Il profilo lipidico è un esame del sangue che misura la concentrazione di specifici grassi presenti nel sangue, noti come lipidi. Questo esame fornisce una fotografia dettagliata della salute cardiovascolare attraverso la misurazione dei principali lipidi circolanti. Tra questi, i principali sono il colesterolo totale, il colesterolo HDL, il colesterolo LDL e i trigliceridi.
Il Colesterolo: Un Grasso Essenziale
Il colesterolo appartiene alla famiglia dei lipidi o grassi; è una delle componenti della membrana delle cellule ed è presente nel sangue e in tutti i tessuti. Il colesterolo è un grasso che viaggia all'interno dell'organismo, soprattutto tramite l'apparato circolatorio, e svolge diverse funzioni essenziali. Il colesterolo si divide in buono (HDL) e cattivo (LDL). Attraverso un esame del sangue è possibile dosare i livelli di colesterolo totale, colesterolo LDL e colesterolo HDL. I valori sono espressi in milligrammi per decilitro (mg/dl) e sono associati a gradi differenti di rischio cardiovascolare.
Colesterolo HDL: Il "Colesterolo Buono"
HDL è un acronimo che deriva dall’inglese e che sta per “lipoproteine ad elevata densità”, volgarmente note anche come “colesterolo buono”. È contenuto in proteine ad alta densità (high-density lipoproteins). Conosciuto come “colesterolo buono“, l’HDL svolge una funzione protettiva trasportando il colesterolo in eccesso dalle arterie verso il fegato, dove viene eliminato. Il dosaggio dell'HDL è necessario per il calcolo della frazione LDL. Una concentrazione elevata (> 60 mg/dl) viene ritenuta protettiva, mentre valori inferiori a 45 mg/dl sono considerati fattore di rischio cardiovascolare indipendente.
Colesterolo LDL: Il "Colesterolo Cattivo"
È la frazione del colesterolo legata alle proteine a bassa densità (low-density proteins). È la frazione aterogena del colesterolo. Il colesterolo LDL, o “colesterolo cattivo“, tende ad accumularsi sulle pareti delle arterie, favorendo la formazione di placche aterosclerotiche che possono ostruire il flusso sanguigno. L’eccesso di colesterolo LDL è un pericolo per la salute delle arterie perché queste lipoproteine, che trasportano l’eccesso di colesterolo dal fegato alle cellule del corpo attraverso le arterie, possono andare incontro a modificazioni strutturali. Quando quest'ultimo raggiunge valori troppo elevati, a causa di una predisposizione ereditaria a produrne troppo oppure perché si consumano quantità eccessive di alimenti ricchi di grassi saturi, può depositarsi sotto forma di placche sulle pareti dei vasi sanguigni. Nelle linee guida americane e nei trial più recenti, il suo valore viene preso come punto di riferimento per discriminare la 'soglia' della terapia farmacologica.
Colesterolo Totale: Valori di Riferimento
Il colesterolo totale rappresenta la quantità complessiva di colesterolo presente nel sangue. Sono "auspicabili" valori di colesterolo totale inferiori a 200 mg/dl e di colesterolo LDL inferiori a 130 mg/dl. Sono considerati valori "limite" per il colesterolo totale quelli compresi tra 200 e 239 mg/dl e per il colesterolo LDL tra 130 e 159 mg/dl. Nelle persone adulte si considera normale un valore inferiore ai 200 mg/dl di sangue. Colesterolo totale (comporta la somma tra HDL e LDL): non dovrebbe superare i 200 mg/dl. Il rischio cardiovascolare aumenta con l’aumentare della concentrazione. A valori superiori ai 250 mg/dl il rischio per la salute di cuore e arterie è considerato elevato. Attenzione, però, al rapporto tra HDL e LDL!
Trigliceridi: Un Altro Tipo di Grasso
I trigliceridi sono un tipo di grasso che deriva principalmente dalla digestione dei cibi. Il dosaggio dei trigliceridi è necessario per il calcolo della frazione LDL; esso subisce notevoli variazioni intraindividuali in relazione alla dieta e all'assunzione di alcolici e la sua determinazione va fatta dopo un digiuno di 12 ore. La correlazione tra ipertrigliceridemia e aumento del rischio coronarico non è chiaramente dimostrata.
Più di recente è stato individuato anche il ruolo dei trigliceridi e l’importanza del rapporto trigliceridi e colesterolo HDL per quantificare meglio il rischio cardiovascolare. Tra gli indicatori di rischio cardiovascolare viene attualmente considerato anche il rapporto tra trigliceridi e HDL-colesterolo (TG/HDL).
Valori Normali e Fattori di Rischio
I livelli considerati nella norma però non sono sempre uguali ma variano a seconda dell'età. I valori ideali del profilo lipidico possono variare leggermente in base a età, sesso e presenza di altre condizioni cliniche. I livelli dei lipidi plasmatici variano significativamente nelle diverse popolazioni in rapporto a fattori genetici oltre che ambientali, in particolare l'alimentazione. È quindi difficile definire dei valori "normali"; piuttosto i grandi trials condotti negli ultimi anni e le diverse organizzazioni e gruppi di studio internazionali hanno individuato dei valori "accettabili" in quanto correlati ad un minor rischio cardiovascolare e quindi "auspicabili", e valori invece al di sopra dei quali il rischio aumenta progressivamente da moderato ad elevato.
Recentemente l'American Heart Association Task Force on Risk Reduction ha rinforzato l'importanza di definire i livelli di colesterolo HDL e di trigliceridi nella valutazione di routine del quadro lipidico; essi devono, qualora necessario, essere modificati per ottenere un miglioramento del profilo di rischio.
Quando Effettuare il Test
Gli esperti suggeriscono di eseguire un primo controllo del profilo lipidico tra i 20 e i 35 anni. In assenza di fattori di rischio particolari, l’esame dovrebbe essere ripetuto ogni cinque anni. In presenza di condizioni predisponenti come diabete, ipertensione, obesità o familiarità per malattie cardiovascolari, il medico può indicare controlli più ravvicinati. Il profilo lipidico è essenziale anche per chi è in trattamento con farmaci ipolipemizzanti, come le statine.
Preparazione all'Esame
Prima del prelievo è opportuno osservare una dieta equilibrata per due settimane. Evitare di ingerire alcool 24 ore prima del test. Per la sua determinazione non occorre il digiuno. Astensione dal bere alcoolici 24 ore prima e di cibo 12 ore prima del test. È necessario astenersi dall'alcool per 72 ore e dal cibo per 12 ore prima di effettuare il prelievo.
Lipoproteina (a): Un Fattore di Rischio Aggiuntivo
Da numerosi studi epidemiologici è stato osservato come circa il 50% delle persone con livelli normali di colesterolo può essere comunque interessato un attacco cardiaco. la Apolipoproteina (a), una delle due componenti proteiche della Lp(a), di fatto inibisce gli enzimi grazie ai quali i coaguli di sangue vengono sciolti.
Quando Richiedere il Test per la Lp(a)
Il test per la Lp(a) può essere richiesto insieme al profilo lipidico, esame che permette di rilevare la concentrazione ematica di diversi tipi di lipidi. Non è una richiesta routinaria, ma accade.
Valori di Riferimento della Lipoproteina (a)
I livelli di Lp(a) nel plasma presentano di base una variabilità accentuata. Con un massimale di questo ordine, risulta non agevole trovare un riferimento unico. Si è optato allora per un margine tra valori di 10 mg/dL, o inferiori, e valori di 30 mg/dL o superiori. I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo. I livelli di Lp(a) sono stabiliti su base genetica, e non è infrequente che un individuo abbia un valore non rilevabile dalle analisi.
Tabella Riepilogativa dei Valori di Riferimento
| Lipide | Valore Auspicabile (mg/dL) | Valore Limite (mg/dL) |
|---|---|---|
| Colesterolo Totale | Inferiore a 200 | 200-239 |
| Colesterolo LDL | Inferiore a 130 | 130-159 |
| Colesterolo HDL | Superiore a 60 (protettivo) | Inferiore a 45 (rischio) |
Cosa Fare in Caso di Valori Alterati
In presenza di valori alterati, è fondamentale rivolgersi a un medico specialista. Parlandone con il tuo medico, sicuramente ti consiglierà di fare una semplice analisi del sangue per scoprire il tuo profilo lipidico. Nella maggior parte dei casi valori lipidici fuori norma sono da “imputare” a diete sbagliate e ad uno stile di vita non sano. Ma… a volte, non sono le nostre scelte alimentari o le nostre cattive abitudini ad alterare il nostro profilo lipidico.
In realtà si tratta di un gruppo di patologie metaboliche che comportano un eccesso di grassi circolanti con conseguenze negative sulla salute del cuore. In alcune persone questa condizione ha cause genetiche e indipendenti dalla dieta seguita. L’ipercolesterolemia familiare è infatti una disfunzione genetica rara che causa una iperproduzione di colesterolo visibile anche in alcune zone del corpo. Tipicamente le persone con questo tipo di ipercolesterolemia accumulano depositi di grassi sottocutanei intorno agli occhi e noduli adiposi nelle articolazioni e giunzioni tendinee. In questo tipo di dislipidemia abbiamo una condizione opposta rispetto alle precedenti.
Il corpo, per ragioni in parte genetiche primarie, ma anche secondarie a condizioni quali denutrizione, malassorbimento intestinale, ipertiroidismo, tumori del sangue, non è in grado di sintetizzare le lipoproteine necessarie al trasporto dei grassi alimentari. Le cure prevedono la somministrazione di vitamina E e vitamine liposolubili, ma a seconda della tipologia di ipolipidemia questo tipo di integrazione non è sufficiente a colmare il fabbisogno di chi ne soffre, con severe ricadute sulla salute generale.
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