Il linfoma gastrico è un linfoma non-Hodgkin, ovvero un tumore del sistema linfatico che insorge a causa della proliferazione incontrollata di linfociti B e/o linfociti T, con sede nei linfonodi e negli organi linfoidi primari e secondari. Poiché nel corpo umano le mucose popolate da linfociti si ritrovano, oltre che nello stomaco, pure nei polmoni, nell'intestino, nella tiroide, a livello delle ghiandole salivari ecc., esistono e possono colpire l'essere umano anche forme diverse dal MALToma dello stomaco, come per esempio il MALToma dell'intestino, il MALToma della tiroide, il MALToma delle ghiandole salivari e così via.
Il linfoma gastrico rappresenta il 6-7% dei tumori allo stomaco di natura maligna e meno del 2% di tutti i linfomi; tra i MALTomi, è uno dei più diffusi (50-60% dei casi). Le precise cause di linfoma gastrico sono sconosciute. Tuttavia, l'infezione da Helicobacter Pylori è spesso associata a questa patologia.
Epidemiologia e Fattori di Rischio
In passato, il cancro gastrico era la neoplasia più frequente, soprattutto in Giappone. Negli ultimi 30 anni, l’incidenza si è ridotta, risultando inferiore al cancro del polmone, del colon-retto e della mammella.
Il tasso di mortalità è di 30/anno/100.000 abitanti, doppio nel sesso maschile. La frequenza nel territorio è disomogenea e la curabilità è limitata: nel 50% dei casi è resecabile, con una sopravvivenza a 5 anni del 10%.
Il 90% dei tumori gastrici sono adenocarcinomi; i rimanenti sono originati da tessuto linfoide, muscolare, adiposo o da cellule enterocromaffini. L’adenocarcinoma (ADK) gastrico può essere di tipo “intestinale” o “diffuso”.
- Lesioni di tipo “intestinale” spesso sono ulcerate, localizzate nella porzione distale dello stomaco e precedute da lesioni precancerose.
- Lesioni di tipo “diffuso” sono più comuni in pazienti giovani, in ogni regione dello stomaco, spesso nel cardias, e presentano una prognosi peggiore.
La mortalità per cancro gastrico varia notevolmente da paese a paese, con un’incidenza 2-3 volte più frequente nel sesso maschile e una correlazione inversa tra rischio e stato economico. Fattori ambientali e abitudini alimentari sono importanti, con la gastrite cronica e l’infezione da Helicobacter Pylori che favoriscono la carcinogenesi.
Condizioni Pre-cancerose
- Anemia perniciosa: il cancro gastrico è spesso riscontrabile in autopsie di soggetti con gastrite cronica atrofica del corpo-fondo (gastrite cronica tipo A).
- Gastrite cronica atrofica: l’incidenza del cancro gastrico in soggetti con gastrite cronica atrofica è del 10-15% superiore alla popolazione sana.
- Metaplasia intestinale: sembra che le caratteristiche di questo epitelio rendano più facile la penetrazione e l’accumulo di agenti cancerogeni. Solo la metaplasia tipo 3 appare correlata al cancro gastrico.
- Gastroresezione: l’incidenza di cancro gastrico, in caso di gastroresezione pregressa, è 2-3 volte superiore alla media.
- Gastropatia ipertrofica: l’incidenza del cancro gastrico è maggiore del 10% negli affetti da Ménétrier.
- Polipi iperplastici e polipi adenomatosi: solo il 20% dei polipi dello stomaco sono adenomi a struttura istologica tubulare, villosa o mista. La trasformazione carcinomatosa è del 50%.
Anatomia Patologica e Classificazione
Oggi si utilizza la classificazione di Lauren:
- Tipo intestinale (conserva struttura ghiandolare).
- Tipo diffuso (no struttura ghiandolare, elementi cellulari isolati o a cluster).
Il tipo intestinale ha un accrescimento espansivo, è più frequente nelle aree ad alta incidenza ed è associato ad una prognosi più favorevole. Il tipo diffuso prevale nei giovani con familiarità per carcinoma, è fortemente infiltrante ed ha prognosi più severa.
La prognosi è condizionata dalle dimensioni del tumore, secondo la classificazione TNM (T = tumore primario, N = presenza ed estensione delle metastasi linfonodali, M = metastasi a distanza).
In base alla profondità di infiltrazione nella parete dello stomaco, il carcinoma si definisce come early gastric cancer (EGC) oppure advanced gastric cancer (AGC). L’early interessa la mucosa o anche sottomucosa, presenta metastasi linfonodali nel 20% dei casi e comporta una prognosi favorevole (sopravvivenza a 5 anni è dell’80%). I carcinomi che superano la sottomucosa sono definiti avanzati (AGC); hanno metastasi linfonodali nel 50% e sopravvivenza a 5 anni è 20%.
Sintomatologia
I sintomi sono tardivi, aspecifici e variabili: dolore epigastrico a digiuno o dopo i pasti, senso di pienezza, nausea. All’inizio possono presentare un andamento intermittente, se trattati con antiacidi, antisecretivi, procinetici o variazioni dietetiche.
Sintomi più suggestivi sono: sanguinamento con ematemesi e melena o sangue occulto con anemia ipocromica sideropenica, stenosi cardiale (disfagia) o antrale (vomito alimentare), riduzione appetito e calo ponderale.
In alcuni casi subito sintomi da metastasi: ascite, versamento pleurico, ittero, fistola gastro-colica, massa linfonodale sopraclaveare o ascellare (linfonodo di Virchow-Troisier), metastasi cutanee o sindromi paraneoplastiche: sindrome nefrosica, tromboflebite, neuromiopatia, acantosi nigricans.
Diagnosi
Il ritardo diagnostico è frequente: la diagnosi avviene 3-6 mesi dopo la comparsa dei primi sintomi, e meno del 20% delle lesioni diagnosticate sono confinate a mucosa o sottomucosa. È fondamentale lo screening dei soggetti a rischio e una valutazione più attenta dei sintomi all’esordio.
L'esame radiologico a doppio contrasto può rivelare massa vegetante o polipoide, ulcerazione singola o multipla, ispessimento e rigidità della parete, gigantismo plicale con riduzione dei solchi interplicali.
L'esame endoscopico deve confermare la diagnosi tramite biopsie multiple ripetute anche nello stesso punto per lesioni a prevalente sviluppo sottomucoso. L'ecografia perendoscopica (eco-endoscopia) può essere utile. Non utilizzare solo criteri clinici o criteri ex adiuvantibus (risposta a terapia medica). Ulcere benigne vanno trattate e va effettuato controllo endoscopico + biopsie dopo 4-8 settimane di terapia.
Per la stadiazione della neoplasia è necessario eseguire:
- Rx torace + stratigrafia
- Biopsia osteomidollare a livello cresta iliaca
- Ecografia addominale
- TAC addome o total body
- Visita ORL
- Linfografia bipedale
La diagnosi differenziale va posta con pseudo-linfoma (intensa infiltrazione linfocitica in presenza di una malattia benigna) e con ulcera peptica, situazione difficile risolvibile solo con biopsie.
Early Gastric Cancer (EGC)
L’EGC può presentarsi in diverse forme:
- Protrudente (30% dei casi) tipo I
- Poco sollevato (IIa) e piatto (IIb) (12%) tipo II
- Depresso (23%) tipo II
- Ulcerato (35%) tipo III
Trattamento
La terapia del tumore gastrico varia a seconda delle condizioni generali del paziente, degli esami ematochimici, della sede e dell’estensione del tumore. Se la decisione terapeutica è di tipo chirurgico il paziente viene avviato al relativo percorso; se la decisione prevede un trattamento chemioterapico oppure chemio-radioterapico antecedente la chirurgia, il paziente entrerà nell’iter oncologico-radioterapico.
L’entità dell’asportazione chirurgica è in funzione dell’estensione della malattia. L’indicazione standard nei tumori invasivi è la rimozione di 2/3 dello stomaco (gastrectomia subtotale) o di tutto l’organo (gastrectomia totale) a seconda della sede e dell’estensione della neoplasia all’interno dello stesso. Parte integrante del trattamento chirurgico è l’asportazione dei linfonodi regionali.
Chirurgia
Se non esistono metastasi a distanza, si effettua una laparotomia esplorativa con resezione radicale della neoplasia e delle stazioni linfonodali. La resezione radicale viene sempre eseguita quando la neoplasia non supera la sierosa ed anche quando vi è una circoscritta infiltrazione dei tessuti adiacenti.
Attualmente la chirurgia gastrica, in centri di riferimento con adeguata esperienza in chirurgia laparoscopica, viene completamente eseguita con tecnica mini-invasiva, mediante interventi di gastrectomia totale o subtotale laparoscopica. La scelta di eseguire una gastrectomia totale o subtotale viene fondamentalmente effettuata in base alla posizione del tumore: tumori a livello cardiale, del fondo ed in alcuni casi del corpo gastrico e della piccola curvatura gastrica necessiteranno una gastrectomia totale per garantire la rimozione completa e radicale della neoplasia. Viceversa, tumori a livello della grande curvatura distale, la maggior parte dei tumori del corpo gastrico e tutti i tumori antrali necessiteranno di un intervento di gastrectomia subtotale.
In entrambi i casi sarà necessario eseguire una adeguata linfadenectomia, cioè l’asportazione dei linfonodi delle stazioni gastriche dalla 1 alla 12 (o superiori in determinati casi). L’intervento viene effettuato in anestesia generale: il chirurgo esegue 4 piccole incisioni cutanee ed attraverso questi accessi laparoscopici separa lo stomaco dal duodeno distalmente e dalla porzione di stomaco sano (o dall’esofago in caso di gastrectomia totale) cranialmente.
Chemioterapia e Radioterapia
Nei pazienti che presentino metastasi a distanza, la chemioterapia rappresenta il trattamento di scelta. Una delle attività dell’Istituto Oncologico Veneto consiste nel disegno e nello sviluppo di protocolli di ricerca clinica. Si tratta dell’utilizzo controllato di nuovi farmaci o strategie terapeutiche non ancora approvate ufficialmente. Tali protocolli possono prevedere l’utilizzo di nuove molecole di diversa origine, come chemioterapici o farmaci biologici, la cui azione è mirata al meccanismo di proliferazione cellulare tipico di un preciso tipo di neoplasia (farmaci “intelligenti”). Buona efficacia dei programmi di polichemioterapia adiuvante.Nei pazienti con metastasi a distanza e/o con ampia estensione locale del tumore si effettua intervento palliativo per rimuovere i sintomi severi (ostruzione, sanguinamento).
La radioterapia è indicata in casi selezionati e dopo discussione multidisciplinare: può avere una indicazione in caso di chirurgia non radicale (con residuo sul letto gastrico); può essere considerata come trattamento precauzionale dopo chirurgia radicale in combinazione alla chemioterapia; può limitare l’estensione locale di malattia a scopo anche sintomatico, in caso di disturbi correlati alla compressione o infiltrazione degli organi sani vicini o a sanguinamento.
Linfomi Primitivi dello Stomaco
Lo stomaco è la sede del canale alimentare più frequentemente interessata dai linfomi non-Hodgkin (LNH) extra-linfo-nodali. Il linfoma gastrico viene diagnosticato con maggior frequenza da circa 10 anni grazie all’avvento dell’endoscopia e costituisce più del 5% delle affezioni maligne dello stomaco. È più frequente nel sesso maschile ad un’età media di 50 anni.
Sintomatologia Clinica
Analogamente al carcinoma può rimanere clinicamente silente o manifestarsi con sintomi aspecifici (senso di pienezza, nausea, vomito) o più specifici (anemia, calo ponderale). Diagnosi media dopo 6 mesi, ma nei linfomi a bassa malignità diagnosi è ancora più tardiva. Considerando l’aspecificità e la scarsa rilevanza dei sintomi, la diagnosi può essere fatta quando già il paziente presenta una massa palpabile (10-30% dei casi).
Classificazione dei Linfomi Non-Hodgkin dello Stomaco
- Linfomi non Hodgkin (a cellule B)
- di derivazione dal MALT (tessuto linfatico organizzato) = maltoma
- altri linfomi a cellule B (classificazione di Kiel)
- Linfomi non Hodgkin (a cellule T)
- con associata enteropatia (ed eventuale eosinofilia) a cellule T
- altri linfomi a cellule T (classificazione di Kiel)
Linfomi Primitivi dello Stomaco (Stadio ed Indicazioni Terapeutiche)
- Stadio EI1: solo gastroresezione.
- Stadio EI2: gastroresezione + terapia radiante.
- Stadio EII1: gastroresezione + radioterapia.
- Stadio EII2: gastroresezione+radioterapia+chemioterapia.
- Stadio EIII: chemioterapia + radioterapia locale.
Prognosi
La prognosi è condizionata da quattro fattori:
- Estensione della neoplasia nella parete gastrica.
- Presenza e localizzazione di metastasi linfonodali.
- Permanenza o meno di tessuto neoplastico dopo la resezione chirurgica.
- Presenza di metastasi a distanza.
Classificazione Prognostica
- Stadio I: sopravvivenza a 5 anni elevata (80%) anche se presenti metastasi linfonodali.
- Stadio II: sopravvivenza a 5 anni è 50%.
- Stadio III: sopravvivenza a 5 anni è 10% circa.
- Stadio IV: sopravvivenza a 5 anni è praticamente nulla.
A parità di una diagnosi precoce, la prognosi in caso di linfoma gastrico dipende dalla gravità della neoplasia (N.B: esistono MALTomi per natura più gravi di altri): per un linfoma gastrico non grave, il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi può essere anche del 90%; per un linfoma gastrico grave, invece, il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi non supera il 60%.
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