Lipoma nel cane: citologia e diagnosi

Cari proprietari, oggi affrontiamo un argomento molto comune e vedremo anche come spesso può essere sottovalutato: il lipoma nel cane. Semplice, perché è il tumore benigno più frequente nel cane, facilmente diagnosticabile anche da un occhio inesperto! Purtroppo però proprio per questa sua fama di innoqua “palla di grasso” viene spesso sottovalutata e ignorata, rischiando di non riconoscerne le forme più problematiche e cioè: il lipoma infiltrante la forma maligna: il liposarcoma.

Altro grosso guaio a cui si va incontro è scambiare un tumore di altro tipo (mastocitoma ad esempio) per lipoma e rendersi conto che non lo è quando ormai è già troppo tardi! Quindi come sempre vale la regola cardine dell’oncologia: PUNGERE TUTTO! Che equivale a dire fare sempre citologia per avere diagnosi certa!

Cos’è il lipoma nel cane? E’ un tumore mesenchimale che origina dagli adipociti, le cellule del grasso e capita di vederlo spesso o nei cani anziani, sterilizzati e obesi. Nessuna definizione scientifica però gli rende giustizia come il termine “palla di grasso”! Lo potete vedere in tutte le razze di cani, inclusi i meticci. Può essere singolo o multiplo.

Il lipoma si presenta come un rigonfiamento morbido, non dolente, non attaccato ai piani sottostanti. Il pelo al di sopra del lipoma è presente. A questo punto mi chiederete: “Ma se il lipoma è benigno che problemi può dare?” Certo, è vero, avete ragione! E’ un tumore benigno, non crea metastasi, ma questo non vuol dire che non può creare problemi!

Dimensioni e localizzazione infatti sono fondamentali: se un piccolo lipoma sul fianco non crea nessun problema, un grosso lipoma sotto l’ascella provocherà un’andatura anomala nel cane con relativa zoppia. Oppure un lipoma enorme su una zampa sarà difficile da togliere perché non ci sarà abbastanza cute per richiudere la breccia chirurgica.

Questi sono solo esempi, ovviamente a seconda della localizzazione possono dare compressione su nervi e muscoli, alterazione del movimento ecc. Fattori predisponenti sono il sovrappeso, l’obesità e la sterilizzazione. Non si conosce la causa dello sviluppo dei lipomi, così come succede per la maggior parte dei tumori.

Se il lipoma nel cane è poco problematico diverso è il discorso per le altre due forme:

  • Lipoma infiltrante: è sempre benigno (cioè non da metastasi) ma ha comportamento maligno (cioè si infiltra fra i tessuti rendondone difficoltosa l’asportazione e facile la recidiva) il grasso del lipoma si infiltrerà fra i fasci muscolari. Rispetto al lipoma normale può essere più doloroso e invalidante.
  • Liposarcoma: Il liposarcoma rappresenta meno dell’1% delle neoplasie cutanee nel cane. Si riscontra più frequentemente a carico del sottocute del torace e della porzione prossimale degli arti, dove si localizza in modo invasivo, infiltrando anche i tessuti circostanti. In questo caso è un tumore maligno perchè è in grado di dare metastasi, in particolare ai polmoni. I liposarcomi non sono clinicamente e citologicamente indistinguibili dai lipomi infiltranti e anche alla visita sono ugualmente adesi ai piani sottostanti, pertanto una diagnosi definitiva richiede biopsia e istopatologia a cui seguirà la stadiazione con TAC per capirne anche il grado di infiltrazione.

Se trovate un nodulo cutaneo sul vostro cane e pensate sia un lipoma cosa dovete fare? Portatelo dal veterinario e richiedete una citologia! Non fidatevi della diagnosi a occhio (articolo: diagnosi a occhio terapia alla cieca!) La diagnosi di lipoma nel cane e gatto infatti prevede la visita dal veterinario seguito dall’esame citologico. Se ci fossero dei dubbi, si provvede anche a una biopsia con esame istologico. In generale il lipoma è formato da adipociti, senza cellule infiammatorie. Se è un lipoma si capisce immediatamente perché sul vetrino si ha effetto goccioline oleose! L’esame è indolore e si può fare benissimo da sveglio se il cane è mediamente collaborativo.

Una volta avuta la diagnosi di lipoma nel cane che fare? La terapia è ovviamente chirurgica. La decisione se operare o no dipende dalla posizione e dalla grandezza. Se si è sicuri che è un lipoma benigno, piccolo, in una zona dove non da fastidio, allora si può tenerlo sotto osservazione: se accennasse a crescere, si deciderà se toglierlo. Nel caso si trovasse sulle zampe invece vi consiglio di asportarlo anche se…per evitare di arrivare a un livello di grandezza che ne renda difficile l’asportazione chirurgica!

La regola fondamentale è: non aspettate che sia grande quanto metà del cane (succede purtroppo, eccome) provvedete un po’ prima.

Il lipoma è una delle neoplasie benigne di maggior riscontro nel cane. In genere si tratta di una neoformazione di consistenza molle-elastica, ben circoscritta, mobile poiché non adesa ai tessuti circostanti. La citologia è un esame decisamente poco invasivo, ma molto efficace per la diagnosi di lipoma. Purtroppo non è mai possibile fare diagnosi di lipoma basandosi sulle semplici informazioni quali: posizione, consistenza e mobilità del nodulo, pertanto ogni volta che al tatto riscontriamo una massa/nodulo sulla cute o sottocute del nostro animale, dobbiamo sempre affidarci alle cure del veterinario di fiducia, il quale potrà allestire un prelievo cellulare, da far analizzare in laboratorio.

Nella maggior parte dei casi, a seguito di una diagnosi citologica di lipoma, non è necessaria una conferma tramite istologia e pertanto il nodulo di grasso può rimanere al suo posto. In alcuni casi però il tumore può raggiungere dimensioni tali da richiederne necessariamente l’asportazione chirurgica. L’operazione di rimozione, non è invasiva e può richiedere una blanda sedazione o un’anestesia totale del paziente a seconda dei casi.

Esame Citologico: Un Approccio Diagnostico Chiave

L’esame citologico è un esame diagnostico che si basa sulla valutazione morfologica di cellule singole o aggregate, prelevate da diversi tessuti. E’ una tecnica poco invasiva e veloce da effettuare anche su un animale non sedato, la cui lettura consente di acquisire informazioni utili per la diagnosi di neoformazioni cutanee e non solo. Tuttavia, talvolta è impossibile esimersi dall’analisi istologica che fornisce ulteriori informazioni utili e/o conferma la diagnosi citologica.

Come viene effettuato l'esame citologico?

I campioni di tessuto sono analizzati in laboratorio da personale specializzato. Dopo aver prelevato il campione, le cellule vengono poste su un vetrino che viene mandato in laboratorio. Qui il campione viene colorato con una sostanza che tinge le diverse cellule in modo diverso, per renderne più facile l'identificazione. Di solito lo scopo dell’analisi è stabilire se si tratta di infiammazione o tumore, cioè se il campione contiene cellule tumorali oppure infiammatorie.

Diverse tecniche di prelievo vengono utilizzate a seconda della localizzazione e natura del campione:

  • Tampone: si usa un bastoncino di cotone da strisciare delicatamente sull’area da esaminare.
  • Impressione: si effettua premendo sulla parte interessata un vetrino. Le cellule epiteliali si fissano al vetrino e possono quindi essere colorate e studiate.
  • Agoaspirato: si effettua con una cannula fissata ad una siringa vuota, che viene inserita nel tessuto anomalo, ad esempio in un linfonodo ingrossato o un nodulo sottocutaneo. Il campione si appoggia poi su un vetrino, si colora e si analizza al microscopio. Questo tipo di prelievo non mantiene la normale organizzazione cellulare dei tessuti, quindi non è sempre usato per la diagnostica.
  • Biopsia: è la rimozione di una piccola parte di tessuto, dove le cellule mantengono la normale organizzazione. A seconda dell'organo da cui si preleva la biopsia, l’animale è addormentato o sedato con tranquillanti, e/o ha ricevuto un'anestesia locale. Il campione viene immerso con delicatezza in un bagno di fissaggio, poi inviato al laboratorio istopatologico per la preparazione, la colorazione e l'esame al microscopio. Un veterinario con specializzazione in patologia esaminerà e valuterà il campione e scriverà un referto. Se la biopsia è stata prelevata dalla pelle, rimarrà una piccola lesione che, a seconda delle dimensioni, verrà suturata.

Importanza della diagnosi precoce

Qui cari proprietari il vostro ruolo è fondamentale! Siete proprio voi infatti che accarezzando il vostro cane o gatto potete accorgevi di noduli e masse che crescono su cute, sottocute, e mucose. Oppure di escrescenze a carico di ossa e articolazioni. Il mio consiglio è quello di abituare il vostro animale a farsi ispezionare fin da piccolo e ad accettare carezze in ogni distretto corporeo. Le coccole sul divano possono essere un’occasione per controllare che il vostro amico non abbia noduli o escrescenze.

Cosa fare se si sospetta un tumore nel cane o nel gatto? Qual è l’iter corretto?

Il veterinario visiterà il vostro amico e palperà la zona interessata per capire soprattutto quanto il nodulo /massa aderisce ai tessuti sottostanti. Vi faccio già un’anteprima: se aderisce ai tessuti sottostanti non è mai un buon segno, è un indice di invasività locale e malignità. Se invece la lesione è mobile e isolata aggredirla chirurgicamente sarà più facile. Tutto questo in teoria, poi ci sono le eccezioni che non starò qui a citare.

La stadiazione del tumore nel cane e nel gatto è uno step fondamentale: Per stadiazione si intende tutto quel percorso diagnostico da eseguire prima di decidere come agire sul tumore. Prima di pensare a una chirurgia è NECESSARIO fare diagnosi tramite citologia o biopsia. Seguirà poi una TAC per capire l’estensione in profondità del tumore e la presenza di eventuali metastasi. E’ assolutamente VIETATO asportare noduli o masse di cui non si sa nulla! Questo sia per motivi chirurgici (il chirurgo a seconda della diagnosi capisce quanto margine deve dare, volgarmente “quanto tagliare largo” per evitare recidive) che prognostici .

Se la diagnosi è di un tumore benigno forse la chirurgia non sarà necessaria ma occhio alla crescita. A volte i tumori possono essere benigni perché non danno metastasi e non uccidono il paziente ma crescono talmente tanto da essere invalidanti e quindi il consiglio è comunque quello di rimuoverli se cominciano ad aumentare di dimensione. Invece di stimare la crescita a occhio che potrebbe non essere affidabile misuratene il diametro con un righello dal momento della scoperta e tenetelo monitorato. Anche il classico “lipoma” di cui probabilmente avete sentito parlare è comunque da tenere monitorato. Non fidatevi della valutazione spannometrica del veterinario, fategli comunque fare una citologia (si tratta di piantare un ago con il cane sveglio nella neoformazione e mettere qualche cellula su un vetrino, ci si mette 3 minuti) per avere diagnosi di lipoma.

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