Scintigrafia Tiroidea: Funzionamento e Utilizzo

La scintigrafia tiroidea è una tecnica diagnostica per immagini di medicina nucleare che fornisce informazioni sulla funzionalità della tiroide.

Cos'è la Scintigrafia Tiroidea

La scintigrafia tiroidea è un esame diagnostico che serve a mostrare morfologia e funzionalità della tiroide ed è un ottimo strumento di prevenzione per eventuali tumori tiroidei. Simile alla radiografia convenzionale, alla risonanza magnetica, alla TC e all’ecografia, la scintigrafia determina il livello della sostanza radioattiva in vari organi e tessuti.

È un esame utile nel rilevare un funzionamento eccessivo dell’organo, come avviene nella sindrome di Basedow-Graves, nonché nei casi di tiroidite subacuta e nel follow-up dei tumori della tiroide dopo l’intervento chirurgico. La scintigrafia tiroidea viene di solito richiesto nella fase di follow-up post intervento chirurgico per i tumori della tiroide, nei casi di tiroidite sub-acuta e nella diagnosi del morbo di Basedow.

Invece, non è più un esame di prima scelta per diagnosticare i noduli tiroidei, tranne quando il TSH (l’ormone tireostimolante, prodotto dall’ipofisi) è basso. La scintigrafia tiroidea è generalmente prescritta dopo che un’ecografia tiroidea ha riscontrato la presenza di noduli.

Come si Esegue la Scintigrafia Tiroidea

La scintigrafia è un esame di medicina nucleare che si compone di una routine ben strutturata. In genere, per eseguire questo esame è necessario somministrare in vena o per via orale una piccola quantità di una sostanza chimica radioattiva chiamata radionuclide, che viaggia nel corpo attraverso il flusso sanguigno fino a raggiungere gli organi che si intende analizzare.

Alla persona viene somministrata una piccolissima quantità di un tracciante radioattivo in grado di essere incorporato dalla tiroide in virtù della sua somiglianza con lo iodio, un elemento fondamentale per la funzione di quest’organo. Per l’esecuzione dell’esame, al paziente viene somministrato, in quantità minima, un radiofarmaco, ovvero un tracciante radioattivo che viene assorbito dal tessuto tiroideo permettendone lo studio.

I traccianti radioattivi utilizzati sono il tecnezio (Tc-99m pertecnetato) o l’isotopo 123 dello iodio: vengono somministrati per via endovenosa circa 20-30 minuti prima di procedere con l’esame. I traccianti radioattivi utilizzati nella scintigrafia tiroidea sono il tecnezio o lo iodio 123.

La scintigrafia tiroidea con captazione prevede invece la somministrazione per via orale di iodio-131, che per essere incorporato nella tiroide ha bisogno di più tempo. In questo caso, la rilevazione delle immagini avviene di solito 6 e 24 ore dopo l’assunzione del radiofarmaco.

La tiroide capta il tracciante, il quale emette radiazioni che vengono rilevate da un’apposita apparecchiatura, detta gamma camera. La gamma camera, che rileva il segnale radioattivo emesso, viene accostata al collo.

Dopo il periodo di attesa necessario al tracciante radioattivo per essere incorporato nella tiroide, la persona che esegue l’esame viene fatta distendere sul lettino con il collo esteso. Un lettino sotto la gamma camera, un’apparecchiatura aperta dotata di due testate, di cui una sarà avvicinata al mento senza che ci sia contatto.

Le informazioni sono poi elaborate fino a produrre un’immagine della tiroide che ne evidenzia il livello di funzionalità. Tramite le immagini si potranno distinguere diverse tipologie di noduli.

Grazie al tracciante radioattivo si possono distinguere tra loro i diversi tipi di noduli. Quelli iperfunzionanti captano maggiormente il tracciante e sono detti noduli “caldi”. Nell’immagine diagnostica appaiono colorati più intensamente perché sono costituiti da tessuto più attivo rispetto a quello circostante. Generalmente sono di carattere benigno e possono indicare delle situazioni di tireotossicosi (aumento della produzione di ormoni tiroidei, che si manifesta per esempio nella sindrome di Basedown-Graves).

I noduli “freddi”, invece, non captano il tracciante e sono formati da tessuto poco o per nulla attivo. Solo in pochi casi sono di origine tumorale. Una volta identificato un nodulo freddo può essere eseguito un agoaspirato per stabilirne la natura.

Preparazione all'Esame

Nelle due settimane precedenti l’esame è bene evitare il consumo e l’uso di prodotti contenenti iodio, come sale iodato, alghe marine, dentifrici iodati e, in determinati casi, creme anti-cellulite e integratori alimentari (occorre controllare l’elenco degli ingredienti). Nei 15 giorni precedenti alla visita evitare di assumere e utilizzare prodotti contenenti iodio, come dentifrici iodati, sale iodato e creme anti-cellulite.

Per evitare che la scintigrafia venga eseguita all’inizio di una gravidanza, quando la persona potrebbe ancora non sapere di essere incinta, si consiglia alle donne in età fertile di effettuare l’esame nei primi giorni del ciclo. Per evitare che la scintigrafia venga eseguita all’inizio di una gravidanza, quando la persona potrebbe ancora non sapere di essere incinta, si consiglia alle donne in età fertile di effettuare l’esame nei primi giorni del ciclo.

Almeno una settimana prima della scintigrafia si raccomanda, inoltre, di sospendere l’utilizzo di farmaci che possano interferire con l’attività tiroidea. Si raccomanda altresì di sospendere, una settimana prima dell’esame, l’assunzione di farmaci che possano interferire con l'attività tiroidea.

L’eventuale assunzione di ormoni tiroidei deve invece essere interrotta circa un mese prima, salvo diversa indicazione dell’endocrinologo. Ovviamente si consiglia di interrompere l’assunzione di eventuali farmaci contenenti sostanze iodate e antitiroidei di sintesi almeno una settimana prima.

Comunicare al medico che prescrive la scintigrafia qualsiasi assunzione farmacologica in atto in quel momento, poiché esistono medicinali, alcuni anche molto diffusi, capaci di inquinare i risultati dell'esame diagnostico in questione.

Salvo diversa indicazione da parte del medico, il digiuno non rientra tra le norme preparatorie. Nel caso in cui per l’esame venga utilizzato lo iodio-131, somministrato per via orale, il radiofarmaco va assunto a digiuno.

Chi Può Fare l'Esame e Controindicazioni

La scintigrafia tiroidea non deve essere eseguita nelle donne in gravidanza, perché si utilizza un tracciante radioattivo che, anche se somministrato in piccolissime dosi, è potenzialmente pericoloso per il feto. La scintigrafia in gravidanza va tuttavia evitata. L’esame non ha particolari effetti collaterali ma viene controindicato in gravidanza, in allattamento e nel caso siano coinvolti bambini molto piccoli.

L’esame è controindicato anche per le madri che allattano, poiché le sostanze radioattive potrebbero passare nel latte materno. Sconsigliamo di effettuare la scintigrafia durante l’allattamento. A meno che le procedure per la conservazione per preservare il latte materno non siano già state avviate, evita questo esame e rimanda ad un altro momento.

In questo caso, l’endocrinologo valuterà se suggerire di sospendere l’allattamento per un periodo più o meno prolungato ed eseguire ugualmente la scintigrafia. Inoltre, l'esame è controindicato nei bambini piccoli.

Non solo, è meglio far passare almeno 6 mesi dall’esecuzione di altri esami diagnostici.

Durata dell'Esame

La procedura dura circa 15-20 minuti. In totale la procedura dura intorno ai 45 minuti. La scintigrafia può durare dai 20 minuti alle 2 ore.

Nel caso si utilizzi lo iodio-131 è necessario tornare nel laboratorio di medicina nucleare 6 e 24 ore dopo l’assunzione del radiofarmaco. La rilevazione delle immagini avviene di solito 6 e 24 ore dopo l’assunzione del radiofarmaco.

Cosa Aspettarsi Durante e Dopo l'Esame

L'esecuzione della scintigrafia tiroidea non comporta rischi immediati. Sottoporsi a una scintigrafia tiroidea non comporta rischi immediati.

L'esame non è doloroso e non provoca particolari disagi. L’esame non è doloroso e non sono descritte complicanze specifiche. Il medico nucleare, al termine del colloquio, somministrerà al paziente per via endovenosa una sostanza debolmente radioattiva (radiofarmaco) che, non essendo un mezzo di contrasto iodato, non darà alcun disturbo né causerà fenomeni allergici.

Dopo la somministrazione del radiofarmaco, il paziente verrà fatto accomodare per circa 15-20 minuti in una sala di attesa dedicata; durante questo periodo dovrà sforzarsi di bere almeno un bicchiere di acqua o altro liquido per facilitare l’eliminazione del radiofarmaco, utilizzando, in caso di necessità, l’apposito bagno situato all’interno del Servizio di Medicina Nucleare.

Alla fine dell'esame si può andare a casa, previa autorizzazione del personale sanitario. Al termine dell’esame si può tornare normalmente a casa, con la raccomandazione di bere molti liquidi per accelerare l’escrezione del materiale radioattivo.

Una volta concluso l’esame, si possono riprendere tutte le normali attività. Potrà riprendere le normali occupazioni e la terapia eventualmente interrotta.

Le raccomandazioni sono di bere molto per facilitare l’eliminazione del tracciante radioattivo e di evitare il contatto con bambini piccoli e donne in gravidanza per le 24 ore (per tecnezio o iodio-123) o le 48 ore (per iodio-131) successive alla scintigrafia. Meglio evitare di frequentare posti affollati per qualche giorno, per non irradiare le persone intorno a te.

Quando Viene Prescritta la Scintigrafia

Come accennato, la scintigrafia ha molte applicazioni, perché consente di analizzare tessuti, organi e ossa. La scintigrafia è un esame che consente di ottenere informazioni sul funzionamento di alcuni organi, per esempio cuore, polmone, tiroide, circolazione sanguigna, oppure di individuare la presenza di cellule tumorali in tessuti e organi distanti dal luogo in cui si è sviluppato il tumore (metastasi).

Rischi a Lungo Termine

La scintigrafia tiroidea non comporta particolari rischi a lungo termine.

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