Interpretazione della Citologia nei Lipomi Veterinari

L'esame citologico è una tecnica diagnostica fondamentale in veterinaria, basata sulla valutazione morfologica di cellule prelevate da diversi tessuti. Si tratta di una procedura poco invasiva e rapida, adatta anche ad animali non sedati, che fornisce informazioni preziose per la diagnosi di neoformazioni cutanee e non solo.

Il prelievo di cellule mediante ago sottile è un esame rapido, facile da eseguire e ripetibile. Questa metodica consente spesso di definire la natura della lesione o di ottenere indicazioni rapide circa ulteriori esami da eseguire, come l'asportazione del nodulo per l'esame istologico o esami ematochimici e di diagnostica per immagini.

Tuttavia, in alcuni casi, l'analisi istologica si rivela indispensabile per ottenere informazioni più dettagliate e confermare la diagnosi citologica.

Lipoma: Caratteristiche Generali

Il lipoma è una neoplasia benigna molto comune nel cane, originata dagli adipociti del pannicolo adiposo sottocutaneo.

Interpretazione Citologica

La citologia permette di identificare le cellule adipose mature, caratteristiche del lipoma. Tuttavia, è importante distinguere il lipoma da altre condizioni, come:

  • Mastocitoma cutaneo: tumore frequente nel cane e comune nel gatto, che origina dai mastociti e ha un comportamento biologico variabile.
  • Lesioni composte da grandi quantità di collagene maturo.

È importante sottolineare che alcune lesioni, per loro natura, non forniscono cellule sufficienti per una diagnosi citologica precisa, indipendentemente dall'abilità dell'operatore.

Diagnostica Splenica: Un Approfondimento

Vista la diffusione e la frequenza con cui si esegue la diagnostica per immagini dell’addome nei nostri animali, è evidente a tutti quanto sia un riscontro frequente, soprattutto per chi si occupa di ecografia. Nell'ultimo trentennio, diversi lavori pubblicati su riviste internazionali hanno cercato di rispondere alla questione in maniera oggettiva e scientifica.

Nel nostro laboratorio, analizziamo ormai circa un migliaio di campioni splenici all’anno mediante FNA: posso dire con certezza che il numero di HSA da me diagnosticati si può contare sulle dita di una mano nell’arco di 12 mesi!

Bias negli Studi Sull'HSA Splenico

Le pubblicazioni sull’argomento hanno purtroppo dei grossi “bias” (ovvero dei difetti nella progettazione dello studio, che ne indirizzano in un modo o nell’altro i risultati): questi inficiano pesantemente l’interpretazione di quanto viene rilevato.

  • Studio di Hammond et al. (2008): Analisi della prevalenza dell'HSA in 71 cani con massa splenica ed emoperitoneo, tutti richiedenti trasfusione. In questa popolazione, è più probabile rilevare un HSA a causa della sua propensione a causare emoaddome.
  • Studio di Cleveland & Casale (2016): Analisi di noduli splenici in cani splenectomizzati a seguito del riscontro “accidentale” di tali lesioni. La situazione si capovolge rispetto allo studio precedente perché i noduli sono integri, non c'è emoperitoneo e il rilievo è accidentale.
  • Studio di Spangler & Culbertson (1992): Su 1480 campioni istologici, la maggior parte delle lesioni era benigna (iperplasia, ematomi ed ematopoiesi extramidollare).
  • Studio di Davies & Taylor (2020): Su 230 casi, il 60% circa erano neoplasie maligne, con l'HSA che rappresentava 2/3 dei casi.
  • Studio di Yankin et al (2020): in questo articolo gli autori hanno selezionato 125 casi di citologie da milze con alterazioni ecografiche del parenchima o con noduli splenici <2 cm. Di questi 125 casi, solo 22 erano neoplastici ed in prevalenza linfomi (10 casi) e solo 1 HSA! E’ ovvio che anche in quest’ultimo lavoro ci sono bias importanti: per esempio avere escluso le lesioni di dimensioni >2 cm potrebbe aver fatto sottostimare alcune forme neoplastiche rispetto ad altre.

E’ lampante che in una simile popolazione di cani, sia molto più probabile rilevare una diagnosi finale di HSA rispetto alle altre neoplasie o noduli benigni, proprio perché questa neoplasia è più propensa a provocare un'emoaddome.

Semplicemente perché la selezione della popolazione canina nello studio è differente: i noduli sono integri, non c’è emoperitoneo e il rilievo è accidentale (per cui i pazienti possono anche essere completamente asintomatici).

Questa mia impressione è stata finalmente supportata da un recente studio pubblicato da Yankin et al su J Vet Intern Med (2020): in questo articolo gli autori hanno selezionato 125 casi di citologie da milze con alterazioni ecografiche del parenchima o con noduli splenici <2 cm.

Non credo di aver dato una risposta definitiva alla domanda iniziale, in quanto altri studi con casistiche molto più estese, saranno necessari per avere più chiara la situazione.

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