Coma Diabetico: Livelli di Glicemia, Cause e Sintomi

Il coma diabetico rappresenta una delle complicanze in assoluto più gravi della patologia diabetica e consiste in una perdita di coscienza determinata da cause metaboliche. Fortunatamente, oggigiorno il coma diabetico costituisce raramente una causa di morte per i pazienti affetti da questa patologia. Alla luce di quanto appena detto, il coma diabetico si manifesta in caso di chetoacidosi diabetica, di cui rappresenta l'evoluzione. Tuttavia, questo impiego generico della dicitura "coma diabetico" non è del tutto esatto.

Si può andare in coma diabetico sostanzialmente per due motivi: a causa di valori di glucosio estremamente bassi, quindi parliamo di ipoglicemia, o di valori particolarmente elevati, quindi di iperglicemia. Sia i sintomi, che poi la terapia, sono completamente differenti a seconda se ci troviamo davanti all’ipoglicemia o all’iperglicemia.

Cos'è la Glicemia?

La glicemia misura la concentrazione di glucosio (zucchero) nel sangue. È importante mantenere i livelli sotto controllo in quanto sia l’iperglicemia che l’ipoglicemia (ovvero livelli rispettivamente troppo alti o troppo bassi di glucosio) possono determinare complicanze pericolose.

Valori Normali di Glicemia

I valori di glicemia considerati normali sono compresi tra:

  • 70 e 99 milligrammi/decilitro (mg/dl) a digiuno
  • inferiori a 140 mg/dl 2 ore dopo l’assunzione di una soluzione di glucosio (test da carico di glucosio).

Si parla di iperglicemia a digiuno quando il valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl, e di alterata tolleranza al glucosio in caso di valori compresi tra 140 e 199 mg/dl due ore dopo un test da carico di glucosio.

Si considerano indicatori di diabete mellito i valori di glicemia a digiuno uguali/superiori a 126 mg/dl, rilevati in due diverse occasioni, oppure uguali/maggiori a 200 mg/dl, rilevati in qualsiasi momento della giornata in pazienti sintomatici o due ore dopo un test da carico orale di glucosio.

Nei pazienti diabetici l’ipoglicemia viene definita quando i livelli di glucosio nel sangue scendono sotto i 70 mg/dl.

Cosa influenza la glicemia?

La concentrazione di glucosio nel sangue fluttua in modo fisiologico nel corso della giornata ed è influenzata da alimentazione e attività fisica: la glicemia tende a scendere al suo punto più basso dopo ore di digiuno, generalmente pertanto al risveglio, e a salire qualche ora dopo un pasto. Il livello glicemico si abbassa inoltre dopo un’intensa attività fisica, perché lo zucchero nel sangue viene utilizzato come fonte di energia per l’attività muscolare.

Per mantenere la glicemia entro i valori normali è importante:

  • seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura;
  • praticare attività fisica regolarmente;
  • in caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.

Cause di Iperglicemia e Ipoglicemia

Cause di Ipoglicemia

L’ipoglicemia può avere diverse cause, tra cui le più comuni sono:

  • eccessivo consumo di alcol in periodi di digiuno;
  • terapia con sulfaniluree;
  • sovradosaggio della terapia insulinica nei pazienti affetti da diabete.

In casi più rari l’ipoglicemia può essere causata da:

  • patologie epatiche (cirrosi, per esempio) in condizioni di digiuno;
  • tumori pancreatici;
  • morbo di Addison, una malattia rara che colpisce le ghiandole surrenali.

Cause di Iperglicemia

Livelli di glucosio nel sangue superiori alla norma sono di frequente causati da:

  • scarsa (o assente) produzione di insulina (diabete di tipo 1);
  • incapacità dell’organismo di utilizzare l’insulina prodotta (diabete di tipo 2);
  • uso di alcuni farmaci, come per esempio i corticosteroidi.

In casi più rari, l’iperglicemia può essere causata da alcune patologie, come:

  • acromegalia (malattia causata da un eccesso di ormone della crescita);
  • sindrome di Cushing (condizione causata da un eccesso di cortisolo nel sangue);
  • pancreatite;
  • tumori del pancreas;
  • eventi stressanti acuti (ad esempio infarto del miocardio o ictus);
  • episodi infettivi acuti.

Nelle persone in trattamento per il diabete, l’iperglicemia può dipendere da:

  • scarsa aderenza alla dieta o alla terapia antidiabetica prescritta;
  • vita sedentaria;
  • inefficacia dei farmaci.

Sintomi di Iperglicemia e Ipoglicemia

Sintomi di Ipoglicemia

I primi sintomi dell’ipoglicemia possono comprendere:

  • pallore;
  • sensazione di stanchezza;
  • sudorazione ingiustificata;
  • nausea o fame;
  • vertigini;
  • tremore;
  • battito cardiaco accelerato (tachicardia) o martellante (palpitazioni);
  • irritabilità, ansia, sbalzi d’umore;
  • mal di testa.

Se i livelli di glucosio nel sangue restano bassi a lungo, si possono manifestare altri disturbi, come:

  • visione offuscata;
  • debolezza e sonnolenza;
  • difficoltà di concentrazione e stati confusionali;
  • crisi epilettiche;
  • collasso o svenimento.

Sintomi di Iperglicemia

I sintomi dell’iperglicemia si manifestano gradualmente, e soltanto quando i livelli di zucchero nel sangue sono molto alti. I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione.

I più comuni fattori stressanti che possono innescare chetoacidosi diabetica sono infezioni acute, infarto del miocardio, ictus, pancreatite, gravidanza, traumi, dose di insulina saltata.

Coma Diabetico: Tipi e Caratteristiche

I quadri clinici di coma diabetico sono eterogenei in virtù delle differenti possibili cause che li determinano.

Chetoacidosi Diabetica

Alla luce di quanto appena detto, il coma diabetico si manifesta in caso di chetoacidosi diabetica, di cui rappresenta l'evoluzione. Si manifesta in caso di chetoacidosi diabetica non adeguatamente trattata e/o diagnosticata. A causa della mancanza di insulina, il glucosio non può entrare nelle cellule. Per ricavare l'energia, sopperendo a questa mancanza, le cellule utilizzano il metabolismo degli acidi grassi.

Nel fegato, il processo che comporta la generazione di energia a partire dai lipidi è la cosiddetta ossidazione degli acidi grassi. L'ossidazione degli acidi grassi è un fenomeno biologico complesso, che produce energia e parallelamente una molecola chiamata acetil-coenzima A.

I più comuni fattori stressanti che possono innescare chetoacidosi diabetica sono infezioni acute, infarto del miocardio, ictus, pancreatite, gravidanza, traumi, dose di insulina saltata.

Gli esami di laboratorio evidenziano inoltre iperglicemia, glicosuria, chetonemia, chetonuria, aritmie cardiache. Il respiro diventa profondo e ansimante (respiro di Kussmaul).

La chetoacidosi diabetica (DKA) si verifica quando nel sangue si accumulano livelli elevati di chetoni. I chetoni vengono prodotti quando c'è una carenza di insulina nell'organismo e il corpo metabolizza i grassi per ricavarne energia. Questo accade perché l'organismo non è in grado di utilizzare il glucosio quando l'insulina è scarsa o assente ed è costretto a bruciare i grassi per sopravvivere.

I segnali ed i sintomi di questa condizione includono difficoltà respiratorie, respirazione rapida o respiro corto con un alito che sa di frutta, nausea, vomito, positività dei chetoni nelle urine o nel sangue e un elevato livello di glicemia. La DKA può verificarsi anche senza iperglicemia nei pazienti che assumono determinati farmaci. Chiedi al tuo medico.

Sindrome Iperglicemica Iperosmolare

Il coma iperosmolare è caratteristico dei pazienti diabetici anziani. Il coma iperosmolare non chetosico è conosciuto anche con altri nomi.

Per quanto riguarda invece l’iperglicemia, i sintomi sono simili sia per la sindrome iperglicemica iperosmolare sia per la chetoacidosi diabetica: entrambe sono infatti caratterizzate soprattutto da astenia marcata, cefalea, sensazione di voler bene e/o urinare molto, calo ponderale, anoressia (nel senso che non si ricerca tanto il cibo), vomito e talvolta dolore addominale.

La sindrome iperglicemica iperosmolare è caratterizzata da livelli di glicemia particolarmente elevati (possono essere anche superiori a 300), un pH arterioso o venoso superiore a 7,3, non vi è presenza di chetoanemia e chetonuria, e l’osmolarità plasmatica aumenta a livelli anche superiori a 320. In questa condizione l’insorgenza dei sintomi è più lenta (può richiedere infatti diversi giorni) e lo stato di coscienza diventa quasi sempre comatoso.

Cosa Fare in Caso di Ipoglicemia

Quando invece il paziente si trova in uno stato di confusione e inizia ad avere, ad esempio, sudorazione, tremore, ma è vigile e soprattutto in grado di deglutire, è necessario risolvere l’ipoglicemia assumendo zuccheri (e tipicamente c’è la regola del 15: si assumono quindici grammi di zuccheri semplici, che corrispondono a tre cucchiaini di zucchero, si aspettano quindici minuti e se la glicemia ancora non è salita si somministrano ulteriori quindici grammi di zuccheri semplici).

Qualora il paziente abbia già perso conoscenza e la glicemia sia a valori inferiori a 50 (molto spesso però i pazienti di tipo 1 sono anche abituati a viaggiare a questi livelli di glicemia, quindi quando si va in coma i valori sono ancora più bassi), è necessario intervenire quanto più prontamente assumendo il glucagone, un ormone controregolatore rispetto all’insulina, che determina un rialzo glicemico abbastanza istantaneo e può essere somministrato sia per via intramuscolare sia nella più recente formulazione in commercio, in spray nasale, metodo che ha rivoluzionato non poco la gestione dell’ipoglicemia più grave.

Trattamento del Coma Diabetico

Il trattamento del coma diabetico cambia radicalmente a seconda dalla causa sottostante.

Per quanto riguarda le condizioni iperglicemiche, una volta accertate, la priorità è il ripristino della corretta idratazione del paziente, mentre il profilo glucidico passa in secondo piano: la sensibilità dell’organismo all’insulina è infatti ridotta in condizioni di disidratazione, pertanto la sola somministrazione di fluidi (ovviamente NON dolci, bene invece per esempio la semplice acqua) talvolta può bastare a correggere il quadro patologico.

Una volta raggiunto il target glicemico il paziente dovrebbe sentirsi meglio in tempi abbastanza rapidi. Se il trattamento è stato adeguato e tempestivo di solito non sussistono esiti una volta corretta la condizione.

Innanzitutto, è fondamentale reidratare il paziente attraverso la somministrazione endovenosa di fluidi. Se la disidratazione è molto grave, solitamente, si procede con l'infusione endovenosa rapida di soluzione fisiologica.

In caso di sintomi “sospetti” in un paziente diabetico è consigliabile eseguire un controllo glicemico rapido in modo da reagire eventualmente in modo da correggere lo scompenso.

Prevenzione del Coma Diabetico e Complicanze

Un piano di gestione del diabete completo e personalizzato può aiutarti a prevenire i problemi di salute correlati al diabete. Un equilibrio di interventi medici e di stile di vita è la chiave per una gestione efficace del diabete. Questi interventi possono includere:

  • monitoraggio dei livelli di glicemia
  • mantenere i livelli di glicemia, pressione arteriosa e colesterolo in intervalli obiettivo sicuri con un monitoraggio, un coaching e un'assistenza utili
  • sottoporsi regolarmente ad esami di laboratorio, oculistici, podologici e di altro tipo per individuare e trattare precocemente i problemi
  • concentrarsi su:
    • fare scelte alimentari sane
    • svolgere attività fisica
    • assumere i farmaci prescritti dal medico
    • controllare i livelli di glicemia e mantenerli nell'intervallo obiettivo, come raccomandato dal medico.

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