Il successo di una cucciolata è la risultante di diversi fattori che includono l’adeguata scelta e il controllo sanitario dei riproduttori, la corretta gestione della cagna in gravidanza e al parto, la cura dell’ambiente in cui viene tenuta la cucciolata.
Il Parto e le Prime Ore di Vita
L’inizio del travaglio attivo non dovrebbe durare più di qualche ora dall’avvio della fase espulsiva vera e propria, anche se alcune cagne (soprattutto molossoidi) mostrano pochi, o nulli, segni sino a quando non entrano nella fase centrale del parto.
Tempi inferiori non permettono alla cagna di assistere adeguatamente il neonato, in quanto deve lacerare gli invogli, recidere il cordone ombelicale, lambire vigorosamente il cucciolo in modo da favorire l’espulsione dei muchi ancora presenti nelle vie respiratorie, e avviarlo alla suzione.
Un cucciolo in buone condizioni reagisce alle sollecitazioni materne con pianti vigorosi, che non devono creare apprensione, in quanto da un lato comunicano segnali positivi alla cagna, dall’altro favoriscono l’apertura delle vie aeree e l’ossigenazione dei tessuti.
I cuccioli fisiologicamente possono nascere sia in presentazione anteriore (cioè fuoriesce prima la testa estesa, poggiata sulle zampette anteriori estese), comunque più funzionale, che posteriore (cioè codina e zampette posteriori in estensione).
Successivamente, il cucciolo viene vigorosamente lambito dalla cagna in modo che le narici e l’orofaringe vengano liberate dai muchi ancora presenti nelle vie respiratorie.
Nei casi in cui la cagna non possa (o non sappia) eseguire tali procedure di rianimazione, una volta liberato il cucciolo dagli invogli e reciso il cordone ombelicale (io preferisco lacerarlo con le dita e non tagliarlo di netto, a 4-5 cm dall’ombelico, facendo molta attenzione a non creare trazioni sulla parete addominale) si può stimolare la respirazione tramite delicata compressione addominale, insistendo particolarmente intorno alle regioni genitale e ombelicale, in quanto sedi di riflesso respiratorio durante i primi 3 giorni di vita.
Personalmente lo reputo un deficit molto grave che dovrebbe far riflettere sull’opportunità di far riprodurre soggetti del genere.
In realtà, un parto di 6-8 cuccioli dovrebbe concludersi in 3-4 ore, dall’espulsione del primo cucciolo.
L'Ambiente Ideale per i Neonati
L’ambiente deve avere giuste temperatura e umidità, in modo che non ci sia dispersione eccessiva di calore, ma evitando di creare un surriscaldamento, altrettanto dannoso.
È consigliabile mantenere valori di umidità tra 55-65% circa, salvo nei casi di cuccioli molto piccoli, in cui può essere indicato un tasso di umidità superiore, per prevenire la disidratazione e il raffreddamento.
Un cane neonato perde rapidamente calore per evaporazione se bagnato, o per conduzione se a contatto di superfici fredde, o per radiazione se l’ambiente è troppo freddo.
Pertanto, se collocato senza una fonte di calore (in genere è sufficiente la mamma, se l’ambiente è ben riparato), rapidamente disperde eccessive quantità di calore.
Molto spesso si vede che un cucciolo rimane persistentemente discostato dalla cagna, tanto da far ritenere che sia la mamma ad allontanarlo. In realtà quasi sempre non è così, ma è il cucciolo che in genere tende a rimanere in disparte, se disvitale.
Importanza dell'Allattamento e del Colostro
Il latte della cagna contiene circa l’85% di acqua, i cuccioli deboli e non in grado di poppare adeguatamente sono maggiormente esposti al rischio di disidratazione per insufficiente assunzione di liquidi.
Alcune cagne di media età e di grossa taglia hanno capezzoli grandi ed iperplastici che risultano di difficile fruizione per il cucciolo, che quindi si stanca e riduce i tempi di poppata. Questo aspetto incide maggiormente sui cuccioli più piccoli o più deboli.
L’eccessiva competizione che si osserva nelle cucciolate numerose e la scarsa attenzione da parte della madre sono altre cause di un’insufficiente assunzione di liquidi nei cuccioli.
Pertanto, in questi casi è opportuno integrare subito l’allattamento naturale con quello artificiale, in modo da prevenire la comparsa di tali scompensi.
Deve sempre essere tenuto presente che l’ipotermia va considerata entro certi limiti una condizione di difesa del neonato, in quanto rappresenta un meccanismo protettivo dai danni ischemici in caso di collasso cardiovascolare.
Inoltre, riducendo il metabolismo, permette una maggiore sopravvivenza in caso di deficit energetico (ad es.
In caso di cucciolo ipotermico (freddo al tatto), un riscaldamento rapido aumenta il fabbisogno metabolico, con il rischio di superare la capacità della funzionalità circolatoria e polmonare, per cui è fondamentale attuare un riscaldamento lento, in più di 1-3 ore.
L’alimentazione orale può essere iniziata solo dopo che è stata ristabilita la normotermia in quanto l’ipotermia grave (temperatura inferiore a 34.5 °C) determina riduzione della motilità intestinale, fermentazione nello stomaco del latte ingerito con dilatazione gastrica e conseguente compressione sul diaframma e dispnea.
Questa condizione induce il cucciolo a deglutire ulteriori quantità di aria con conseguenze drammatiche.
I neonati devono essere sollecitati ad alimentarsi frequentemente durante le prime 72 ore dopo la nascita.
Se necessario, possono essere aiutati aprendo la bocca del neonato sul capezzolo, oppure mettendo delicatamente una piccola quantità di latte sulla lingua del neonato, diverse volte nelle 24 ore.
Il tratto digerente alla nascita è sterile, e viene colonizzato rapidamente da diverse specie di microrganismi nei primi giorni di vita, fondamentali al normale sviluppo della flora intestinale, che svolge funzioni importantissime, come garantire l’integrità della mucosa intestinale e prevenire l’attecchimento e la proliferazione di microorganismi patogeni; inoltre è coinvolta nel metabolismo della vit.
L’apparato digerente del neonato è predisposto in modo altamente specializzato per digerire e assorbire solo gli elementi forniti dall’alimento primario, il colostro nei primi due-tre giorni, e il latte materno successivamente, e non è in grado di assimilare altri alimenti.
La permeabilità intestinale agli anticorpi (Ac) colostrali inizia a scemare già dopo 8 ore dalla nascita, e scompare del tutto entro 48 ore.
Sebbene il loro assorbimento intestinale si arresti a circa 36 ore, la loro presenza nel latte continua ad avere un’azione protettiva nei confronti di infezioni dal cavo orale e della mucosa intestinale.
Monitoraggio del Peso e Crescita
Il peso alla nascita non è influenzato dal sesso del neonato e, nei cuccioli con pesi ridotti è un indicatore di inadeguato trofismo placentare, o di anomalie congenite.
La registrazione del peso corporeo alla nascita e nei giorni successivi è un dato molto utile per valutare e riconoscere eventuali problemi.
Le variazioni negative nel breve periodo spesso si riferiscono al bilancio idrico. L’incremento ponderale giornaliero è di circa il 5-10% e una riduzione di questo indice testimonia condizioni di salute scadenti, o inadeguata alimentazione.
Generalmente il peso di un neonato dovrebbe raddoppiare in 7-10 giorni.
Anche nel cane, come nei neonati umani, nelle prime 12-24 ore di vita si osserva una lieve perdita di peso che, con adeguata alimentazione, scompare rapidamente.
È opportuno pesare i cuccioli alla nascita, tra 12 e 24 ore dopo il parto, e poi giornalmente.
Antibiotici e Prevenzione delle Infezioni
Se l’ambiente in cui vengono tenuti i cuccioli è adeguatamente pulito, e il parto si è svolto in modo regolare, è altamente improbabile che si sviluppino infezioni.
A tal proposito, reputo assolutamente deleteria la somministrazione di antibiotici alla madre durante il periparto, con l’idea di prevenire eventuali infezioni durante il puerperio.
Questo significa far assumere ai cuccioli latte antibiotato, influenzando così le fasi di colonizzazione batterica.
Inoltre, si creano ceppi batterici antibiotico-resistenti, come evidenziato da lavori condotti presso allevamenti che attuano routinariamente questo criterio.
Le terapie antibiotiche andrebbero effettuate solo in caso di effettiva necessità o, comunque, solo in caso di alta probabilità di infezione.
Purtroppo i danni indotti da questa pratica non sono immediati, ma si sviluppano in tempi lunghi, per cui non vengono correlati.
Cura dei Cuccioli Orfani
Inconvenienti gravi, come la morte della madre o un suo stato patologico grave, possono rendere impossibile o molto difficoltosa una normale lattazione e portare alcuni soggetti, o intere cucciolate, alla denutrizione e alla disidratazione.
In queste situazioni, le difficoltà maggiori sono dovute all’esigenza, sin dalle primissime ore di vita dei neonati (24-48 ore), di ottenere Ac materni attraverso l’assunzione del colostro.
L’immunità passiva nei soggetti che non hanno assunto il colostro è solo quella garantita dagli Ac materni trasmessi per via placentare, la cui percentuale è circa il 5-10 % rispetto al totale, quindi assolutamente inadeguata.
In caso di cuccioli separati dalla madre, la temperatura ambientale deve essere nettamente superiore (intorno a 31-32 °C) a quella necessaria per gli adulti nella prima settimana, per ridursi progressivamente dopo la seconda settimana.
In questi casi è indispensabile fornire una fonte di calore stabile, come una lampada a infrarossi, ma che deve essere scrupolosamente posizionata e la temperatura monitorata per prevenire disidratazione e bruciature.
La disidratazione è caratterizzata da pliche cutanee grinzose e prive di turgore e le mucose sono asciutte e appiccicose.
Il latte, di apposita formulazione commerciale, può essere somministrato attraverso biberon, siringa o, in casi molto critici, con l’intubazione orogastrica (tecnica che richiede un’assistenza ambulatoriale).
Prima di iniziare la somministrazione è necessario accertarsi che la temperatura corporea sia intorno ai 35.5 °C.
Un neonato ha esigenze molto diverse dall’adulto riguardo alla frequenza dei pasti. Inizialmente, questi devono avvenire a intervalli di circa 2-4 ore, riducendo la frequenza delle poppate notturne rispetto alle diurne.
Lo stomaco di un neonato ha una capacità di circa 50 ml/kg di peso corporeo per cui non bisogna esagerare, né limitare eccessivamente le quantità di latte. Nella prima settimana di vita, le esigenze dei cuccioli possono essere riassunte in 60 ml/450 g p.c.
Il metabolismo del neonato è molto alto e le riserve energetiche di grassi corporei ed epatici sono esigue.
Per sopravvivere dipende, quindi, quasi esclusivamente dall’assunzione di sostanze nutritive attraverso l’alimentazione.
Il fabbisogno energetico di un neonato equivale a circa 15-20 Kcal/100 g p.c./giorno.
Utilizzando un latte commerciale, è opportuno considerare il valore energetico in rapporto al volume di liquido, in quanto, per la limitata capacità dello stomaco, i neonati potrebbero assumere volumi eccessivi di alimento, ma carenti dal punto di vista nutrizionale.
Igiene e Stimolazione Fisiologica
È opportuno ricordare che il cucciolo non ha ancora la capacità di urinare e defecare autonomamente. Normalmente è la madre che, attraverso il lambimento della regione perianale, stimola i cuccioli a farlo.
Mortalità Perinatale
Un’ultima considerazione: la mortalità perinatale nel cane è generalmente più alta rispetto ad altre specie domestiche, anche se i dati riportati in letteratura presentano variazioni abbastanza ampie dovute a molteplici fattori, come stato fisico della cagna, management della gravidanza e del puerperio, razza, entità della cucciolata.
Svezzamento e Alimentazione Solida
Io ho sempre cominciato a far assaggiare la pappa solida ai cuccioli intorno al 21° giorno. Con iniziale somministrazione “via dito”: insomma, si deve pucciare l’indice nell’omogeneizzato e metterlo davanti al musino del cucciolo.
Appena lui lecca, è garantito che parte all’attacco (non preoccupatevi: non ha ancora i denti! O meglio, cominciano già a spuntare, ma non pungono ancora.
Nel giro di una settimana (anche meno, a volte) dal ciucciadito si potrà passare al piattino, sul quale i cuccioli si avventeranno ricoprendosi com-ple-ta-men-te di pappa: ma subito dopo (a piattino finito) si metteranno a leccarselo via l’un l’altro, e dove non arriveranno loro arriverà la mamma.
A partire dal 30° giorno si può già passare al mangime (di tipo “starter”, per mini-cuccioli).
Il numero dei pasti solidi e la quantità dipendono ovviamente dalla taglia e dal peso dei cuccioli: per cani di media taglia come i miei io davo inizialmente due pasti solidi al giorno (dal 21° al 25° circa), poi tre pasti fino ai 45 giorni, poi quattro perchè al 45° giorno circa la mamma comincia ad essere stufa di allattare (anche perché adesso i denti si sentono, eccome!) e quindi chiude la latteria.
Prima dei 40 giorni i pasti aggiuntivi da svezzamento servono soprattutto ad alleggerire le fatiche della mamma e ad abituare i piccoli al gusto e alla consistenza del cibo solido: però sono appunto “aggiuntivi”, e non certo “sostitutivi”.
Fino ai 35-40 giorni, la pappa principale è ancora il latte materno e tutto sommato è abbastanza ininfluente anche la qualità di ciò che somministriamo in aggiunta (pregasi non fraintendere: non è che possiamo dare ai cuccioli delle porcate. Però possiamo scegliere tra omogeneizzato, carne tritata finissima, mangime bagnato e ridotto a poltiglia…insomma, cambia poco).
A partire dai 40 giorni, invece, l’alimentazione principale diventa la “nostra”, e il latte - sempre se la mamma è una santa ed è ancora disponibile - diventa invece il “contentino” aggiuntivo.
Sverminazione e Vaccinazione
NON DIMENTICATE la sverminazione, per carità. I cuccioli devono essere vaccinati contro le malattie virali più comuni dei cuccioli (Parvovirosi-Cimurro-Epatite-Parainfluenza-Leptospirosi ecc.): lo schema vaccinale lo stabilirà il vostro veterinario di fiducia, anche perché ognuno ha il suo ed io preferisco non metterci becco.
I cosiddetti vaccini “puppy”, da fare a 40 giorni, non servono assolutamente a NIENTE se la cucciolata è nata da una madre regolarmente vaccinata e se è stato assunto il colostro.
Comportamento e Sviluppo Psichico
Tra i fattori che personalmente ritengo indispensabili ad un corretto sviluppo della psiche dei cuccioli ce ne sono alcuni più importanti di altri: il più importante di tutti è il fatto che i cuccioli rimangano abbastanza a lungo con la famiglia di origine (per scoprire cosa succede in caso contrario, potete leggere questo articolo…e magari farlo leggere agli aspiranti adottanti dei cuccioli, se cominciano a rompere perché lo vogliono “subito”).
La mia personale esperienza (ma non solo) mi dice invece che la presenza del padre ha un funzione importantissima, quasi vitale nello sviluppo dei cuccioli e che la stragrande maggioranza dei problemi comportamentali degli adulti (soprattutto quelli di rapporto intraspecifico, ovvero di cani aggressivi con i loro simili) si sarebbe potuta evitare - o almeno limitare di molto - se la cucciolata fosse stata educata anche dal padre e non solo dalla madre.
E’ chiaro che non sarà sempre possibile avere a disposizione il “vero” padre della cucciolata per fargli svolgere il suo compito educativo (specie se magari vive a duemila chilometri di distanza)…ma c’è una bella notizia: non è assolutamente importante che si tratti del padre biologico!
Dal punto di vista psichico, infine, ricordiamo che la mancanza di stimoli (deprivazione sensoriale) può causare deficit molto seri, e talora permanenti, nell’adulto. In realtà una grandissima parte dei problemi comportamentali nei cani adulti è dovuta proprio ad errori commessi nella primissima infanzia: un tipico esempio sono i cani provenienti dai “cucciolifici” dell’Est, sottratti precocemente alle cure materne e imbarcati su furgoni e camion che li portano verso i vari commercianti cagnari: questi cuccioli sono quasi sempre vittime di una deprivazione sensoriale perché passano giornate intere stivati in gabbie, senza contatti con l’uomo, senza stimoli, senza possibilità di ricevere imprinting né impregnazione né socializzazione.
I Primi Giorni: Sonno e Attività
Per quanto riguarda il “dormire”, questa è indubbiamente l’attività principale dei neonati: occupa il 95% del loro tempo.
Durante la fase REM si assiste ad un incremento dell’attività cerebrale e recenti studi hanno dimostrato che i neonati “utilizzano” proprio i lunghi periodi di sonno per la maturazione del proprio sistema nervoso.
Un particolare simpatico da osservare è il fatto che i cuccioli facciano tutto contemporaneamente: dormono tutti, poi nel giro di pochi secondi si svegliano tutti e partono all’assalto della latteria.
Sembrerebbe che comunicassero tra loro, ma non è così: i neonati sono totalmente egocentrici ed inconsapevoli dell’esistenza dei fratellini, almeno per un paio di settimane.
Il risveglio “generale” di tutti i cuccioli contemporaneamente è dovuto semplicemente al fatto che il primo che si sveglia, muovendosi e cercando di raggiungere la mamma, rompe le scatole agli altri e quindi sveglia anche loro.
Troppe volte si interviene senza motivo, solo per apprensione o per l’idea che il nostro aiuto sia necessario, ma l’unica vera esigenza di una cagna sana al parto in genere è quella di sentirsi in un ambiente familiare, protetto e tranquillo, e possibilmente di avere vicino la sua figura umana di riferimento (salvo che non sia persona inesperta e ansiosa, nel qual caso trasmette il suo nervosismo alla gestante).
Purtroppo non è raro dover seguire cagne che hanno perso, per cattiva selezione o per cattiva gestione, i normali schemi comportamentaliriproduttivi.
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