Limone del Garda e le sue proprietà uniche: il gene che combatte il colesterolo

Limone sul Garda è una piccola perla della Gardesana Occidentale, un paesino con poco più di mille abitanti. Fino agli anni quaranta il paese era confinato all’isolamento e raggiungibile solo via lago o attraverso le montagne, comunque da sud. Fino al 1932 era raggiungibile solo esclusivamente attraverso i monti o dal lago e basava la sua economia sulla pesca e sulla coltivazione di olivi e limoni. L ‘apertura della strada che costeggia il Lago di Garda, un vero capolavoro della tecnica, con ben 28 Km scavati nella roccia (la Gardesana Occidentale), rese accessibile Limone al resto del mondo. In pochi anni, nel dopoguerra, Limone divenne una delle mete preferite, anche in inverno dai turisti tedeschi e del nord Europa.

Limone è un antico paese con angoli suggestivi, le sue vecchie case che si stringono intorno al grazioso porticciolo hanno conservato la tipica atmosfera di villaggio di pescatori. Le limonaie, coltivate in terrazzi sopra l’abitato, durante la lunga fioritura profumano l’aria in concorrenza con gli intensi profumi dei gelsomini, del caprifoglio e del pitosforo, mentre colorate cascate di Bougainville rallegrano le facciate. Le case, rimodernate all’interno, si sono aperte al turismo con lo spirito di ospitalità proprio di ogni paese che ha subìto anni di isolamento, offrendo ai turisti valide alternative ai grandi Hotels. Ristoranti, pizzerie, gelaterie, bar, piccole botteghe curate in tutti i particolari, rallegrano la passeggiata a lago, sottolineando la tendenza alla serenità ed al relax del paesaggio.

Fra le viuzze del centro storico si respira un’aria che sa di antico, catturando i turisti incantati dalla magia di questi angoli così pittoreschi, così colorati e sempre diversi fra loro. Ombrose scalinate conducono a piccole piazze dalle quali si diramano vicoli che invitano a proseguire fra le case e i negozietti. In spazi limitati, là dove anche il sole fatica ad illuminare finestrelle, balconcini e misteriose volte, il colore dei gerani e del glicine, fà di Limone un paese incantato.

La scoperta dell'Apo A-1 Milano

Nel 1979 Limone è assurto alla gloria dei media quando, dopo un’indagine scientifica sullo straordinario numero di centenari nella piccola comunità e la bassa incidenza di malattie cardiocircolatorie, i medici hanno annunciato la scoperta nel sangue di alcuni abitanti della Apolipoproteina A-1 Milano - Gene Limone. La presenza dell’Apo A-1 Milano a Limone sul Garda è dovuta all’isolamento che il paese ha vissuto per lungo tempo. Questa proteina ha conferito agli abitanti del villaggio un’estrema longevità - una dozzina di residenti ha superato i 100 anni (su circa un migliaio di abitanti).

Il gene è stato trovato per la prima volta nel sangue di un macchinista di Limone, un antenato di Segara, coinvolto in un incidente a Milano (da cui il nome di proteina A-1 Milano) e portato in ospedale. L’Apo A-1 è la principale componente delle lipoproteine ad alta densità, cioè il cosiddetto colesterolo “buono”. L’apolipoproteina A-1 Milano è una mutazione naturale della proteina A-1, che si comporta in maniera anomala, ma benefica, risultando un’arma estremamente efficace contro arteriosclerosi e infarto. Per effetto di questa proteina i grassi sono “spazzati” a gran velocità dalle arterie e convogliati al fegato dove vengono eliminati.

Le ricerche e gli studi

Gli studi proseguono sempre più intensamente: tutti gli abitanti del paese vengono sottoposti a prelievi del sangue e ad approfondite indagini ematiche. Viene così scoperto che un notevole numero di residenti è portatore del gene. Gli studi successivi mirano quindi a capire il motivo per cui questa mutazione sia avvenuta proprio a Limone, e a sviluppare eventuali usi in ambito medico.

Ricercando negli archivi comunali e in quelli storici tenuti fino alla seconda metà dell’Ottocento dalla chiesa parrocchiale di San Benedetto, si riesce a individuare un comune denominatore tra tutti i portatori: la coppia Cristoforo Pomaroli e Rosa Giovanelli, sposatisi nella seconda metà del 1700, mentre la comparsa dell’apolipoproteina potrebbe risalire al 1644 o forse anche in epoca antecedente. Tra le principali cause della mutazione e della sua trasmissione, spiccano i numerosi matrimoni tra consanguinei, principalmente dovuti all’assenza di una strada che permettesse agevolmente di interfacciarsi con il resto del mondo.

Negli anni successivi alla scoperta, gli studi di alcuni dei maggiori laboratori del nord d’Europa e degli Stati Uniti si concentrano su Limone. Tutto ciò solo grazie alla preziosa collaborazione degli abitanti, che si sono resi disponibili, sottoponendosi di buon grado a numerosi esami clinici, onorati di poter essere utili alla scienza. È stato così possibile sintetizzare l’A-1 Milano, trasferendo in alcuni batteri la capacità di riprodurre la proteina.

Agli inizi degli anni Novanta vengono condotti i primi importanti esperimenti sugli animali e i risultati sono estremamente positivi: iniettando la proteina clonata si osserva una notevole riduzione delle placche lungo le pareti delle arterie. Alla fine degli anni ‘90 le ricerche continuano, anche se con minor clamore, ma nel novembre 2003 un gruppo di ricercatori della Cleveland Clinic Foundation, guidati da Steven Nissen, riesce a produrre un farmaco sperimentale che viene somministrato a quarantasette soggetti affetti da gravi forme di arteriosclerosi: in sole sei settimane si ottiene una riduzione media del 4,2% della placca.

L’attenzione cresce ancora nel maggio 2004 quando Limone ospita, in un importante convegno scientifico internazionale, i maggiori esperti americani ed europei responsabili degli sviluppi nella cura delle malattie cardiovascolari attraverso l’apolipoproteina. La riunione è un’occasione per confrontarsi su questioni mediche, ma anche per discutere della particolare longevità degli abitanti del paese che, grazie alla sana alimentazione mediterranea e alle favorevoli e uniche condizioni climatiche, hanno un’aspettativa di vita molto elevata.

Limone oggi

Le belle notizie intanto continuano: l’equipe medica del professor Sirtori, farmacologo milanese, ritornata nel paese per effettuare delle analisi sui nuovi nati, figli dei portatori del gene, riesce a individuare nel sangue di ben otto bambini la preziosa proteina. Il gruppo di fortunati portatori si allarga, protraendo così, per oltre 300 anni, l’affascinante storia dell’Elisir di lunga vita, mutazione che di generazione in generazione è riuscita a sopravvivere fino ai giorni nostri, dando speranza a tante persone affette da malattie cardiovascolari.

Il paese di Limone, orgoglioso dell’attenzione riservatagli, decide di documentare questa straordinaria scoperta, lasciando un’indelebile testimonianza nel nuovo Centro di documentazione del turismo, inaugurato nell’ex palazzo municipale. La sperimentazione nel frattempo continua e la proteina torna ad essere al centro dell’interesse del mondo della medicina cardiovascolare nell’ottobre 2012 quando la Fondazione Carlo Sirtori di Milano organizza, proprio a Limone sul Garda, il congresso scientifico internazionale “Present status of HDL Therapy” al quale prendono parte i massimi esperti nel settore per discutere dello stato attuale della terapia con HDL.

Durante il convegno viene annunciato che in pochi anni dovrebbe essere immesso sul mercato un nuovo farmaco per la cura delle malattie cardiovascolari, sintetizzato dall’apolipoproteina A1 - Milano, ricavata dalla proteina limonese. Siamo in attesa che tutto questo si trasformi presto in un nuovo traguardo della ricerca e tutte le persone affette da malattie cardiovascolari possano trarre beneficio e vivere a lungo in salute e, perché no, trascorrere le loro vacanze nell’oasi limonese, luogo d’origine dell’elisir di lunga vita.

La cittadina, comunque, non ha rinunciato a questa sua vocazione legata al benessere. Un luogo dove, come si legge nella pagina di apertura del sito, "cercare, sospesi tra cielo e lago, l'equilibrio e riconquistare l'armonia lasciandosi alle spalle la stanchezza del mondo".

La struttura "sposa" la millenaria medicina tradizionale cinese con le più innovative applicazioni della scienza medica occidentale. Arianna Risatti, "anima" da sempre del Centro Tao, ha fatto dello star bene la sua filosofia di vita, uno star bene declinato sotto forma di terapie e trattamenti personalizzati con due programmi estremamente ricchi (il primo di una settimana, il secondo di tre giorni) effettuati sotto controllo medico. Dieta, massaggi, agopuntura, attività fisica all'aperto e in piscina sono i cardini del metodo Tao, ideale per chi ha voglia di "staccare la spina" e ricaricarsi.

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