stesse la malattia, ed in forme secondarie nelle quali invece la cefalea rappresenta un sintomo di allarme, una spia di una patologia sottostante (infettiva, vascolare, traumatica, metabolica, etc).

Cefalee Primarie

Le principali forme di cefalea primaria, che rappresentano oltre il 90% dei casi, sono oltre all’emicrania, la cefalea tensiva e la cefalea a grappolo. Le cefalee primarie sono quelle forme in cui il mal di testa è un disturbo autonomo, non legato ad altre patologie. Le cefalee primarie, a differenza delle cefalee secondarie, non hanno una causa sottostante. Il cervello delle persone che soffrono di emicrania ad esempio, è assolutamente identico a quello di tutte le altre persone, ma ha la caratteristica di essere particolarmente sensibile a qualsiasi situazione di aumentata richiesta energetica. Molti fattori scatenanti quindi agiscono su un “cervello speciale”.

  • Emicrania: Si manifesta nel 10-15% della popolazione ed interessa frequentemente il sesso femminile (70%). Si presenta con un dolore prevalentemente pulsante che interessa generalmente una metà del cranio. A volte è preceduta da sintomi quali disturbi visivi o del campo visivo (comparsa di immagini scintillanti e si accompagna a fotofobia, eccessiva sensibilità alla luce), fonofobia, nausea e vomito. La durata può essere di alcune ore fino a due o tre giorni. Con il termine emicrania si intende una ben precisa forma di cefalea disabilitante, molto frequente nella popolazione. Non esiste un test specifico per diagnosticare l'emicrania.
  • Cefalea Tensiva: La cefalea tensiva rappresenta la forma più comune e relativamente meno dolorosa di cefalea primaria. Si manifesta con dolore diffuso, più spesso costrittivo o urente (sensazione dolorosa di bruciore). Non si associa a fotofobia e non si accompagna a nausea o vomito.
  • Cefalea a Grappolo: La cefalea a grappolo compare soprattutto nell’età adulta ed interessa soprattutto il sesso maschile. È caratterizzata da crisi frequenti che possono ripetersi per mesi, per poi lasciare un periodo di benessere più o meno lungo (grappoli o clusters). La cefalea a grappolo può, al pari di quella tensiva, presentarsi sia in forma cronica che episodica, colpisce principalmente la popolazione maschile e consta di attacchi ripetuti in periodi attivi, che tendono poi ad alternarsi a fasi più o meno estese prive di dolori. Solo per i casi più difficili e farmacoresistenti di cefalea a grappolo è riservato l’impianto di un neurostimolatore del nervo grande occipitale.

Cefalee Secondarie

Nelle cefalee secondarie, invece, il mal di testa deriva da una ben definita e precisa malattia sottostante: sinusite, nevriti o nevralgie, infezioni e infiammazioni, malformazioni vascolari, aumento della pressione endocranica, tumori del cervello o altre lesioni con effetto massa.

Diagnosi

Il primo passo nella diagnosi di una cefalea è la visita specialistica. La diagnosi delle cefalee primarie è principalmente clinica, basata sulla raccolta della storia del paziente. Non esiste ad oggi un marker biologico che permetta di formulare una diagnosi. Per fare una diagnosi di cefalea primaria, normalmente al medico basta un’attenta descrizione dei sintomi e un accurato esame obiettivo del paziente. Quando parliamo di cefalea primaria, intendiamo una patologia a sé stante, mentre con cefalea secondaria si indica un mal di testa che non è malattia ma sintomo di un altro disturbo.

Il mal di testa va ben descritto al medico che è in grado di riconoscere campanelli di allarme clinici per i quali invece è opportuno eseguire degli accertamenti per escludere una cefalea secondaria. Invece, se si tratta di cefalea di recente insorgenza o che ha avuto un improvviso peggioramento, ci si potrebbe trovare di fronte a una forma secondaria.

Quando Fare TAC o Risonanza Magnetica

L’utilizzo routinario di esami (radiologici, TAC o risonanza magnetica o altro) non ha alcuna giustificazione in caso di una cefalea primaria. In caso di mal di testa l’intervento assistenziale iniziale è prerogativa del Medico di Medicina Generale, il quale in collaborazione con il neurologo del territorio può programmare, quando necessario, esami strumentali (come la TC o la Risonanza Magnetica dell’ encefalo) atti a chiarire la diagnosi e quindi ad impostare una terapia appropriata ad iniziare una fase di osservazione e follow-up dell’intervento terapeutico.

La Tomograffia Assiale Computerizzata (TAC): è un esame radiologico che impiega radiazioni ionizzanti e riproduce delle scansioni del cervello creando una “mappa” per immagini delle strutture cerebrali. La TAC prevede l’utilizzo di una struttura di forma tubolare, aperta, al cui interno è posizionato un lettino che si muove avanti e indietro. La TAC produce delle scansioni del cervello, creando una mappa geografica che evidenzia le strutture presenti, ed è indicata nei casi di urgenza, come in seguito a emorragia cerebrale e trauma cranico.

La Risonanza Magnetica Nucleare (RMN): è un test che applica al corpo da esaminare un campo magnetico di elevata intensità e onde di radiofrequenza. Non impiega radiazioni ionizzanti e riproduce delle immagini della scatola cranica a tre dimensioni. La Risonanza Magnetica si effettua tramite un macchinario tubolare, in cui viene introdotto un lettino su cui è stato fatto sdraiare il paziente (a cui eventualmente in precedenza è stato anche somministrato il mezzo di contrasto). Il campo magnetico utilizzato per la Risonanza rende il test non adatto a soggetti che portano pacemaker cardiaco o dispositivi ad attivazione magnetica. Rispetto ad altre metodiche radiologiche (come la TAC), presenta il vantaggio della non invasività e il non impiego di radiazioni ionizzanti, consentendo di ottenere immagini in tre dimensioni. La RM è innocua ed indolore. L’esame viene comunque eseguito sotto il continuo monitoraggio del personale, sempre pronto ad intervenire per qualsiasi bisogno del paziente. Come nella Tac, riproduce le diverse zone del cervello, le cavità nasali e oculari. Non consente però di vedere bene le ossa e le strutture in movimento, come il sangue che scorre dentro le arterie o le vene. Permette tuttavia un’indagine su strutture altrimenti non visibili, come le meningi o i nervi cranici che passano vicino alle ossa, come il trigemino. Può essere difficile eseguire l’esame per chi soffre di claustrofobia, dato che lo spazio in cui si deve rimanere immobili è angusto e il rumore può essere molto fastidioso. La risonanza magnetica aperta non è un cilindro, ma strutturata “a sandwich” con le due porzioni del magnete posizionate sopra e sotto il paziente ed è aperta ai lati. Nelle problematiche relative all’effetto claustrofobico, infatti, si è notato che anche ciò che circonda il paziente conta nel ridurre l’impatto dell’esame.

Quando non è possibile formulare una diagnosi certa, quando la cefalea è complicata dall’iperuso di analgesici o non risponde alle terapie precedentemente impostate, o in caso di cefalea a grappolo o altre cefalee rare è opportuno rivolgersi ad un Centro Cefalee.

Altri Esami Diagnostici

  • Radiografia: La radiografia permette di visualizzare le componenti dure della scatola cranica. Serve quando si sospetta un danno all’osso, come nei traumi o nelle malattie che colpiscono primariamente l’osso stesso. Il paziente viene fatto appoggiare a una parete dietro la quale è posizionata una lastra, sulla quale si impressionano i raggi X. Si tratta di un esame non invasivo e non pericoloso, che viene effettuato in caso di sospetti danni all’osso o per individuare una sinusite.
  • Elettroencefalogramma (EEG): È un esame che serve a rilevare la normale attività elettrica cerebrale. L’elettroencefalogramma (EEG), difatti, è un esame che misura l’attività elettrica cerebrale attraverso degli elettrodi posizionati sul cuoio capelluto e la riproduce su uno schermo nella forma grafica di una serie di onde. Al paziente, durante il test, viene fatta assumere una posizione rilassata, su una poltrona o facendolo sdraiare su un lettino, e sulla sua testa vengono applicati una ventina di elettrodi in grado di registrare l’attività di una determinata area del cervello. L’EEG fornisce informazioni non solo su attività elettriche anomale, ma anche sulla loro localizzazione. L’elettroencefalogramma è utile solo in alcuni casi quali crisi epilettiche, disturbi del sonno, encefaliti.
  • Eco Color Doppler (ECD): L’Eco Color Doppler dei vasi del collo è un’ecografia con valori visivi e acustici, non invasiva, che valuta lo stato della circolazione arteriosa di arterie carotidi e arterie vertebrali diretta verso il cervello. L’ECD - Eco Color Doppler è un esame non invasivo che permette il monitoraggio della circolazione arteriosa diretta verso il cervello attraverso le carotidi e le arterie vertebrali. Sostanzialmente si tratta di un’ecografia arricchita da valori visivi (Color) e acustici (Doppler), fondamentali per valutare i vasi e il flusso del sangue al loro interno.
  • Angio-TC e Angio-RM: Sono esami che si basano sugli stessi principi della Tac e della risonanza magnetica, evidenziando in maniera selettiva le arterie e le vene del cervello per ricostruire un’immagine che rappresenta l’albero vascolare del cervello. L’angio-Tc va eseguita con mezzo di contrasto, l’angio-Rm può essere eseguita anche senza contrasto.
  • Polisonnografia: La polisonnografia è un esame diagnostico strumentale, che viene consigliato a quei pazienti che presentano cefalee notturne o del risveglio e più in generale disturbi del sonno.

Terapie

Non esiste purtroppo una terapia che faccia scomparire completamente il mal di testa per sempre. Per quanto riguarda l’attacco di emicrania, è fondamentale che la terapia venga assunta il più precocemente possibile (ad inizio del dolore), con l’obiettivo di controllare il dolore e i sintomi associati (nausea, vomito, etc.) entro le 2 ore dal trattamento. In caso di cefalea frequente è indicato un trattamento di prevenzione che può essere farmacologico o non farmacologico (come agopuntura, biofeedback, terapie cognitivo-comportamentali). L’obbiettivo è quello di ridurre la frequenza, l’intensità e la durata degli attacchi per migliorare la qualità della vita e ridurre l’utilizzo di analgesici. Spesso per ottenere questi risultati occorre tempo: non esiste un trattamento ideale per tutti, ognuno di noi ha una risposta individuale nei confronti dei farmaci.

Dati Statistici

Si stima che circa il 50% della popolazione adulta mondiale presenti una cefalea almeno una volta nell'ultimo anno. Tra questi almeno il 12% soffre di emicrania e il 2% di una forma cronica ricorrente almeno 15 giorni al mese. In Italia sono 6 milioni a combattere contro il mal di testa.

Il mal di testa interessa soprattutto persone in età adulta, ma non risparmia i bambini, gli adolescenti e gli anziani.

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