Il Laboratorio di Analisi del Miele di Bronte e il Mito del Pistacchio Verde DOP

Un piccolo frutto con guscio, da un antico borgo siciliano alle porte di Catania, disvela il mito del pistacchio verde di Bronte DOP. La storia del pistacchio (pistàkion, in greco antico) si perde nella notte dei tempi. Le sue prime tracce scritte risalgono all’Antico Testamento (Genesi 42/43 versetto 11). Gli Assiri, durante il regno di Assurbanipal I (668-626 a.C.), celebrarono il pistacchio nell’obelisco di Kolach, nel repertorio delle piante più apprezzate.

La Storia e la Diffusione del Pistacchio a Bronte

Lucio Vitellio, governatore della Siria nell’impero romano, portò il pistacchio tra il 20 e il 30 dopo Cristo e contribuì a diffondere la sua coltivazione in Italia e Spagna. Gli arabi ne favorirono la coltivazione in Sicilia, intorno al 900 d.C., grazie alle tecniche di innesto. Il territorio di Bronte - grazie al terreno lavico concimato dalle ceneri del vicino vulcano Etna e le sue sciarre (accumuli di scorie vulcaniche) - si rivelò essere un habitat ideale per la coltivazione di un pistacchio di qualità eccellente che tuttora occupa circa 2.000 ettari di terreno lavico. Un connubio straordinario, tra la pianta e l’ambiente vulcanico, ove produrre frutti apprezzati in pasticceria e gastronomia per le ottime proprietà organolettiche.

La Coltivazione del Pistacchio: Un'Arte Complessa

La coltivazione del pistacchio richiede attenzione poiché si tratta di una pianta dioica, con piante maschili e femminili che devono venire impiantate in prossimità - in rapporto ideale 1/10 tra piante maschili e femminili - per favorire l’impollinazione. La pianta è resiliente, poiché si adatta a terreni poveri e aridi, oltre a tollerare temperature elevate e siccità. Le coltivazioni hanno luogo alle pendici del vulcano Etna, tuttora attivo, tra i 400 e i 900 metri di altitudine.

Proprietà Nutrizionali del Pistacchio

I pistacchi sono ricchi di proteine, fibre alimentari, grassi insaturi e micronutrienti quali vitamine (A, B, C, E, K) e minerali (potassio, magnesio, calcio, ferro, zinco, rame, manganese, selenio). Il pistacchio di Bronte si distingue inoltre, rispetto ad altre varietà, per il maggiore contenuto di olio, acidi grassi insaturi, nonché una concentrazione unica di sostanze aromatiche. Si registra altresì la presenza di carotenoidi (beta-carotene, luteina e zeaxantina) e polifenoli (antociani, catechine e isoflavoni), ai quali vengono attribuite proprietà di prevenzione delle malattie cardiovascolari e contributo alla riduzione del ‘colesterolo cattivo’ (LDL) nel sangue. Gli antociani, in particolare, hanno un’azione antinfiammatoria e antitumorale.

Il Ruolo del Consorzio di Tutela del Pistacchio di Bronte DOP

Il Consorzio di tutela del Pistacchio di Bronte DOP, fondato nel 2004, ha un ruolo fondamentale nella salvaguardia dell’autenticità e la promozione di questo prodotto unico, che ha ottenuto tutela in Unione Europea - mediante riconoscimento della ‘Protected Designation of Origin’ (PDO, o DOP, o AOP) - nel 2009. Il Consorzio si impegna nella collaborazione con università, enti di ricerca, istituzioni e associazioni, per la ricerca e innovazione all’insegna dello sviluppo sostenibile della filiera.

Frodi Alimentari e la Necessità di Tutela

La reputazione internazionale del pistacchio verde di Bronte DOP - a cui corrisponde una grande richiesta di importatori e buyer, spesso inconsapevoli del valore commerciale e della produzione limitata - espongono questo prodotto a diffuse frodi e contraffazioni, nel retail fisico e online ma anche nella ristorazione collettiva, come si è visto. Le frodi alimentari riguardano i pistacchi stessi e i prodotti trasformati ove se ne dichiara la presenza.

Esempi di Frodi Alimentari

  • Vendita come ‘pistacchio di Bronte’ di pistacchi che provengono da altri Paesi e continenti, dalla Turchia all’Iran fino alla California.
  • Miscelazione di pistacchio di Bronte con pistacchi di diverse origini e caratteristiche, in proporzioni variabili.
  • Evocazione del nome di Bronte su prodotti trasformati.

Poiché i pistacchi di imitazione hanno proprietà organolettiche (sapore, colore e forma) diverse da quelli di Bronte, alcune frodi hanno compreso l’aggiunta di additivi alimentari.

Strategie per la Crescita e la Tutela della Filiera

La crescita della filiera del pistacchio verde di Bronte DOP - come pure quella del Pistacchio di Raffadali DOP - non potrà esprimersi nelle quantità se non in misura marginale, fatte salve le ipotesi di estensione dell’areale produttivo e investimenti di lungo termine. Per garantire l'autenticità di ogni lotto di produzione, è fondamentale la tracciabilità di filiera con tecnologia blockchain, ‘from seed to fork’, per garantire agli operatori e ai consumatori l’autenticità di ogni lotto di produzione. L’Unione Europea ha frattanto introdotto nuovi ‘marketing standard’ per la frutta a guscio, con indicazione obbligatoria di origine, che faciliteranno i controlli ufficiali alle frontiere e sul mercato interno.

In questo contesto, il Laboratorio di Analisi del Miele gioca un ruolo cruciale nel garantire la qualità e l'autenticità dei prodotti, contribuendo alla tutela del consumatore e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio.

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