Mal di Schiena Dopo Colonscopia: Cause e Collegamenti con l'Intestino

Non sempre il mal di schiena è da attribuire ad un problema della colonna vertebrale, bensì a ciò che sta davanti ad essa e che si trova ad avere un rapporto molto intimo: l’intestino. L'intestino, se irritato, può provocare mal di schiena.

Il Collegamento tra Intestino e Schiena

Non tutti sanno che l’intestino si trova legato alla parete addominale posteriore e alla colonna vertebrale attraverso diversi legamenti. Processi infiammatori, irritazioni delle mucose intestinali, stipsi, possono alterare la qualità dei tessuti intestinali e di conseguenza le strutture adiacenti. Il muscolo ileo psoas è una delle strutture che spesso vengono influenzate dall’intestino e, facendo parte dei muscoli che originano dalla colonna vertebrale, la sua tensione si scarica sulla zona lombare creando così, se protratto nel tempo, mal di schiena lombare.

E’ molto semplice pensare che l’alterazione della normale funzione intestinale, un’infiammazione, la presenza di coliche o altre problematiche intestinali, sovraccarichino il compartimento posteriore causando, a volte, blocchi articolari oppure dolori lombari. Questo è un esempio di sovraccarico meccanico che scarica sulle componenti strutturali, ne esistono molteplici e tutti possono portare, in questo caso al dolore lombare.

Esempi di Collegamenti Anatomici

  • Intestino Tenue Mesenteriale: La porzione di intestino veramente mobile, è quella dell’intestino tenue mesenteriale (composto dal digiuno e ileo). Risulta avvolto dal mesentere, legamento appiattito, struttura fondamentale per il passaggio di vasi e nervi. Il mesentere da un lato avvolge il digiuno e l’ileo, dall’altro risulta adeso alla parete addominale posteriore con una direzione obliqua, passando per il corpo della seconda vertebra lombare e terminando in fossa iliaca destra, in prossimità dell’articolazione sacroiliaca destra.
  • Duodeno: Altro esempio è il duodeno, ovvero la prima porzione dell’intestino tenue definita “porzione fissa”. E’ un organo retroperitoneale ad eccezione della sua prima porzione e risulta adeso alla parete posteriore dell’addome e scavalca, con la sua porzione orizzontale, la quarta vertebra lombare. La quarta porzione del duodeno, conosciuta anche come “angolo duodeno-digiunale”, attraverso il muscolo di Treitz, risulta sospesa e legata al diaframma toracico, nello specifico alla porzione destra dello iato esofageo. Una tensione delle fibre muscolari proprie dell’organo, l’infiammazione, etc, possono scaricarsi sulla parete addominale posteriore oppure, gravare sul muscolo diaframma andando ad alterare/modificare la meccanica dello stesso e delle strutture ad esso legate (ricordo che il diaframma ha rapporti con le vertebre lombari, lo sterno e le ultime 6 coste).
  • Colon: Il colon, data la sua suddivisione in ascendente, trasverso, discendente, sigmoideo e retto, risulta essere adeso alla parete addominale posteriore da differenti strutture sia in maniera diretta che indiretta. Tali strutture risultano avere rapporti con le vertebre lombari e sacrali. Prendendo in esame la porzione ascendente e discendente, esse risultano adese alla parete posteriore addominale tramite l’interposizione della fascia di Toldt. La fascia di Toldt, a livello delle flessure coliche si continua medialmente con la fascia di Treitz, creando così il legame tra il colon ascendente e discendente con il pancreas e il duodeno e, di conseguenza, direttamente con le vertebre lombari. Il colon sigmoideo invece risulta mantenuto in sede da un meso, chiamato mesosigma che permette di legare questo tratto di intestino crasso alla colonna lombare (quarta e quinta vertebra lombare), ma anche alle prime tre vertebre sacrali. Il colon trasverso, ovvero la porzione del colon orizzontale che si trova compreso tra l’ascendente e il discendente, risulta legata alla parete posteriore dell’addome tramite il mesocolon trasverso.

Colonscopia e Sintomi Post-Procedura

La colonscopia è un esame invasivo, mal tollerato e fonte di disagio per i pazienti. La sua utilità è comprovata e spesso diviene necessario sottoporvisi per la diagnosi o il follow up di malattie oncologiche, per l’approfondimento diagnostico di patologie infiammatorie croniche o per semplice prevenzione primaria quando indicato.

Il 15% dei pazienti sperimenta dolore addominale di tipo crampiforme, dispepsia, reflusso gastro-esofageo, diarrea o stipsi al termine della colonscopia. Sebbene non vi siano studi che descrivano le cause esatte della sintomatologia, diverse sono le ipotesi. La dismotilità intestinale e l’alterazione della flora batterica sembra siano i fattori responsabili del discomfort addominale.

Ruolo dei Probiotici

L’integrazione di specifici ceppi batterici riequilibra l’ecosistema intestinale il quale ha funzione immunomodulatoria, contrasta la colonizzazione di germi patogeni, mitiga l’infiammazione delle pareti intestinali, regola la motilità e modula l’ipersensibilità viscerale. Se la disbiosi è responsabile della sintomatologia intestinale, valutando i pazienti con la GSRS i ricercatori hanno indagato l’efficacia preventiva dei probiotici. Non tutti i probiotici sono uguali e ogni ceppo batterico ha proprietà specifiche. Il L. rhamnsosus GG è il probiotico più studiato con un alto grado di evidenza scientifica, è sicuro e ben tollerato.

I risultati dello studio mostrano un miglioramento della sintomatologia addominale nei pazienti che hanno integrato i probiotici. Dolore, senso di indigestione, stipsi e diarrea sono stati meno frequenti a sette giorni dalla procedura in coloro a cui sono stati somministrati i probiotici. Il gruppo di pazienti a cui non sono stati somministrati i probiotici non hanno avuto i medesimi benefici.

Lo studio analizzato, randomizzato, controllato e in doppio cieco indica che la somministrazione di 109 UFC di L. rhamnsosus GG riduce la sintomatologia addominale nei pazienti che si sottopongono a colonscopia.

Studio Clinico sui Probiotici

Lo studio monocentrico, randomizzato ed in doppio cieco ha coinvolto 284 pazienti candidati a colonscopia. I ricercatori hanno suddiviso il campione in quattro gruppi somministrando ai primi tre gruppi capsule di probiotici contenenti 109 UFC di L. rhamnosus GG.

Il primo gruppo ha integrato tre volte al giorno una capsula di probiotici a partire da una settimana prima continuando sino ad una settimana dopo la procedura. Il secondo gruppo ha integrato tre capsule die di probiotici la settimana prima della procedura, mentre il terzo la sola settimana successiva la colonscopia. Tutti i partecipanti hanno descritto la sintomatologia gastrointestinale prima dell’endoscopia ed una settimana dopo attraverso l’ausilio di una scala validata - Gastrointestinal Symptom Rating Scale o GSRS - composta da dodici quesiti a risposta chiusa.

Rischi e Complicazioni della Colonscopia

Ovviamente non tutti gli infortuni descritti sono ascrivibili a colpa medica. Le lesioni gravi a causa di colonscopia variano, secondo la letteratura scientifica, tra lo 0,34% e il 2,5%. Il rischio di perforazione intestinale è stimato allo 0,2-1,0%. La perforazione dell'intestino può determinare la sepsi, condizione che può avere conseguenze fatali. La sepsi si verifica quando i batteri entrano nel flusso sanguigno ed il sistema immunitario non riesce a contrastarli. Ciò può determinare disfunzione d'organo.

Una complicazione comune associata alla colonscopia è la perforazione del colon. La perforazione dell'intestino e lesioni della milza possono entrambe verificarsi ed essere associate a dolore addominale. Il dolore addominale si verifica sul lato sinistro ed è spesso associata a dolore irradiato alla spalla sinistra. Il dolore è solitamente progressivo e persistente. La maggior parte dei pazienti con lesione della milza riferiscono problemi da 24 a 48 ore dalla colonscopia. La perforazione intestinale è un rischio riconosciuto associato alla colonscopia.

Tuttavia, la negligenza medica riguarda prevalentemente il periodo successivo alla verificazione del rischio. Ad esempio, in casi di perforazione del colon, se il medico si rifiuta di ammettere che la perforazione si sia verificata ed il paziente, di conseguenza, non riesce a ricevere il trattamento necessario per trattare al meglio la condizione. È necessario che i problemi incontrati durante la colonscopia vengano documentati in modo che possa essere fornito al paziente un follow-up appropriato e facilitata la diagnosi in caso dovessero sorgere complicazioni.

La colonscopia è di solito un intervento chirurgici ambulatoriale. Di conseguenza, l'individuazione di lesioni da colonscopia prima prima della dimissione del paziente potrebbe non essere fattibile.

Danni da Colonscopia e Risarcimento

Possono verificarsi, tuttavia, una serie infortuni da colonscopia causati da imperizia, imprudenza o negligenza medica. Il risarcimento può essere ottenuto solo se vi siano i presupposti sopra descritti.

Rimedi e Soluzioni

Ovviamente parliamo dei possibili rimedi al mal di schiena qualora fossero imputabili ad un disturbo intestinale. Qualora avessi già delle malattie intestinali conclamate, il consiglio che posso darti è quello di sentire comunque il proprio medico di base o lo specialista. E’ molto difficile riuscire ad individuare una dieta adeguata, sia per le molteplici cause che possono portare ad un intestino irritato, sia perché non mi occupo di alimentazione e perché la dieta deve essere personalizzata.

Sicuramente è stato accertato che il consumo del pasto in maniera frettolosa, con una non adeguata tempistica di masticazione, aumenta la possibilità di avere problemi intestinali. Inoltre l’idratazione dovrà essere adeguata, specialmente nelle persone che soffrono di stitichezza.

Oltre all’alimentazione, possiamo lavorare anche sulla parte muscolare che potrebbe risultare infiammata. Lo stretching del muscolo psoas è molto semplice e può essere eseguito in diversi modi.

Oltre a questi espedienti, qualora non fossero sufficienti, l’osteopatia potrebbe essere una valida terapia. Spesso la manipolazione viscerale, ha un effetto immediato e già dalla prima seduta le differenze sono sostanziali. Ovviamente il trattamento osteopatico non sarà incentrato esclusivamente sulla manipolazione viscerale, ma verranno valutate e all’occorrenza trattate, le strutture che saranno individuate come la causa del dolore lombare.

Screening del Tumore al Colon-Retto

Il cancro del colon è considerato essere il secondo tumore più diagnosticato, e la seconda causa di morte per cancro. Nel 2023 si sono invece avuti 50.000 casi circa (+ 15% rispetto al 2020; 26.800 dei quali negli uomini e 23.700 nelle donne). Si stima che i programmi di screening permettano di ridurre la mortalità del 30% circa.

Nelle fasi iniziali il tumore del colon-retto può infatti non dare sintomi o manifestarsi, ad esempio, attraverso presenza di sangue nelle feci o un’alterazione costante e persistente dell’evacuazione (diarrea, stipsi). Il sangue può non essere presente nelle feci anche in caso di positività al tumore oppure può essere presente in forma occulta, non visibile all’osservazione.

Il programma di screening per il cancro del colon-retto è offerto dal Servizio Sanitario Nazionale ai cittadini tra i 50 e i 69 anni di età per quanto riguarda i test di primo livello (ricerca del sangue occulto fecale e retto-sigmoidoscopia) e di secondo livello (colonscopia) con cui è possibile intercettare la malattia in uno stadio nel quale è potenzialmente curabile (diagnosi precoce) o individuare i precursori del cancro (polipi). Il test utilizzato nella quasi totalità dei programmi è quello del sangue occulto nelle feci, che dovrebbe essere eseguito ogni 2 anni nella fascia di età a rischio.

La colonscopia è una procedura ambulatoriale (day hospital) o ospedaliera e richiede una fase preparatoria completa dell’intestino. Il medico inserisce delicatamente nell’ano il colonscopio (una sonda lunga, flessibile ed illuminata) e lo guida attraverso il retto e nel colon, mentre l’intestino viene gonfiato con anidride carbonica per offrire al medico una miglior visuale. Il medico può anche prelevare campioni di tessuti anormali che vengono rilevati durante l’esame.

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