Furosemide e Iperglicemia: Un'Analisi Dettagliata

La furosemide è un diuretico d’ansa che agisce inibendo il riassorbimento di sodio e cloruro a livello della branca ascendente dell’ansa di Henle e della porzione distale del tubulo renale. Questo meccanismo causa un aumento nell’escrezione di acqua, sodio, cloruro, magnesio, calcio, potassio e, in misura minore, di ioni bicarbonato.

Farmacocinetica e Somministrazione

Dopo somministrazione orale, l’assorbimento della furosemide è rapido ma incompleto, attestandosi intorno al 65%. L’effetto comincia entro 30 minuti e la sua durata è di 2-3 ore.

Effetti Collaterali

Durante il trattamento con furosemide, possono insorgere diversi effetti collaterali, tra cui:

  • Nausea
  • Diarrea
  • Rash cutaneo

In rari casi, si sono osservate fotosensibilizzazione e depressione midollare, pancreatite (in seguito alla somministrazione di alte dosi per via parenterale), tinnito e sordità (di solito in seguito alla somministrazione di alte dosi per via parenterale e in caso di insufficienza renale).

Dosaggi eccessivi o somministrazioni ripetute regolarmente possono portare ad eccessiva perdita di acqua ed elettroliti (con debolezza, crampi muscolari, sete, anoressia, iponatriemia, ipopotassiemia). Sono stati riportati rari casi di agranulocitosi, anemia aplastica, trombocitopenia e neutropenia.

Iperglicemia e Glicosuria

La furosemide può provocare iperglicemia e glicosuria, ma con intensità minore rispetto ai diuretici tiazidici. A seguito della somministrazione di Furosemide, la tolleranza al glucosio può subire un peggioramento e può svilupparsi iperglicemia. Nei pazienti con diabete mellito manifesto, questo può condurre ad un peggioramento della situazione metabolica.

Precauzioni e Monitoraggio

È importante controllare i dosaggi in modo tale da evitare il rischio di disidratazione. Nei pazienti affetti da cirrosi, porre attenzione alle alterazioni idro-elettrolitiche e acido/base che potrebbero portare all’instaurarsi di encefalopatia portosistemica. Durante il trattamento prolungato, è importante controllare gli elettroliti sierici ed urinari, la glicemia, la glicosuria, l’uricemia e la funzionalità renale.

In pazienti con insufficienza renale cronica, può comparire sordità transitoria se la velocità di infusione supera i 4 mg/min; si consiglia quindi di rimanere sempre al di sotto di tale valore.

Interazioni Farmacologiche

La furosemide può interagire con diversi farmaci:

  • Glicosidi digitatici: L’ipokaliemia indotta dal diuretico può aumentare il rischio di tossicità da digitale. Occorre tenere conto del fatto che la sensibilità miocardica ai glicosidi cardiaci può essere maggiore a causa dell’ipopotassiemia e/o ipomagnesiemia indotta da furosemide.
  • Altri farmaci: La somministrazione concomitante di furosemide e glucocorticoidi, carbenoxolone o lassativi può determinare una maggiore perdita di potassio, con il rischio di ipopotassiemia.
  • Agenti antinfiammatori non steroidei (FANS): possono ridurre l’effetto di furosemide.
  • Litio: L’associazione di furosemide e litio determina una ridotta escrezione di litio e, di conseguenza, un aumento degli effetti cardiotossici e neurotossici di tale sostanza.
  • Agenti antidiabetici: Furosemide può ridurre l’effetto degli agenti antidiabetici.

Dosaggio

Il dosaggio di furosemide varia a seconda della condizione da trattare:

  • Mobilizzazione degli edemi: 20-80 mg in dose singola. Può essere necessario somministrare una seconda dose a distanza di 6-8 ore. Se la risposta non è soddisfacente, si può aumentare il dosaggio per incrementi di 20-40 mg ogni 8 ore (fino a 600 mg/die), per ottenere la diuresi desiderata.
  • Ipertensione resistente al trattamento con diuretici tiazidici: 40 mg due volte al giorno. Il dosaggio deve essere aggiustato in base alla risposta.
  • Insufficienza renale: 250 mg in 250 ml di soluzione fisiologica in infusione lenta (un’ora). La velocità di infusione non deve superare i 4 mg/minuto. La dose può essere aumentata fino ad 1-2 g, se la diuresi ottenuta non è adeguata.

Controindicazioni

La furosemide è controindicata in diverse condizioni:

  • Ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti.
  • Allergia ai sulfamidici.
  • Insufficienza renale con anuria.
  • Coma e precoma associati ad encefalopatia epatica.
  • Ipopotassiemia e iponatremia.
  • Ipovolemia o disidratazione.
  • Allattamento.

Monitoraggio Speciale

Un monitoraggio particolarmente attento è richiesto nei pazienti con:

  • Ipotensione
  • Diabete mellito manifesto o latente (la glicemia deve essere monitorata regolarmente)
  • Gotta (l’acido urico sierico deve essere monitorato regolarmente)
  • Ostruzione delle vie urinarie
  • Ipoproteinemia
  • Cirrosi epatica e concomitante danno renale
  • Pazienti a rischio di un improvviso calo di pressione
  • Neonati prematuri (rischio di nefrocalcinosi/nefrolitiasi)

Effetti Avversi Comuni

I disturbi elettrolitici e dei fluidi si osservano frequentemente durante il trattamento con furosemide, a causa della maggiore escrezione di elettroliti.

  • Iponatremia: A causa della maggiore perdita renale di sodio, soprattutto in presenza di un apporto ridotto di sodio, possono insorgere iponatremia e relativi sintomi.
  • Ipopotassiemia: A causa della maggiore perdita renale di potassio, può insorgere ipopotassiemia, che può essere associata a sintomi neuromuscolari (debolezza muscolare, parestesia, paresi), intestinali (vomito, stipsi, timpanite), renali (poliuria, polidipsia) e cardiaci (disturbi di conduzione e del pacemaker), specialmente in caso di concomitante apporto ridotto di potassio e/o aumento della perdita di potassio extra-renale (ad es. con vomito o diarrea cronici).

Inoltre, con furosemide possono insorgere, o peggiorare, i sintomi delle occlusioni delle vie urinarie (ad es. nell'iperplasia prostatica, idronefrosi, stenosi uretrale).

Considerazioni Speciali

Nei pazienti diabetici o con sospetto di diabete monitorare sia la glicemia sia la glicosuria.

Conclusioni

Le soluzioni di furosemide devono essere conservate a temperatura ambiente e protette dalla luce. L’esposizione alla luce può causare alterazioni nella colorazione della soluzione; la soluzione non va usata se ha colore giallo.

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