L'elettrocardiogramma (ECG) è uno strumento diagnostico fondamentale in cardiologia che permette di registrare l’attività elettrica del cuore. Sono trascorsi quasi 120 anni dalla brillante intuizione di Willem Einthoven, ma nonostante l’introduzione di tante sofisticate tecnologie, l’elettrocardiogramma, immutato nella sua concezione, continua ad essere uno strumento indispensabile e dall’uso quotidiano in cardiologia. Interpretare correttamente un ECG significa saper individuare anomalie che possono indicare patologie potenzialmente gravi e richiedere interventi tempestivi.
Il libro di Martindale e Brown ha l’ambizione di guidare il lettore in questo cammino, cercando di rendere di facile intuizione ed applicabili nella pratica clinica, i principali aspetti elettrocardiografici. Gli autori applicano un metodo nuovo ed originale per aiutare il lettore nella rapida acquisizione dell’interpretazione di questa tecnica, un approccio che gli stessi autori definiscono “diagnosi a prima vista”.
Questa pubblicazione ha un aspetto intenzionalmente grafico e di carattere non-tecnico. Il libro è disegnato, evidenziando le anomalie ECG in modo pittorico e colorato, per aiutare i medici a porre diagnosi “a prima vista”.
Una rapida e corretta interpretazione del tracciato elettrocardiografico, soprattutto nell’emergenza, è l’inizio di quel cammino che porterà alla giusta diagnosi ed all’appropriata terapia.
Il principale obiettivo di questo libro è di fornire uno strumento visivo che possa aiutare medici e quanti siano coinvolti in prestazioni sanitarie di emergenza a riconoscere prontamente i principali aspetti elettrocardiografici.
Per leggere un ECG è necessario conoscere le basi della fisiologia cardiaca e del sistema di conduzione elettrica. Il cuore genera impulsi elettrici che si propagano attraverso il nodo senoatriale, il nodo atrioventricolare e il fascio di His, attivando la contrazione delle fibre miocardiche. Il tracciato elettrocardiografico è costituito da onde, intervalli e segmenti che rappresentano eventi specifici.
Onde, Intervalli e Segmenti dell'ECG
Le onde del tracciato dell’elettrocardiogramma sono:
- Onda P: piccola onda che rappresenta l’attivazione degli atri.
- Intervallo PR: tempo necessario perché l’attivazione degli atri raggiunga i ventricoli. L’intervallo PR si calcola dall’inizio della P all’inizio del QRS.
- Complesso QRS: rappresenta l’attivazione dei ventricoli.
- Onda Q: prima piccola deflessione negativa del complesso QRS.
- Onda R: prima deflessione positiva del complesso QRS.
- Onda S: seconda deflessione negativa del complesso QRS.
- Tratto ST: intervallo fra la fine dell’attivazione ventricolare e l’inizio della ripolarizzazione ventricolare.
- Onda T: rappresenta la ripolarizzazione ventricolare.
- Intervallo QT: rappresenta l’intera attività elettrica dei ventricoli.
- Onda U: rappresenta la ripolarizzazione delle fibre del Purkinje. Ricorda: molto spesso non è visibile!
L’onda P corrisponde alla depolarizzazione atriale (contrazione degli atri), il complesso QRS alla depolarizzazione ventricolare (contrazione ventricolare) e l’onda T alla ripolarizzazione ventricolare (rilascio dei ventricoli dopo la contrazione).
Descrivere le patologie e con una breve spiegazione evidenziare con colori le alterazioni elettrocardiografiche caratteristiche, aiuta a rendere semplici concetti apparentemente di non facile comprensione e consolida l’apprendimento. In soli 13 capitoli vengono affrontate tutte quelle condizioni che necessitano di una rapida interpretazione dell’ECG.
I tracciati elettrocardiografici vengono prima mostrati nell’aspetto nativo e successivamente le anomalie vengono allargate ed evidenziate nei colori e descritte con un breve testo. È un metodo didatticamente efficace, che non solo porta subito il lettore nel “cuore” della patologia, ma focalizzando ed evidenziando gli aspetti elettrocardiografici caratteristici lo rendono, in breve tempo, ingrado di applicare nella pratica clinica quanto appreso.
La seconda edizione di questa opera mantiene il medesimo formato. Un ECG viene prima mostrato nel suo stato nativo per dare al lettore la possibilità di riconoscere e interpretare le caratteristiche principali.
Gli aspetti anormali vengono allargati, evidenziati nei colori e descritti con un breve testo nella pagina seguente.
Abbiamo aggiunto tracciati elettrocardiografici che abbiamo collezionato negli ultimi anni includendo esempi che enfatizzano patologie critiche come: ipercaliemia, occlusione coronarica, embolia polmonare massiva.
Come Leggere un ECG: Approccio Sistematico
L’interpretazione di un elettrocardiogramma richiede un approccio ordinato e metodico per non tralasciare dettagli fondamentali. Il primo passo consiste nella verifica dei dati anagrafici del paziente e delle impostazioni tecniche del tracciato, come la velocità di registrazione e l’amplificazione del segnale.
Ecco i punti chiave da seguire in ordine per leggere un elettrocardiogramma:
- Calcola la frequenza cardiaca.
- Controlla che il ritmo sia sinusale.
- Analizza l'onda P.
- Misura l'intervallo PR.
- Valuta il complesso QRS.
- Analizza il segmento ST.
- Osserva l'onda T.
- Misura l'intervallo QT.
Frequenza Cardiaca
La frequenza cardiaca (FC) è il numero delle contrazioni (o battiti) del cuore in un minuto ed è riferita alla frequenza di contrazione dei ventricoli. Per calcolare la frequenza cardiaca, si può dividere 300 per il numero di quadrati grandi fra due onde R. Un quadretto piccolo della carta millimetrata corrisponde a 0,04 secondi e un quadretto grande corrisponde a 0,2 secondi. Una frequenza cardiaca normale va da 60 a 100 BPM. Le frequenze superiori si definiscono tachicardie mentre quelle inferiori bradicardie.
Ritmo Cardiaco
Per valutare il ritmo cardiaco, si guarda se gli intervalli tra le onde R sono sempre uguali o differiscono di massimo 2 quadratini per poter definire il ritmo cardiaco regolare. Se l’onda P è positiva in DII e negativa in aVR, ed ogni P segue un QRS con un intervallo regolare, allora il ritmo è sinusale, ovvero il ritmo normale del cuore che origina dal nodo senoatriale.
Onda P
L’onda P rappresenta la depolarizzazione degli altri, dura 60-120 ms ed è ampia 2.5 mm. Assenza → fibrillazione atriale, blocco senoatriale, flutter atriale… ecc. Ampiezza aumentata → ingrandimento atriale, ipopotassiemia.
Intervallo PR
L’intervallo PR dura 120-200 ms e indica il tempo necessario all’impulso elettrico per raggiungere il ventricolo. Blocco atrio-ventricolare di 1° grado: allungamento costante del PR. Blocco atrio-ventricolare di 2° grado - Mobitz 1: progressivo allungamento del PR fino a che un complesso QRS viene a mancare. Blocco atrio-ventricolare di 2° grado - Mobitz 2: onde P in modo intermittente non sono condotte, e l’intervallo PR non è allungato. Blocco atrio-ventricolare di 3° grado: non vi è relazione tra onde P e complessi QRS.
Complesso QRS
Il complesso QRS rappresenta la diffusione dell’impulso elettrico attraverso il miocardio ventricolare, ed è formato da un’onda verso il basso (Q), un’onda positiva (R), seguita da un’onda negativa (S). In V1 il QRS a un’iniziale onda positiva, mentre in V6 a un’iniziale onda negativa. Da V1 a V6 l’ampiezza dell’onda R aumenta progressivamente. La durata massima è 120 ms, se maggiore si parla di blocco di branca completo.
Segmento ST
Il segmento ST ha una durata tra 80 e 120 ms e normalmente è all’isoelettrica. Rappresenta il periodo di depolarizzazione dei ventricoli. Sottoslivellamento → NSTEMI, specularità STEMI, tachicardia, ipokaliemia, ipotermia. Sopraslivellamento → STEMI, pericardite acuta, aneurisma ventricolare.
Onda T
L’onda T rappresenta la ripolarizzazione dei ventricoli, nella maggior parte delle derivazioni è positiva (tranne in aVR), è concordante con QRS e asimmetrica. Inversione → possibile ischemia, ipertrofia ventricolo sinistro. Alte e strette → iperkaliemia. Piatte → ipokaliemia.
Intervallo QT
Infine, l’intervallo QT indica la depolarizzazione e ripolarizzazione del miocardio ventricolare, e si può calcolare con la formula di Bazett: QTc = QT/√FC.
Condizioni Patologiche e Alterazioni ECG
La capacità di riconoscere le alterazioni elettrocardiografiche è cruciale per una diagnosi precoce. La fibrillazione atriale si manifesta con l’assenza di onde P e un ritmo ventricolare irregolare. La tachicardia ventricolare presenta complessi QRS larghi e frequenza elevata, richiedendo interventi immediati per prevenire l’arresto cardiaco. L’infarto miocardico acuto, una delle principali urgenze cardiologiche, mostra all’ECG modificazioni dinamiche del tratto ST, comparsa di onde Q patologiche e inversioni dell’onda T.
Un tracciato di un paziente con iperkaliemia può mostrare onde T appuntite e restringimento del complesso QRS.
Tabella Riepilogativa delle Onde e degli Intervalli ECG
| Elemento ECG | Rappresentazione Fisiologica | Durata Normale | Possibili Anomalie |
|---|---|---|---|
| Onda P | Depolarizzazione atriale | 60-120 ms | Assenza, ampiezza aumentata, polarità anomala |
| Intervallo PR | Conduzione atrio-ventricolare | 120-200 ms | Allungamento (Blocco AV), accorciamento (Pre-eccitazione) |
| Complesso QRS | Depolarizzazione ventricolare | < 120 ms | Allargamento (Blocco di branca), alterazioni morfologiche |
| Segmento ST | Periodo isoelettrico tra depolarizzazione e ripolarizzazione ventricolare | 80-120 ms | Sopraslivellamento (STEMI), sottoslivellamento (ischemia) |
| Onda T | Ripolarizzazione ventricolare | Variabile | Inversione, appuntita, piatta |
| Intervallo QT | Durata totale della depolarizzazione e ripolarizzazione ventricolare | 360-440 ms (corretto per la frequenza) | Prolungamento (rischio di aritmie), accorciamento |
La ricca iconografia, la perizia, la cura dei particolari e l’esperienza della casa editrice Piccin, impreziosiscono e completano l’opera.
Il testo si rivela particolarmente utile non solo a quanti si avvicinano all’elettrocardiografia ed hanno necessità di una rapida e completa conoscenza delle principali alterazioni elettrocardiografiche correlate alle cardiopatie, ma anche agli esperti che desiderano rivedere e consolidare il loro bagaglio “culturale e visivo” di questa tecnica.
Dopo aver letto il libro il lettore si renderà conto di aver compiuto un appassionante viaggio lungo una strada che all’inizio sembrava tortuosa, ma che alla fine si è dimostrata più facile del previsto. Un cammino che ha reso facile ciò che sembrava difficile e che lo renderà in grado di interpretare a “prima vista” i principali quadri elettrocardiografici.
Gli autori si sono prefissi di realizzare un’opera non solo bella, ma anche utile e per certi versi originale. Il mio auspicio è che il pubblico di lettori di questo libro vi si riconosca e lo utilizzi nella pratica clinica.
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