Con la parola labirintite si intende genericamente un'infiammazione del labirinto, quella parte dell'orecchio interno che concorre al mantenimento dell'equilibrio. Il labirinto corrisponde ad una piccola porzione auricolare interna, costituita da organi adibiti al mantenimento dell'equilibrio e all'ascolto di parole e musica. La labirintite rappresenta l'infiammazione di una porzione dell'orecchio interno nota come labirinto auricolare, area dotata di strutture anatomiche deputate al mantenimento dell'equilibrio e all'ascolto di suoni.
Cos'è la Labirintite?
Con labirintite si intende l’infiammazione del labirinto, una struttura dell’orecchio, provocata da un’infezione/infiammazione dell’orecchio interno, riconoscibile per la caratteristica sensazione di vertigini che ne rappresenta il sintomo principale. Oggi il termine corretto è neurite vestibolare, un’infiammazione delle cellule (neuroni) del ganglio del nervo vestibolare (VIII paio dei nervi cranici) dovuta a una riattivazione del virus dell’herpes. Il nervo vestibolare fa parte del sistema vestibolare, ossia delle formazioni che partono dai recettori del labirinto dell’orecchio interno e che regolano l’equilibrio statico e dinamico del nostro corpo, oltre che essere responsabili di una chiara visione durante i movimenti della testa.
Cause della Labirintite
Le cause della labirintite non sono ancora completamente note, ma nella maggior parte dei casi sono ascrivibili ad infezioni di origine virale o batterica. La labirintite si sviluppa molto spesso in seguito ad un'otite o ad una brutta influenza a causa della quale l'infiammazione delle basse e/o delle alte vie respiratorie si propaga fino al raggiungimento dell'apparato auricolare. Non è stata ancora isolata una causa precisa ed univoca responsabile della labirintite; ad ogni modo, si presume che la malattia sia il risultato finale di insulti batterici o virali, come ad esempio la parotite e l'otite acuta: un'infezione a carico delle vie respiratorie superiori potrebbe diffondersi sino a giungere a livello dell'orecchio interno. I batteri maggiormente responsabili sono lo Streptococco pneumoniae, la Neisseria meningitidis, l'Haemophilus influenzae e la Moraxella catarrhalis.
Nella ricerca eziopatologica della labirintite, sono imputabili anche le lesioni alla testa, le reazioni allergiche violente ad un farmaco (soprattutto antibiotici) o ad un'altra sostanza, e lo stress estremo. Anche il fumo e l'abuso di alcolici e bevande ricche di caffeina rientrano fra i fattori di rischio.
La labirintite può avere diverse cause scatenanti. Si tratta di un’infiammazione acuta a carico dell’orecchio interno che si verifica in seguito a una infezione delle vie respiratorie. Insieme a una vertigine transitoria, presenta una fistola tra orecchio medio e orecchio interno. La fistola può essere causata da colesteatoma, un tipo di otite media cronica, o avvenire accidentalmente nel contesto di un intervento chirurgico alla mastoide. Accade dopo l’erosione della capsula labirintica ossea, nella maggior parte dei casi il canale semicircolare laterale. È dovuta a infezioni di natura virale quali morbillo e parotite epidemica. Questo tipo non suppurativo si verifica per lo più tra la fessura dell’orecchio medio e il labirinto periotico. Consiste in una infezione dell’orecchio interno dovuta a microrganismi piogeni. È la complicanza di un trauma cranico in cui la linea della frattura attraversa l’orecchio interno.
Fattori di rischio
È stato osservato che alcuni fattori o situazioni possono predisporre il paziente a subire attacchi di labirintite: un colpo di tosse particolarmente violento, un movimento brusco o, ancora, uno sforzo portato all'eccesso, possono costituire elementi di rischio per la manifestazione delle crisi di labirintite, specie nei soggetti predisposti.
Sintomi della Labirintite
Il sintomo caratteristico della labirintite è la sensazione di vertigini. La labirintite esordisce con una sintomatologia generalmente acuta e violenta, in cui le vertigini costituiscono l'elemento comune in tutti i pazienti che ne sono affetti. Oltre a questa manifestazione, la labirintite può comportare: ansia, confusione, difficoltà a mantenere l'equilibrio, fischi alle orecchie (acufene), giramenti di testa, nausea, nistagmo, mal di stomaco, pallore e perdita dell'udito.
Questi sintomi derivano essenzialmente da un'improvvisa incapacità del sistema vestibolare di assicurare l'equilibrio all'organismo: si assiste ad un blocco della regolazione di questo complesso sistema, implicato appunto nel rilevamento del cambiamento di moto della persona. Nella maggior parte dei casi, i pazienti affetti da labirintite sono ansiosi e spaventati dalla malattia, sentendosi incapaci di controllare se stessi: la sindrome ansiosa è un sintomo assai comune nel contesto della labirintite, responsabile della manifestazione di attacchi di panico, depressione, palpitazioni e tremori, che non giovano certo alla malattia in atto, piuttosto aggravano il problema prolungando i tempi di guarigione.
Dati tutti i sintomi della labirintite, come riconoscerla? Il sintomo per antonomasia, associato a questa patologia, che funge anche da campanello di allarme per il medico a cui ci si rivolge, sono le vertigini, che possono rendere difficoltose le normali attività quotidiane. Possono essere continue oppure presentarsi in seguito a movimenti bruschi della testa e del corpo. Oltre ai sintomi fisici, si associano e si sommano anche quelli psicologici, che non fanno che peggiorare la qualità della vita della persona che ne è affetta.
Varianti della Labirintite
In genere, la labirintite si rende manifesta nella sua variante sierosa, come conseguenza del passaggio di batteri o tossine attraverso un canale dell'orecchio (fistola perilinfatica del canale semicircolare laterale): in questo caso, il paziente affetto da labirintite lamenta vertigini di intensità variabile, generalmente transitorie e saltuarie. A seguito di meningite o di meningoencefalite, la labirintite si può manifestare anche nella variante purulenta, responsabile del progressivo ed inevitabile danneggiamento a carico delle strutture interne del labirinto: in questo caso, i sintomi, sempre improvvisi, si concretizzano nella perdita di equilibrio e della funzionalità del sistema vestibolare in generale, e nella scomparsa della capacità uditiva.
Diagnosi della Labirintite
Per diagnosticare la labirintite è necessario sottoporsi a una visita specialistica otorinolaringoiatrica. Si raccomanda di rivolgersi allo specialista fin dai primissimi sintomi, per iniziare l'eventuale trattamento farmacologico in tempi brevi; il medico, dopo aver tracciato l'anamnesi del paziente, procede con l'esame fisico, utile per accertare se le vertigini e la sensazione di perdita d'equilibrio sono dovute ad un problema del sistema vestibolare e del labirinto. In alcuni casi, i pazienti sono sottoposti ad esami specifici, utili per indurre le vertigini: nonostante questo esame non venga accettato benevolmente dei malati, risulta spesso indispensabile ai fini diagnostici.
La diagnosi di labirintite avviene nel contesto di una visita presso l’otorinolaringoiatra. Si tratta di esami che si considerano necessari affinché sia esclusa l’eventualità di patologie più importanti.
Per la Diagnosi di labirintite, lo specialista otorinolaringoiatra si avvale innanzitutto dei dati anamnestici, ovvero la storia clinica del paziente. L'otorino esperto in disturbi dell'equilibrio riesce solitamente tramite un'accurata anamnesi e un esame obiettivo clinico accurato (definito "bed side examination") a inquadrare la situazione.
La visita consiste nell'esecuzione di manovre, statiche e dinamiche, eseguibili in parte in stazione eretta in parte a paziente seduto o sdraiato che, insieme a un'attenta osservazione degli occhi del paziente stesso alla ricerca del nistagmo, riescono nella maggior parte dei casi a indirizzare in maniera abbastanza chiara i sospetti verso una causa eziologica.
Il nistagmo è un movimento incontrollato degli occhi che può essere spontaneo (presente a riposo) oppure provocato (scatenato dall'esecuzione di alcune manovre), e che può essere evidenziato dallo specialista esperto sia ad occhio nudo sia, più facilmente, con l'applicazione sul paziente di occhiali speciali, che ingrandiscono e inibiscono la fissazione. Naturalmente sono a disposizione numerosi esami strumentali specifici che possono "registrare" il nistagmo, sia a riposo sia in seguito a stimolazioni particolari, e che facilitano notevolmente la valutazione e affinano il processo diagnostico (la videonistagmografia, elettronistagmografia e video HIT); sono un valido strumento da utilizzare nei casi di dubbi o di necessità di conferma della diagnosi o, ancora, in casi di valutazioni medico-legali.
A questo tipo di approfondimenti si aggiungono gli esami radiologici: talvolta la risonanza magnetica o in alternativa la TC possono essere necessari per un approfondimento o una conferma. Il percorso diagnostico corretto delle vertigini deve essere quindi il giusto connubio tra valutazione clinica, ambulatoriale e strumentale.
Esami Diagnostici
L'accertamento della diagnosi procede sottoponendo il paziente affetto ad una serie di test più o meno complessi; la scelta del test dipende chiaramente dall'intensità dei sintomi e dalla difficoltà di accertare la malattia.
- Elettronistagmografia: Questo esame diagnostico viene utilizzato per analizzare i disturbi vestibolari e si rivela utile per analizzare eventuali, ulteriori, incapacità di controllo dell'equilibrio.
- MRI (tomografia a risonanza magnetica): Questo esame diagnostico viene utilizzato per riprodurre immagini cerebrali, compresi i capillari e le strutture della testa.
Trattamento della Labirintite
Il trattamento per la cura della labirintite dipende dalla causa scatenante e dalla gravità della condizione; l'obiettivo della terapia è prevenire, alleggerire e risolvere i segni e i sintomi che accompagnano il disturbo. Per trattare la labirintite si utilizzano, a seconda delle necessità cliniche del paziente e delle valutazioni dello specialista, antibiotici, corticosteroidi, antistaminici, antidolorifici ed esercizi e trattamenti specifici per ridurre i sintomi dolorosi.
Quando la labirintite dipende da un insulto batterico, gli antibiotici sono i farmaci maggiormente utilizzati in terapia, mentre gli antivirali (es. aciclovir, valaciclovir) sono indicati per abbattere il virus: l'allontanamento del patogeno, di riflesso, comporta anche la guarigione della labirintite (forma lieve). Inoltre, dal momento che la malattia è accompagnata da vertigini e perdita dell'equilibrio associati a nausea e vomito, i farmaci antiemetici possono costituire un valido ausilio; esistono, inoltre, farmaci specifici per il controllo delle vertigini: questi principi attivi sono indispensabili per annullare la sensazione di smarrimento, per rilassare e per calmare il paziente che ne è affetto. I farmaci anticolinergici (es. proclorperazina) sono i più utilizzati a tale scopo. Gli steroidi (es. prednisone) vengono saltuariamente prescritti per ridurre l'infiammazione, soprattutto in caso di accertata labirintite virale.
Inoltre, abbiamo visto che la labirintite è spesso strettamente legata a disturbi d'ansia e a depressione: per questo motivo, è possibile assumere farmaci specifici, come benzodiazepine (es. diazepam) e farmaci inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.
La grande crisi vertiginosa che caratterizza l’esordio della labirintite può essere trattata con antiemetici e vestibolosoppressori, i farmaci per ridurre la nausea e il vomito.
La cura per la labirintite è legata ad una diagnosi accurata e tempestiva.
Si può anche ricorrere ai cosiddetti rimedi della nonna, che in ogni caso non sostituiscono il parere del medico e una adeguata terapia. Rimedi quali piante con azione sedativa, come ad esempio la passiflora o la valeriana, da assumere in forma di tisane.
È importante evidenziare che è bene riprendere a muoversi il prima possibile per aiutare la ripresa del sistema vestibolare e dunque del senso dell'equilibrio.
Prevenzione della Labirintite
Non c’è un modo per prevenire con certezza la labirintite. Poiché però nella stragrande maggioranza dei casi questa condizione è dovuta a patologie infettive, seguire le corrette norme igieniche per la prevenzione delle infezioni può limitare il rischio che si sviluppi un’infiammazione dell’orecchio interno. Tra queste, le principali sono lavarsi spesso le mani, non toccarsi il volto ed evitare il contatto con le persone che hanno, per esempio, il raffreddore o l’influenza.
Se pensate di soffrire di labirintite o avete dei sintomi che possono ricondurre a questa patologia non trascurateli ed evitate il fai da te.
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