Le Ostetriche e le Ecografie: Cosa Dice la Legge Italiana

State cercando una struttura vicina a voi per il servizio ecografia ostetrica e ginecologica? Avete provato a richiedere una visita con il SSN ma le tempistiche sono improponibili? Sapete quali sono le strutture vicino a voi?

Ecografia Ostetrica e Ginecologica: Qual è la Differenza?

Non esiste nessuna differenza in merito all’ecografia, la differenza è nella tipologia della paziente. Si definisce ecografia “ginecologica” un’ecografia dell’apparato genitale interno, fatta ad una donna NON gravida. Mentre si definisce ecografia “ostetrica” un’ecografia dell’apparato genitale eseguita in una donna in gravidanza. Molto semplice e lineare!

Modalità di Ecografia: Transaddominale e Transvaginale

Esistono due differenti modalità di ecografie, l’ecografia transaddominale, quando la sonda viene appoggiata sull’addome e l’ecografia transvaginale, nella quale la sonda viene introdotta direttamente nel canale vaginale. La differenza tra le due consiste nell’accuratezza delle diagnosi, all’esame transvaginale la sonda viene introdotta nel canale vaginale raggiungendo, senza ostacoli, il collo dell’utero, le ovaie, la vescica e tutta la zona pelvica. Il vantaggio è quello di poter visualizzare dettagli di dimensioni millimetriche che non sarebbero visibili per via transaddominale.

Nel caso di pazienti in cinta sarà sempre il ginecologo a stabilire fino a quando è utile utilizzare l’ecografia transvaginale ma mentre in una paziente non incinta questo esame serve per individuare possibili problemi, nel caso di una donna incinta questo esame consente di seguire la corretta crescita del feto durante tutta la gestazione fino a pochi momenti prima del parto. Per una gestante quindi ci sono degli step procedurali da seguire.

Ecografie Gratuite Previste dalla Legge Italiana

La legge italiana prevede che le donne in stato di gravidanza hanno diritto ad eseguire gratuitamente almeno due ecografie ostetriche, una tra la 19ª e la 23ª settimana e una tra la 28ª e la 32ª settimana di gravidanza. Si tratta di un esame non invasivo che non provoca alcun dolore della durata compresa tra i dieci minuti e i quindici minuti. Attraverso un manipolo che l’operatore introduce o passa sulla zona interessata, può visualizzare sul monitor una chiara visione degli organi interni o del feto.

Ecografia di II Livello e Velocimetria Doppler

L’ecografia di II livello è un’ecografia dettagliata che si esegue a 20-22 settimane di gestazione, mirata all'individuazione di eventuali malformazioni. La strumentazione utilizzata è di elevata tecnologia con sonde dedicate. Gli operatori dell'ecografie di II Livello sono Medici specialisti Ginecologi, che nel corso della loro formazione professionale hanno acquisito un’esperienza specifica sulla fisiopatologia delle varie malformazioni fetali e sulla loro identificazione ecografica.

All'esame morfologico fetale può essere associato lo studio della velocimetria Doppler dei principali vasi feto-placentari. La velocimetria Doppler è una metodica diagnostica non invasiva, che attraverso la visualizzazione ecografica di alcuni vasi sanguigni materni e fetali, consente lo studio del flusso ematico al loro interno. I vasi più studiati sono l'arteria ombelicale e le arterie uterine. Tale metodica è da considerarsi una metodica di secondo livello, da riservarsi pertanto a casi selezionati di patologia materna o fetale.

Ecocardiografia Fetale

Le cardiopatie congenite sono le anomalie più frequenti alla nascita e rappresentano la causa del 25% della mortalità perinatale e del 50% della mortalità infantile dovuta a malformazioni congenite. La loro incidenza nella popolazione senza fattori di rischio varia da 2 ad 8 per mille nati. Nelle gravide che hanno fattori di rischio l'incidenza aumenta di ben dieci volte. L'ecocardiografia fetale è un esame che ha come finalità il controllo sequenziale dell'anatomia cardiaca allo scopo di evidenziare, o escludere, la presenza di una cardiopatia congenita. L'epoca di esecuzione migliore è dalle 20 settimane in avanti, anche se con i migliori ecografi è oggi possibile, in alcuni casi, iniziare lo studio più precocemente.

Il Ruolo dell'Ostetrica e la Legge

Tenuto conto delle normative D.M. 740/94; L. 42/99; L. Nel linguaggio clinico si parla di “referto” (es. per esame ecografico) nel senso di “refertazione”, ossia relazione scritta dal medico sulle risultanze di indagine diagnostica (fisiche e strumentali) a seguito di attività compiuta dal medico o caduta sotto la sua diretta percezione.

Quando si tratta di attività di rilevazione dati, esecutiva di un esame/accertamento strumentale o attività diagnostica del benessere-materno fetale e gravidanza fisiologica, ben può essere svolta dall’ostetrica. Se, invece, si tratta di “refertazione” nel senso di “atto medico”, certificazione, ossia attestazione di fatti di cui l’atto è destinato a provare la verità, è attività del medico. Invero la refertazione dell’esame ecografico sembra piuttosto destinata a provare la verità di fatti morbosi o fisiologici al terzo interessato e presuppone necessariamente (anche se implicitamente) che il medico stesso abbia proceduto direttamente all’accertamento di malattia-anomalia o fisiologia mediante l’esame sulla paziente, anche se non mera visita, ma accertamento strumentale.

L’ostetrica infatti non è un medico, bensì una diversa figura professionale con proprie specifiche competenze; se ne rinviene un elenco nelle varie fonti normative italiane ( DM 740/94) ed europee: ex art. 48 del D. Lgs. 206/2007, attuativo della dir.

Una conferma significativa di questa interpretazione è rinvenibile nella recente sentenza 8458/2011 con cui la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo per ricorrenza di una giusta causa il licenziamento operato dalla USL n.

Se da un lato non può che concordarsi con il rilievo secondo cui il medico che attribuisca all’ostetrica funzioni di secondo operatore, nell’esecuzione di TC, si espone al rischio del licenziamento da parte della struttura ospedaliera, dall’altro va altresì precisato che l’ostetrica ottemperante a un simile ordine risponde dei danni eventualmente cagionati col proprio operato e, soprattutto, rischia di incorrere nella responsabilità penale per abusivo esercizio della professione medica ex art. 348 c.p.

Al riguardo va infatti precisato che non è necessario il compimento di una serie di atti per la configurabilità di tale delitto, essendo sufficiente un solo atto o prestazioni isolate, gratuite o occasionali (cfr. ad es. Cass., 7 marzo 1985, n.

Al di fuori di tali emergenze, l’ostetrica deve attivarsi per “sollecitare tempestivamente l’intervento del medico appena emergano fattori di rischio per la madre e comunque in ogni caso di sofferenza fetale” (cfr. Corte di Cass., sez. IV, 29 gennaio-7 maggio 2004, n.

Già nell’art. 8 del DPR 7 marzo 1975 n. 163 “Regolamento per l’esercizio professionale delle ostetriche” si desume che l’ostetrica/o - “può praticare ” tutto quanto è consentito dalle disposizioni in vigore agli infermieri professionali” ; … tra cui “..

Seppur tale normativa è stata abrogata con l’approvazione della legge 42/99, la pratica “prelievo venoso e capillare” è sempre riconosciuta all’ostetrica in quanto acquisita nel percorso formativo teorico-pratico della laurea in Ostetricia con valore abilitante.

contratto, esplicitamente e consensualmente, il titolo professionale di ostetrica/o di per sé non costituisce un elemento ostativo all’accettazione di una proposta di lavoro, seppur si tratti dello svolgimento di una attività generica e non specialistica in ambito extraospedaliero.

Ne potrebbe profilarsi una violazione dell’art. 348 c.p.

Le prestazioni assistenziali di base, generiche, non specialistiche, tra cui il prelievo venoso e capillare, sono da sempre parte integrante del campo proprio di attività e responsabilità professionale come previsto nelle precedenti (art. 8 del DPR 7 marzo 1975 n. 163 “Regolamento per l’esercizio professionale delle ostetriche” si desume che l’ostetrica/o - “può praticare ” tutto quanto è consentito dalle disposizioni in vigore agli infermieri professionali”; … tra cui “…il prelievo capillare e venoso del sangue”) ed attuali normative (l.

Il pap-test deve essere eseguito rigorosamente da personale qualificato e abilitato, che abbia frequentato un percorso formativo specialistico universitario. Nello specifico, il D.M.740/94 Art.1 lettera d - prevede che l’ostetrica per quanto di sua competenza, partecipa alla prevenzione e all’accertamento dei tumori della sfera genitale femminile. Dell’autorevole parere del CSS, organo consultivo (CSS, II sez., del 14/04/99, ma anche CSS, III sez., del 23/04/82), si condivide il principio che il pap-test riveste una importate rilevanza sociale nella tutela della salute della popolazione femminile.

Mentre si ritiene che attribuire l’esecuzione del pap-test, in carenza di personale ostetrico abilitato, all’infermiere adeguatamente formato, sia una indicazione in conflitto con l’art.

L’ostetrica, in ottemperanza ai poteri-doveri giuridici impeditivi e per scongiurare condotte colpose altrui che si configurano nei suoi confronti, dovrebbe prontamente informare la figura apicale (Decreto Legislativo 19 giugno 1999, n.

L’obiezione di coscienza esonera l’ostetrica/o dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l’interruzione della gravidanza, e non dall’assistenza antecedente e conseguente all’intervento.

Di fronte ad una situazione di pericolo di vita del neonato l’ostetrica deve richiedere l’intervento del medico (o del 118 per l’assistenza domiciliare) ed in sua assenza saper mettere in atto le manovre rianimatore appropriare, in relazione alle condizioni cliniche del neonato, nel rispetto di protocolli o linee guida.

L’episiotomia, la sutura dell’episiotomia (episiorrafia) e la sutura delle lacerazioni semplici in quanto incluse tra gli standard formativi irrinunciabili [Direttiva 2005/36/CE ] rientrano nell’insegnamento teorico-pratico del corso di laurea in Ostetricia, abilitante alla professione di Ostetrica/o (Decreto Interministeriale 19 febbraio 2009 Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 maggio 2009 n. 119 Determinazione delle classi delle lauree delle professioni sanitarie).

Infatti tra gli insegnamenti impartiti sotto “controllo di personale ostetrico qualificato e in istituti autorizzati” …(art. 46, lettera d, D.Lgs. 206/2007) compresa la “Pratica dell’episiotomia e iniziazione alla sutura. L’iniziazione comprenderà un insegnamento teorico ed esercizi clinici.

Secondo la normativa italiana vigente (L. 42/99) tali abilità cliniche rientrano nel campo di attività e responsabilità dell’ostetrica/o.

Infatti l‘art 1 comma 2 cosi recita “…Il campo proprio di attività e di responsabilità delle professioni sanitarie di cui all’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni e integrazioni, è determinato dai contenuti dei decreti ministeriali istitutivi dei relativi profili professionali e degli ordinamenti didattici dei rispettivi corsi di diploma universitario e di formazione postbase nonché degli specifici codici deontologici..

Nel caso dell’episiotomia, l’ostetrica/o non deve effettuare in modo routinario tale pratica considerate le evidenze scientifiche disponibili ed i propri doveri deontologici (CD 2010 art.

Il posizionamento e tenuta in sito del manipolatore può dunque essere pertinenza dell’ostetrica sotto le direttive e controllo del medico-ostetrico che procede all’intervento e che ne verifica anche la correttezza d’esecuzione.

Incombe all’ostetrica il dovere di riconoscere casi (estremi) di direttive palesemente errate o di emergenze che si verifichino a riguardo, per farle presente, sollecitando gli opportuni e tempestivi rimedi.

- Si definisce “attività commerciale” l’attività svolta da chiunque professionalmente acquisti merci in nome e per conto proprio e le rivenda utilizzando uno dei seguenti modi: all’ingrosso, al dettaglio, in spacci interni, per il tramite di forme speciali (es: per corrispondenza).

- L’attività professionale è regolata dall’articolo 2229 c.c.

- Il Codice Deontologico dell’ostetrica/o, approvato il 19.06.2010 e attualmente vigente, all’art.

Il primo insuperabile ostacolo all’avvio di un’attività commerciale di prodotti destinati a gravide e neo-mamme nell’ambito dell’attività professionale ostetrica è l’evidente conflitto d’interesse tra il fine di lucro tipico dell’attività commerciale e il bene primario della paziente, fine ultimo della prestazione professionale.

Il secondo ostacolo è rappresentato anche dalla disciplina generale delle attività professionali che sono svolte autonomamente o in forma associata; infatti qualora più professionisti vogliano operare in modo collettivo, essi possono costituire un’associazione professionale ai sensi della L. n. 1918/39 ma anche in tale ipotesi, per salvaguardare il rapporto fiduciario tra il professionista e il cliente da eventuali conflitti d’interesse, è prevista l’esclusività dell’oggetto societario, di modo che tutti gli associati possano svolgere solo prestazioni professionali, facendo salva la possibilità di differenziare la prestazione professionale in senso multidisciplinare.

E’ da rilevare che anche se si volesse non considerare tutti questi impedimenti normativi, la formazione di un organismo che eroghi prestazioni professionali e che al contempo affianchi un’attività commerciale incontrerebbe ostacoli insormontabili sia per quanto riguarda l’apertura della partita IVA - in quanto classificate diversamente - sia per quanto riguarda l’ottemperanza a vari requisiti richiesti per le due tipologie di attività (es. iscrizione alla Camera di Commercio, Industria e Artigianato o al relativo Ordine professionale, iscrizione all’Ente previdenziale che varia nei due casi).

Sulla base di quanto disposto al comma e) e comma g dell’ Art. 48. Esercizio delle attività professionali di ostetrica del Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n.

Non vi è evidenza scientifica che sia utile effettuare un esame ecografico durante ogni visita ostetrico-ginecologica (Evidenza I-b. In ostetricia (Evidenza IV.

L’ecografia office può essere effettuata per via transaddominale o trans vaginale con ecografo real time dotato di sonda addominale di almeno 3,5 MHz e/o di sonda vaginale di almeno 5 MHz (Evidenza I-c.

Tenuto conto delle normative D.M. 740/94; L. 42/99; L. Nel linguaggio clinico si parla di “referto” (es. per esame ecografico) nel senso di “refertazione”, ossia relazione scritta dal medico sulle risultanze di indagine diagnostica (fisiche e strumentali) a seguito di attività compiuta dal medico o caduta sotto la sua diretta percezione.Quando si tratta di attività di rilevazione dati, esecutiva di un esame/accertamento strumentale o attività diagnostica del benessere-materno fetale e gravidanza fisiologica, ben può essere svolta dall’ostetrica.Se, invece, si tratta di “refertazione” nel senso di “atto medico”, certificazione, ossia attestazione di fatti di cui l’atto è destinato a provare la verità, è attività del medico. Invero la refertazione dell’esame ecografico sembra piuttosto destinata a provare la verità di fatti morbosi o fisiologici al terzo interessato e presuppone necessariamente (anche se implicitamente) che il medico stesso abbia proceduto direttamente all’accertamento di malattia-anomalia o fisiologia mediante l’esame sulla paziente, anche se non mera visita, ma accertamento strumentale. Scopri l’importanza delle ecografie in gravidanza e come questi esami diagnostici aiutano a monitorare lo sviluppo del tuo bambino: dalle ecografie obbligatorie a quelle facoltative, leggi tutto quello che c’è da sapere per vivere una gravidanza più sicura e serena.Cosa sapere sulle ecografie gestazionaliLe ecografie ostetriche, o prenatali, sono considerate lo strumento diagnostico più efficace e sicuro per la gravidanza proprio perché sfruttano gli ultrasuoni, innocui sia per il feto che la madre, a differenza delle tecniche basate sulle radiazioni ionizzanti.Le ecografie durante la gravidanza servono a monitorare lo sviluppo e il benessere del bambino durante la gestazione, offrendo informazioni cruciali sulla salute del nascituro e della donna.

Tipi di Ecografie Fetali

Le ecografie fetali possono essere eseguite in due modalità:

  • ecografie transvaginali (o interne), indicate principalmente nelle prime fasi della gravidanza, quando il feto è ancora troppo piccolo per essere visibile dall’esterno;
  • ecografie addominali (o esterne), solitamente eseguite a partire all’incirca dall’11ª settimana, con una sonda passata direttamente sull’addome della madre.

Ecografie Obbligatorie in Gravidanza

Secondo le linee guida italiane, si raccomandano almeno 3 ecografie obbligatorie durante una gravidanza fisiologica, garantite dal Servizio Sanitario Nazionale:

  • ecografia ostetrica nel primo trimestre (generalmente tra l’11ª e la 13ª settimana);
  • ecografia morfologica nel secondo trimestre (tra la 20ª e la 22ª settimana);
  • ecografia biometrica nel terzo trimestre (tra la 30ª e la 34ª settimana).

Oltre a quelle più importanti sopra citate, possono essere necessarie ulteriori ecografie di controllo su indicazione del medico, in base alle condizioni specifiche della madre o del feto, ad esempio in caso di gravidanze gemellari o se si sospettano delle complicazioni.Infine, le ecografie possono essere classificate in due livelli di approfondimento:

  • eco di primo livello: includono le ecografie standard, ossia quelle eseguite in tutte le gravidanze per confermare la vitalità del feto e monitorarne la crescita;
  • eco di secondo livello: si tratta di ecografie ostetriche più dettagliate, generalmente impiegate per indagare eventuali malformazioni o anomalie strutturali.

Ecografie nel Primo Trimestre

  • Ecografia di datazione (6ª - 8ª settimana): conferma la gravidanza, localizza il sacco gestazionale, determina l’età gestazionale e verifica il battito cardiaco;
  • Ecografia genetica (11ª - 13ª settimana): misura la translucenza nucale e stima il rischio di anomalie cromosomiche, come la trisomia 21 o 18.

La prima ecografia della gravidanza, spesso chiamata anche ecografia di datazione, viene solitamente eseguita tra la 6ª e l’8ª settimana: si tratta di una ecografia transvaginale che permette di osservare l’embrione in uno stadio molto precoce.

Gli obiettivi principali sono confermare l’effettiva presenza della gravidanza, determinare la sede del sacco gestazionale (intra o extra uterina) e il numero di embrioni presenti. Inoltre, l’ecografia di datazione consente di misurare il battito cardiaco del feto e di stabilire con precisione l’età gestazionale, prevedendo la data presunta del parto.

Tra l’11ª e la 13ª settimana si può effettuare una seconda ecografia: lo scopo principale di questo esame è misurare lo spessore della translucenza nucale, una piccola raccolta di liquido dietro il collo del feto. Associata al test prenatale, questa ecografia consente di stimare il rischio di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down o di Edwards.

Ecografie nel Secondo Trimestre

  • Ecografia morfologica (20ª - 22ª settimana): valuta la crescita del bambino, individua eventuali malformazioni e monitora lo sviluppo degli organi;
  • Eventuale ecografia 3D o 4D (23ª - 29ª settimana): può essere richiesta per una visualizzazione tridimensionale più dettagliata o in tempo reale del nascituro.

L’ecografia più importante del secondo trimestre di gravidanza è l’eco morfologica, richiesta generalmente tra la 20ª e la 22ª settimana di gestazione. Eseguita tramite sonda esterna, la morfologica è cruciale per valutare lo sviluppo anatomico del bambino e verificare la presenza di malformazioni congenite. Durante questa ecografia vengono esaminati il cervello, il cuore, i reni, la colonna vertebrale e gli arti del feto, oltre ad essere misurate le circonferenze della testa e dell’addome e la lunghezza del femore.

In alcuni casi può essere eseguita un’ecografia 3D o 4D: l’eco 3D fornisce delle immagini statiche del nascituro in tre dimensioni, consentendo una visualizzazione più dettagliata delle strutture anatomiche, mentre l’eco 4D mostra immagini in movimento e in tempo reale. includono la Dott.ssa Eliana Barcellona, la Dott.ssa Giorgia Burul, la Dott.ssa Michela Marchesini e il Dott.

La camera gestazionale si trova all’interno dell’utero: è il nido che ospita ed in cui si sviluppa e cresce il bambino fino al momento della nascita. Alla fine del primo trimestre di gravidanza il feto è lungo in media 65-78 mm e pesa 25-30 grammi. Tutti gli organi sono stati abbozzati (fase detta organogenesi): il piccolo, che nelle prime settimane dal concepimento era solo un corpo ripiegato su se stesso simile ad un gambero con la coda e le pinne al posto delle mani, alla fine di quest’epoca è ormai un corpicino con la pelle rosso trasparente e permeabile dove è facile osservare la tortuosa rete dei vasi sanguigni ed con una testa che appare ancora molto grossa rispetto al resto del corpo.

Al termine del secondo trimestre il feto è lungo in media 24 cm e pesa 1 Kg o poco più. L’ultimo controllo ecografico viene detto “ecografia del benessere fetale”, dal momento che lo scopo principale per cui si effettua è appunto valutare il ritmo di crescita del feto ed il suo stato di salute generale. Di solito il feto si presenta in posizione cefalica, cioè a testa in giù; tuttavia talvolta si può presentare podalico, cioè con la testa in alto e le natiche in basso oppure in posizione trasversa (non si presenta né di testa né di piedi).

In questi ultimi casi, nelle ultime settimane di gestazione, il ginecologo solitamente effettua una manovra di rivolgimento con lo scopo di aiutare il bambino ad assumere spontaneamente la posizione cefalica più favorevole per un parto naturale. Il terzo trimestre è anche la fase gestazionale che permette di riconoscere possibili malformazioni fetali che prima non sarebbe stato possibile vedere, a causa di un non completo sviluppo degli organi interessati.

Al termine dell’ultimo trimestre, il feto è pronto a nascere: ha raggiunto una lunghezza media di 48-50 cm ed il peso è di 3-3.5 Kg. Durante il 1º e 2º trimestre di gravidanza è possibile offrire alla donna alcuni test di screening per la ricerca di possibili malformazioni fetali ed anomalie cromosomiche, in particolare la sindrome di Down e le trisomie 13 e 18.

Nella sindrome di Down (detta anche trisomia 21) il cromosoma soprannumerario è il 21. Il rischio che il feto sia affetto da questa sindrome aumenta con l’aumentare dell’età della donna (su 1500 madri ventenni una di loro, ovvero lo 0,07 % avrà un bambino down, mentre a 40 anni tale rischio è di 1 nascita su 100). La trisomia 21 causa alla nascita ritardo mentale, fisico e motorio di varia gravità e nella metà dei casi si associa a malformazioni a carico degli organi (in particolare del cuore). Valutazione della translucenza nucale fetale (NT): si effettua con un’ecografia tra la 11ª e 13ª settimana di gestazione.

attraverso procedure mediche invasive, come ad esempio l’amniocentesi (prelievo di liquido amniotico) o il prelievo di villi coriali della placenta per lo studio del patrimonio genetico del feto.

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