Glicemia Postprandiale: Valori, Importanza e Gestione

I livelli glicemici fanno registrare i picchi massimi della giornata a distanza di 60-120 minuti dalla conclusione di un pasto sostanzioso, che sia colazione, pranzo o cena. Il meccanismo appena descritto non funziona correttamente nelle persone con diabete manifesto o in uno stato di ridotta tolleranza al glucosio (IGT).

Importanza del Controllo Glicemico Postprandiale

Oggi, invece, il trattamento è rivolto anche alla riduzione delle escursioni glicemiche postprandiali, considerate altrettanto importanti - se non addirittura più importanti - per il raggiungimento di un controllo glicemico ottimale e per la prevenzione delle complicanze, specie di natura macrovascolare. In particolare, un'elevata glicemia postprandiale è messa in relazione con lo sviluppo delle complicanze del diabete, sia di tipo uno che di secondo tipo. Col passare del tempo, il ripetersi di fenomeni iperglicemici postprandiali finisce col danneggiare occhi, reni, nervi e vasi sanguigni.

Fino a pochi anni fa la prevenzione di queste complicanze, e la terapia stessa del diabete, si sono principalmente focalizzate sulla riduzione dei livelli di HbA1c (emoglobina glicata) e sul controllo del glucosio plasmatico a digiuno.

Di recente, è stata posta molta attenzione allo stato postprandiale in quanto più di uno studio ha evidenziato che l’iperglicemia postprandiale isolata, come quella che si verifica nelle persone con ridotta tolleranza al glucosio, raddoppia il rischio di morte per malattie cardiovascolari. Si è visto anche che l’iperglicemia postprandiale potrebbe rendere più difficile il raggiungimento di un controllo glicemico ottimale nei pazienti con diabete di tipo 2. Lo stato di iperglicemia postprandiale porta anche ad avere livelli di grassi nel sangue aumentati, soprattutto trigliceridi.

Valori Normali e Misurazione

L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come normale tolleranza al glucosio valori glicemici inferiori a 140 mg/dl (7,8 mmol/l) due ore dopo l'ingestione di un carico di glucosio da 75 g, nel contesto di un test orale di tolleranza al glucosio. Negli individui non diabetici, le concentrazioni di glucosio plasmatico a digiuno (ad esempio dopo un digiuno notturno di 8-10 ore) in genere variano da 70 a 99 mg/dl. La glicemia inizia a salire 10 minuti dopo l’inizio di un pasto, con un picco dopo 60 minuti come risultato dell’assorbimento dei carboidrati introdotti con l’alimentazione, e raramente supera i 140 mg/dl, tornando ai livelli preprandiali entro 2-3 ore.

La glicemia postprandiale viene generalmente misurata durante il cosiddetto test da carico orale di glucosio (OGTT). Le analisi per la rilevazione dell’iperglicemia postprandiale sono rappresentate dall’automonitoraggio della glicemia e dal test da carico orale di glucosio (OGTT), che prevede generalmente l’assunzione di una soluzione contenente 75 g di glucosio disciolti in acqua. Il test della curva glicemica è utilizzato anche nelle donne in gravidanza per lo screening del diabete gestazionale, una forma di diabete che si sviluppa nel secondo o nel terzo trimestre di gravidanza in donne che non hanno mai sviluppato questa condizione.

Valori di Glicemia in Gravidanza

Durante la gravidanza è di fondamentale importanza il monitoraggio costante dei livelli di glicemia. I valori di glicemia in gravidanza sono tendenzialmente più contenuti. Al tempo zero (o a digiuno) i valori sono considerati normali se inferiori ai 92-95 mg/dl. Al tempo 60 minuti non devono invece superare i 180 mg/dl. La tabella dei valori è evidentemente più restrittiva.

Fisiologia della Glicemia Postprandiale

I meccanismi coinvolti nella regolazione del tasso di glicemia postprandiale sono numerosi, piuttosto complessi e connessi tra loro (la secrezione di insulina, la soppressione del glucagone e anche l’intervento di alcuni ormoni intestinali). Il fattore chiave nel determinare l’abbassamento del picco iperglicemico postprandiale è la prima fase della secrezione di insulina.

Durante un pasto, l’insulina viene rilasciata in 2 fasi: nella prima c’è il rilascio di una piccola quantità, in un periodo di circa 10 minuti, che anticipa e attenua le variazioni glicemiche postprandiali. Con l’aumento dei livelli di glucosio nel sangue, si verifica una seconda fase di rilascio di insulina più sostenuta, che è proporzionale al carico glicemico del pasto.

Strategie per Ridurre la Glicemia Postprandiale

Per ridurre la glicemia postprandiale alta si può ricorrre sia a terapie farmacologiche sia a interventi sullo stile di vita. In particolare si raccomanda di modificare abitudini dannose e mettere in atto alcuni accorgimenti, tra cui praticare una regolare attività fisica e mantenere un peso corporeo nella norma.

Interventi Dietetici

Le diete a basso indice glicemico (IG) portano beneficio nel controllo del glucosio plasmatico postprandiale. Queste strategie alimentari si basano sul consumo prevalente di alimenti ricchi di fibra (verdura, legumi e frutta non zuccherina), contrapposto alla moderazione dei cibi ricchi di carboidrati complessi (pasta al dente, riso, pane integrale, prodotti da forno e cereali in genere, patate, tuberi, castagne) e all'evitamento degli zuccheri semplici (saccarosio, pane bianco, miele, dolciumi, snack, bevande zuccherate ecc.). Nell'applicazione pratica dell'indice glicemico non va però dimenticato il concetto di carico glicemico, dato dal prodotto tra il contenuto in carboidrati della dieta e il suo IG medio. È importante consumare con parsimonia anche quella frutta troppo zuccherina (ad esempio i cachi, i fichi, la frutta sciroppata). Via libera invece a quegli alimenti a basso indice glicemico.

Terapie Farmacologiche

Vari agenti farmacologici riducono in modo preferenziale il glucosio plasmatico postprandiale. A questa categoria appartengono gli inibitori dell'α-glucosidasi (acarbosio), le glinidi (secretagoghi dell'insulina ad azione rapida) e naturalmente l'insulina (analoghi dell'insulina ad azione rapida, insuline bifasiche [premiscelate], insulina per inalazione, insulina umana regolare). Inoltre, nuove classi terapeutiche per il trattamento del glucosio plasmatico postprandiale in pazienti diabetici - tra le quali ricordiamo gli analoghi dell'amilina, i derivati del glucagon-like peptide-1 [GLP-1] e gli inibitori della dipeptidil peptidasi-4 [DPP-4] - hanno mostrato di portare benefici significativi nel ridurre le escursioni glicemiche dopo i pasti.

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