Gli esami del sangue sono una procedura medica comune, utilizzata per diagnosticare una vasta gamma di condizioni e monitorare la salute generale. Perciò sia che si debba definire il quadro clinico, sia per valutare le condizioni cliniche del paziente, nella pratica medica è imprescindibile prescrivere una serie di accertamenti laboratoristici che si ottengono mediante un prelievo di sangue venoso. Tuttavia, la sola idea di un ago che penetra nella pelle può suscitare ansia e domande. In questo articolo esploreremo la verità dietro il dolore percepito durante un prelievo di sangue, sfatando miti comuni e offrendo una prospettiva completa sull'esperienza.
Come si esegue un prelievo di sangue?
Il Prelievo di Sangue o Prelievo Venoso è una terapia medica e come tale va effettuata solo da personale sanitario specializzato (medici, biologi e infermieri). Il prelievo di sangue viene eseguito da personale infermieristico qualificato. Dopo aver disinfettato accuratamente l’area del prelievo, l'infermiere applica un laccio emostatico per facilitare l'individuazione della vena. Una volta localizzata, si procede con l'inserimento dell’ago per raccogliere il campione ematico.
Il Prelievo Ematico viene svolto introducendo in vena un ago, di solito nell’avambraccio. In caso di impossibilità si scelgono altre zone periferiche del corpo le quali presentino vasi sanguigni più visibili, quali il dorso della mano e il polso.
Aghi Butterfly: perché si usano?
Gli aghi butterfly sono spesso utilizzati per bambini, pazienti in chemioterapia o terapia anticoagulante e pazienti con difficoltà per l’individuazione dell’accesso venoso. Gli aghi butterfly hanno lunghezza inferiore e diametro uguale o minore all’ago normale. Essi non sono utilizzati per procurare meno dolore nel prelievo, come spesso si ritiene, ma solo per la loro maggiore maneggevolezza.
Il Dolore: Aspettative vs. Realtà
La percezione del dolore è soggettiva e varia da persona a persona. Fattori come la sensibilità individuale, l'ansia, la tecnica dell'operatore sanitario e la posizione del prelievo possono influenzare l'intensità del dolore. La maggior parte delle persone descrive la sensazione come un pizzicotto breve e acuto, seguito da una pressione leggera. Tuttavia, per alcuni, l'esperienza può essere più spiacevole. È cruciale distinguere tra il dolore effettivo e la paura anticipatoria, che spesso amplifica la percezione negativa.
Anatomia del Dolore: Cosa Succede Realmente?
Il dolore avvertito durante un prelievo di sangue è principalmente causato dalla stimolazione dei nocicettori, recettori sensoriali specializzati nel rilevare stimoli potenzialmente dannosi. Questi recettori si trovano nella pelle e nei tessuti sottocutanei. Quando l'ago penetra nella pelle, attiva questi recettori, inviando segnali al cervello che vengono interpretati come dolore. L'intensità del segnale dipende da diversi fattori, tra cui la velocità dell'inserimento dell'ago, il calibro dell'ago e la densità dei nocicettori nella zona prelevata. Ad esempio, alcune aree del corpo, come le dita, sono più sensibili al dolore rispetto ad altre, come l'avambraccio.
Tecniche per Minimizzare il Dolore
Diverse tecniche possono contribuire a ridurre il dolore durante un prelievo di sangue:
- Utilizzo di aghi di piccolo calibro: Aghi più sottili causano meno traumi ai tessuti, riducendo la stimolazione dei nocicettori.
- Applicazione di creme anestetiche topiche: Creme contenenti lidocaina o prilocaina possono intorpidire la pelle, diminuendo la sensibilità al dolore.
- Distrazione: Concentrarsi su qualcosa di diverso dalla procedura, come parlare con l'operatore sanitario o guardare un video, può aiutare a ridurre l'ansia e la percezione del dolore.
- Respirazione profonda: La respirazione lenta e profonda può aiutare a rilassare i muscoli e ridurre la tensione, diminuendo la sensibilità al dolore.
- Scelta di un operatore sanitario esperto: Un operatore sanitario esperto utilizzerà una tecnica delicata e precisa, riducendo il rischio di traumi ai tessuti e minimizzando il dolore.
Miti Comuni sugli Esami del Sangue
Molte idee sbagliate circolano sugli esami del sangue, alimentando ansie inutili. È importante separare i fatti dalla finzione.
- Mito 1: Tutti gli esami del sangue sono dolorosi allo stesso modo.
- Realtà: L'esperienza del dolore varia notevolmente. Alcuni esami richiedono prelievi più grandi o in posizioni più sensibili, ma la maggior parte è rapida e relativamente indolore. La tecnica dell'operatore e la preparazione del paziente giocano un ruolo cruciale.
- Mito 2: Più sangue viene prelevato, più doloroso è l'esame.
- Realtà: La quantità di sangue prelevato non è direttamente correlata al dolore. Il dolore è principalmente causato dalla puntura dell'ago e dalla sua permanenza nel vaso sanguigno.
Prelievo di sangue: quali precauzioni?
È importante instaurare con il prelevatore un rapporto di fiducia e dialogo per riportargli timori, la possibilità concreta di una perdita di sensi o il desiderio di eseguire il prelievo sdraiati sul lettino.
Preparazione al prelievo ematico
Le accortezze da applicare prima di un prelievo ematico sono le seguenti:
- Osservare un digiuno di almeno 8/12 ore prima del prelievo evitando anche bevande, fatta eccezione per l’acqua naturale
- Evitare di fumare al mattino prima del prelievo
- Non assumere alcool nelle 12 ore che precedono il prelievo
- Non assumere farmaci nelle 12 ore precedenti il prelievo ad eccezione di prescrizione obbligatoria del medico o assoluta necessità. Segnalare comunque il tipo di farmaco assunto al prelevatore
- Nei giorni antecedenti il prelievo non modificare le proprie abitudini alimentari ed evitare l’eccessivo digiuno (oltre 24 ore) per la conseguente diminuzione di glicemia, colesterolo, trigliceridi, proteine, T3, T4 ed aumento di bilirubina, acido urico e creatinina
- Evitare sforzi fisici intensi nelle 24 ore precedenti il prelievo.
Nei seguenti casi si raccomanda l’assunzione di 2/3 bicchieri d’acqua di primo mattino e nell’ora che precede il prelievo di sangue:
- Pazienti in chemioterapia
- Pazienti in terapia anticoagulante (TAO)
- Pazienti con vene difficili
Accortezze post prelievo
Esistono alcuni accorgimenti da mettere in pratica subito dopo un prelievo di sangue:
- Tenere il braccio disteso, la mano aperta e premere il cotone sul punto di prelievo, senza strofinare, per almeno 5 minuti.
- Se il paziente assume farmaci anticoagulanti, se è in chemioterapia o in stato di gravidanza e in stati fisiologici o patologici in cui la coagulazione risulti rallentata, l’accortezza dovrà essere maggiore e sarà necessario dunque che la pressione sul cerotto venga esercitata per 8/10 minuti
- Evitare di portare pesi e compiere sforzi con il braccio sul quale è stato effettuato il prelievo nei primi minuti successivi allo stesso
- Consigliamo a persone emotive, bambini e donne in gravidanza di fermarsi in sala d’attesa per alcuni minuti dopo il prelievo e di avvisare il personale di laboratorio in caso di qualsiasi disturbo.
Lividi o edemi: eventi possibili nel prelievo di sangue
Il prelievo ematico è comunque un evento traumatico per il vaso sanguigno ed è probabile la comparsa di fenomeni post traumatici quali ecchimosi (livido) o edemi (lieve gonfiore). Non allarmarsi dunque per queste evenienze poco gradevoli ma dalla prognosi benigna e applicare una pomata specifica come Arnica, Reparil, Hirudoid, Lasonil.
Cosa non fare prima delle analisi del sangue?
Dunque, cosa non fare prima delle analisi del sangue? Nelle ore precedenti al prelievo è opportuno presentarsi a digiuno da almeno 8-12 ore. Il fumo può alterare valori come la glicemia, i lipidi nel sangue e alcuni parametri ematologici. Lo stress emotivo o fisico può influenzare ormoni come il cortisolo e la prolattina. Dopo il prelievo venoso si consiglia di mantenere per alcuni minuti il braccio disteso e la mano aperta e tenere premuto un batuffolo di cotone sul punto in cui è stato effettuato il prelievo.
Prelievo di sangue venoso: rischi per il paziente
Il prelievo di sangue venoso, pur facendo ormai parte delle indagini di routine, non è esente da rischi per il paziente. Possono verificarsi complicanze in tutte le fasi della procedura:
- Reazioni allergiche: si invita chi deve sottoporsi a un prelievo di sangue, a informare l’operatore in merito a eventuali allergie o intolleranze ai materiali utilizzati;
- Stato ansioso: se si è agitati e preoccupati, si consiglia di non guardare mentre ci si sottopone al prelievo;
- Dolore e sensazione di punture di spilli al momento dell’inserimento dell’ago: si può aver toccato una terminazione nervosa, in tal caso l’operatore interrompe immediatamente l’operazione;
- Ematoma: per evitare lo stravaso di sangue nel sottocute, è indicato, al termine del prelievo, tenere premuto sul sito d’iniezione per almeno cinque minuti, col braccio disteso e sollevato;
- Vertigine e svenimento: possono essere conseguenti all’ansia, al digiuno, all’ipotensione.
Come Prenotare
Le accettazioni e i prelievi si effettuano dal lunedì al venerdì tramite prenotazione telefonica allo 0461 371037 oppure online dal portale Trec+, dall'app TreC+ o dall'app Telegram, ad eccezione di analisi particolari specificate nelle Carte dei servizi dei singoli Laboratori dipartimentali. TreC+ sostituisce TreC e FasTreC ed è l'unica porta di accesso ai servizi digitali di Apss. Si accede a TreC+ sia dal portale web (trec.trentinosalute.net) sia dalla app (scaricabile gratuitamente dai principali store) con due modalità di autenticazione.
Ritiro dei referti
I referti degli esami di base sono disponibili a 24/48 ore dal prelievo, quelli specialistici dopo 4-10 giorni e gli esami rari dopo circa 30 giorni. I referti vengono consegnati secondo quanto specificato per i singoli punti prelievo previa esibizione del foglio ritiro, rilasciato al momento dell’accettazione, da parte dell’interessato o di un suo delegato.
CHE COS’È L'EMOGASANALISI ARTERIOSA?
L'emogasanalisi (EGA) arteriosa è un prelievo di sangue che si effettua da un'arteria periferica. Più frequentemente il sito di prelievo è il polso (arteria radiale), in alcuni casi il prelievo viene effettuato nella piega del gomito (arteria brachiale) o in sede inguinale (arteria femorale).
QUANDO È INDICATA L'EMOGASANALISI ARTERIOSA?
L'esecuzione dell'emogasanalisi (EGA) arteriosa è indicata quanto si sospetta un quadro di insufficienza respiratoria o uno scompenso dell'equilibrio acido base (in corso di insufficienza renale, diabete mellito, ecc).
COME SI ESEGUE L'EMOGASANALISI ARTERIOSA?
La procedura è semplice e non richiede particolari preparazioni. Particolare attenzione va prestata ai pazienti in terapia anticoagulante , antiaggregante e ai pazienti affetti da coagulopatie.Il paziente viene invitato a sedersi o sdraiarsi, in relazione alla sede di prelievo e alla condizioni cliniche del paziente stesso;si procede alla sterilizzazione della zona cutanea sede di prelievo;viene effettuato un prelievo senza necessità di laccio emostatico attraverso un'apposita siringa;al termine, viene effettuato un bendaggio compressivo che deve essere mantenuto per circa 10 minuti.
L'EMOGASANALISI ARTERIOSA HA CONTROINDICAZIONI?
Il prelievo di sangue arterioso è modicamente più doloroso del prelievo venoso. A volte in seguito al prelievo arterioso (soprattutto nei casi in cui non sia stato mantenuto adeguatamente il bendaggio compressivo o in pazienti scoagulati) può manifestarsi un'emorragia sottocutanea con conseguente ematoma nella sede del prelievo che si risolve in pochi giorni.
leggi anche:
- Laboratorio Analisi Sambuca: Contatti, Orari e Servizi Offerti
- Laboratorio Analisi San Felice Colle Prenestino: Servizi e Orari
- Tumore al Cervello: Le Analisi del Sangue Possono Rivelarlo?
- Consultazione Referti Laboratorio Analisi Civitanova Marche: Come Accedere Online
- Ecografia Milza: Preparazione Semplice e Veloce
- Colesterolo Basso: Scopri Cause Incredibili, Sintomi da Non Ignorare e Rimedi Efficaci!
