Macchia Bianca Risonanza Magnetica Encefalo: Cause e Diagnosi

La risonanza magnetica (RM) è uno strumento principale utilizzato per la diagnosi di diverse condizioni mediche. In alcuni casi, le immagini sospette vengono trovate incidentalmente prima che la malattia si manifesti, una condizione nota come sindrome radiologicamente isolata (RIS). Durante una risonanza magnetica all'encefalo, la presenza di macchie bianche può destare preoccupazione e sollevare interrogativi sulle possibili cause sottostanti.

Leucodistrofie: Una Causa Genetica di Alterazioni della Sostanza Bianca

Le leucodistrofie sono un gruppo di malattie rare su base genetica che provocano la degenerazione di alcune delle cellule presenti nel cervello (i neuroni). Il termine leucodistrofie identifica esclusivamente le malattie in cui l'interessamento della sostanza bianca cerebrale è determinato geneticamente e non è dovuto a un danno che si è verificato prima o dopo la nascita. In questo caso si preferisce il termine generico di leucoencefalopatia. Le leucodistrofie sono malattie causate da alterazioni (mutazioni) di specifici geni.

Nelle leucodistrofie è presente una alterazione della mielina, la guaina isolante che riveste i prolungamenti (gli assoni) dei neuroni del sistema nervoso. La mielina è prodotta da cellule chiamate oligodendrociti ed è costituita prevalentemente da grassi e proteine. La sostanza bianca contiene i fasci di fibre nervose (sia ascendenti sia discendenti) che uniscono il cervello al midollo spinale.

Modalità di Trasmissione Genetica delle Leucodistrofie

  • Autosomico dominante: la leucodistrofia si verifica quando è alterato (mutato) uno solo dei due geni che contengono le informazioni necessarie per produrre una delle proteine coinvolte nella produzione della mielina o nel suo mantenimento.
  • Autosomico recessivo: entrambi i geni, sia quello di origine materna sia quello di origine paterna sono alterati nei bambini con leucodistrofia.
  • X-recessivo: i geni alterati che appartengono al cromosoma X provocano la malattia soltanto nei maschi, mentre nelle femmine il gene normale situato sull'altro cromosoma X supplisce all'alterazione del gene situato sull'altro cromosoma X.

Manifestazioni Cliniche e Diagnosi delle Leucodistrofie

Le leucodistrofie si manifestano di solito con una compromissione del movimento (motorio), in genere con ipotonia (ossia riduzione del tono muscolare) che compare nei primi mesi di vita (periodo neonatale o infantile). Altre forme di leucodistrofia compaiono negli anni successivi, dopo un periodo di pieno benessere. In alcune forme, oltre alla sostanza bianca del sistema nervoso centrale, può venire coinvolto il sistema nervoso periferico (neuropatia periferica).

Effettuare una corretta diagnosi di leucodistrofia può essere talvolta complicato e quindi portare a un ritardo diagnostico. L'esame principale per la diagnosi è la risonanza magnetica nucleare (RM). Questo esame permette inoltre di studiare le caratteristiche del danno che ha coinvolto la sostanza bianca del cervello. Esistono inoltre una serie di esami strumentali che possono essere richiesti dallo specialista. Alcuni esami del sangue permettono di dosare determinati enzimi lisosomiali e acidi grassi a catena molto lunga. Questo dosaggio può essere molto utile per precisare la diagnosi.

Trattamenti per le Leucodistrofie

Al momento solo poche forme di leucodistrofia hanno un trattamento capace di agire sui meccanismi che causano i sintomi della malattia. In particolar modo, il trapianto di cellule staminali emopoietiche è stato attuato per alcune leucodistrofie demielinizzanti (come la malattia di Krabbe, la leucodistrofia metacromatica, la Adrenoleucodistrofia X-recessiva) con risultati talvolta soddisfacenti e altre volte assai meno. Nella comunità scientifica internazionale è grande l'interesse nei confronti di nuove terapie per le leucodistrofie.

Recentemente, uno studio di fase 1/2 in pazienti affetti da Leucodistrofia Metacromatica ha dimostrato l’efficacia e la sicurezza della terapia genica (atidarsagene autotemcel) a base di cellule staminali del sangue prelevate dai pazienti stessi, determinando nella maggior parte dei casi uno sviluppo fisico e cognitivo simile a quelli dei bambini sani o un rallentamento notevole dei processi degenerativi cerebrali; il risultato di tale terapia è fortemente dipendente dallo stato di avanzamento della malattia, sottolineando l’importanza di ampliare i programmi di screening neonatale che, allo stato attuale, non comprendono in Italia tale malattia. Infine per la maggior parte delle leucodistrofie il trattamento rimane puramente sintomatico.

Sclerosi Multipla (SM) e Demielinizzazione

La risonanza magnetica (RM) è lo strumento principale utilizzato per la diagnosi della SM e i medici hanno applicato diversi standard nel corso degli anni per classificare i soggetti con maggiore probabilità di sviluppare la malattia. Lo standard più recente, noto come criteri di McDonald, è stato aggiornato l’ultima volta nel 2017. In alcuni casi, le immagini sospette per SM vengono trovate incidentalmente prima che la malattia si manifesti, una condizione nota come sindrome radiologicamente isolata (RIS).

Per determinare se i bambini con risultati di risonanza magnetica anormali avrebbero sviluppato i sintomi associati alla SM e per capire come gli strumenti diagnostici utilizzati per gli adulti si applicano ai bambini, i ricercatori hanno esaminato le immagini di risonanza magnetica di bambini in cui si sospettava una demielinizzazione, ovvero un danno alla guaina mielinica protettiva che circonda le fibre nervose nel cervello. Quando la guaina mielinica è danneggiata, gli impulsi nervosi rallentano o addirittura si fermano, causando problemi neurologici. Questi danni appaiono come lesioni - macchie bianche o grigie - sulla risonanza magnetica.

Le cause dei risultati anomali della risonanza magnetica sono comunque molteplici; la maggior parte non rappresenta una demielinizzazione. I partecipanti allo studio sono stati identificati attraverso la rete statunitense dei centri di sclerosi multipla pediatrica e i database della Rutgers Robert Wood Johnson Medical School. I pazienti avevano un’età compresa tra i 7,6 e i 17,8 anni e tutti presentavano risultati di risonanza magnetica che mostravano demielinizzazione. Nessuno dei bambini dello studio presentava sintomi fisici o neurologici comuni alla SM, come l’offuscamento o la perdita della vista, le vertigini, l’intorpidimento o la debolezza di una o entrambe le gambe, al momento della risonanza magnetica iniziale. Anche se il database non registrava il motivo per cui i partecipanti erano stati sottoposti al test, gli autori hanno segnalato che il mal di testa era il motivo più comune.

Dopo la revisione iniziale dei dati di risonanza magnetica, i dati dei pazienti sono stati valutati per una durata media di 3,7 anni per misurare lo sviluppo di un primo attacco di SM o di nuove lesioni. Quando i ricercatori hanno applicato le attuali misure diagnostiche per la SM alla coorte, hanno scoperto che molti pazienti avevano comunque sviluppato la SM anche se non soddisfacevano i criteri di McDonald o Barkhof. “Individuare precocemente la SM può aiutare il medico a eliminare tutta una serie di problemi futuri per i suoi pazienti”, ha detto Bhise.

Altre Cause di Macchie Bianche e Iperintensità della Materia Bianca

Le lesioni chiamate 'iperintensità della materia bianca' (WMH, white matter hyperintensities) si presentano come macchie bianche brillanti quando si guarda una risonanza magnetica cerebrale. Le lesioni sono piuttosto comuni dopo i 60 anni e diventano progressivamente più comuni invecchiando. Circa il 20% delle persone over-60 e più del 90% degli over-80 le hanno. Studi hanno suggerito che queste piccole lesioni nella materia bianca potrebbero avere qualcosa a che fare con il diradamento della corteccia cerebrale.

Il lavoro principale della sostanza bianca è di trasmettere le informazioni, sotto forma di impulsi elettrici, da una parte di cervello all’altra. Connette quindi diverse parti del cervello e del cervelletto ed è alla base dell’importanza del concetto di “connettività”. Questo succede sia tra le zone vicine che svolgono la stessa funzione, sia tra le zone molto lontane che devono comunicare costantemente per poter svolgere un compito complesso, come, per esempio, riconoscere il profumo della rosa e chiamarla con il proprio nome.

Ed è proprio la mielina, la sostanza isolante ricca di lipidi, ad aumentare la velocità di questi scambi di informazioni: fino a 30 volte più veloce rispetto alle fibre non mielinizzate! Purtroppo, questo isolamento non è sempre perfetto. Nei bambini prematuri le cellule responsabili della produzione di mielina, chiamati oligodendrociti, devono lavorare in condizioni insolite, senza la protezione del grembo materno, esposte a mille insidie.

Tabella: Cause Potenziali di Macchie Bianche all'Encefalo

Causa Descrizione
Leucodistrofie Malattie genetiche che causano la degenerazione della sostanza bianca.
Sclerosi Multipla Malattia demielinizzante che colpisce il sistema nervoso centrale.
Iperintensità della Materia Bianca Lesioni comuni negli anziani, associate al diradamento della corteccia cerebrale.
Infezioni Congenite Infezioni come citomegalovirus, toxoplasmosi e rosolia che possono causare alterazioni della sostanza bianca.
Nascita Pretermine Nei bambini prematuri, la sostanza bianca può non svilupparsi in maniera ottimale.

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