Lo xantelasma è una lesione cutanea, dal caratteristico colore giallo chiaro, e dalla forma nodulare o appiattita. Gli xantelasmi palpebrali sono accumuli di grasso che si formano negli occhi intorno alla palpebra. Il materiale che si accumula intorno alle palpebre è il colesterolo.
Che cos’è lo xantelasma?
Lo xantelasma è una lesione assolutamente benigna. Ha forma e dimensioni variabili. È molto ben distinguibile, oltre che per la netta delimitazione, anche per la colorazione diversa rispetto alla cute della palpebra.
Perché si formano gli xantelasmi?
La causa principale della comparsa di xantelasmi è legata a disturbi lipidici. Spesso sono presenti infatti in molte patologie che hanno come sintomatologia l’aumento del livello di lipidi nel sangue. La causa più comune è la dislipidemia, un’alterazione nei livelli di lipidi nel sangue, come il colesterolo e i trigliceridi.
Diversi studi mostrano infatti come, insieme alla comparsa degli xantelasmi occhio, vi sia un aumento del colesterolo. Pertanto, c’è una correlazione tra xantelasmi e livelli di colesterolo? La risposta più plausibile sembra essere sì. Nel 50% dei casi, la comparsa di xantelasmi è associata a livelli elevati di colesterolo nel sangue nei pazienti con ipercolesterolemia familiare.
L’ipercolesterolemia può essere una condizione con alla base un difetto genetico. In altri casi invece può essere provocata dal consumo di determinati farmaci come betabloccanti, contraccettivi orali, corticosteroidi e medicinali ricchi di estrogeni. Gli xantelasmi, inoltre, possono essere indicatori della presenza di patologie, alcune anche gravi, come la cirrosi epatica. La causa principale del xantelasma è legata a disturbi metabolici e lipidici, con alcune condizioni mediche che possono aumentare il rischio di sviluppare questa patologia cutanea.
Si tratta di accumuli di colesterolo localizzati anche profondamente a livello del derma palpebrale e tra le fibre muscolari. Spesso si può riscontrare una familiarità nella formazione degli xantelasmi ma la correlazione della loro insorgenza con il colesterolo alto e con la dislipidemia non è ancora ben definita. Data la derivazione non dimostrata da disturbi metabolici, l’unica prassi per questo tipo di condizione è quella di prevenire possibili patologie sottostanti.
Sintomi degli xantelasmi
Gli xantelasmi non presentano alcuna sintomatologia specifica. I sintomi si limitano essenzialmente agli xantelasmi stessi. I sintomi sono principalmente di natura visiva: le placche non causano dolore, prurito o disagio fisico, ma possono crescere lentamente nel tempo e, in rarissimi casi, possono diventare abbastanza grandi da interferire con la funzione palpebrale.
L’unica caratteristica distintiva è la formazione di lesioni che crescono velocemente diventando molto grandi e antiestetiche come vediamo in diverse immagini di xantelasmi palpebrali. In alcuni casi gli xantelasmi possono essere anche molto grandi. Il paziente, in questo caso, può allarmarsi, ma queste formazioni difficilmente sono in grado di modificare la dinamica palpebrale in modo significativo.
Sintomi dello xantelasma all’occhio più diffusi:
- Placche giallastre o giallo-arancioni che possono variare in dimensioni e che hanno una consistenza morbida. Appaiono generalmente vicino alle palpebre, sia sulla parte superiore che inferiore.
- Placche bianche: lo xantelasma bianco è più raro ma a volte le placche possono assumere una tonalità bianca, biancastra o avorio. Ciò dipende dalla composizione dei depositi lipidici e dalla struttura della pelle sovrastante.
- Le placche sono tipicamente piatte, ma in alcuni casi possono risultare leggermente sollevate rispetto alla superficie della pelle, senza causare dolore o prurito;
- Le lesioni tendono a comparire in modo simmetrico su entrambi gli occhi, ma possono anche presentarsi asimmetricamente in alcune circostanze;
- Lo xantelasma è un disturbo cutaneo benigno che non causa sintomi sistemici, tuttavia spesso viene associato alla dislipidemia (livelli anormali di lipidi nel sangue) quindi può indicare un rischio maggiore di malattie cardiovascolari;
- Pur raramente lo xantelasma all’occhio può infiammarsi o irritarsi, specie se viene manipolato o si trova in un’area che subisce sfregamenti frequenti.
È possibile affermare che gli xantelasmi non presentano nessun tipo di sintomatologia.
Diagnosi degli xantelasmi
Quando un paziente sospetta la presenza di uno xantelasma, dovrebbe consultare immediatamente un oculista. Il medico riesce ad effettuare la diagnosi in maniera abbastanza rapida, esaminando la pelle palpebrale e verificando la presenza di depositi di grasso intorno agli occhi. È importante la diagnosi differenziale per evitare autodiagnosi.
Esistono infatti alcune patologie che possono, per alcuni aspetti, simulare una lesione benigna, e che devono essere immediatamente poste all’attenzione del chirurgo. Per far diagnosticare ed eventualmente procedere con la rimozione degli xantelasmi, ci si può rivolgere ad un dermatologo, che eseguirà un semplice esame visivo delle lesioni.
Come prevenire lo xantelasma?
È estremamente importante pertanto mantenere uno stile di vita corretto. Consigliamo di evitare un consumo eccessivo di grassi saturi e di alcol, e di praticare attività fisica regolare. Un’alimentazione con un contributo di grassi bilanciato è senz’altro da preferire. I metodi più efficaci per prevenire lo xantelasma rimedi naturali sono dieta e attività fisica.
Una dieta equilibrata con un ridotto consumo di zuccheri e di grassi animali, senza alcolici e con molte fibre ci manterrà sani e in forma più a lungo. In questo modo non solo preveniamo lo xantelasma ma anche molte malattie associate al colesterolo in eccesso. In ogni caso, come diciamo spesso, il metodo migliore è sempre quello della prevenzione.
Come si eliminano gli xantelasmi?
Si possono eliminare in diversi modi a seconda delle dimensioni: quelli più grandi tramite intervento chirurgico, mentre quelli di lieve entità attraverso trattamenti laser. Partiamo affermando che purtroppo per eliminare lo xantelasma rimedi della nonna non ne esistono. Inoltre risulta difficile “nasconderli” anche con il trucco. Pertanto qual è il trattamento più efficace per gli xantelasmi?
La risposta in questo caso sarà: dipende! Come sempre, è importante rivolgersi a un medico esperto affinché venga fatta una diagnosi corretta. Data la delicatezza della zona trattata, se gli xantelasmi sono di grandi dimensioni, la tecnica chirurgica classica è solitamente evitata. La zona trattata necessita infatti di un certo periodo per cicatrizzare ed è quindi preferibile evitarla in questi casi.
Se di grandi dimensioni e già sviluppato, la rimozione xantelasma deve necessariamente essere effettuata con intervento chirurgico. Se il nostro xantelasma è meno esteso e poco profondo, è possibile eliminarlo con altre tecniche. Esistono diverse opzioni per la cura dello xantelasma, tra cui trattamenti medici, chirurgici e rimedi naturali. La scelta del trattamento dipende dalla gravità della situazione e dalle preferenze del paziente.
La rimozione degli xantelasmi avviene tramite escissione chirurgica, laser, crioterapia o peeling chimico. Ad occuparsi dell’asportazione dello xantelasma sono i dermatologi, i chirurghi plastici e i medici estetici, che sono le figure in grado di garantire la sicurezza del trattamento così da ottenere i migliori risultati estetici.
Tecniche di rimozione
- Tecnica chirurgica: L’intervento chirurgico di asportazione degli xantelasmi è effettuato in anestesia locale attraverso l’escissione con il bisturi della parte di pelle interessata dalla patologia. Dopo la procedura, si applicano dei sottili punti di sutura, che saranno rimossi dopo circa una settimana. Nel giro di qualche mese la cicatrice non sarà quasi più visibile. Lo svolgimento di tale intervento è però limitato dall’estensione degli xantelasmi stessi. Questa tecnica è utilizzata per la palpebra superiore mentre difficilmente è applicabile agli xantelasmi della palpebra inferiore soprattutto se di grandi dimensioni. In questo caso, infatti, la tecnica chirurgica potrebbe dare delle retrazioni della pelle che porterebbero ad esporre troppo la cornea (ectropion palpebrale). Le recidive di xantelasma sono frequenti e questo comporta ulteriori limitazioni all’approccio chirurgico in quanto sono sconsigliate ripetute resezioni palpebrali.
- Tecnica laser: È la tecnica più utilizzata. Il laser agisce sulla superficie della pelle vaporizzando man mano gli strati più profondi fino ad eliminare completamente il deposito di grasso e colesterolo che costituisce lo xantelasma. La luce e l’energia del laser sono veicolati attraverso una fibra ottica che emette un raggio estremamente sottile e preciso. In questo modo si può agire sul piano del derma superficiale senza comprometterne gli strati profondi con estrema precisione. Il laser ha un’azione diretta e selettiva sullo xantelasma senza danneggiare i tessuti circostanti. L’intervento è svolto con una piccola anestesia locale e non c’è bisogno di applicare alcun punto di sutura. La pelle guarisce spontaneamente nel giro di alcuni giorni. E’ necessario applicare localmente una pomata antibiotica oftalmica per qualche giorno e al termine della seduta, il paziente può tornare a casa e alle proprie attività senza necessità di bendaggi o medicazioni.
Lo specialista potrà decidere di sfruttare l’azione dei peeling chimici per trattare xantelasmi poco profondi. Utilizzando sostanze specifiche come l’acido tricloracetico è infatti possibile eliminare questo inestetismo. In situazioni di xantelasmi particolarmente estesi o complessi, un’alternativa al bisturi è senz’altro il laser ablativo pulsato. Il laser agisce in modo mirato attraverso un processo di fototermolisi, minimizzando i rischi di bruciature e sanguinamento.
Esistono poi anche altre metodologie, fra cui la crioterapia che congela lo xantelasma con azoto liquido, e la cauterizzazione. Il trattamento delle placche può cominciare con creme non invasive fino al laser, la crioterapia o la chirurgia tradizionale, a seconda della severità della situazione e delle preferenze del paziente.
Le pomate per xantelasmi possono essere a base di acido retinoico, un derivato dalla vitamina A, che aiuta a ridurre lo spessore della pelle e a migliorare la penetrazione di altri trattamenti: non a caso viene utilizzato come preparazione della cute prima di procedere col laser. L’acido salicilico è un’altra pomata per xantelasmi di tipo esfoliante che serve ad ammorbidire le placche ed è valido soprattutto se combinato con altre terapie.
Guarigione e post-trattamento
Dopo la rimozione degli xantelasmi è normale che nella parte trattata compaia gonfiore e arrossamento che potranno durare per qualche giorno accompagnati anche da un leggero fastidio. L’uso di crema antibiotica oftalmica da applicare più volte al giorno per qualche giorno allevierà questi sintomi.
Quanto tempo ci vuole per guarire dopo la rimozione degli xantelasmi? I punti vengono rimossi dopo circa una settimana in fase di controllo. Salvo diverse indicazioni fornite dallo specialista, si tende a preferire la rimozione con laser. In effetti per eliminare uno xantelasma laser guarigione è decisamente veloce e non richiede l’applicazione di punti di sutura.
Un accorgimento ulteriore bisognerebbe averlo durante i mesi estivi. Sebbene sia possibile rimuovere gli xantelasmi anche nei periodi di caldo, è necessario proteggere il viso e le zone trattate con prodotti a protezione totale e lenti protettive. Inoltre, bisogna evitare di esporsi direttamente ai raggi del sole o a lampade UV.
Uno dei motivi principali di preoccupazione di ogni paziente risiede nella possibilità di sperimentare dolore durante un trattamento. Come abbiamo visto, la rimozione degli xantelasmi può avvenire chirurgicamente o con laser. Ma il trattamento laser per gli xantelasmi è doloroso? L’applicazione di crema anestetica e la precisione della procedura, riducono al minimo il dolore, il più delle volte percepito come sensazione di calore sulla zona trattata.
Inoltre, si tratta di un intervento che avviene direttamente in ambulatorio, e che non richiede di riposo post intervento. Il vantaggio che offre la rimozione chirurgica, è che ci consente di rimuovere lo xantelasma dalla radice, limitando il rischio di ricomparsa. Questa tipologia di intervento ambulatoriale viene eseguito in anestesia locale. Attraverso delle piccole incisioni il medico rimuove la cute dove si è formato lo xantelasma. Successivamente vengono applicati pochi punti di sutura.
Dopo la chirurgia la palpebra sarà gonfia e l’occhio dovrà essere bendato e medicato per qualche giorno fino alla rimozione dei punti di sutura. In linea di massima, quindi, le cure successive al trattamento non richiedono particolari accorgimenti, se non l’uso di una pomata antibiotica per qualche giorno e poi uno schermo solare SPF 100+. E’ importante non esporre la pelle al sole e, pertanto, si sconsiglia di asportare gli xantelasmi nel periodo estivo.
Costi medi dei trattamenti
È possibile che ti interessi sapere quali sono i costi medi dei trattamenti per gli xantelasmi? Il modo migliore per rispondere a questa domanda è richiedere una consulenza gratuita con i nostri medici specializzati.
Recandosi in un centro privato il costo della rimozione dello xantelasma varia in base al trattamento scelto e alla complessità del caso. Col peeling chimico oscilla tra 50€ e 120€, col laser tra 100€ e 700€ a seduta, con un intervento chirurgico tra 1.300 e 4.000€.
Xantelasma e blefaroplastica
Magari oltre allo xantelasma hai notato il tuo sguardo spento o particolarmente appesantito e stai cercando una soluzione. Se oltre agli xantelasmi desideri rimuovere la cute in eccesso o le borse sotto gli occhi, la blefaroplastica potrebbe essere adatta a te. Questo intervento di rimodellamento delle palpebre infatti può essere eseguito contestualmente alla rimozione degli xantelasmi.
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