Laboratorio Analisi Acque Marine a Pietrasanta: Innovazioni e Monitoraggio Ambientale

La Versilia è al centro di importanti novità per quanto riguarda il monitoraggio delle acque marine, con un focus particolare sull'accelerazione dei tempi di analisi microbiologiche.

Analisi Microbiologiche più Rapide

Si dimezzano i tempi per le analisi microbiologiche delle acque marine per monitorare il rispetto dei parametri della balneazione. Una novità importante annunciata da Arpat per l'estate 2020, che consentirà di accelerare notevolmente i tempi di analisi e di controanalisi nei casi di sforamento e nei conseguenti divieti di balneazione. “Il Ministero della Salute” - informa Arpat - ha autorizzato un metodo rapido per l’effettuazione delle analisi microbiologiche di laboratorio che permettere di fornire un risultato definitivo già dopo 24 ore - e non più 48 ore come prima.

Monitoraggio e Ricerca Ambientale

Come già da diversi anni, una volta che i dati analitici sono stati validati dal laboratorio entrano nella banca dati. Le ricerche condotte dalle ricercatrici e dai ricercatori afferenti al Laboratorio Ambiente e Clima si concentrano sull’analisi di carote di sedimento prelevate da laghi, torbiere, pianure costiere e ambienti marini e continentali, con l’obiettivo di ricostruire i cambiamenti ambientali e climatici del passato. Ogni carota è una sorta di archivio naturale, capace di custodire informazioni stratificate su eventi climatici, modificazioni del paesaggio, evoluzione della vegetazione, dinamiche fluviali e marine, oltre a tracce delle attività antropiche.

Importanza dello Studio dei Sedimenti

Un aspetto centrale dell’attività di ricerca è la gestione strutturata dei dati derivanti dai carotaggi. Lo studio dei sedimenti non solo ricostruisce il passato, ma offre strumenti per affrontare sfide attuali: gestione delle risorse idriche, rischio idrogeologico, cambiamenti climatici. Capire come l’ambiente è cambiato in risposta a eventi naturali e pressioni antropiche è fondamentale per affrontare le sfide del futuro, dalla crisi climatica alla gestione sostenibile del territorio. Le attività hanno riguardato lo studio di alcuni elementi geomorfologici e idrologici che possono influenzare lo stato di salute della vegetazione palustre.

L’analisi delle condizioni idrometriche attuali, comprese quelle che si presentano nelle diverse stagioni, è stata integrata con la simulazione di scenari ipotetici ricostruiti al variare del livello idrico, utili a prevedere possibili evoluzioni del sistema lacustre. Parallelamente, è stato eseguito un carotaggio ad alta risoluzione per lo studio della successione sedimentaria, che copre un arco temporale di quasi 5.000 anni. Lo studio, condotto da Dott. Marco Lazzarotti e Dott.

Collaborazione CNR e Legambiente per la Tutela Ambientale

Un accordo strategico che unisce le competenze scientifiche di tre istituti d’eccellenza del CNR con l’esperienza ultraquarantennale di Legambiente nella tutela ambientale e nella gestione di progetti europei. “Con questa collaborazione - dichiara Brunella Raco responsabile scientifica della Base di Ricerca CNR di Pianosa - mettiamo a sistema le risorse scientifiche di tre istituti del CNR con l’expertise sul campo di Legambiente. Pianosa, grazie anche alla presenza della nostra Base di Ricerca (BRP-CNR), rappresenta un contesto unico per studiare l’impatto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi insulari e marini, e per sperimentare soluzioni sostenibili.

Il protocollo prevede attività coordinate su più fronti: monitoraggi climatici, realizzazione di report scientifici condivisi, attività didattiche per studenti e comunità locali, summer school, workshop, progetti di tutela di habitat e specie protette.

Coinvolgimento della Citizen Science

Uno degli aspetti più innovativi dell’intesa è il forte investimento nella citizen science, la scienza partecipata. I volontari individuati da Legambiente saranno coinvolti attivamente nella raccolta dati, nel monitoraggio degli ecosistemi e nella sorveglianza delle spiagge per l’individuazione dei nidi di Caretta caretta e per il monitoraggio di altre specie come, ad esempio, la berta minore e la foca monaca. Una strategia che trasforma la sensibilizzazione in azione concreta e consente alla scienza di beneficiare dell’intelligenza collettiva e del presidio costante dei territori.

“Questo protocollo rappresenta un tassello fondamentale nel nostro impegno per la tutela della biodiversità marina - afferma Stefano Di Marco, Coordinatore dell’Ufficio Progetti di Legambiente e Project Manager del progetto LIFE Turtlenest -. Da anni lavoriamo per la salvaguardia della Caretta caretta, specie sentinella del cambiamento climatico. Grazie a questo accordo rafforzeremo le nostre azioni, integrando il monitoraggio e la protezione dei nidi con la ricerca scientifica avanzata.

L’accordo include, tra le sue priorità, l’elaborazione di proposte progettuali comuni su scala nazionale e internazionale, in linea con le strategie europee su biodiversità, clima ed educazione ambientale. La sinergia tra CNR e Legambiente conferma l’importanza di approcci integrati nella ricerca e nella conservazione, capaci di coniugare rigore scientifico, partecipazione e impatto concreto sui territori.

Criticità e Inquinamento Microbiologico in Toscana

“Purtroppo nessuna buona notizia dalla Toscana: molti dei nostri fiumi che sfociano a mare sono fortemente inquinati dal punto di vista microbiologico, in particolare nella costa settentrionale - dichiarano Fausto Ferruzza e Federico Gasperini, Presidente e Direttore di Legambiente Toscana - Criticità si rilevano anche nella Toscana centrale, nella zona di Piombino e Follonica e, rispetto allo scorso anno, si registra un deterioramento qualitativo anche all’Elba.

“Migliorare e rendere più efficienti gli impianti di depurazione e rete fognaria è l’obiettivo da perseguire, enti e amministrazioni locali non devono perdere le occasioni di finanziamento che si presentano - dichiara Stefano Raimondi, Portavoce di Goletta Verde. Perchè efficientare la depurazione delle acque non solo significa migliorare i parametri di qualità delle acque delle coste ma vuol dire anche salvaguardare e tutelare il patrimonio di biodiversità che custodiscono.

Con la campagna Goletta Verde non vogliamo dare patenti di balneazione ma vogliamo mettere in luce le diverse criticità che caratterizzano i territori e purtroppo, anche in Toscana, la problematica maggiore risiede alle foci dei fiumi.

Risultati dei Monitoraggi

I risultati nella provincia di Grosseto: 3 punti oltre i limiti di legge. In provincia di Grosseto in totale sono stati monitorati 6 punti di cui 1 punto a mare e 5 alla foce di fiumi. I 3 punti critici, fuori dai parametri di legge, sono: la foce del fiume Gora a Follonica, il fosso alla Tagliata etrusca ad Ansedonia, entrambi risultati fortemente inquinati e il punto alla foce del fiume Osa nel comune di Orbetello è risultato inquinato.

In provincia di Livorno 3 punti oltre i limiti di legge. Nei punti campionati in provincia di Livorno, tra cui rientrano quelli dell'isola d'Elba, ci sono 2 monitoraggi a mare e 4 alle foci. Nel complesso il 50% dei punti è risultato fortemente inquinato. I 3 punti oltre i limiti di legge sono: la foce dello scarico Salivoli a Marina di Salivoli, nel comune di Piombino; la foce unica dei fossi di Mola a Mola nel comune di Capoliveri; e la spiaggia presso il Moletto del pesce lato porto a Marciana Marina risultati fortemente inquinati.

  • In provincia di Lucca 2 punti inquinati.
  • In provincia di Massa-Carrara 4 punti fortemente inquinati.
  • Tutti i punti campionati in questa provincia sono alle foci dei fiumi, risultate fortemente inquinate.
  • In provincia di Pisa nessun punto oltre i limiti.

Goletta Verde: Impegno per il Monitoraggio e la Sensibilizzazione

Giunta alla 39esima edizione, Goletta Verde monitora lo stato di salute di mare e coste. Partita il 23 giugno da Trieste, viaggerà lungo le coste della Penisola per concludere il suo viaggio a inizio agosto in Liguria. Anche in questa edizione la campagna di Legambiente pone l’attenzione su diverse tematiche estremamente attuali come la depurazione, la lotta alla crisi climatica e alle illegalità, la salvaguardia della biodiversità, le rinnovabili.

Il CONOU, Consorzio Nazionale Oli Usati, sostiene da anni la campagna estiva di Legambiente, nella convinzione che sia assolutamente necessario agire collettivamente per la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Il Consorzio è parte attiva in questo scenario: con la sua attività di raccolta e rigenerazione degli oli minerali usati è un esempio di eccellenza di economia circolare, non solo in Italia, ma addirittura in Europa.

Raccogliendo l’olio lubrificante usato alla fine del suo ciclo di vita nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli, il CONOU fa in modo che questo rifiuto - altamente pericoloso se non gestito correttamente - si trasformi in una preziosa risorsa. Oltre il 98% dell’olio raccolto dal Consorzio viene infatti rigenerato e trasformato in nuova materia prima riutilizzabile, con benefici per l’ambiente e la salute grazie alla riduzione dell’utilizzo di risorse naturali e delle emissioni di gas serra e di altri inquinanti.

“L’economia circolare non è solo una scelta ambientale, ma una leva strategica per costruire un futuro più sicuro e sostenibile. Il CONOU rappresenta un esempio concreto di come questo modello possa funzionare: ogni anno raccogliamo e rigeneriamo l’intero quantitativo di olio lubrificante usato prodotto in Italia, impedendo che un rifiuto pericoloso venga disperso nell’ambiente. Al tempo stesso, lavoriamo per coinvolgere e sensibilizzare cittadini, affinché diventino parte attiva di questo modello - sottolinea Alessia Merlo, Responsabile CONOU Coordinamento Area Nord-Est.

Basti pensare all’impatto che avrebbe avuto la dispersione in natura di quasi 7 milioni di tonnellate di olio usato negli ultimi quarant’anni.

Modalità dei Prelievi e Analisi

I prelievi di Goletta Verde e Goletta dei Laghi vengono eseguiti da tecnici, volontari e volontarie di Legambiente. L’ufficio scientifico dell’associazione si è occupato della loro formazione e del loro coordinamento, individuando i laboratori sul territorio. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli).

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