Leucemia e Risonanza Magnetica: Informazioni Essenziali

La leucemia è un termine che indica un insieme di malattie maligne del sangue originate dalla proliferazione tumorale di una cellula ematopoietica. Le cellule ematopoietiche, situate nel midollo osseo, producono le normali cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Le cellule tumorali si accumulano nel midollo, alterandone progressivamente la funzione e, talvolta, estendendosi al sangue.

In base alla rapidità del decorso, le leucemie si distinguono in acute (a rapida evoluzione) o croniche (a lenta evoluzione). In base al tipo di cellula ematopoietica coinvolta, si distinguono in leucemie linfoidi o mieloidi. Comprendendo tutte le 4 forme di leucemia, le stime per l’Italia indicano un totale di circa 8000 nuovi casi per anno con un rapporto maschio:femmina di circa 2:1.

Le cause delle leucemie sono tutt’altro che note. Molte forme si associano alla comparsa di alterazioni cromosomiche e/o genetiche nelle cellule leucemiche. Tra i fattori di rischio identificati, vi sono l’esposizione prolungata a sostanze chimiche come il benzene, l’esposizione a dosi eccessive di radiazioni e il fumo di sigaretta. Anche alcune malattie ereditarie, come la sindrome di Down, si associano ad un aumentato rischio di ammalare di leucemia.

I sintomi sono espressione della progressiva invasione del midollo osseo e della sua conseguente perdita di funzione. Nelle leucemie croniche, il paziente potrebbe non lamentare alcun sintomo, mentre nelle leucemie acute la sintomatologia può essere di intensità marcata. Il paziente può lamentare febbre, sudorazioni notturne, dimagrimento e dolori ossei o articolari.

Diagnosi della Leucemia

La diagnosi di leucemia richiede l’esecuzione di un esame emocromocitometrico e di un prelievo di midollo osseo. Tanto sul sangue che sul midollo osseo si effettuano delle indagini cromosomiche e genetiche che sono indispensabili per la diagnosi e per la scelta terapeutica.

Esami del sangue e biopsie sono i test ed esami forse più noti, quelli più raccontati anche attraverso i media, quando si tratta di formulare una diagnosi di tumore. Non sono i soli, tuttavia, che possono venire proposti per diagnosticare una patologia ematologica.

Oltre agli esami del sangue e alle biopsie, esistono altri strumenti diagnostici, tra cui:

  • Analisi citogenetica: Osserva i cromosomi per identificare cambiamenti che possono influenzare lo sviluppo del tumore.
  • Test molecolari/Sequenziamento di nuova generazione: Osserva le mutazioni e i cambiamenti nei geni delle cellule tumorali.
  • Test citochimici: Sfrutta la capacità di alcuni coloranti di reagire con specifiche cellule leucemiche, permettendo di individuarle e identificarle correttamente.
  • Citometria a flusso: Individua alcuni tipi di cellule cancerose basandosi sulla presenza o assenza di alcuni marcatori (antigeni) sulla loro superficie.

Test Diagnostici per Immagini

Ci sono diversi tipi di test diagnostici per immagini che possono essere adoperati per la diagnosi o il monitoraggio di un tumore del sangue. Eccone alcuni:

  • Radiografia al torace: Fornisce un’immagine del torace, dei polmoni, del cuore, delle grandi arterie, delle costole e del diaframma, e permette di individuare eventuali segni della malattia.
  • Tomografia computerizzata (TAC): Raccoglie immagini di porzioni sottilissime dell’area che sta fotografando da diverse angolazioni, restituendo una fotografia dettagliata e tridimensionale dell’interno del corpo.
  • Tomografia a emissione di positroni (PET): Utilizza una sostanza radioattiva per cercare le cellule tumorali nel corpo. Le aree dove si trova il tumore appariranno più luminose del resto del corpo.
  • Ultrasuoni: Utilizza onde sonore ad alta frequenza per creare immagini di organi, cavità e tessuti.

Risonanza Magnetica (MRI)

Nella risonanza magnetica (MRI) non si adoperano i raggi X ma onde radio e magneti che creano immagini molto chiare degli organi interni, dei tessuti molli, dei vasi sanguigni, del midollo osseo o anche del cervello e del midollo spinale. Anche in questo caso può essere necessario un mezzo di contrasto, diverso da quello adoperato nella TAC.

Anche se sempre più centri radiologici e strutture ospedaliere si stanno dotando di macchine per la risonanza magnetica “aperte”, può ancora capitare che ci si debba sottoporre a un esame in una di quelle macchine fatte a tunnel: un tubo in cui si va a inserire il tavolo dove è steso il paziente. Se si hanno problemi a stare dentro piccoli spazi chiusi è bene controllare per tempo e trovare una struttura che abbia un macchinario aperto. L’esame dura diversi minuti (tra i 15 e i 45) e durante il test il paziente sentirà diversi colpi ripetuti che potrebbero allarmarlo, ma sono innocui.

La Risonanza Magnetica Whole Body (RM Whole Body) è una tecnica avanzata che consente uno studio completo dell’intero corpo senza l’uso di radiazioni ionizzanti o mezzi di contrasto. Questa tecnologia di risonanza magnetica è in grado di visualizzare in dettaglio tutte le parti del corpo, dal vertice della testa fino alla metà delle cosce, includendo anche le porzioni prossimali degli arti superiori. Grazie a ricostruzioni tridimensionali e a elevate prestazioni diagnostiche, la RM Whole Body è capace di rilevare anche lesioni di dimensioni molto ridotte.

Benefici della RM Whole Body

  • Rapidità d’Esecuzione: Permette di ottenere una scansione completa del corpo in circa 30 minuti.
  • Tecnologia di Imaging Avanzata: Sfrutta un imaging ad altissima risoluzione combinato con l’intelligenza artificiale.
  • Accuratezza nella Prevenzione Oncologica: Rileva anche piccole patologie o lesioni tumorali in stadi iniziali.
  • Sicurezza del Paziente: Esame sicuro e non invasivo, che non comporta l’utilizzo di radiazioni o mezzi di contrasto.
  • Professionalità e Refertazione Immediata: I risultati sono analizzati da un team di radiologi con esperienza internazionale.

Controindicazioni:I limiti e le controindicazioni sono le stesse di un esame di RM normale e vanno valutate accuratamente per ogni singolo paziente; vi sono controindicazioni assolute per cui l’esame non è assolutamente eseguibile (es.: pace-maker cardiaco, elettrodi endocorporei, impianti cocleari, neuro stimolatori, ecc) e controindicazioni relative che meritano un’attenta valutazione congiunta medico-paziente (es.: protesi valvolari cardiache, clip metalliche non vascolari, corpi estranei ferromagnetici, ecc..). Infine ci sono condizioni che possono limitare una corretta esecuzione o refertazione delle immagini (es.: protesi o dispositivi metallici capaci di determinare artefatti sulle immagini)

Domande Frequenti sulla RM Whole Body

  • Come prepararsi? Non è necessaria alcuna preparazione particolare.
  • Quando sottoporsi? È indicata per i pazienti di ogni età che vogliono sottoporsi ad un’analisi completa di tutto il corpo.
  • Quali tipi di tumore si possono individuare? Ha una sensibilità di circa il 90% per la diagnosi di tumori maligni.
  • Con quale frequenza fare questo esame? È consigliato ripetere la RM Whole-Body ogni 12 mesi.
  • Cosa non è possibile diagnosticare? Non identifica patologie non oncologiche o tumori la cui diagnosi è esclusivamente clinica, come tumori della pelle o leucemie.
  • Cosa succede se l’esame rileva un’anomalia? Nelle conclusioni del referto ci saranno indicazioni specifiche sul successivo iter diagnostico da eseguire e sull’eventuale specialista a cui rivolgersi.

La scelta della terapia più adatta dipende da diversi fattori e, in primo luogo, dalle caratteristiche della malattia e da quelle del paziente. Le strategie terapeutiche per la cura delle leucemie vanno dalla semplice osservazione al trapianto di midollo, passando per la chemioterapia e/o la somministrazione di moderni farmaci ad azione “mirata.

I progressi più consolidati riguardano il trattamento della leucemia mieloide cronica. Questa leucemia non richiede più un approccio chemioterapico o il ricorso al trapianto di midollo poiché disponiamo di un’ampia scelta di farmaci biologici che colpiscono in modo “mirato” l’alterazione genetica responsabile della malattia. Anche la terapia della leucemia linfatica cronica si è giovata di innovazioni basate sull’uso di chemioterapia in associazione a anticorpi monoclonali o sull’uso di moderni farmaci a somministrazione orale. La chemioterapia e il trapianto di midollo osseo continuano invece a rimanere un caposaldo del trattamento delle leucemie acute.

Le radiazioni ionizzanti emesse ad alte dosi sono considerateun cancerogeno fisico, in grado di aumentare la futura incidenza dei tumori, a partire dalle leucemie.

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